Western America: due famiglie un unico sogno: l’America

DUE FAMIGLIE… UN UNICO SOGNO: L’AMERICA

 

Tutto comincia in una fredda sera di Gennaio quando, illuminati dai paesaggi spettacolari di un documentario, inizia a farsi strada in noi un unico sogno: l’America.

Siamo un gruppo formato da 5 adulti e 2 ragazzi di quattordici anni e da quella sera abbiamo iniziato a pianificare le nostre vacanze estive; meta prefissata WESTERN AMERICA.

 

5 AGOSTO

Ore 4.30 del mattino, non ci sembra ancora vero, ma la navetta che ci porterà all’aeroporto per iniziare la nostra avventura è proprio sotto casa.

Dopo mesi di preparativi per pianificare itinerari, sistemazioni e attrazioni, tra mappe e siti di hotel, finalmente si parte!

Il nostro volo Los Angeles con scalo a Londra e gestito da British Airways fila via liscio come l’olio. (Consigliamo vivamente di togliere le scarpe durante il volo altrimenti si gonfieranno come zampogne!!!).

Dopo 13 ore finalmente atterriamo all’aeroporto di Los Angeles, espletate le formalità doganali (poliziotti cortesi e gentili) ritiriamo i nostri bagagli e saliamo sulla navetta che ci avrebbe condotti a ritirare FURGHI, il nostro mitico pulmino che da quel momento sarebbe diventato il nostro preziosissimo compagno di viaggio. (società di noleggio ”Budget” assolutamente efficiente)

La stanchezza stava iniziando a prendere il sopravvento nonostante l’orologio locale segnasse le 5 p.m. ma noi eravamo in viaggio da ben 21 ore.

È stata quindi una piacevole sorpresa scoprire che l’hotel prenotato per la nostra prima notte a Los Angeles era esattamente dall’altro lato della strada. (Hotel Four Points By Sheraton Los Angeles International voto 8).

 

6 AGOSTO

Sono le 3 del mattino ma siamo già tutti svegli e scattanti come dei grilli perchè 9 ore di fuso orario non sono una passeggiata.

La possibilità di anticipare di due o tre ore la sveglia senza per questo patire sofferenze di sorta, l’avremmo sfruttata durante tutto il resto del viaggio. SVEGLIA PRESTO E A LETTO PRESTO!!!

Inebriati dalla voglia di scoprire ogni cosa, decidiamo di salire sul tetto dell’hotel per ammirare il panorama… non fatelo!!! Ogni porta potrebbe far scattare un allarme come nel nostro caso.

L’alba alla quale assistiamo dal parcheggio dell’hotel preannunciava grandi emozioni.

La prima tappa è Malibù con i suoi surfisti e la nostra prima colazione americana da Subway.

Seconda tappa: Santa Barbara dove abbiamo pranzato a base di ”fish and chips”, quindi partenza per San Simeon dove abbiamo assistito allo spettacolo naturale delle foche e degli elefanti marini spiaggiati. Sono davvero enormi!!

Il tempo purtroppo non era dei migliori (14°C) quindi il nostro ingresso a Monterey non ha suscitato in noi quell’emozione che ci aspettavamo.

Il freddo diventava sempre più pungente e trovare un posto per cenare è stata un’impresa ardua.

Alloggiamo al Ramada Limited Monterey (voto 7, colazione inclusa discreta).

 

7 AGOSTO

Anche oggi sveglia prima dell’alba e, dopo un’abbondante colazione in hotel, visitiamo il centro della cittadina prima di prendere la mitica 17 Miles Drive ( pedaggio 10 $). Questa strada, per le meraviglie paesaggistiche che offre, ci ha regalato forti emozioni.

È stato stupefacente vedere le balene, i cervi e le foche a pochissimi passi da noi.

Abbandonata questa strada meravigliosa proseguiamo il nostro viaggio verso nord.

Pranziamo da ”Sizzler” una catena che consigliamo per l’ottimo rapporto qualità – prezzo.

Poco prima del tramonto raggiungiamo San Francisco, dove la maestosità del Golden Gate, ci ha tolto letteralmente il fiato. Complice in questo, la totale assenza di nebbia. Non da meno è stata la gioia di vedere Sausalito, un paesino davvero caratteristico.

La stanchezza comincia così a farsi sentire quindi non vediamo l’ora di raggiungere il nostro hotel.  (Hilton Garden Inn San Mateo voto 10 nonostante la colazione non fosse compresa nel prezzo).

 

8 AGOSTO

Ci svegliamo alle ore 6,00 a.m. pronti per la consueta colazione da Starbucks.

Riempita la pancia ci dirigiamo alla stazione Millbrae della Bart che permette tranquillamente di raggiungere tranquillamente il centro di San Francisco. (Il costo del biglietto a persona è di 9 $).

La giornata trascorre visitando le attrazioni principali della città: l’Embarcadero centre, Fisherman Wharf, Pier 39, Telegraph Hill, Coit Tower, Transamerica Piramid ecc…

Pranziamo da Bubba Gump, un locale assolutamente carino ispirato al film Forrest Gump, unica nota negativa il rapporto qualità – prezzo.

Nel pomeriggio non poteva mancare un giro sul Cable Car (che fila spaventosa!!!) … costo della corsa a persona 7$.

La stanchezza prende il sopravvento, quindi, per cena decidiamo di fare sosta al supermercato e comprare qualche “succulenta” specialità americana come i maccheroni and cheese che consumiamo in camera.

 

9 AGOSTO

E’ una bellissima giornata di sole e la nostra prima meta è la mitica Lombard Street, assolutamente meritevole!!!

Oggi prendiamo pienamente coscienza che San Francisco è tutta un sali e scendi.

Pranziamo in un ristorantino all’aperto vicino al Fisherman Wharf e a molti negozietti caratteristici pieni di souvenir per poi partire subito dopo per il Sequioia National Park.

L’ attraversamento del Bey Bridge è particolarmente emozionante!

Arriviamo a Visalia e una volta depositati i bagagli in hotel (Fairfield Inn By Marriot Visalia Sequoia voto 10) ceniamo nel vicino Denny’s, una catena americana che potremmo definire creata appositamente per far ingrassare la popolazione.

L’intento sarebbe quello di poter finalmente lavare l’accumulo di panni sporchi ma, ahimè, la lavatrice è fuori servizio…. Panico! Speriamo bene nella prossima tappa.

 

10 AGOSTO

Anche oggi sveglia all’alba e dopo aver caricato il nostro frigorifero (FRIZZY) con abbondante quantità di ghiaccio, facciamo una classica  colazione americana  in hotel.

Una nota di merito al personale gentilissimo per averci fornito mappe  e itinerari per raggiungere il parco.

All’ingresso del parco acquistiamo il National Parks Pass che permette l’accesso illimitato per un anno a tutti i parchi americani ( costo della tessera 80$ a veicolo).

La vista delle prime sequoie è da togliere il fiato. Sono piante davvero imponenti !!!

Parcheggiamo Furghi e, dopo una piacevole passeggiata, raggiungiamo l’attrazione principale del parco: sua maestà General Sherman, un mostro di sequoia!

All’uscita del parco, intorno alle 3.30 p.m. i crampi allo stomaco iniziano a farsi sentire e … per nostra sfortuna ci facciamo convincere dai due teen-ager a pranzare da KFC.

Che dire?!? … un’esperienza da provare ma da dimenticare subito dopo.

Il nostro viaggio prosegue in direzione Death Valley, per la precisione Ridgecreast, dove abbiamo prenotato presso American Inn and Suite.

Sconsigliamo vivamente la struttura per la pessima qualità del servizio e la scortesia del personale quasi del tutto assente.

 

11 AGOSTO

Nonostante la colazione fosse compresa nel prezzo, non abbiamo avuto il coraggio e lo stomaco di provarla.

Decidiamo così di andare da Denny’s e consumiamo quello che potremmo tranquillamente definire un pranzo nuziale per la bellezza di 118$.

Il viaggio prosegue sotto un sole cocente (temperatura esterna 51°C) all’interno della Death Valley.

È stato emozionante quando un caccia della vicina base aerea, si è abbassato volando a pochi metri dalle nostre teste per salutarci.

Raggiunto il Visitor Centre, la temperatura esterna è di 117°F.

Zabrinskie point è l’unico punto meritevole tra tutti gli altri per poter ammirare la valle.

Sul tragitto per raggiungere Las Vegas, ci lasciamo alla nostra sinistra la misteriosa  Area 51.

Maciniamo chilometri su chilometri quando finalmente vediamo in lontananza lo skyline della famosa città del peccato.

Rimaniamo estasiati dalla bellezza caotica di questa città che non dorme mai!!!

Nulla in confronto all’emozione provata davanti all’hotel dove avremmo trascorso le prossime due notti: Hotel Paris Las Vegas (voto 10).

La vista che abbiamo dalle camere dell’hotel è spettacolare: la bellissima torre Eiffel e di fronte l’hotel Bellagio con le sue maestose fontane.

Una volta pronti per la sera, ceniamo nella famosa catena Twin Pics, dove mangiamo molto bene.

Continuiamo la serata girovagando tra le mille luci e personaggi strani che si incontrano lungo le strade.

Decidiamo di visitare l’hotel New York New York, dove all’interno veniamo catturati dal corner dove effettuano dei divertentissimi fotomontaggi.

Data la stanchezza rientriamo in hotel posticipando la visita dei restanti hotel lussiosi al giorno seguente.

 

12 AGOSTO

Mattinata all’insegna del relax totale; ‘’armati’’ di infradito e costume da bagno raggiungiamo la magnifica piscina ai piedi della Torre Eiffel dove oziamo fino al primo pomeriggio.

Il programma prevede infatti la prima VERA uscita per lo shopping sfrenato: direzione PREMIUM OUTLET.

Tra sneakers, jeans, borse ecc… ci sentiamo come dei bambini nel paese dei balocchi tantè che ci portiamo avanti acquistando una valigia extra.

Ceniamo in una steak house (Outback voto 10) appena fuori il centro commerciale.

La serata prosegue tra le mille luci della città; visitiamo gli hotel The Venetia, Ceasar Palace dove si viene catapultati sul set di ‘’Una notte da leoni’’.

Intorno alle 11p.m. inizia, seppur in maniera ridotta, il meraviglioso spettacolo delle fontane del Bellagio: semplicemente incredibile!

 

13 AGOSTO

Purtroppo dobbiamo lasciare questa sorprendente città ma sappiamo che il nostro viaggio ci riserva ancora mille emozioni.

Partiamo quindi in direzione del Bryce Canyon; purtroppo al nostro arrivo il tempo non è dei migliori ma sfruttiamo la situazione a nostro vantaggio lavando quintali di biancheria accumulata fino ad oggi, nella guest loudray del bellissimo Ruby’s Inn. Unica pecca dell’hotel la cena e la colazione very expensive!!

 

14 AGOSTO

Per fortuna al nostro risveglio il sole inizia a far vedere i suoi primi raggi.

Raggiungiamo quindi il parco e facciamo tappa nei diversi belvedere: le viste sono da stravolgere il fiato, è tutto un susseguirsi di guglie rosse che si innalzano nel cielo turchese.

Riprendiamo il viaggio in direzione Page; il navigatore del nostro smartphone ci abbandona momentaneamente senza che noi ce ne accorgessimo così percorriamo un centinaio di chilometri in direzione sbagliata, ma poco importa … il paesaggio è comunque sorprendente.

Arriviamo in hotel (Motel 6 Page voto 7) nel tardo pomeriggio.

Fatichiamo un po’ prima di trovare un ristorantino dove rifocillarci ma alla fine i nostri sforzi vengono premiati.

 

15 AGOSTO

Colazione da Starbucks e partenza in direzione Horseshoebend.

Nonostante siano solo le 9.00a.m. la temperatura è già torrida quindi quella che dovrebbe essere una breve passeggiata dal parcheggio al belvedere si trasforma in un’impresa da Iron man: sul tragitto infatti non si trova un riparo all’ombra se non a metà del percorso ma la vista che si gode una volta raggiunta la cima è assolutamente meravigliosa: il verde del fiume Colorado crea un contrasto di una bellezza unica con il rosso delle rocce e l’azzurro del cielo.

Visitiamo la diga di Glen Canyon: davvero imponente.

Per il pranzo oggi è previsto un pic-nic sulle rive del lago Powell; peccato per la temperatura torrida che non ci permette di godere a pieno di questa esperienza… rientro in hotel e bagno in piscina.

 

16 AGOSTO

Per la colazione di oggi decidiamo di variare quindi acquistiamo tutto l’occorrente al supermercato e consumiamo il tutto sui tavolini posti appena fuori il negozio.

Nel mentre della nostra colazione veniamo raggiunti da un tipo assai strano; l’apparenza è quella di un indiano poco pulito che ci abbraccia e finge di parlare da santone, in realtà è un folle che poco dopo vediamo venir arrestato.

Alle 12.30 a.m. check in per l’escursione prenotata da casa all’Antelope Canyon Upper.

Ci accolgono con una danza tribale seguita da un viaggio a bordo di jeap camionette un po’ scassate ma che regalano tanto divertimento.

La nostra visita all’interno del canyon è sapientemente guidata, questa volta sì, da un vero indiano.

È un paradiso di curve, spaccature levigate, colori, forme tornite, anse e giochi di luce entro cui ci si spinge in silenzio, sempre di più, fino a sbucare al di fuori in corrispondenza di una spaccatura bella come un portale gotico.

Le tappe della visita sono scandite dalle foto di rito; le migliori inquadrature sono suggerite dalla guida stessa.

Per il pranzo ci riproviamo con un pic-nic e questa volta l’esperienza è decisamente più piacevole.

Troviamo infatti un grazioso giardinetto con tavoli e panche all’ombra di grandi alberi.

Subito dopo partenza per la Monument Valley perché l’arrivo deve essere tassativamente prima del tramonto.

Il tratto di strada che percorriamo è qualcosa che tocca le corde giuste di chi ama gli scenari naturali.

Lo spettacolo che si apre ai nostri occhi meriterebbe da solo il viaggio.

Sotto di noi nel vento si estende la spianata piatta ed immensa della Monument Valley.

Il meglio però arriva quando il sole inizia la sua lenta discesa; le rocce si accendono diventando ancora più rosse ed il cielo si colora di mille sfumature. A noi non resta che assistere estasiati davanti a così tanta bellezza!

Il nostro pernottamento è previsto presso l’hotel Kayenta Monument Valley che però si rivela una cocente delusione: il rapporto qualità – prezzo non è per niente buono.

 

17 AGOSTO 

Raggiungiamo il baracchino delle guide navajo e partiamo su un camioncino 4×4 cigolante alla scoperta della valle.

Il giro dura circa due ore e ci permette di vedere le Three Sisters, l’Arch, un roccione con la faccia da indiano ed una grotta con un buco chiamato The Eye.

Probabilmente abbiamo scattato un milione di foto.

Il nostro viaggio prosegue in direzione Williams, una graziosissima cittadina sulla Route 66.

Prenotiamo presso il Best Western Plus Inn of Williams al quale non possiamo che dare una valutazione di 10.

È immerso nel verde proprio a ridosso della foresta e si ha l’impressione che da un momento all’altro possa uscire un orso o un cervo.

In serata il centro della cittadina si anima di luci e spettacoli western in cui vengono messe in scena finte sparatorie tra sceriffo e bandito.

Prima di coricarci l’hotel ci offre l’ennesima piacevole sorpresa: ai bordi di una piscina è allestito un braciere attorno al quale ci soffermiamo a chiacchierare.

 

18 AGOSTO

La colazione compresa nella tariffa dell’hotel è varia e di ottima qualità.

La mattinata prevede una gita presso la caratteristica cittadina di Sedona, centro new age circondata da montagne rossissime che offrono viste spettacolari.

Pranzo a base di carne presso una steak housee partenza in direzione Grand Canyon.

Nei pressi del confine del parco nazionale avvistiamo il caratteristico cartello e sostiamo per l’immancabile foto ricordo.

In un attimo arriviamo al centro visitatori dove prendiamo una delle navette che collegano i diversi belvedere del parco. A Yaki Point scendiamo ed emozionatissimi raggiungiamo e ci affacciamo per la prima volta su questa immensità. Che dire? Il Grand Canyon è il Grand Canyon, è immenso lavoratissimo dall’erosione millenaria, ricchissimo di colori, di quinte montuose come vele sovrapposte, di mille colori diversi in cui i giochi di ombre e luci sono infiniti.

Anche i successivi belvedere ci hanno risvegliato ogni volta grandi emozioni.

All’uscita del parco abbiamo la malaugurata idea di cenare in quello che all’apparenza poteva sembrare un’ambiente molto caratteristico ma che in realtà si è rivelato una solenne fregatura.

 

19 AGOSTO

Oggi ci attende un lunghissimo viaggio attraverso il deserto californiano; non pensavamo avremmo superato le temperature raggiunte nella Death Valley invece ci sbagliavamo di grosso.

A Needles il termometro della macchina raggiunge i 51°C… HELP!!!

Sosta per il pranzo presso l’immancabile Denny’s (giungiamo alla conclusione che non esiste angolo del pianeta che non sia servito da un fast food!)

Il nostro inglese si sta perfezionando ormai sempre di più tantè che anche quelli di noi che inizialmente avevano difficoltà nel comunicare con i locali, ora non trovano più ostacoli… per richiedere del formaggio extra da mettere sui famosi spaghetti and meatballs proprio oggi viene pronunciata la mitica frase: ‘’Jennifer please, un po’ di cheese!’’

Maciniamo chilometri su chilometri prima di arrivare in serata nella patria di Disneyland.

L’hotel Anaheim Majestic Garden (voto 9) è molto bello ed il personale disponibile e simpatico; ci informano subito che alle 9.30p.m. avrebbe avuto luogo il meraviglioso spettacolo pirotecnico che ci avrebbe allietati tutte le sere in virtù del 60° anniversario di Disneyland.

 

20 AGOSTO

Oggi inizia la fase balneare del nostro viaggio; prima tappa Laguna Beach.

Sostiamo in un parcheggio a pagamento (dalle 11.00a.m. alle 4p.m. 5 dollari).

La spiaggia è carina ed i bagni pubblici una piacevole sorpresa in quanto puliti e dignitosi.

Il nostro entusiasmo per tuffarci in acqua si smorza immediatamente appena pucciamo i piedi nell’oceano: l’acqua è decisamente fredda e le onde decisamente insidiose.

Pranziamo con degli squisiti panini preparati da noi; attenzione ai gabbiani che si avventano con voracità su qualunque cosa commestibile.

Lasciamo la spiaggia alle 5.30p.m. e troviamo una coda spaventosa sulla via del ritorno, ma non importa, in America è bello anche il traffico.

All’hotel ci attende il porta-valigie matto (non si capisce quando parla perché balbetta).

Doccia veloce e nell’attesa della navetta per Downtown prenotiamo i biglietti per visitare il museo di Madame Toussauds l’indomani.

Ceniamo nel Reinforest cafè _ ambiente caratteristico e particolare ma i prezzi decisamente alti. Rientro in hotel e nanna.

21 AGOSTO

Finalmente oggi è il gran giorno per visitare Los Angeles; non ci sembra vero di passeggiare sulla Walk of Fame e di poter posare le mani dove mille divi l’hanno fatto prima di noi.

Qui la follia regna sovrana, ci sono tipi bizzarri ad ogni angolo ma dopotutto questo è il bello.

Visitiamo il museo delle cere dove facciamo mille foto spiritose.

All’uscita shopping e pranzo presso il mitico Hard Rock Cafè, location molto bella e caratteristica con camerieri gentilissimi.

Il nostro pomeriggio prosegue tra i negozi di Hollywood e poi recuperato Furghi ci dirigiamo sulla collina per immortalarci con la mitica scritta HOLLYWOOD (Beach Wood Canyon).

Un giro tra le ville di Beverly Hills e rientro in hotel (anche oggi traffico intensissimo).

Il momento del pasto per noi si tramuta sempre in un teatrino comico ed anche questa sera non ci smentiamo.

Seduti al ristorante dell’hotel cerchiamo di decifrare i piatti proposti ma l’impresa è ardua tantè che, convinti di aver ordinato dei crostini con del salmone il cameriere si presenta con degli enormi piatti di zuppa ed alla vista della brodaglia non riusciamo a trattenere le risate.

Siamo veramente stanchi per cui camera e letto!

 

22 AGOSTO

Colazione nel vicino Starbucks e partenza per Santa Monica. Il parcheggio della spiaggia è enorme ed il prezzo più che onesto: 12$ per l’intera giornata.

La principessa del gruppo per paura di scottarsi pretende l’acquisto di un ombrellone per 25$.

Il Pier è molto caratteristico ed invaso ad ogni ora da migliaia di persone.

Qui tutti fanno la foto di rito alla fine della Route 66.

Pranzo e cena presso il ristorante ‘’Al mare’’; finalmente riusciamo a mangiare un piatto di pasta decente e a bere un espresso veramente espresso (il prezzo però è stratosferico 4$ cad.).

Poco prima del tramonto giro sulla mitica ruota panoramica del Pier.

Rientro in hotel e nanna.

 

23 AGOSTO

Oggi grande shopping; poco fuori Los Angeles c’è un outlet spettacolare: il CITTADEL OUTLET.

Compriamo Levi’s, Marc Jacobs, Adidas, New Balance, Clarisonic, Ugg, Lucky Brand e molto altro ancora a prezzi stracciati (ci sembra di vivere un sogno).

Pranziamo in un locale molto caratteristico con il personale in divisa anni ’50: il Ruby’s Diner.

Lo shopping anche se piacevole è molto stancante quindi rientriamo in hotel e ci concediamo qualche ora di relax tra piscina e idromassaggio.

Ceniamo in hotel e decidiamo di tornare per l’ultima volta in Downtown.

I due teenager come ricordo di questa esperienza insieme decidono di farsi una caricatura meravigliosa.

 

24 AGOSTO

Le lacrime iniziano già a riempire i nostri occhi: oggi è il nostro ultimo giorno di vacanza.

Il nostro programma prevedeva di soggiornare a Venice Beach ma una volta sul posto cambiamo immediatamente idea visto il degrado e lo sporco che regnano un po’ ovunque.

Torniamo quindi alla nostra Santa Monica.

Sembra che tutti sappiano che la nostra vacanza è agli sgoccioli; anche la ragazza che intrattiene con le sue canzoni i turisti del Pier.

Le lacrime iniziano a scendere copiose sulle nostre guance sentendo le note di ‘’CON TE PARTIRO’ ‘’ .

Quando il sole inizia a tramontare, realizziamo che è arrivato il momento di separarci da quegli oggetti che nella loro semplicità erano diventati parte della nostra meravigliosa esperienza: FRIZZI il frigorifero, UMBRELA l’ombrellone e SURFY le tavolette da surf dei due teenager.

Pensiamo di far rivivere questi oggetti nelle mani di qualcun altro così li autografiamo con tanto di dedica.

Rientriamo in hotel tristi dove ci attende l’arduo compito di far rientrare nelle nostre valigie la miriade di cose acquistate compresi shampoo, creme, gel e chi più ne ha più ne metta.

 

25 AGOSTO

Siamo così arrivati al fatidico giorno del ritorno.

Tutti i sogni e i progetti fatti nei mesi precedenti si erano materializzati, li avevamo vissuti con estrema pienezza, ogni momento del viaggio era diventato parte della nostra esperienza indimenticabile.

Non restava che ripartire, riprendere l’aereo e immergersi nuovamente nella vita di tutti i giorni iniziando ad immaginare altre mete future.

Abbiamo riportato in patria 2000 fotografie, una cinquantina di video, tantissimi ricordi che ci avrebbero riempito i discorsi e i pensieri per mesi e un grande entusiasmo.

Avevamo già voglia di ritornare!!!

 

THE END (… per ora)

 

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