Creta, le meraviglie dell’ovest

Sottotitolo: tre donne, una settimana, un appartamento, una macchina a noleggio, Chanìa e le meraviglie di un’isola stupenda!

 

Per questo viaggetto di inizio giugno, la scelta era caduta su Creta perché cercavamo una meta dove andare al mare e rilassarci e, al contempo, poter visitare cose interessanti. Naturalmente non siamo rimaste deluse: ci siamo innamorate di Creta praticamente all’istante, un’isola ha saputo lasciarci senza parole dal primo all’ultimo giorno.

 

Viaggio e soggiorno

Abbiamo volato Ryanair da Bergamo su Chanìa (l’isola ha due aeroporti: Chanìa e quello del capoluogo, Heraklion), spendendo circa 270 euro a testa con il pacchetto “all inclusive” (posto, bagaglio, priority). Sul sito Ryanair, contestualmente al volo, ci siamo prenotate anche la macchina, da prendere direttamente in aeroporto e abbiamo speso circa 300 euro per una settimana di noleggio, l’assicurazione supplementare e tre conducenti.

Una delle meraviglie cretesi di questo nostro viaggio è stata sicuramente la casa: avevo prenotato “Friendly House” su booking.com fidandomi delle impeccabili recensioni e perché cercavamo, pur essendo solo in tre, un appartamento con almeno due camere da letto. Abbiamo trovato questa vera perla, con tre camere da letto e due bagni, nuovissima, curatissima, arredata in modo pazzesco, luminosissima, piena di balconi e terrazzi, incluso uno panoramico sul tetto, ed un proprietario cordiale e gentilissimo che ci ha fatto trovare in casa all’arrivo persino dei souvenir in omaggio e il frigo pieno di cose per la colazione: siamo rimaste a bocca aperta, e doppiamente quando nei bagni ci siamo ritrovate bagnischiuma, saponette e creme corpo di qualità, all’olio d’oliva e made in Creta. Per la nostra casa su tre piani, che aveva anche il posto auto coperto, abbiamo speso 900 euro, pulizia finale inclusa. La casa, attigua a quella della sorella del proprietario, si trova in un grazioso e tranquillissimo quartiere residenziale di Chanìa, a circa 4 km dal centro e a due passi da un fornito supermercato.

Nella sezione “viaggio” includo anche una parentesi sulla viabilità cretese, unico neo dell’isola: le strade sono lente, parecchio lente, e non semplicissime. Indispensabili un navigatore (noi abbiamo usato Google Maps dal cellulare), prudenza e pazienza. Nei centri abitati le strade sono un reticolo di sensi unici in cui è facile mancare la via giusta; tra Kissamos ed Heraklion, lungo la costa, corre l’ “autostrada”, che però è ben altra cosa rispetto al nostro concetto della stessa ed è, in realtà, una sorta di strada provinciale che a tratti ha due corsie per senso di marcia (ma solo a tratti); la vera nota dolente arriva quando si deve attraversare la parte interna dell’isola che è aspra e montuosa, e le strade sono strette, si arrampicano attorno ai monti e sono, ovviamente, piene di tornanti e lentissime. Quindi, tanto per capire, i tempi di percorrenza tra Chanìa e Kissamos (meno di 50 km, tutti di “autostrada”) sono di circa 50 minuti, tra Chània e Elafonissi (70 km) ci vuole un’ora e mezza (la parte dell’entroterra è allucinante), per arrivare ad Heraklion e Cnosso (140 km, tutti di “austostrada”) ci vogliono 2 ore.

 

Le spiagge

Siamo rimaste senza parole il primo giorno e non le abbiamo più ritrovate: acque turchesi e trasparenti, spiagge sabbiose stupende, panorami mozzafiato e, che non guasta, servizi in spiaggia a prezzi per noi impensabili. La prima settimana di giugno acqua un po’ freddina ma non improponibile ed impossibile resistere a colori e trasparenze da piscina.

Stavros

E’ stata la nostra spiaggia “di casa”, nonostante fosse a circa 20 km da Chanìa: avevo letto in rete di questa spiaggia sulla punta di una penisola, dove era stata girata la scena finale del sirtaki di “Zorba il Greco”, e ci siamo andate il primo giorno e poi l’ultimo. E’ una spiaggia non molto grande, tranquilla, a mezzaluna, chiusa da uno sperone di roccia che la trasforma quasi in una laguna e la tiene riparata da vento e onde: è bellissima! Per metà è libera e per metà attrezzata, alle spalle ha un paio di bar ristoranti e ci sono tutti i servizi. Un ombrellone e due lettini per tutto il giorno costano 10 euro e le ragazze del bar che ha anche in gestione la spiaggia passano tra gli ombrelloni e portano da bere e da mangiare direttamente lì (l’intero menù del ristorante in pratica si può mangiare sotto l’ombrellone). Nei giorni di licenza viene presa d’assalto dai Marines della vicina base NATO ma, a parte la musica un po’ alta, non creano problemi.

Falasarna

Bella, bella, bella! Ad un’oretta di “autostrada” da Chanìa e riserva naturale (come anche Gramvousa, Balos ed Elafonisi), Falasarna ci ha rubato subito il cuore per il paesaggio e i colori del suo mare. La lunga spiaggia è in realtà suddivisa in varie spiagge più piccole e noi, seguendo un suggerimento della Lonely Planet, siamo andate nella parte più tranquilla, quella in fondo, verso le rovine di Antica Falasarna (che abbiamo purtroppo trovato chiuse): è comunque attrezzata ma non ha moto d’acqua e simili, che ci sono invece nella parte della “big beach”. Ci sono un paio di bar e lettini e ombrelloni si affittano con 7 euro (!).

Gramvousa e Balos

Una gita assolutamente da fare. Balos può essere raggiunta anche in macchina (ma ho letto cose allucinanti sulla strada sterrata per arrivarci) mentre Gramvousa, che è qualcosa di incredibile, si raggiunge solo con la mini-crociera che tocca entrambi questi posti meravigliosi. Noi abbiamo appunto fatto questa crocierina, che parte da Kissamos e costa 28 euro a testa: si va prima a Gramvousa, dove ho visto l’acqua più trasparente della mia vita (per conto mio come trasparenza ha battuto anche le Maldive), si può stare un po’ in spiaggia oppure salire (la salita è impegnativa ma il panorama impagabile) alla fortezza veneziana che domina quest’isoletta che è poco più che uno scoglio.

La crocierina prosegue poi per la celebre laguna di Balos, che è certamente un posto unico al mondo: un paesaggio quasi lunare per il biancore accecante della sabbia e delle lagunette che si formano. Non ci sono attrezzature e servizi e per questo si può sempre risalire sul “traghetto” per andare in bagno (pulitissimi) o bere qualcosa o anche semplicemente stare all’ombra. Non so se è ventosa sempre o se è capitata a noi la giornata così, ma piantare ombrelloni (si noleggiano a bordo) non era possibile e comunque era impossibile anche sedersi con i teli, perché la sabbia è tutta impregnata d’acqua (presumo che di notte la marea salga e poi durante il giorno la sabbia non faccia mai in tempo ad asciugare). Avevo letto grandi cose di Balos ma, se devo essere sincera, a me è piaciuta meno di altri posti che abbiamo visto, tra cui Gramvousa. Detto questo, è sicuramente da vedere se si va a Creta.

Elafonisi

E’ la spiaggia più famosa di Creta ed è considerata la più bella e, quando la si vede, si capisce il perché! Arrivarci, se non si alloggia da quelle parti, non è semplicissimo, perché bisogna attraversare l’interno dell’isola e scavalcare ed aggirare un po’ di monti, ma ne vale assolutamente la pena: quando si arriva quasi non ci si crede. La spiaggia è attrezzata, ci sono un baretto e dei bagni (a pagamento, molto puliti) e nelle zone con lettini e ombrelloni (sparse per la spiaggia, che è ampissima) si spendono 8 euro per tutto il giorno (giuro). L’acqua ha mille sfumature di turchese, la sabbia è bianca ombreggiata di rosa e c’è una parte con delle piccole dune: è veramente un paradiso! E’ piuttosto esposta al vento e quindi si arrostisce al sole se non si sta attenti. A pochi km dalla spiaggia c’è un monastero indicato nelle guide, molto grazioso da visitare e con un bel panorama.

 

Città e rovine

Visto che avevamo scelto Creta per alternare spiagge, mare e relax a visite più o meno archeologiche, ci siamo fatte un migliaio di km in 7 giorni, per raggiungere anche qualche sito interessante e dare una sbirciata a qualche altra località oltre a Chanìa.

Cnosso ed Heraklion

Ovviamente, il sovrano delle rovine cretesi: il palazzo di Minosse. Purtroppo, l’archeologo che lo scoprì ebbe la sventurata idea di ricostruirne alcune parti con il cemento e di ritinteggiare muri, affreschi e colonne, per far vedere come erano in origine, con il risultato di una via di mezzo tra un sito archeologico e Gardaland. Le rovine sono comunque interessanti e lasciano intravedere un palazzo che doveva essere veramente un qualcosa di grandioso. Con il biglietto combinato si visita praticamente gratis il museo archeologico di Heraklion (15 euro solo Cnosso, 16 entrambi), che dista solo 5 km (di trafficata città) ed è veramente stupendo: contiene moltissimi reperti della civiltà minoica e del palazzo, tra cui dei pezzi strabilianti.

Rethymno

Ci siamo fermate sulla via del ritorno da Heraklion e ci è sembrata un po’ una piccola Rimini, nel senso che ha una lunga spiaggia in centro, su cui affacciano locali e alberghi, tutta ricoperta da stabilimenti balneari. La guida la segnalava per un piccolo porto veneziano con il faro, praticamente una riduzione in scala di quello di Chanìa. Si trova lungo la famosa “autostrada” che collega Chanìa ed Heraklion, con la quale si costeggia anche la spiaggia di Georgioupolis, lungo la quale ci sono hotel e villaggi, anche di tour operator italiani, per chi predilige vacanze più “statiche”.

Antica Aptera

Ad una ventina di km da Chanìa c’è questo piccolo ma interessante sito archeologico, di un’antica città prima greca, poi romana, poi bizantina (come tutta Creta in pratica). Il sito è gestito da volontari, è tenuto molto bene e le cose più interessanti e meglio conservate sono un teatro romano e una chiesetta ortodossa, ancora in uso, con un bel cortile. Vicino alle rovine di Aptera c’è un forte bizantino in posizione panoramica da cui fare foto pazzesche della vista sulla baia di Souda: merita assolutamente di passarci, anche se il monumento non è visitabile.

Chanìa

Dulcis in fundo, la nostra adorata e bellissima Chanìa. Ci siamo state tutti i giorni per passeggiata-cena-passeggiata nella città vecchia, con al centro il suo bellissimo porto veneziano, con faro e mura, e la vecchia moschea bizantina. Tenuta benissimo e piena di locali e negozietti, è veramente bella e rilassante. Si tratta di una città di circa 100.000 abitanti che ha anche una parte di centro moderna, con tantissimi negozi anche delle principali catene internazionali, ed un discreto traffico. Ci siamo innamorate subito della città vecchia e della sua atmosfera viva e rilassante allo stesso tempo e abbiamo visitato anche il piccolo ma suggestivo museo archeologico.

 

 

La cucina

Least but not last, la strepitosa cucina greca e cretese. Su consiglio di un amico che è già stato a Chanìa tre volte (e ora lo capisco benissimo!) la prima sera siamo andate a cercare la taverna Ela, tra la moltitudine di ristorantini della città vecchia, e ancora adesso lo ringrazio per il consiglio, infatti poi ci siamo tornate tutte le altre sere a parte la seconda ed era ormai casa nostra! Si tratta di uno dei diversi ristoranti di Chanìa vecchia a non avere il soffitto e il tetto, ma solo le pareti, con tanto di finestre e tutto quanto: spiegarlo non rende l’idea, bisogna vederli! Cucina greca robusta, servizio rustico ma sempre cortese, prezzi bassi e gelatino e raki sempre offerti. Il raki è la grappa tipica di Creta e permette di digerire in scioltezza qualsiasi cosa, incluse le massicce quantità di aglio, cipolla e peperoni insiti nella cucina locale! Da Ela ho adorato in particolare il polpo e la fonduta di feta, che è qualcosa di mistico.

Per i vari pranzi, abbiamo alternato panini preparati a casa ad insalatone (l’insalata greca “vera” è un monumento al gusto e alla freschezza) e macedonie (ovviamente con yogurt e miele) ordinate nei bar sulle spiagge. La qualità è sempre stata alta, tutto freschissimo e a prezzi contenuti.

 

Per concludere

L’isola è grande e le cose da vedere tantissime e sparse su una superficie molto ampia, con anche il problema delle strade assai lente e spesso tortuose, quindi la nostra base a Chanìa, non volendo passare una settimana sempre a guidare per giornate intere, ci ha permesso di vedere solo un piccolo spicchio di Creta. Idealmente bisognerebbe avere più tempo e/o, in ogni caso, prevedere di dormire almeno in un paio di posti diversi, in zone dell’isola distanti tra loro. Ovviamente, ci torneremo!

L’abbiamo trovata pulita, devo dire più del previsto e più di un mucchio di località italiane, e questo in un paese finanziariamente disintegrato. Abbiamo visto anche un’ottima cura delle spiagge, molte delle quali sono riserve naturali. Come sempre, nei principali luoghi turistici è possibile comunicare un minimo anche in italiano, ma non moltissimo: a farla da padrone è l’inglese. Abbiamo trovato prezzi davvero bassi, sia per le spiagge che per mangiare: si può cenare benissimo con una quindicina di euro a testa e le porzioni sono abbondantissime ovunque. Da comprare assolutamente: il miele di timo e i prodotti per il corpo a base di olio d’oliva dell’isola.

Ci rivedremo sicuramente, meravigliosa Creta!

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