Con la moltitudine dei turisti di Praga

Praga ci mancava. Era una delle poche città europee importanti che ancora non avevamo visitato, quindi la tenevo d’occhio da parecchio tempo, in attesa di una buona occasione con tempo a disposizione e poca spesa. L’occasione è finalmente arrivata e, come al solito, senza ragionarci troppo abbiamo prenotato volo e hotel un mesetto prima della partenza prevista per fine giugno 2017.

Si parte dall’aeroporto di Bergamo con volo Ryanair il 25 giugno esattamente e puntualmente a mezzogiorno, in una giornata caldissima in Italia con tempo incerto nelle previsioni a Praga. Ci siamo portati dietro gli ombrellini per una piccola probabilità di pioggia in due dei tre giorni pieni che avevamo a disposizione, ma per fortuna non serviranno praticamente mai.

Il volo è rapidissimo, un’ora e qualche minuto e siamo nella capitale della Repubblica Ceca, città importantissima per tanti eventi storici e ora meta di grande interesse turistico. Pochi giorni prima della partenza ho deciso di acquistare le Praga Card, la tessera che permette di viaggiare in tutti i mezzi pubblici (compresa la funicolare del Petrin) e di avere l’entrata compresa nelle principali attrazioni della città, oltre ad un serie di sconti in altre attrazioni minori. E’ una tessera molto cara, nella versione da tre giorni che abbiamo acquistato noi, costa 68 euro per gli adulti e 50 euro per nostra figlia, inutile dire che va sfruttata al massimo per cercare di vedere quante più attrazioni possibili, e toglie il pensiero degli acquisti delle entrate sul momento, anche se non elimina mai le code, grande problema come vedremo.

Ho acquistato la Praga Card on line dal portale del turismo ceco, qua https://www.praguecard.com il giorno prima della partenza, pagando in euro, per evitare il pagamento di commissioni all’arrivo, scegliendo di ritirarle in aeroporto nel chiosco di informazioni turistiche appena atterrati e così è stato. Mi hanno consegnato le 3 Praga Card in pochi minuti, attivandole direttamente sul momento.

Per arrivare in centro, sfruttiamo subito l’Airport Shuttle compreso nella Praga Card che porta in stazione centrale in una ventina di minuti. Non dobbiamo aspettare quasi nulla per fortuna e prima delle 14 siamo già in centro. L’hotel non dista moltissimo, ma preferiamo non trascinarci i trolley con il rischio di sbagliare magari qualche strada e quindi scendiamo nella metro alla stazione Hlavni nadrazi e con la linea C, in due fermate scendiamo a Pavlova, stazione proprio di fronte all’hotel che abbiamo scelto, l’Hotel Ankora.

Nell’hotel ci siamo trovati molto bene. Siamo nella zona di Nove Mesto, la città nuova, Praga 2 nella toponomastica che assegna un numero crescente man mano che ci si allontana dal centro. Il prezzo è ottimo, tra i migliori di tutta Praga per un tre stelle. Posizione molto buona, a due passi dalla metro C Pavlova e dalla fermata del tram 22 che porta al castello. Con una camminata di una ventina di minuti si arriva in centro a piedi, passando da Piazza Venceslao. Noi facevamo a piedi all’andata (in leggera discesa) e tornavamo coni mezzi al ritorno. Camera spaziosa con frigo e cassaforte, molto ben insonorizzata, la nostra con una splendida vista sul castello. Pulizia ottima sia in camera che negli spazi comuni. Molto cordiale una receptionist che si è anche sforzata di parlarci in italiano al nostro arrivo.

Il tempo di lasciare i pochi bagagli e decidiamo subito di andare verso il centro, per sfruttare al massimo tutto il pomeriggio della nostra prima giornata a Praga. Il tempo è nuvoloso, temperatura ideale poco sopra i venti gradi, soprattutto non piove come qualcuno aveva previsto e quindi usciamo subito per andare verso il centro. In pochi minuti arriviamo nella grande Piazza Venceslao, con tutta la sua storia, ricordata soprattutto per il fatto che in questo luogo, Jan Palach si diede fuoco per protesta contro l’invasione dei carri armati sovietici, dando inizio alla “Primavera di Praga”. Nella piazza un lato intero è occupato dal grande Museo Nazionale, ora chiuso per lavori di restauro e tutto “impacchettato” con una grande impalcatura che ripropone (assieme alla pubblicità della Samsung) il disegno della facciata originale. Dal centro della piazza parte un lungo viale che porta direttamente nella città vecchia, il cuore di Praga.

Piazza Venceslao

Altri dieci minuti di passeggiata e arriviamo nella grande piazza della città vecchia, Stare Mesto, il centro nevralgico della città e il crocevia di tutti i turisti. La piazza ospita il municipio (in ristrutturazione e non visitabile anche questo), con il fantastico orologio astronomico, la Chiesa di Santa Maria di Tyn, la Chiesa di San Nicola e alcuni palazzi decorati divinamente nelle facciate. Per prima cosa cerchiamo un bancomat dove prelevare corone ceche. Ci sono tantissimi cambia valute, però credo che il cambio più economico sia quello fatto al bancomat con il tasso ufficiale e una sola commissione per prelievo. Cerchiamo di cambiare quanto ci servirà per pagare poi tutto in contanti anche se quasi ovunque la carta di credito è accettata, ma pagando in valuta diversa dall’euro, ci verrebbero prese delle commissioni per ogni transazione.

Giriamo nella grande piazza guardando i tanti artisti di strada che fanno qualche spettacolo improvvisato in uno dei tanti angoli della piazza e soprattutto ci rendiamo conto, per la prima volta, di quanto sia affollata di turisti Praga. La piazza è grandissima, ma è impossibile trovare una delle tante panchine libere, anzi in tantissimi sono seduti a terra e anche scattare qualche foto è praticamente impossibile senza fare entrare qualche estraneo nell’inquadratura.

Santa Maria del Tyn

Nella Praga Card è compreso anche un tour di due ore con uno dei tanti bus turistici con l’audioguida in diverse lingue, decidiamo di farlo subito per iniziare a vedere tutte le attrazioni di Praga anche se seduti sul bus. La partenza è proprio dalla piazza della città vecchia, poi procede nelle varie viuzze di Stare Mesto, proseguendo nel quartiere ebraico, per poi dirigersi verso il Castello, passando per il “piccolo quartiere”, Mala Strana. Arrivato nella zona del Castello, il bus ci ha lasciato mezz’ora liberi per poter girare autonomamente sulla collinetta adiacente al castello, senza entrare però perché per anche solo accedere all’area del castello è necessario pagare il biglietto. Si vede comunque la facciata principale del Palazzo Presidenziale e, casualmente, vediamo anche un cambio della guardia. Poi il percorso riprende costeggiando il fiume Moldava e percorrendo più volte alcuni dei tanti ponti che uniscono la città vecchia con la zona che porta al castello. Passiamo anche vicino al famoso Ponte Carlo, completamente pedonale e quindi non percorribile con il bus e poi torniamo alla piazza della città vecchia, da dove eravamo partiti.

Girovaghiamo ancora nella piazza per aspettare lo scoccare dell’ora per vedere il movimento dell’orologio astronomico che esattamente ogni ora, dall’alba al tramonto, fa partire una sorta di carillon con il corteo dei dodici apostoli che si affacciano nelle due finestrelle collocate nella parte superiore dell’orologio. Il movimento, che in realtà dura pochissimo, un minuto scarso, si chiude con il canto del gallo, posto in mezzo alle due finestrelle da cui escono gli apostoli. Inutile dire che ogni ora migliaia di turisti si avvicinano al grande orologio per vedere l’animazione, però si deve guardare in alto, quindi non ci sono problemi anche se ci si ritrova lontano dalle prime file proprio sotto l’orologio.

Orologio Astronomico

Finito lo spettacolo del carillon, decidiamo di fare un giro nelle varie viuzze della città vecchia muovendoci in direzione del Ponte Carlo, che chiude il centro storico. La folla è immensa e anche il solo camminare non è semplicissimo, perché si rischia sempre di scontrarsi con chi sta procedendo in direzione opposta. Dopo una camminata di una decina di minuti arriviamo sul Ponte Carlo, pienissimo di gente, non è facile ammirare le trenta statue disposte su entrambi i lati del ponte, occupato anche da ritrattisti e artisti di strada che vendono i loro prodotti artigianali. Lo percorriamo tutto fermandoci solo sotto la statua di San Giovanni, la più famosa anche per la credenza che porti fortuna toccare la lapide alla base della statua, che ricorda il punto esatto dell’esecuzione del Santo, poi torniamo indietro e ci dirigiamo nuovamente verso la piazza della città vecchia, per poi, questa volta, prendere la metropolitana (prima due fermate di linea B fino a Muzeum e poi una di linea C, fino a Pavlova) e ritornare in hotel.

Dopo aver cenato in una trattoria ceca a due passi dall’hotel, decidiamo di rifare un giretto verso il centro per vedere Praga con le luci della sera e soprattutto per sperare che ci sia meno gente in giro, speranza in realtà andata delusa, perché anche dopo cena il centro di Praga è sempre pienissimo di turisti. Siamo piuttosto stanchi e con il solito ritorno con la metro chiudiamo la prima giornata.

Il secondo giorno, lunedì 26 giugno, come sempre quando siamo in vacanza, ci alziamo piuttosto presto. La colazione è ricca di cibi salati, ma molto povera per i nostri gusti italiani, quindi prendiamo qualcosa e poi integriamo con una brioche appena sfornata nella vicina pasticceria della catena Paul’s (ne troveremo altre, una anche in aeroporto). Il tempo, per fortuna, è molto bello, pochissime nuvole e temperatura poco sopra i venti gradi, ideale per le lunghe camminate che ci aspettano nel corso della giornata.

La meta della mattinata è il complesso del Castello di Praga con diverse attrazioni. Per arrivarci si sono alcune alternative, anche perché le entrate al castello sono tre. Noi scegliamo il modo meno faticoso per arrivare alla collinetta del castello e prendiamo il tram numero 22 che parte a poche decine di metri dal nostro hotel per scendere, dopo una quindicina di minuti alla fermata Prazsky Hrad ed entrare dalla porta nord del castello.

Castello Praga

All’area del castello si può accedere dall’alba, ma poi le varie attrazioni (e la biglietteria) aprono alle 9.00. Per evitare le code previste decidiamo di partire piuttosto presto, poco dopo le 8.00 per essere tra i primi ad entrare, ma nonostante questo già al primo controllo di sicurezza, prima di entrare nell’area del castello c’è una lunga coda che arriva quasi alla fermata del tram. I controlli sono minuziosi, sostanzialmente una perquisizione personale per tutti coloro che entrano nell’area, ben venga per garantire la sicurezza di tutti, ma perdiamo quasi mezz’ora per poi finalmente entrare.

Per vistare le varie attrazioni all’interno dell’area del castello ci sono tre tipologie di biglietto, quella più economica, il percorso B consente la visita di quattro attrazioni (cattedrale di San Vito, Palazzo Reale, Basilica di San Giorgio e Vicolo d’Oro). Il circuito A aggiunge il palazzo Rosenborg, la Torre delle Polveri e i gioielli reali. Infine il circuito C permette la visita di alcune mostre e gallerie presenti nell’area. La nostra Praga Card comprende gratuitamente il percorso B e consente gli sconti per gli altri due percorsi. Noi decidiamo di fare solo (si fa per dire) il percorso più breve, gratuito con la card.

Il problema, a cui dovrebbero cercare di porre rimedio gli enti preposti, è che la Card non consente l’ingresso diretto e nemmeno una corsia preferenziale in biglietteria, ma bisogna fare lo stesso la coda per ottenere il biglietto normale di ingresso (ovviamente a costo zero). La biglietteria, come detto, apre alle nove e noi arriviamo circa quindici minuti prima e ci troviamo davanti una lunghissima coda di persone in attesa dell’apertura. Altri quaranta minuti buoni per avere il nostro biglietto e finalmente possiamo iniziare la visita del Castello di Praga.

San Vito

Decidiamo di partire dalla Cattedrale di San Vito, una delle più belle chiese del mondo. Ci eravamo illusi che potevamo ormai finalmente ammirare le varie attrazioni senza più fare code, invece no, anche qua coda perché fanno entrare in chiesa solo un certo numero di persone alla volta, quelli che la pur grande cattedrale può contenere. Fra l’altro già il giorno precedente, in centro, e ora ancora maggiormente dentro il Castello, iniziamo a notare un gran numero di studenti, della Repubblica Ceca e, forse, di altre nazioni dell’est Europa, in gita scolastica. Evidentemente, fine giugno è ancora periodo di gite per quelle nazioni che prolungano la scuola fino a luglio inoltrato.

Dopo circa un’ora e mezza da quando siamo arrivati finalmente entriamo nella Cattedrale di San Vito. Come si dice in questi casi, l’attesa è stata ben ripagata. La Cattedrale gotica è magnifica, imponente, oltre che simbolo della città e di tutta la cristianità. Qua sono avvenute le incoronazioni di tutti i re e le regine ceche. Splendidi i mosaici, tutta la parte del coro e tante tombe imperiali che sono dislocate in tutta la chiesa. La presenza e il leggero vociare di migliaia di turisti, con tantissimi ragazzini in gita, rendono meno solenne l’ambiente, ma non manca il senso di grande austerità dato anche dalle imponenti altezze della cattedrale.

Usciti dalla Cattedrale continuiamo la visita del Castello con il Palazzo Reale. E’ il grande palazzo in cui hanno vissuto re e principi boemi. Attualmente è la residenza ufficiale del Presidente della Repubblica. Ovviamente è visitabile solo una piccola parte del grande palazzo. La zona più importante è la Sala di Vladislav, luogo deputato a cerimonie solenni e una piccola chiesetta rifinita splendidamente.

Dopo il palazzo reale andiamo verso la piccola Basilica di San Giorgio, molto più raccolta della grande cattedrale di San Vito, è la più antica chiesa di Praga, la prima in cui sono stati incoronati i re boemi, e ospita i resti della prima martire ceca, la duchessa Ludmilla, poi diventata santa.

La visita è molto veloce e, dopo un altro rapido giro nella Torre Daliborka, gratuito per tutti i percorsi, l’antica prigione in cui venivano segregati e torturati i criminali, arriviamo al famoso Vicolo d’Oro, una stradina costituita da tanti bassi edifici variopinti in tinte accese o pastello, che una volta erano le abitazioni delle guardie del castello e poi sono diventati piccole botteghe artigianali o residenza di artisti, tra cui anche Franz Kafka che ha vissuto qua per un anno. Il nome deriva dal fatto, che per un lungo periodo, le casette sono state abitate prevalentemente da orafi e alchimisti che volevano trovare il modo di trasformare in oro le pietre e il ferro, cercando anche di realizzare la pietra filosofale, il famoso elisir che rende immortale.

vicolo d'Oro

La maggior parte delle casette sono visitabili, trasformate ora in piccoli negozietti di artigianato locale o piccole mostre. Anche qua non è facile entrare o scattare fotografie per il gran numero di turisti presenti, ma riusciamo comunque a entrare rapidamente in quasi tutte, anche se l’aspetto più piacevole è vederle da fuori.

Con il vicolo d’Oro si chiude la visita al Castello, durata tre ore abbondanti, ma almeno la metà passata in coda. Usciamo da un’altra porta rispetto a dove eravamo entrati e facciamo la lunga discesa che porta verso la fermata della metropolitana Malonstranska. La prima idea era di tornare in metro, ma ci rendiamo conto che siamo abbastanza vicini al centro e la strada è tutta in leggera discesa, quindi decidiamo di proseguire a piedi verso il quartiere ebraico, situato appena passato il fiume Moldava.

Anche per visitare le attrazioni del quartiere ebraico di Praga (Josefov) c’è un biglietto cumulativo che comprende il Museo ebraico, tre sinagoghe, la Pinkas, la vecchia nuova sinagoga e la sinagoga spagnola e la visita all’antico cimitero ebraico. La visita è piuttosto rapida, il museo è piccolo e anche la sinagoga Pinkas è diventata una sorta di omaggio e ricordo dell’olocausto. La sinagoga nuova è l’unica ancora funzionante, mentre la sinagoga spagnola è la più bella, piena di decorazioni arabeggianti in stile moresco. Il vecchio cimitero, il più antico e capiente di tutta Europa è un susseguirsi di lapidi, oltre 12000, una accatastata sopra l’altra.

Sinagoga Spagnola

Prima di fermarci per mangiare qualcosa rapidamente, come facciamo sempre quando siamo in giro per le città, ripassiamo dalla piazza della città vecchia per vedere, per la seconda volta, il carillon dell’orologio astronomico, che allo scoccare di ogni ora fa la processione dei dodici apostoli, che in realtà sono undici apostolo e San Paolo al posto di Giuda.

Torniamo verso il nostro hotel per magiare in zona qualcosa e riposarci un’oretta per poi ripartire, questa volta in direzione dello Zoo di Praga, uno sei più grandi al mondo. Lo zoo (compreso nella Praga Card) è fuori città, ad una quindicina di chilometri dal centro di Praga, ma arrivarci è molto semplice, si prende la metro C (noi non dobbiamo cambiare da Pavlova), si scende a Nadrazl Holesovice e poi appena fuori c’è il capolinea del bus 112 che porta, all’altro capolinea, direttamente davanti all’ingresso dello zoo. Dal nostro hotel ci abbiamo messo poco più di mezz’ora, senza attese alla coincidenza tra metro e bus.

Lo zoo è veramente immenso e può contenere un numero grandissimo di persone, lo capiamo subito dal contatore delle visite in tempo reale posto subito dopo l’ingresso che si aggiorna con gli ingressi e le uscite ai tornelli che segna in quel momento nel primo pomeriggio ben 7830 presenze, più dell’intero paese in cui abito!!!

Zoo

Decidiamo di seguire un percorso e piano piano cerchiamo di vedere tutto lo zoo, anche se dopo un po’ (complice anche le lunghe camminate del mattino) la stanchezza (e anche il caldo) inizia a farsi sentire e quindi dobbiamo fare diverse pause nelle varie panchine distribuite nei vari sentieri. Lo zoo è molto bello indubbiamente, ci sono tantissimi animali, ben tenuti con tanto spazio a loro disposizione, secondo me è fin troppo grande, nel senso che la visita completa porta via moltissime ore e costringe a diverse soste e poi, a differenza di altri bioparchi, mancano completamente gli spettacoli con protagonisti alcuni animali, almeno noi non ne abbiamo visti. Rimaniamo circa tre ore e poi torniamo in centro con l’idea di provare a rifare il Ponte Carlo sperando che ci sia meno gente del giorno precedente.

Dopo aver preso il bus 112, nella metro non scendiamo alla nostra fermata Pavlova ma continuiamo e cambiamo a Museum per poi scendere in centro a Starometska, la fermata più vicina alla piazza della città vecchia. Facciamo il solito giro nella piazza e poi imbocchiamo una viuzza di Stare Mesto nella direzione del Ponte Carlo. Camminando ci viene fame e siamo tentati dai tanti negozietti che vendono un cialdone caldo con sopra il gelato, una specialità dolce locale che si chiama trdelnik. Ne prendiamo uno gigante a testa (dopo aver fatto la solita coda in attesa) e lo mangiamo seduti nella piazzetta che immette nel Ponte Carlo.

Il Ponte è esattamente come il giorno precedente, murato di gente, lo ripercorriamo facendo lo stesso qualche foto accanto alle statue o con lo sfondo della Moldava, ma decidiamo di riprovare magari di mattina. Torniamo in zona hotel e ceniamo in un’altra trattoria proprio di fronte all’hotel e poi rifacciamo un giretto nelle vie del centro con le luci della sera.

Ponte Carlo

Martedì 27 giugno è già l’ultimo dei giorni pieni che abbiamo a disposizione. Solita colazione, rinforzata dalle brioche di Paul’s e poi il programma della mattinata prevede la salita sulla collinetta del Petrin, per andare sulla torretta, fare il labirinto (tutti compresi nella Praga Card) e godere della vista sulla città. Per arrivare al Petrin, bisogna prendere una funicolare che collega il quartiere Ujezd con la collina. Arriviamo a Ujezd con il tram 22 (lo stesso che poi porta al castello) e pensiamo di prendere la prima funicolare prevista per le ore 9.00. Arriviamo 15 minuti prima, ma troviamo già una lunga coda in attesa e, tutti i vagoni del primo treno si riempiono lasciandoci in attesa del secondo che è previsto alle 9.15. Finalmente saliamo e in poco più di 5 minuti (con una fermata intermedia) siamo al Petrin, comunque in largo anticipo sull’apertura delle due attrazioni prevista alle 10.00. Facciamo un giro nel bel parco e poi torniamo verso la Torre simile, ma molto più bassa, della Torre Eiffel di Parigi, anche perché si sta formando una lunga coda, soprattutto di ragazzini in gita scolastica, che attendono l’apertura.

La salita sulla torre di Petrin si fa tutta a piedi, circa 300 scalini a chiocciola, arrivati in cima, col fiatone, si riesce però a godere di una splendida vista su Praga. La discesa è meno faticosa e appena arrivati a terra ci dirigiamo verso il vicino labirinto degli specchi. Anche qua ingressi contingentati, una ventina di persone alla volta e tanta coda (oltre mezz’ora di attesa per entrare), per poi stare dentro pochi minuti, in quanto è assolutamente semplice trovare l’uscita, in realtà basta seguire il flusso continuo di persone. Prima di uscire una serie di specchi deformanti fanno sorridere alla vista della propria immagine modificata.

Torre Petrin

Anche oggi siamo usciti dall’hotel alle 8.15 per arrivare alle 11.30 avendo fatto solo due attrazioni da pochi minuti l’una, ormai però abbiamo capito che Praga è invasa da turisti e scolaresche in questo periodo e le code sono da mettere sempre in conto.

In fondo alla funicolare, facciamo poche fermate col tram 22 e scendiamo in quella più vicina al Ponte Carlo per provare a percorrerlo di mattina, forse c’è qualche persona in meno dei due pomeriggi precedenti ma sempre tantissima gente, compresi molti giapponesi organizzati in gruppetti con guida. Inizia a piovere ma sono solo poche gocce che non disturbano più di tanto per fortuna.

A piedi torniamo verso la piazza, facendo giusto in tempo a vedere il carillon delle 12.00 e andiamo in una delle più belle chiese di Praga e forse d’Europa, la Chiesa di Santa Maria di Tyn.

E’ davvero incredibile come sia possibile che proprio davanti alla facciata principale di questa splendida chiesa ci sia un ristorante, ed ancora più incredibile il fatto che per entrare in chiesa si debba attraversare lo stesso ristorante, passando accanto ad una agenzia di escursioni e ad un altro negozio e poi finalmente si arrivi alla porta principale della chiesa. Noi abbiamo passato il primo giorno a capire dove fosse l’entrata, visto che ci sembrava impossibile che fosse proprio praticamente dentro il ristorante ma, provando ad entrare abbiamo visto che era proprio così, anche se al lunedì la chiusa poi era chiusa.

Santa Maria Tyn

Finalmente riusciamo ad entrare (attenzioni agli orari, è aperta solo poche ora di mattina e di pomeriggio) e, pur essendo molto piccola e raccolta, nulla a che vedere con la maestosità di San Vito, la chiesa di Santa Maria di Tyn è davvero un gioiellino nel cuore di Praga. Fantastiche le pale d’altare, le decorazioni e le tante tombe di artisti, tra cui quella dell’astronomo Tico Brahe.

Ormai siamo a inizio pomeriggio, rispettiamo la promessa fatta a nostra figlia di mangiare da Mc Donald’s e poi torniamo mezz’oretta in hotel a riposarci un attimo per poi capire cosa si può ancora fare nel resto dell’ultimo pomeriggio a Praga.

Purtroppo cade sempre qualche goccia di pioggia e allora la scelta sulle restanti cose da fare cade prima di tutto su un museo. Il grande Museo Nazionale è chiuso per restauro, ma accanto è stato allestito il Museo Nuovo con alcune opere provenienti dal Nazionale e una serie di sale dedicate alla storia naturale, tanti animali imbalsamati ma poco più.

Mentre siamo dentro piove piuttosto forte, ma per fortuna, all’uscita cadono solo poche gocce e saranno le ultime, giusto il tempo di fare il viale di Piazza Venceslao per dirigersi verso il centro che possiamo finalmente chiudere gli ombrellini e lasciarli riposti nello zainetto per tutto il resto della giornata.

Ultima attrazione che vogliamo visitare è la Porta con la Torre delle Polveri, l’ingresso della città vecchia, attraverso la quale passava il corteo per l’incoronazione dei re boemi. Si sale in cima alla torre anche qua tutto a piedi per 300 scalini a volte anche molto stretti e si arriva ad un punto panoramico meno alto della torre del Petrin, ma più vicino a tutte le altre attrazioni della città.

Le ultime ore di Praga le dedichiamo all’acquisto di qualche souvenir, ad un ultimo dolcetto trdelnik mangiato mentre camminiamo nelle viuzze della città vecchia sempre affollate di una moltitudine immensa di turisti e gite scolastiche.

L’ultima sera riproviamo ad andare sul Ponte Carlo anche per vederlo con le luci, ma, se possibile, è ancora più gremito di gente del mattino e del pomeriggio. Torniamo nella piazza della città vecchia per scattare le ultime foto alla Piazza e alla chiesa di Santa Maria del Tyn e poi torniamo in hotel a preparare i bagagli.

La mattina di mercoledì 28 giugno si parte subito alle 8.00 dall’hotel per prendere il volo alle 10.00. Per non perdere troppo tempo ho prenotato un servizio di taxi privato, questo https://www.prague-airport-transfers.co.uk/ che con 21 euro ci ha portati direttamente in aeroporto in meno di mezz’ora.

Praga è indubbiamente una splendida città, con angoli e scorci molto belli e romantici, peccato davvero per la moltitudine di turisti trovata, forse per il motivo che Londra, Parigi e Berlino incutono più paura del terrorismo, che la rendono certamente meno vivibile e anche meno economica, rispetto a chi l’ha visitata qualche anno fa o in altri periodi dell’anno.

Praga

 

Pin It

Ci sono 2 commenti su “Con la moltitudine dei turisti di Praga

Lascia un commento

Commenta con Facebook