Tutti i colori di Yellowstone

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La spettacolare Beartooth Highway e le scenic byways del nordest tra Wyoming e Montana   

Premesso che tutte le strade di Yellowstone toccano luoghi di una bellezza straordinaria, ce ne sono alcune fuori dall’area del parco, nel nordest tra Wyoming e Montana, che offrono scene da cartolina in qualunque punto ci si fermi.

La Buffalo Bill Scenic Byway (US 14) si percorre per andare da Cody a East Yellowstone lungo un tragitto di 52 miglia che attraversa la Shoshone National Forest. Raggiunge il Buffalo Bill State Park e passa a lato del lago (manco a dirlo anche questo intitolato a Buffalo Bill) che costituisce la principale riserva idrica della regione. Voto alla US 14 Scenic Highway: 8.

La Chief Joseph Scenic Byway (Wyoming Highway 296) inizia poco dopo la cittadina di Cooke City e raggiunge Cody dopo 62 miglia di paesaggi straordinari. Molti ritengono che questa sia la strada più panoramica di tutti gli Stati Uniti. Alcuni passaggi sono da brividi, come il ponte sul Clarks Fork Canyon che sormonta una gola di granito profonda 400 metri. Per fare fotografie da questo ponte per la prima volta mi sono messo la macchina fotografica a tracolla, perché avevo paura che la vertigine me la facesse scivolare dalle mani mentre fotografavo il baratro verso il basso. Un altro punto spettacolare è Dead Indian Pass (il passo dell’indiano morto), in prossimità del Dead Indian Summit Overlook. Da qui, guardando giù, si ha un panorama eccezionale sulle vallate della Shoshone Forest e sui tornanti che tracciano il percorso lungo i contrafforti dell’Absaroka Range.

La strada deve il nome al capo indiano della tribù dei Nez Percé (i nasi forati), noto come Chief Joseph (in realtà nella lingua indigena Hin-Mah-Too-Yah-Lat-Kekht). Assieme ai 1000 membri della sua tribù combatté lungamente l’esercito americano nel 1877 cercando di fuggire in Canada lungo un cammino di 1800 miglia dalla lontana Columbia, per poi arrendersi dopo la battaglia di Bear Pow nel Montana quando erano giunti a solo 30 miglia dalla meta. I superstiti accettarono l’esilio negli stati di Oklahoma e Washington, con la falsa promessa che se si fossero arresi (come fecero) sarebbero stati fatti ritornare nelle loro terre. E’ famoso il discorso pieno di orgoglio e dignità con cui Chief Joseph accettò la resa: “Ascoltatemi miei capi, sono stanco di combattere. Non abbiamo coperte né cibo e i bambini muoiono per il freddo e la fame. Non so dove siano molti di loro, forse sono congelati. Voglio avere il tempo di cercarli e vedere quanti riesco a trovarne.  Il mio cuore è malato e triste: non combatterò mai più”.  Lungo la strada sono numerosissimi i richiami alla lunga marcia dei Nez Percè verso una meta di libertà che non raggiunsero mai.

Alcuni video che ho visto su You Tube non rendono giustizia alla bellezza di questa strada, mostrando invece solo l’anonimo tratto finale che va da Cody all’incrocio con la US 120.  Voto alla Chief Joseph Scenic Byway: 9.5.

Ma la regina di queste strade extra-parco è la magnifica US 212 Beartooth Highway (la strada del dente dell’orso), che collega l’ingresso nordest di Yellowstone con Silver Gate nel Wyoming e Red Lodge nel Montana.

E’ una splendida mattina di sole e cielo azzurro senza nuvole quando lascio il gate nord-est di Yellowstone e dopo avere attraversato la Lamar Valley raggiungo Silver Gate e Cooke City dove inizia il tratto della US 212 noto come Beartooth Highway. La strada è stata aperta da pochissimi giorni, dato che rimane chiusa da metà ottobre a fine maggio. Seguivo con ansia i comunicati del Montana Department of Transportation per verificare quando la aprivano.

La strada attraversa l’Absaroka Beartooth Wilderness, tra Montana e Wyoming, passando per la Gallatin Forest, il Custer Plateau e la Shoshone Forest, per un tratto di circa 110 km. Il percorso raggiunge due catene montuose delle Rocky Mountains ricoperte di foreste: le Absarokas e il Beartooth Plateau, sede di alcune delle più antiche formazioni rocciose del Nord America. Sono tantissimi i punti dove vale assolutamente la pena di fermarsi e inoltrarsi in qualche sentiero, anche solo per brevi tratti.

Una sorpresa proprio all’uscita da Cooke City, tra le ultime case del paese: un magnifico giovane alce dal pelo bruno scuro, quasi nero, sta brucando i germogli in un giardino. La signora padrona di casa non ci fa caso, anzi mi dice tranquillamente “viene qui tutte le mattine a mangiare”. L’alce si lascia avvicinare moltissimo, fino a pochi metri, poi forse infastidito dalla presenza mia e di un’altra decina di turisti si infila nel bosco dietro le case e scende verso il torrente Crandall che scorre dietro una ripa. E’ l’unico alce visto durante tutto il viaggio, ma è pur sempre un bel ricordo da riportare in Italia.

Dopo Cooke City la strada comincia a salire. Va su, sempre più su, non smette mai di salire, tra ruscelli, nevai, laghi ghiacciati e foreste, fino ai 3400 metri del Beartooth Pass. Sul passo il centro di accoglienza “top of the world”, dove ci sarebbe la stazione di servizio più alta degli USA, non è ancora stato aperto, così c’è una coda di automobilisti con problemi di carburante e si apre una gara di solidarietà da parte di quelli che avevano provvidenziali taniche di scorta a bordo. Nulla da fare invece per un caffè e per i servizi: bisogna arrangiarsi. Forse adesso che siamo in piena estate il centro è stato aperto, comunque consiglio di fare il pieno a Cooke City o al massimo a East Yellowstone prima di intraprendere questo viaggio.

La strada è una iniezione di adrenalina, procede lungo strapiombi e dirupi vertiginosi tra alte barriere di neve. Chiaramente richiede una guida attenta, perché è ripida e problematica per gli automobilisti inesperti, e inoltre gli americani hanno la caratteristica di impastarsi in manovre assurde a ogni tornante. Da brivido il tratto al culmine che corre tra due pareti di ghiaccio alte 4-5 metri. Sulla vetta il panorama spazia a 360 gradi sulle catene montuose innevate del Montana e del Wyoming. La giornata è tersa e la visibilità è eccezionale. Sono in funzione degli skilift e c’è gente che scia. Nella neve è stato aperto qualche breve sentiero, che porta a dei wiewpoints da cui, guardando giù, si ha la sensazione di dominare il mondo.

La discesa è ripidissima e richiede la stessa attenzione alla guida, se non di più. I punti a strapiombo sono moltissimi, le pendenze notevoli, benché le strade americane di montagna siano mediamente più facili rispetto alle nostre. Ci sono molti overlook con parcheggio. Fermatevi almeno a Rock Creek Vista. Arrivati a Red Lodge, si può ritornare verso Cody lungo la Montana Highway 72, che pur non essendo citata in nessuna guida turistica è un’altra strada che offre panorami notevoli. In alternativa, se avete tempo e la cosa vi interessa, potete intraprendere il percorso di 120 miglia sulla Interstate 90 che porta a Little Big Horn, dove ci fu la famosa battaglia in cui gli indiani Lakota e Arapaho sconfissero il 7mo Cavalleria del generale Custer.

Voto alla Beartooth Highway: 10.

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