Tutti i colori di Yellowstone

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Salt Lake City   

Ai lati delle strade che scendono da Yellowstone e attraversando Idaho e Utah raggiungono Salt Lake City si incontrano ogni tanto le carcasse degli animali morti a causa degli investimenti con auto e camion. Persino lungo l’Interstate 15, l’autostrada a 6 corsie che attraversa il West dal Montana a San Diego, ai lati della carreggiata giovani caprioli e bellissimi pronghorns giacciono abbattuti dal traffico, per non parlare delle decine di scoiattoli e tassi spiaccicati sull’asfalto. Questa è l’immagine più triste del viaggio, comune purtroppo a molte strade degli USA.

La capitale dello Utah ha solo 250.000 abitanti ma si estende su una superficie pari alla provincia di Milano. E’ in pratica un agglomerato urbano attraversato dalle autostrade, con un clima estremo: si passa da -20 °C d’inverno a +40 °C d’estate. Ci hanno fatto le Olimpiadi invernali nel 2002. In questo territorio inospitale, dove a causa del clima ostile non c’erano nemmeno nativi indiani, Brigham Young decise di costituire il centro mondiale dei fedeli della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, noti a tutti come mormoni. Costruirono il Tempio e gli altri edifici simbolo della loro fede religiosa. I mormoni hanno organizzato un servizio di navetta gratuito che raccoglie i turisti all’aeroporto e li porta a visitare le attrattive principali di Temple Square, il centro città. Una volta arrivati, ci sono delle guide provenienti da tutti i paesi del mondo che accompagnano i visitatori a vedere i principali edifici, le chiese e i monumenti del centro: il Tempio, cioè l’equivalente mormone di San Pietro per noi cattolici, la Assembly Hall, il Conference Center, il Tabernacle, il museo della storia della chiesa. Le mie guide sono state due ragazze, una calabrese e una di Genova, che hanno abbracciato la fede mormone e vivono qui. I palazzi di Temple Square sono enormi e freddi, ma se fate questo giro non perdete il concerto nell’auditorium del Tabernacle, a mezzogiorno o alle 2 del pomeriggio. Qui c’è un eccezionale organo da 11.623 canne in 206 gruppi, che grandi organisti suonano durante la stagione estiva. La sala ha un’acustica incredibile, che le mie due guide evidenziano con un esperimento: il rumore dello strappo di un foglio di carta sul palco si sente perfettamente anche stando nelle ultime file del grande auditorium. Ho assistito al concerto del maestro organista Clay Christiansen, con musiche di Bach, Swinnen, Vierne e Mulet. Oltre alla bravura dell’organista, si rimane a bocca aperta ad ammirare la stupenda scenografia di luce soffusa alle spalle dell’organo, che cambia tonalità dal verde al rosa al celeste durante il concerto.

Conclusione    

Grand Teton e Yellowstone sono due parchi che offrono una quantità incredibile di momenti, incontri e spettacoli unici.  Il viaggio che ho descritto si è sviluppato nell’arco di una settimana, 2 giorni per Grand Teton e 5 per Yellowstone. Gli appassionati di trekking dovrebbero mettere in preventivo un paio di giorni in più, per sfruttare al meglio le infinite possibilità di camminata che i parchi offrono. Infiniti sono anche gli spettacoli naturali che si ammirano durante la visita, come eccezionali sono le possibilità di avvistamento di fauna selvatica.

La cosa che mi ha colpito di più sono i meravigliosi colori di molte delle attrattive del parco: le sorgenti calde, il canyon, le pozze formate dai geyser, i laghi e i fiumi. Per questo ho voluto mettere un richiamo ai colori del viaggio nel titolo del diario.

Riguardo al periodo della visita, maggio e giugno sono mesi ottimi. Maggio magari meglio verso la fine, perché prima molte strade possono essere ancora chiuse per neve. Va benissimo anche l’estate, anche se come è ovvio in luglio-agosto c’è affollamento di visitatori. Anche l’autunno è un ottimo periodo, quando i colori della vegetazione virano al giallo e al rosso. In inverno rimangono aperti solo due ingressi, la temperatura scende sotto i venti gradi sottozero e la maggior parte delle strade è chiusa per neve.

Assolutamente da non perdere sono le spettacolari “scenic highways” che circondano il parco. Offrono spettacoli da brivido e da vertigine.

Grazie per essere arrivati fin qui

Luigi

luigi.balzarini@tin.it

 

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