Zanzibar – Un angolo d’Africa

Aeroporto di Malpensa – 10 agosto

L’area gruppi è meno affollata del solito, saremo forse solo in 400.
Nessun poliziotto, nessun controllo.
Il duty free è chiuso …. Non male per un aeroporto internazionale.

Zanzibar – 11 agosto

Volo gradevole, solo 3 ore di ritardo. Visto d’ingresso di 50 $ e avventuroso ritiro dei bagagli accatastati su un lungo bancone.
Passiamo al controllo, chiedono dei soldi, al mio rifiutono esigono l’apertura della valigia…. Quando la sollevo per farlo, scrollano la testa.
Meglio così.

Arrivo al Bluebay Beach Resort.

E’ bellissimo! Un giardino curatissimo, la camere splendide con mobili da smontare e portare a casa, un letto gigantesco.
La sera i veli che lo circondano vengono calati per impedire agli insetti (mai visto uno) di entrarvi ….
Qualcuno, di cui non svelerò il nome, se doveva alzarsi improssivamente di notte, rimaneva imbrigliato nei veli …, una visione elettrizzante!

Il proprietario del Bluebay ha un danese e due gattini, mi sono sentita perciò un po’ a casa.
Il cane è veramente fortissimo. Passeggia nel giardino, se lo chiami e lo accarezzi si getta a terra e si prende tutte le coccole, poi se ne va.
Ma il massimo, che ha fatto veramente morire dal ridere tutto il villaggio è stato quando si è accodato alla fila di persone alla griglia. Avanzava anche lui senza passare avanti ad alcuno, arrivato il suo turno ha preso un boccone ed è sparito.
Peccato non aver avuto la macchina fotografica.

Due masai controllano la spiaggia e puoi lasciare sul lettino veramente tutto con la massima tranquillità. Sono un po’ diversi da quelli incontrati ad Amboseli, hanno tutti il cellulare e sono ossessionati dagli occhiali da sole.

Spiaggia di Kiwenga

E’ una lunghissima spiaggia bianca di oltre 30 km di lunghezza, soggetta al fenomeno della bassa e alta marea. Anche se il fenomeno può impedire di farsi una bella nuotata è stato bellissimo camminare e camminare scovando coloratissime stelle marine in piccole pozze d’acqua…

Quando il mare si alza katamarani (o tronchi?) beh … barche ti portano alla barriera dove è possibile fare un po’ di snorkelling.
Anche qui ho incontrato i miei amici pagliacci.

Fra un hotel e l’altro tantissimi negozietti locali. E’ impossibile passare e non entrare in ognuno. Viene offerto ogni genere di mercanzia, dagli oggetti in legno, ai tatuaggi, le treccine, i massaggi …
Beh ogni passaggio qualcosa devi fare!

Le insegne portano i nomi più divertenti: Laura Biagiotti, Ipercoop, Rinascente ecc.
Quest’anno non compriamo nulla…, abbiamo la casa strapiena.
Come non detto: ciotole e ciotole di ebano, 100 forchettoni, collane, braccialetti, quadri, elefanti ecc. ecc.

Abbiamo fatto tutte le escursioni con i beach boys, la differenza di prezzo è notevolissima, direi un terzo.
Rimandato il safari al Selous, in hotel 600 dollari, con i locali 500, veramente troppo per una notte sola.

Safari blu – costo 30 dollari (o euro, il cambio è alla pari)
In barca sino a un lembo di sabbia.

Deserto? Magari …. C’era un sacco di gente. Per fortuna siamo arrivati ultimi e rimasti soli per un po’ di tempo a goderci questo mini atollo di sabbia.
Poco dopo giunge la barca per trasferirci all’isola di fronte: Kwale.
Qui ci buttiamo su aragosta, cicale, gamberoni e frutta varia.
Tutto buonissimo!
Ma cos’è quel movimento dietro i tavoli?
Scorrazzano su e giù dei super topi grassissimi!
Tutti di corsa lungo la riva del mare ….
Al ritorno sosta per lo snorkelling in un punto veramente bello.

Molta barriera viva ma poco pesce e dopo poco il romantico momento del tramonto.

Stone Town – costo 15 dollari
Non mi ha colpito particolarmente …. Tanti negozietti con artigianato locale, il Museo del Sultano, sosta alla Chiesa Anglicana su cui sono costruite le prigioni dove venivano confinati gli schiavi … un pensiero alla sofferenza di tanti uomini, donne e bambini.

Spiaggia di Nungwi costo 25 dollari tutto il giorno con pranzo

Si trova all’estremo nord dell’isola. E’ molto carina, qualche ristorante sulla spiaggia per gustare aragosta o altro.
Anche qui giretto per lo snorkelling, non ho visto molto anche perché pioveva e la visibilità pessima.

Popo Island e acquario di Nungwi – 15 dollari
Il nostro boy ci propone una spiaggia bellissima e deserta. Accettiamo con gioia.
Purtroppo prima della spiaggia deserta ci porta all’acquario di Nungwi. Piccole testuggini in un contenitore, altre più grandi in bacinelle di plastica. Le grandi nuotano in uno stagno piuttosto grande. Spero proprio vengano poi liberate tutte.
Ancora due cose da vedere: due tartarughe di terra lunghe circa 10 cm e un pitone in uno spazio di 50 cm x 50 …. Ma non è solo il pitone, in un angolo, terrorizzato, un topo sta aspettando di diventare il suo pasto.
Va beh che i topi fanno schifo, ma povera bestia! Almeno non fatelo vedere.
Alberto non capisce perché esco piangendo dall’acquario.
Voglio andare alla spiaggia deserta!
Ci fermiamo dietro una sbarra ed entriamo alla Gemma dell’est …. Ma come!
Il boy ne inventa una più del diavolo …. Insomma la nostra spiaggia deserta è la spiaggia della Gemma dell’Est … che proprio deserta non è.
Facciamo il bagno delusissimi …
Non che sia brutto il mare, anzi, qui l’alta e la bassa marea sono pochissimo accentuati ma non era quello che volevamo!
Guardiamo l’Hotel, bello ma secondo me un po’ troppo isolato …. Preferisco Kiwenga!
Ci sediamo sulla riva ad aspettare il tramonto.
Al ritorno una luna piena favolosa.

Le spezie e un villaggio locale – 15 dollari
Visita a un coltivatore locale di spezie.
Impariamo tante cose sui chiodi di garofano, sulla citronella, su tantissime spezie …

Ho un sacchetto di brioches e alcune confezioni di biro per i bimbi del villaggio che andiamo a visitare.
Non bastano. Saranno un centinaio!
Finisce tutto in un baleno! Consegno qualcosa ad Alì Babà che va in un negozio vicino a comprare un maxi sacchetto di dolcetti che viene consegnato alle mamme … noi non riusciamo a gestire la situazione.
Troppo belli e troppo carini, vorrei aiutarli di più che con dolci o penne biro!
Una sola nota amara. In tanti hanno cercato di sfilarmi gli anelli.

Il ritorno è stata una avventura veramente lunga da raccontare. Beh la racconto lo stesso.
Siamo giunti all’Aeroporto alle 13.00. Troppo presto.
Un funzionario ci ha chiuso le valige in uno stanzino e accompagnato al piano superiore dove si poteva bere qualcosa e fumare. Manca ancora parecchio al chek-in! Che gentile!
Beviamo una birra a fumiamo una sigaretta.
Rieccolo! Chek-in!
Scendiamo in strada …. e vediamo una coda lunghissima sotto il sole….
Ma come, siamo lì da un’ora e adesso tutta la Teorema davanti!
Effettuiamo il ritrovamento valige …. protestiamo con l’addetto: perchè ci ha fatto salire quando potevamo rimanere lì e non fare quella coda sotto il sole?
Sparisce.
Anche volendo non riesco a raggiungere la fine della coda …. c’è una lunga aiuola da superare.
Alberto corre a cercare il responsabile che è sparito. Due addetti a cui si è rivolto trovano la soluzione.
Dopo poco tornano con due sedie a rotelle!!!! Ecco come fare per superare la fila ….
Mi viene da piangere e mi sento svenire.
Comunque, uno dei due impietosito forse dalla mia veneranda età, carica le due valige ed entriamo.
Altri 33 dollari per uscire da Zanzibar, con tutte queste tasse potrebbero almeno fornire di energia elettrica le povere case di fango!
Mi fanno aprire la valigia, un omaccione paciocca fra costumi e mutande che stavano in pole position … poi una fatica bestia per richiuderla.
Altra coda per timbro. Passo il controllo … ma perchè suono?
Una zanzibarina di 150 kg. mi perquisisce …. non so perchè si sofferma sul seno … si è un po’ lasciato andare? E va beh, pensa al tuo!
Non è finita …. una collega mi fa vuotare il contenuto della borsa. Mi viene da piangere, c’è di tutto … ma che faccia ho oggi?
Sala d’attesa … e che attesa.
Non riusciamo nemmeno a sapere se il volo Eurofly è partito da Malpensa.
Passano le ore …. una sigaretta!
Un gruppetto si è appartato dietro una colonna, corro a prendere una sigaretta, arrivo giusto in tempo per sentire una addetta urlare no smoking no smoking. Aveva ragione ma dava troppo in testa che ridesse e ci prendesse in giro.
E’ stata mandata a espletare le sue funzioni corporali.
Alla fine la correttezza di cui mi sono fatta spesso portavoce è scomparsa e mi sono unita a un gruppetto che fumava fuori dalla vetrata, diciamo quasi sulla pista.

Siamo giunti all’aeroporto alle 13, partiti per Mombasa alle 19 e giunti a Malpensa alle 4 del mattino e a casa alle 7.

Cosa penso di Zanzibar?
Una settimana era più che sufficiente, non c’è molto da vedere.
Avremmo dovuto abbinarla come riposo finale a un safari in Tanzania ma quest’anno è andata così.
Avevamo bisogno di riposo e quello lo abbiamo ottenuto.

Ma, sinceramente, io profumo di spezie non ne ho proprio sentito.

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