Un’altra Grecia: mare in Calcidica, panorami mozzafiato in Tessaglia e siti archeologici nell’entroterra macedone

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18 e 19 agosto: Thessaloniki arriviamo!

Ultimo salto in spiaggia, che a quest’ora è ancora tranquilla, poi carichiamo i bagagli e fuggiamo in direzione nord. Leptokarya non torneremo!

Abbiamo deciso di annullare la visita prevista a Pella, città natale di Alessandro Magno, che avrebbe comportato solo un’ora di strada in più visto che non è lontana da Salonicco. Il caldo eccessivo (e l’incertezza su quello che avremmo trovato) ci ha fatto desistere.

Temiamo di trovare traffico entrando in città, ma evidentemente gli abitanti sono ancora in ferie perchè, anche se arriviamo a Salonicco a mezzogiorno di un venerdì, non troviamo ingorghi o guidatori indisciplinati, e in breve parcheggiamo a pochi passi dal nostro albergo.

Ho scelto l’Orestias Kastoria per vari motivi: oltre ad essere abbastanza economico, è comodo al centro senza essere su vie trafficate o rumorose; è in un palazzo d’epoca ma restaurato di recente; non ha l’ascensore ma ha solo 2 piani… inoltre ci sono the, caffè e biscotti 24/7, ed è molto pulito (infatti, nonostante sia solo 2 stelle, è tra i primi in classifica per gradimento in città). La camera (piccola ma carina) è già pronta, scarichiamo tutto dalla macchina e andiamo in cerca di un posto in cui pranzare.

Passeggiamo all’esterno dell’Agorà Romana, a pochi passi dall’albergo in direzione di Piazza Aristotele e del mare; come contrasta questo insieme di edifici antichi con i palazzi anonimi che la circondano… ogni tanto c’è un edificio di epoca liberty, evidentemente costruito subito dopo il grande incendio che nel 1917 devastò gran parte della città. Anche la grande piazza Dikastirion, alberata e con un parco giochi, è… strana: su un lato c’è il bagno turco Bey Hamam (chiuso), sull’altro una piccola chiesa. Inizia il viale che porta a piazza Aristotele ma scorgiamo un ristorantino (Zorba, più turistico di così in Grecia…) che non ci sembra male, il buttadentro parla anche italiano e ci diciamo che ormai si può anche rischiare… invece restiamo sorpresi, la mia carne è discreta e il calamaro buonissimo, il conto più che onesto.

Torniamo in albergo a rinfrescarci e consegnare l’auto (il referente di Poseidon ha anche avvisato telefonicamente l’albergo di alcuni minuti di ritardo), poi partiamo in esplorazione della città, su cui non mi ero fatta alcuna aspettativa. Avevo pensato di prendere un bus turistico per vederla in comodità (costano veramente poco qui), poi in albergo ci hanno fatto notare che le distanze sono fattibili a piedi.

Il caldo è sopportabile, i marciapiedi puliti e non ci sono rifiuti in giro. Ci dirigiamo verso l’arco di Galerio e la Rotonda, ricordi del periodo in cui regnò uno degli imperatori dell’Impero Romano d’Oriente. Sul nostro cammino incontriamo Agia Sofia, tra gli edifici bizantini Patrimonio dell’Unesco, ma a quest’ora è chiusa. L’arco è in discrete condizioni, visto quante ne ha passate (nelle foto d’epoca si vede il traffico che ci passava sotto); bello lo scorcio verso la Rotonda da un lato e il mare dall’altro. La Rotonda in origine sarebbe dovuta essere il mausoleo di Galerio, fu poi trasformata in chiesa (all’interno è ancora visibile l’abside) poi in moschea (c’è ancora il minareto, l’ultimo rimasto a Salonicco). L’ingresso costa solo 2€, ma in effetti la visita è molto veloce: si entra in questa grande cupola che ricorda vagamente il Pantheon, si ammirano i mosaici di epoca bizantina rimasti e recentemente restaurati.

Scendiamo poi verso il mare, incontriamo i resti del Palazzo Imperiale di Galerio, anche questi circondati dai soliti condomini greci, dove nulla è stato fatto per renderli belli… anzi sono talmente brutti da avere un perché. Ogni tanto un enorme graffito aggiunge un po’ di arte e colore.

Con una piccola deviazione si arriva alla Torre Bianca, ultima rimasta delle fortificazioni che proteggevano Salonicco dagli attacchi via mare, abbattute per far spazio al lungomare e al porto. Il museo dedicato alla storia della città che si trova all’interno non mi è parso particolarmente interessante, nonostante l’audioguida compresa nel biglietto (4€), ma la vista dalla cima della torre, che spazia a 360° sulla città e sul mare, è proprio bella.

Proprio accanto alla torre attraccano le boat bar che, per una consumazione, permettono di fare un giro nella baia di Salonicco. Scegliamo la meno pacchiana e saliamo, una pausa prima di rientrare ci serve proprio. A quest’ora (le 18.00) non ci sono molti passeggeri, e si passa una mezz’ora piacevole.

Percorriamo poi il lungomare in direzione porto e Piazza Aristotele, un paio di foto e torniamo in albergo.

Per cena scarpiniamo fino a Ladadika, il quartiere vicino al porto restaurato di recente e dove si trovano diversi locali e ristoranti. Devo dire che non mi è piaciuto molto, è troppo finto. Nonostante siano le 21.00 (abbastanza presto per gli standard greci) i tavoli all’esterno sono quasi tutti occupati e scegliamo un ristorante a caso (cibo buono ma servizio pessimo… un’ora di attesa per un hamburger, arrivato ¾ d’ora dopo il piatto di pesce).

La mattina di sabato andiamo subito alla chiesa di Agios Dimitrios, a 50 metri dall’albergo. È la cattedrale ortodossa di Salonicco, purtroppo andata quasi distrutta nell’incendio del 1917, per cui restano i mosaici del VII sec. originali e alcune reliquie, il resto è moderno. Esperienza surreale, doveva essere da poco finita la celebrazione e l’assistente del pope è venuto a chiederci da dove venivamo (forse perchè non baciavamo le icone?)… eppure è meta turistica!

Andiamo poi a piedi fino al Museo archeologico (ingresso 8€), non lontano dalla Torre Bianca, e ci passeremo l’intera mattinata. Poco affollato ma è un peccato, è veramente molto ricco e la sezione finale dedicata all’oro macedone espone monili e oggetti cerimoniali  di eccezionale fattura (un esempio è il Cratere di Derveni).

Poi ci dirigiamo al Monumento equestre ad Alessandro Magno, opera moderna ma  suggestiva, sul lungomare. Ci accorgiamo che oggi l’afa è molto più intensa di ieri, si fa sentire la stanchezza dell’intero viaggio e ci chiediamo come arriveremo a sera… Torniamo a pranzare da Zorba, soddisfatti come il giorno precedente; il pomeriggio decidiamo di non salire all’Eptagirio (chiude alle 15:00 e… c’è troppo caldo), quindi lo passiamo cercando refrigerio all’ombra dei viali alberati e bevendo qualche caffè freddo. Avevo letto che i negozi tendono ad essere chiusi il sabato pomeriggio, ma pensavo non valesse in città, invece a parte qualche eccezione è stato così. Un’altra passeggiata fino a Ladadika me la fa apprezzare di più, di giorno è decisamente più carina (e semivuota).

20 agosto: si torna in Italia

Il nostro volo parte alle 9:40, Ryanair ha avvisato di possibili ritardi ai controlli di sicurezza e di arrivare 2,5 ore prima del volo. Chiediamo in reception di chiamarci un taxi, ci comunicano che la tariffa è fissa a 16€ e in 2 minuti arriva. Salutiamo Salonicco quasi deserta, in aeroporto non c’è nessuna coda, per fortuna ci accettano subito il bagaglio (al limite di peso) e si passa al solito tran tran aeroportuale…

In conclusione:

La Sithonia ci è piaciuta molto, non è la Grecia da cartolina, siamo in Macedonia, in un territorio che fino ad inizio ‘900 era quasi disabitato. È un ambiente molto informale, inutile riempirsi la valigia di vestiti o scarpe per la sera, almeno sulla costa orientale sono del tutto superflui. Mi ha stupito la ricchezza di pesci in alcune spiagge, non siamo al livello di Mar Rosso si intende, ma ci si può divertire parecchio. E quanti ricci! Ci torneremmo volentieri, anche se come sempre in bassa stagione sarebbe meglio…

Le Meteore, che sognavo fin da bambina grazie ai volumi di un’enciclopedia sui Paesi del mondo che amavo sfogliare, hanno superato le aspettative. Vale la pena visitarle anche senza entrare nei monasteri (che sono comunque da vedere anche per chi non è interessato all’arte sacra o alla religione). Sono facilmente raggiungibili in auto da Salonicco.

Salonicco non è una città bellissima, non la consiglierei per un viaggio a sè, ma è carina e ricca di storia e non mi ha dato l’impressione negativa che ho avuto ad Atene nel 2016. Ci sta a inizio o fine vacanza per passarci uno o due giorni. Interessanti dovrebbero essere anche il Museo Bizantino e la casa di Ataturk (all’interno del consolato turco).

La deviazione a Verghina vale la pena se si è appassionati di archeologia, il corredo funebre di Filippo è incredibile, altrimenti si può tralasciare.

I due giorni a Leptokaria, non avendo fatto il trekking all’Olimpo, sono diventati troppi, e la sosta nella Valle di Tempe si può tranquillamente evitare. Una notte sarebbe stata da aggiungere alle Meteore. Il sito di Dion invece, nonostante lo stato di semi abbandono, secondo me andrebbe assolutamente visto.

(Qualche foto in più sul mio sito, quando le carico qui combino sempre qualcosa e le deformo!)

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Ci sono 4 commenti su “Un’altra Grecia: mare in Calcidica, panorami mozzafiato in Tessaglia e siti archeologici nell’entroterra macedone

  1. Ero curiosa di leggere il tuo diario! Come sai Calcidica e Meteore sono nella mia wishlist.
    Speriamo che la Calcidica non venga troppo rovinata dal turismo di massa e che in bassa o media stagione i posti siano più vivibili.

  2. Credo che la crisi abbia un po’ rallentato il processo; in Sithonia, per lo meno dove siamo stati noi, non ci sono ancora molti posti letto (e i pochi edifici in costruzione erano fermi da tempo).
    A parte la spiaggia di Lagonisi e Orange Beach, il resto è ancora assolutamente vivibile… Karidi è incasinata ma abbiamo trovato sempre posto, quindi penso che il resto dell’anno sia anche meglio; l’unica è che provi Sam e poi ci dici ;)

  3. Bello, letto d’un fiato, traspare la passione per la storia di quei posti e le esaurienti informazioni che dai sono un valore aggiunto. Niente commenti sulle foto perché me le guarderò con calma una a una, la sbirciatina data prima di ogni pagina me le fa immaginare come un eccellente completamento del diario. Complimenti.

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