Chios: l’isola guerriera

Amanti delle isole greche, dopo averne già visitate più di una ventina, per questo settembre 2017, decidiamo per Chios, l’isola della mastica.

Chios è la quinta isola per grandezza della Grecia, ed ha circa 200 Km di costa.

Ha la forma di una mezza luna, ha foreste, spiagge nere di lava, spiagge di sabbia e di ciottoli bianchi o colorati, bagnante da un mare turchese.

La leggenda vuole qui, la nascita di Omero. Fu regina dei mari con le sue flotte e impavidi marinai.

Gli storici dicevano che vincerà la guerra colui che avrà come alleato la forte e guerriera Chios.

Ma Chios è famosa per la produzione della mastica o masticha. L’albero, il lentisco, cresce in tutto il mediterraneo, ma solo su quest’isola produce la preziosa resina. Per accaparrarsene il commercio, Chios ha subito molte invasioni, dei Macedoni, Romani, Bizantini, Veneziani e Genovesi e dal ‘500 al 1912 ha subito una lunga dominazione ottomana.

E’ un’isola fortificata, con le sue architetture medioevali, paesi molto suggestivi abbelliti da tecniche decorative molto particolari, ha molte torrette di vedetta sulle sue coste, grandi vallate e discrete montagne. Nonostante tutto questo, Chios rimane fuori dalle rotte turistiche, sopratutto italiane.

11 Settembre 2017: Decolliamo da Malpensa per Atene con volo Aegen e poi da Atene con un piccolo volo Olimpic Airline. Alle 19,30 con un taxi (12 euro per 4 Km) arriviamo alla nostra base: Karfas. Prendiamo possesso dei nostri alloggi, praticamente sul mare presso la taverna Karatazsas e cominciamo con la prima cena.

Karfas è una piccolissima località balneare a 4 km da Chios città. Una carina insenatura con alcune taverne, una gelateria, una pasticceria e due due piccoli mini market.

12 Settembre 2017: Noleggiamo un’auto per 7 giorni a 210 euro, una Yaris e partiamo per le prime tappe verso Sud. La prima è la spiaggia di Mavra Volia, uno dei posti più unici di Chios. La lava, proveniente da uno dei due vulcani inattivi che circondano la spiaggia, è la causa del colore nerastro dei ciottoli, che contrasta fortemente con il blu del mare. Dopo qualche ora di relax ci spostiamo a Emporios che è un piccolo villaggio con taverne caratteristiche e pranziamo.

Ci dirigiamo nel pomeriggio verso la spiaggia di Komi, sabbiosa, ma trasandata e con molti locali chiusi. Dopo una pennichella all’ombra di tamerici, verso le 17 ci dirigiamo a Pyrgi, uno dei villaggi fortificati chiamato anche “il villaggio dipinto”.

L’intero villaggio di Pyrgi, che si trova a 25 km a sud della città di Chios, occupa una delle aree che si sono conservate così come furono edificate in passato. Da notare sono le tipiche strade strette, le numerose chiese, tra cui emerge quella bizantina dei Santi Apostoli e le case con decorazioni geometriche bianche e nere sulle pareti esterne; le “xysta” sono ciò che più colpisce i visitatori.

Pyrgi, con le case costruite le une vicine alle altre, a dare l’impressione di un muro ininterrotto, è stato designato patrimonio nazionale. Le strade sono lastricate e strette; questo tipo di villaggio fortezza, a quattro angoli, veniva costruita per difendersi dai pirati e dai Turchi, ma anche per una migliore coltura del mastice.

Dopo la visita di Pyrgi scoviamo per caso, nei pressi, una bellissima spiaggia, Agia Dinami, secondo noi, la più bella in assoluto di tutta l’isola. E’ quasi il tramonto, ed è spettacolare immergersi in acque cosi trasparenti.

13 Settembre 2017: Entriamo in Chios città per fotografare i suoi “fotografatissimi” mulini. Poi saliamo verso il nord, verso la spiaggia di Nagas e poi di Giossonas. Ci fermiamo in una spiaggia attrezzata e gestita da due ragazzi, e per molte ore siamo gli unici frequentatori di questo piccolo paradiso. La caratteristica del nord dell’isola è la vegetazione con alti aceri e molti cipressi e le spiagge hanno i ciottoli colorati.

Rientrando verso sera ci fermiamo a Daskalopetra e iniziamo la tortuosa ricerca della pietra di Omero, dalla quale il grande poeta dava le sue lezioni. Alla fine dentro un giardino mal curato abbiamo visto questa roccia senza nessuna indicazione o iscrizione. Verso la tarda serata ceniamo a Chios città, una passeggiata sul lungomare, un gelato alla mastica, qualche occhiata ai negozi, uno sguardo alla moschea illuminata e poi rientro nella tranquilla Karfas.

14 settembre 2017: Ci dirigiamo verso il centro dell’isola, e il suo cuore, lo troviamo nel bellissimo monastero di Nea Moni. Si sta svolgendo un battesimo e l’atmosfera è davvero molto coinvolgente. Peccato i lavori in corso (che pare durino da anni) ma la pace di questo luogo immerso nella vegetazione è davvero unico.

Proseguendo facciamo una sosta a Anatavos, il paese fantasma.

Il villaggio è stato abbandonato dopo il il massacro selvaggio ottomano del 1822 e oggi è un monumento nazionale. Anche se Anavatos è abbandonato, come la maggior parte dei villaggi del nord di Chios, un notevole numero di case è ancora in piedi, alcune ristrutturate alcune no. Gli abitanti, poche decina, abitano silenziosi questo villaggio. Lo stile è medioevale e si presenta come un villaggio fortezza, molto ben mimetizzato nel contesto del panorama e quasi passa inosservato.

Dopo la visita, ci fermiamo alla spiaggia di Elinta, una vera chicca. Deserta, sono le 11 di mattina, con cigni che si avvicinano, una marea di farfalle e l’acqua del mare meravigliosa.

Nel pomeriggio cambiamo spiaggia …e allora verso Lithi, piccolo paesino, con alcune spiagge attrezzate.

Verso le 18 decidiamo di visitare il paese di Avgonyma, sempre nel centro dell’isola.

Risalente al medioevo ha una vista mozzafiato sul mare Egeo, inoltre una foresta di pini la circonda, rendendo Avgonyma un posto davvero romantico e speciale. Ben tenuto, con 10 abitanti e una taverna nella piccola piazza che ci ispira moltissimo. Sono solo le 19, ma spinti dalla fame, ci fermiamo a mangiare gustose polpette con il sugo.

15 Settembre 2017: Decidiamo per una visita a Mesta.

Questo villaggio/castello è perfettamente conservato dal periodo bizantino. Le auto devono essere lasciati al di fuori delle mura che circondano il villaggio.

Le strade sono lastricate in pietra, strette e collegate alla torre quadrata centrale. Questo tipo di fortezza, fu costruito allo scopo di proteggere gli abitanti e la coltivazione di mastice contro i frequenti attacchi dei pirati e dei turchi.

Merita una visita e una sosta in una delle taverne della piazza anche solo per una caffè.

Dopo Mesta è la volta di Vessa, ma fra i borghi medioevali, secondo noi è quello meno ben conservato.

E’ quasi mezzogiorno e abbiamo voglia di un bagno in mare, raggiungiamo quindi Salagonas. La strada è sterrata e ci sono un po’ di curve, ma per qualche ora, merita la sosta.

Completamente deserta e non attrezzata, troviamo anche qui un mare fantastico.

Sulla strada del rientro, ci fermiamo al villaggio di Olimpi. Il villaggio è stato fondato nel 13° secolo e si distingue per la sua notevole architettura. Le case sono costruite in modo tale che le pareti esterne siano congiunte, affinché chiunque affronti il villaggio veda una fortezza senza aperture visibili. La torre che si trova al centro del paese è alta 20 metri ed è stata utilizzata per la difesa in caso di attacco dei pirati.

Girovagando per il villaggio osserviamo scene di vita quotidiana, una signora a spasso con il suo asino, un’altra che lava al lavatoio pubblico, signore vestite di nero sedute sulla porta di casa……davvero una Grecia di altri tempi!

Rientro a karfas e cena in taverna.

16 Settembre 2017: Partiamo alla volta dell’estremo nord dell’isola, attraversiamo Chios città e poi verso le montagne, dopo un paio di ore giungiamo alla meta prefissata: spiaggia di Agiasmata nota per le sue acque termali. Il villaggio è molto piccolo, la spiaggia deserta e con ciottoli, il mare bello. Nel centro del paese esiste una clinica termale dove d’estate i clienti possono soggiornare. Dopo qualche ora è la volta di Volissos con il castello medievale trapezoidale veneziano a 6 torri. Pranziamo in una taverna e il ristoratore ci parla in italiano in quanto ha studiato a Roma.

Dopo la sosta proseguiamo verso Agia Markella, la sua spiaggia e il suo monastero. Dedicato a questa santa morta per mano del padre, è meta di molte pellegrinaggi.

Pausa relax in spiaggia fino al tramonto. Rientro a Karfas.

17 Settembre 2017: Visitiamo Kampos e le ville patrizie genovesi, Kampos è a pochi km da chios città, quindi facilmente raggiungibile. Ci dirigiamo verso Nenita per visitare l’orto botanico che però troviamo chiuso, quindi ci fermiamo nei pressi, sulla spiaggia di Gridia, con mare turchese e ciottoli bianchi. Pranzo in taverna nel paese e rientro a Karfas.

18 Settembre 2017: Verso Pyrgi e il museo della mastica, fermandoci prima nel paese di Armolia, famoso per le sue botteghe di ceramiche dipinte a mano. Il museo è davvero mosto interessate, appena fuori Pyrgi è stato costruito con un design molto moderno, vetro, acciaio e pietra, che però si inserisce benissimo nel contesto del paesaggio.

Il costo è di 3 euro, ma vale la pena, e si può visitare la piantagione esterna del lentisco che produce la mastica.

Sosta pranzo a Olimpi e poi verso la nostra spiaggia preferita: Agia Dinami.

Ci godiamo l’ultimo giorno davanti al mare, che qui, in questa spiaggia, ricorda il mare delle Maldive.

Cena in taverna a Mega Limnionas.

19 Settembre 2017:Si torna a casa! Chiudiamo a malincuore il nostro piccolo bagaglio a mano, tanto su quest’isola meravigliosa non ci è servito molto, pochi abiti e costumi.

L’importante è stato avere occhi per vedere i suoi panorami, avere olfatto per sentire l’odore della mastica che pervade tutti i i villaggi del sud, e avere cuore per amarla.

Luisa Deninotti

 

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