2 settimane tra il Nilo e il Mar Rosso in Egitto

PROLOGO

Partenza per l’Egitto: come? Beh, sono solo e quindi decido di optare per “Viaggi Avventure nel Mondo”, l’organizzazione che gestisce viaggi in gruppo tra chi ha voglia di viaggiare in modo “alternativo” rispetto agli altri Tour Operators.
Di solito sono abituato a costruirmi le vacanze per conto mio e mi sembra un po’ strano dovermi affidare ad altri nell’organizzazione del viaggio.
Ma a due settimane dalla partenza VdM mi avverte che la vacanza non si fa più perché non c’è il numero minimo previsto di partecipanti.
Che fare? Rinunciare? Neppure per sogno … grazie infatti ad una mia compagnia dei tempi dell’università, Mirella, in tempo record ci organizziamo, muniti di Lonely Planet e di un volo per il Cairo, la nostra avventura.

SABATO 2 APRILE

Partenza con volo Egyptair alle 16.20 da Malpensa pagato 430 € tramite CTS tasse incluse.
Arriviamo al Cairo alle ore 19.40 con ben 25 minuti di anticipo. E via di corsa a comprare il visto (12,5 €), incollarlo sul biglietto per l’entrata nel paese che ci hanno fornito sull’aereo, recuperare i bagagli e, dopo aver cambiato le nostre prime lire egiziane, usciamo fuori ad assaporare la prima brezza della città.
Evitando a fatica i tassisti, prendiamo l’autobus 356 per il Cairo (2 EGP) che ci ferma nella piazza della stazione ferroviaria e da li a piedi ci dirigiamo verso la “Pensione Roma” unica prenotazione fatta dall’Italia.
L’impatto con la città è bellissimo anche se particolare; dalla discesa dall’autobus siamo assordati dal rumore della città e si fa fatica a trovare i nomi delle vie che per la maggior parte sono scritte solo in caratteri arabi.
La camera del nostro albergo è pulita e spaziosa e, anche se avevamo il bagno in comune, ci siamo trovati molto bene (69 EGP la doppia con prima colazione).
Alle 22 siamo già in strada ad assaggiare il primo panino locale di cui non capiamo neppure un ingrediente alla catena di fast food locale chiamata GAD e a passeggiare in mezzo ai cairoti.
L’atmosfera del Cairo è particolare, c’è un sacco di gente dappertutto, molta confusione e tutti suonano il clacson per strada: l’unica regola del traffico: quanto è difficile attraversare la strada!!

DOMENICA 3 APRILE

Di buon ora andiamo al museo egizio (40 EGP), veramente molto bello, come ci si immaginava, ma non ci va di spendere le ulteriori 70 EGP per vedere la stanza delle mummie reali che ci sembrano solo una cosa un po’ macabra e da turisti, mentre apprezziamo soprattutto i reperti trovati nella famosa tomba di Tuthankamon.
Nel pomeriggio facciamo la nostra prima contrattazione per prendere il Taxi per la “Cairo islamica”: spuntiamo 12 EGP, chissà se è tanto o poco….
Qua ci facciamo “ingabbiare” da una guida che ad “offerta” ci spiega in italiano la storia e l’architettura della moschea di “Al-Azhar”, bellissima e riccamente decorata, poi gironzoliamo per il mercato di Khan al-Khalili, pieno di bancarelle per turisti che apprezziamo soprattutto per le porte medievali.
Ci addentriamo sempre più nella parte islamica e ci sentiamo totalmente fuori luogo poiché non si vedono occidentali in giro e sembra che il mondo qui sia rimasto almeno 200 anni indietro a noi.
Da Khan al-Khalili andiamo a piedi verso la Cittadella (35 EGP), molto carina, soprattutto per il panorama della città vista da questa altura.
La solita contrattazione del taxi (15 EGP) ci riporta all’albergo non prima di una cena da GAD a base di pollo arrosto (40 EGP in due).
Alla sera andiamo a bere un tè in centro in un tipico caffè egiziano (Al-Andalus) e una birra nel bar dell’albergo Windsor famoso per essere stato il set di un film, e da noi apprezzato per il suo stile coloniale. Prima di essere un albergo infatti era un circolo ufficiale britannico all’epoca della dominazione di quel paese.

LUNEDI’ 4 APRILE

Alla mattina puntiamo la sveglia abbastanza presto per andare alle piramidi di Giza.
Andiamo a piedi fino al museo egizio dove secondo la LP dovrebbe esserci l’autobus 355/357, ma dopo un po’ di pellegrinaggio senza esito alla ricerca del punto preciso da dove avrebbe dovuto passare l’autobus visto che non esistono le fermate ma bisogna bloccarlo al volo mentre passa, ci facciamo scortare un po’ impauriti da un uomo che ci imbarca con lui prima su un bus (n.118) e poi visto che questi non arrivava direttamente alle piramidi, su un taxi collettivo, pagandoci addirittura tutti i biglietti!!
Nelle piramidi entriamo dall’ingresso della sfinge, (40 EGP), e lo spettacolo è realmente impressionante! Visitiamo a piedi il sito, non faceva caldo perché un bel venticello del deserto ci allietava e decidiamo di entrare anche in una delle tre piramidi principali, quella di Khefren (20 EGP): dopo due corridoi a dir poco claustrofobici giungiamo alla stanza del sarcofago. In verità non è nulla di speciale, ma ci è piaciuta l’emozione di essere dentro la piramide e sentirci come schiacciati da migliaia di tonnellate di pietra sopra di noi.
Al ritorno riusciamo a prendere finalmente l’autobus giusto per il centro (2 EGP) e siamo pronti per visitare con la metropolitana la “Cairo Copta”, quella antica di religione cristiana.
La zona ci sembra carina ma non eccezionale e si ha l’idea di essere in un’enclave greca in Egitto.
Alla sera decidiamo di mangiare in un ristorante tipico sull’isola di Zamaleck da “Abu as-Sid” dove visto che non avevamo prenotato siamo costretti a mangiare sul bancone ci consoliamo con antipasti, due secondi, di cui quello fatto con riso e pollo in salsa di noci veramente splendido, il tutto accompagnato da un buon vino egiziano per 182 EGP in due.
E’ per loro un prezzo elevatissimo soprattutto per l’alto costo del vino, ma il ristorante è di prima qualità e vale la spesa che comunque per noi occidentali rimane una spesa abbastanza bassa.

MARTEDI’ 5 APRILE

Contrattiamo tramite l’albergo un taxi a 120 EGP per andare a visitare Abu Sir (purtroppo chiuso) Saqquara e il museo di Menfi. Forse un po’ troppo, ma almeno non ci dobbiamo impegnare a cercarlo per le vie del Cairo.
Saqquara (35 EGP) vi è la prima grande costruzione di piramide eseguita da Zoser 4500 anni fa, la famosa piramide a gradoni. A nostro avviso questo luogo è ancora più grandioso della piana di Giza. I siti archeologici sono disseminati in un’area molto vasta e per muoverci ci viene molto comodo poter contare sul taxi sempre a nostra disposizione.
Visitiamo così oltre alla piramide a Gradoni, l’emiciclo dei filosofi fatto dai greci, la mastaba di TI che era un nobile dell’epoca e la bellissime tombe dei faraoni Akhethotep e Ptahhotep.
Da lì ci spostiamo al museo all’apero di Menfi (35 EGP) famoso per la grande scultura di Ramses II e per le altre opere esposte in un museo a cielo aperto, ma che secondo noi si sarebbe anche potuto evitare di visitare.
Alla sera ci imbarchiamo sul treno di lusso Cairo-Luxor (42 €). Il treno non è male soprattutto per il fatto di avere cabine da 2 posti. Durante il viaggio servono cena e prima colazione. Inoltre il biglietto vale fino ad Assuan se il viaggio viene effettuato entro i 3 giorni successivi previa richiesta alla biglietteria nel momento dell’emissione del biglietto.
Assolutamente fantastica la visione notturna del Nilo che scorre parallelamente al treno.

MERCOLEDI’ 6 APRILE

Alle 4.30 ci vengono a svegliare e ci servono la colazione prima dell’arrivo alle 5,10 a Luxor.
Prendiamo un albergo vicino alla stazione per essere comodi il giorno della ripartenza per Assuan, il New Radwan Hotel dove per 80 EGP a camera doppia con colazione abbiamo una bella camera con bagno, aria condizionata e l’hotel ha anche una bella piscina.
Giusto il tempo di farci una doccia e siamo di nuovo in marcia verso il Nilo che attraversiamo prendendo un traghetto (1 EGP).
Sulla sponta occidentale contrattiamo per 85 EGP un taxi che ci accompagnerà alla visita dei siti archeologici.
Qua da vedere c’è solo l’imbarazzo della scelta e alla fine optiamo per un’immancabile visita alla Valle dei Re (40 EGP) dove bisognando entrate solo in 3 tombe abbiamo visitato quelle di Siptah, quella di Ramses VI e quella di Ramses I per avere un’idea di tre stili differenti tra loro. D’accordo con il nostro amico tassista ci facciamo riprendere dopo la visita del tempio Deir-al-Bahri (meglio conosciuto come tempio della regina Hatshepsut) (21 EGP) raggiungibile con una bella ma faticosa escursione di 45 minuti circa in un paesaggio lunare mozzafiato.
Dal tempio ci siamo spostati a visitare le tombe dei nobili (20 EGP) difficili da trovare perché nascoste tra le case di un villaggio e che abbiamo dovuto scoprire con l’aiuto de bambini che ci vengono incontro sperando di ottenere mance per il loro servizio.
A parte la difficoltà della ricerca, le tombe sono molto interessanti perché ci descrivono la vita di corte dell’epoca i loro affreschi e per questo motivo molto diversi da quelli dei Re che invece hanno tematiche più rituali-religiose.
Anche qui dovendo scegliere optiamo per quelle di Ramosse e Userhet.
Stanchi accaldati ma felici ci dirigiamo verso l’ultimo tempio che desideriamo visitare nella sponta occidentale, quello di Medinat Habu (35 EGP) costruito in prevalenza da Ramses III.
Il tempio ci ha impressionato per la grandezza e per la ricchezza dei bassorilievi, celebranti le vittorie di uno degli ultimi grandi faraoni.
Al ritorno verso il traghetto ci fermiamo per la classica foto ai Colossi di Mennone prima di ritrasbordare verso la sponta orientale di Luxor.
Adesso la temperatura è veramente micidiale per andare in giro e ci rintaniamo nel nostro bell’albergo con aria condizionata per un meritato riposino.
Alle 17 con una temperatura più accettabile andiamo a visitare il tempio di Luxor (35 EGP) e restiamo all’interno del complesso aspettando l’imbrunire per assistere allo spettacolo delle mure e delle colonne che attraverso le luci si illuminano e sembrano prendere nuova vita per noi: che bello passeggiare lungo il Nilo con le feluche da una parte e il tempio illuminato dall’altra!!!
Cena egiziana a Buffet nell’albergo non male, (65 EGP in due) prendendo acqua, birra e mangiando tutto quello che vogliamo (soprattutto l’ottima zuppa egiziana!).

GIOVEDI’ 7 APRILE

Sveglia ore 6 e partenza per Edfu per visitare il tempio di Horo, costruito in epoca tolemaica e molto interessante perché è uno dei meglio conservati.
Per arrivarci usiamo l’autobus pubblico delle 7,15 da Luxor ( 10 EGP solo andata). Siamo in pochi e oltre a noi gli unici occidentali sono 2 ragazze neozelandesi. A noi 4 ci mettono in fondo all’autobus e ogni volta che passiamo uno dei tanti posti di blocco della polizia ci fanno chiudere le tende del finestrino.
Dopo 2 ore e una sosta di 15 minuti a Esna arriviamo vicino alla stazione del treno, sulla riva orientale a circa due chilometri dal tempio e dal centro della città, il che ci fa capire che sarebbe stato meglio prendere il treno…
Qui un militare gentile ci spiega che l’unico mezzo per arrivare al tempio è noleggiare un pick up cosa che faremo contrattandolo per 4 EGP all’andata e 5 EGP al ritorno.
L’esperienza di farsi trasportare da questi buffi mezzi di trasporto è molto bella, così come il tempio.
Questi ci appare un mondo a parte, unico posto nei dintorni dove si vedono turisti.
Al ritorno l’autobus è alle 14 per Luxor così come ci ha comunicato il controllore dei biglietti all’andata e qua inizia il bello… in anticipo sull’orario andiamo alla fermata dove ci abborda il proprietario del bar che invitandoci a bere qualcosa ci dice che l’autobus passerà alle 17!! Siamo disperati!!! Nel più isolato deserto riusciremo mai a tornare a casa? Per fortuna alle 14,30 passa l’autobus, mentre eravamo un po’ “imprigionati” nel giardino del bar, ma il controllore riconoscendoci fa fermare lo stesso il mezzo e ci viene a salvare mentre il proprietario del bar continuava ad insistere che quello non era il mezzo per Luxor! Infame!
Alla sera finalmente a Luxor decidiamo di mangiare lungo il Nilo nella zona dei grandi alberghi per vedere se si incontra un po’ di gente… ed infatti in pratica siamo soli in un bel ristorante dove per (80 EGP) mangiamo due grigliate miste di carne, birra e acqua.
Per il ritorno a casa ci adeguiamo alle usanze locali e prendiamo il Taxi Collettivo.
Il Taxi Collettivo non è altro che un pulmino modello Volkswagen che gira tutto il giorno (ce ne saranno centinaia in tutte le città che abbiamo visitato) tra Karnak e Luxor e costano 1 EGP a persona (anche se secondo noi i “locali” davano addirittura di meno) e sono bellissimi perché li fermi per strada e la gente continua a salire e scendere senza che venga mai chiusa la porta.

VENERDI’ 8 APRILE

Oggi ci meritiamo una sveglia alle ore 8! Con calma prendiamo l’ormai familiare Taxi Collettivo per Karnak dove andiamo a visitare il tempio più grande dell’Egitto.
Il sito è veramente impressionante e sembra non finire mai. Cerchiamo di immaginare come doveva essere quando era addirittura collegato da una parte con una viale di sfingi al tempio di Luxor distante 3 Km, dall’altra con un viale di sfingi dalla testa a forma di arieti al Nilo. Ora questi due viali purtroppo solo in alcuni tratti sono ancora visibili.
Il caldo oggi si fa sentire ed è fondamentale è avere una bella scorta d’acqua. Al ritorno a Luxor gironzoliamo per la città e osserviamo il tramonto mentre numerose feluche solcano il fiume da una parte e dall’altra il tempio di Luxor inizia ad illuminarsi di colori magici.
Ceniamo all’elegante ristorante “Jamboree” dove assaggiamo 2 tipi diversi di Kebab, lo Shin Kebab, che sarebbero 2 spiedini e il Kebab Hala, che è una specie di spezzatino il tutto con un’insalata e riso di contorno (costo 60 EGP in 2), veramente tutto molto buono.

SABATO 9 APRILE

Sveglia alle 4,30 e via di corsa verso la Stazione per prendere il “nostro” treno delle 5,10 con arrivo ad Assuan alle ore 8,30.
Scesi ad Assuan ci siamo sistemati all’Hotel Hathor, un piccolo hotel senza pretese con camere con bagno e una piscina sul tetto dove si può godere un’ottima vita sul Nilo e sull’isola Elefantina. (55 EGP a doppia con colazione).
Decidiamo di approfittare subito della mattinata per visitare i villaggi Nubiani che sorgono sull’isola prendendo uno dei traghetti (1 EGP) che fanno da spola con la terraferma.
Qui dopo aver ammirato le colorate case fatte con il limo del Nilo, sostiamo per un tè in una casa nubiana, dove il capo del villaggio ce lo serve sul terrazzo mostrandoci coccodrilli vivi che ci offre come possibile cena, ed impagliati e ci invita addirittura per la prossima volta che saremmo tornati in Egitto nella sua casa di Sharm-el-Sheik! Lì per lì stentiamo a capire se siamo ospiti od ostaggi, ma forse è solo colpa della nostra poca fiducia nella generosità del genere umano…
Nel pomeriggio visitiamo il Museo Nubiano (35 EGP), uno dei musei più moderni che ci siano in Egitto ed interessante nel suo ripercorrere la storia della Nubia negli ultimi 6000 anni fino alla costruzione della diga di Assuan, che ne ha decretato per una parte il suo allagamento.
Cena su un battello-ristorante “Assuan Moon” ormeggiato lungo il Nilo, dove in un’atmosfera fantastica con tutta la barca arredata di tende e il Nilo con il suo lento scorrere intorno a noi abbiamo mangiato due ottime zuppe, un Kofta Kebab e un Daound Basha che sarebbero delle polpette ci carne cotte in un tipico tegame di argilla con una deliziosa salsa di pomodoro (43 EGP in due).

DOMENICA 10 APRILE 2005

Sveglia alle 3 di notte!!! Alle 3,30 prendiamo il pacchetto della colazione che non ci sembra il caso di fare visto che i nostri stomaci stanno decisamente ancora dormendo e scegliamo di bere un tè, visto che alla domanda tè o caffè del cameriere se si rispondeva caffè ti rispondevano “finito!!”… ma allora cosa lo chiedevano a fare??? Bah… mistero egiziano…
Con noi ci sono altri avventurieri e altri ne sarebbero seguiti e infilati nel nostro piccolo, scomodo, pulmino Toyota (45 EGP) che, dopo aver aspettato la creazione del “convoglio scortato” per Abu Simbel, ci ha portato alle 7,30 davanti al tempio dopo aver sfrecciato a tutta birra in un deserto che albeggiava regalandoci colori stupendi.
Il tempio di Abu Simbel ci ha fatto svegliare di colpo grazie alla maestosità e fare la nostra colazione al sacco davanti a tale spettacolo di fronte al lago Nasser è stata una gioia unica.
Dopo 2 ore a meravigliarci per quello che fino a questo momento ci è sembrato il più impressionante dei monumenti dell’antico Egitto e della moderna ingegneria che ne ha permesso il salvataggio a seguito della creazione del lago Nasser, ci reimbarchiamo sullo scomodo pulmino e torniamo ad Assuan per il pranzo che consumiamo nel caratteristico Souq (mercato) della città con banane e succo di canna da zucchero. Fa veramente caldo, ma per fortuna l’aria è molto secca.
Alla sera per vedere l’ultimo tempio in programma optiamo per la soluzione dello spettacolo “suoni e luci” (55 EGP), che, anche se un po’ commerciale, ci fa apprezzare il monumento sotto una veste diversa, fatta di continue luci che illuminavano il tempio facendolo un po’ rivivere come se fosse ancora lì ad adorare Iside la dea a cui era dedicato.
Per arrivarci affittiamo un taxi per l’intera serata (35 EGP) e dopo aver fatto i biglietti dovevamo trovare un traghetto per l’isola, che però non esiste! Infatti esistono solo dei barconi che affittano per intero e sono per almeno 20 persone. Ci sono dunque volute un po’ di contrattazioni e il fortunoso incontro con una coppia di svizzeri per ottenere l’intera barca per noi 4 a 40 EGP… ma ci rimane il dubbio… non potevano mettere un traghetto oppure aspettare più persone prima di partire, prendendo più soldi complessivamente anche se meno per singola persona trasportata?? Ennesimo mistero egiziano…
Alla fine dello spettacolo concludiamo la serata nel ristorantino “Panorama”, sul lungo Nilo dove per due secondi, due tisane e acqua abbiamo speso 37 EGP in due.

LUNEDI’ 11 APRILE 2005

Sveglia finalmente ad un orario più ragionevole, le 8 del mattino! Facciamo i bagagli e visto che all’ufficio informazioni turistiche ci hanno detto che l’unico treno per Luxor era alle 16,00 ce ne andiamo in giro a goderci con calma il Nilo a bordo di una feluca.
Stiamo quindi due ore a zonzo tra le magnifiche isolette di Assuan (35 EGP). Che pace e che bello il Nilo tra monumenti e mangrovie!
Tornati al souq, passiamo per la stazione alle 12,30 e per caso ci accorgiamo che alle 13,30 partiva un treno per Luxor… ma allora a cosa serve l’ufficio informazioni turistiche se non sa nulla????
In 10 minuti riusciamo ad afferrare un taxi, correre verso l’albergo a prendere gli zaini depositati in mattinata nella hall e salire sul treno!
Essendo però stranieri e ufficialmente non potendo salire su un treno non scortato da militari facciamo i biglietti direttamente dentro il vagone di IIa Classe con aria condizionata (19 EGP).
Il viaggio è stato veramente divertente in quanto continuava a passare un sacco di gente cercando di vendere qualsiasi cosa, dal tè caldo, alle noccioline ai fazzoletti; noi stoicamente abbiamo resistito a tutte le proposte di acquisto fino a quando non è passato “l’uomo delle banane” che ne vendeva un piccolo casco a 1 EGP… come non prenderne due sacchetti visto che non avevamo ancora pranzato??
A Luxor sostiamo al McDonald’s, sia perché abbiamo capito che è l’unico posto in Egitto con servizi igienici puliti sia per fare un pranzo-cena delle ore 17.
Alle 19 siamo dentro l’autobus della EGYPTIAN BUS (30 EGP) che ci porterà ad Hurgada ultimo tratto della nostra vacanza dove poterci abbronzare un po’ e vedere la Barriera Corallina.
Alle 00,30 siamo a destimanzione, precisamente ad Ad-Dahar, una delle tre parti che compone la città.
Non ci resta che trovare un resort dove andare… contrattando il taxi (20 EGP) entriamo alla fine in un villaggio chiamato “Alladin”, dove quando ci vedono arrivare stanchi, sporchi e con 2 zainoni ci hanno guardato come fossimo extra-terresti !!
Non riescono neppure a capire come siano potuti arrivare lì senza tour operator, ma alla fine un po’ forse per compassione, ci accordano l’entrata al villaggio per ben 92 € in 2 al giorno, con la formula “all inclusive”.

MARTEDI’ 12 APRILE / MERCOLEDI’ 13 APRILE

Che tristezza svegliarsi dentro un villaggio turistico! Mi sembra di essere un topo in gabbia con il mio bel braccialetto come un carcerato e tutta la gente che pensa solo a mangiare e dormire al sole!!
Come mi manca il mio vero Egitto!!
Mi manca talmente tanto che con la scusa di far i biglietti dell’autobus per il ritorno al Cairo scappo nel pomeriggio e torno in mezzo al vero Egitto e alle sue contraddizioni!
Hurgada è un posto turistico specialmente per villeggianti dell’Est Europa e della Russia, le spiagge non sono bellissime e la barriera corallina è stata notevolmente rovinata ed è presente ora soprattutto tra le isolette davanti alla costa; ormai non ci resta dunque che stare a riposo prima del grande rientro in Italia.
Purtroppo le spiagge sono state tutte “lottizzate” e privatizzate dai grandi villaggi turistici che hanno monopolizzato la costa, per cui questa rimane l’unica soluzione per fare un po’ di mare, chiedendoci come fanno i poveri egiziani a cui tali accessi sono negati.

GIOVEDI’ 14 APRILE

Finalmente usciamo dal nostro torpore! Ore 7, sveglia e colazione e siamo pronti per un’escursione alla barriera corallina delle isole Giftun (30 €). C’è vento forte e già si vedono i primi windsurf solcare le onde mentre visitiamo per l’intera giornata i siti di barriera corallina e le spiagge incantate delle isole.
La barriera corallina è veramente fantastica e anche se vento e acqua freddina cercano di farmi desistere, stoicamente indosso pinne e maschera e sono tra i coralli a guardare dei pesci coloratissimi come fossi dentro ad un immenso acquario.

VENERDI’ 15 APRILE

Ultimo giorno di relax prima del grande rientro! Abbiamo preso a mezzanotte un bus da Hurgada con la compagnia “SuperJet” 30 EGP per il Cairo dove siamo arrivati alle 5,30 e contrattando un solito Taxi per 20 EGP siamo ritornati all’aeroporto del Cairo sani e salvi, ma un po’ tristi per dover già lasciare questo paese.

CONCLUSIONI

L’Egitto è secondo me, un posto affascinante, con i suoi numerosi contrasti, le strade brulicanti di taxi strombazzanti e di gente che urla sempre qualsiasi cosa a chiunque incontri.
Le persone sono sempre molto gentili e disponibili, a volte con un secondo fine, a volte in modo veramente altruista. Hanno comunque tutti dimostrato una grande simpatia per noi italiani e una vera voglia di esserci d’aiuto.
Girare da soli ci ha permesso di scoprire molti degli aspetti, dei colori e dei profumi che rimarranno indelebili nella nostra memoria.
Il Nilo con il suo scorrere e i suoi colori è anch’esso un qualcosa di unico che merita di essere gustato a bordo di una silenziosa feluca.
Il costo della vita è molto basso per noi italiani e quindi si può girare anche con un budget limitato.
Noi non abbiamo mai avvertito alcun pericolo da parte di nessuno, neppure girando di notte per le strade, anche se l’enorme dispiegamento di forze militari e di polizia unito alla snervante creazione di convogli scortati e di posti di blocco se da una parte può tranquillizzare dall’altra ci ha fatto comprendere come quest’equilibrio possa essere davvero fragile.
Hurgada e il poter parlare con i turisti del villaggio “All inclusive”, infine, ci ha fatto capire una volta di più quanto quel tipo di vacanza a mio parere possa fuorviare l’idea dell’Egitto, dandone un’immagine molto negativa e non facendone apprezzare l’enorme fascino.
Unica nota negativa è l’insistenza degli egiziani nell’approccio con le donne europee che pur sempre limitandosi a battute o occhiate risulta senz’altro pesante per chi li deve subire in modo quasi costante per tutta la vacanza.

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