Bali Giava e Karimun Jawa, Natura Cultura e Atolli di Cristallo

Questo viaggio inizia a Bali, dove io vivo , se non siete mai stati a Bali, questo è il momento giusto per inserirla in un tour, qualche giorno nella zona di Ubud e altri al sud vi daranno una panoramica dell’isola degli Dei, ci siete già stati ? bene ritornate lo stesso, sappiate che in quest’isola c’è sempre qualcosa di nuovo da vedere.

Partiamo da Bali con un volo Garuda diretto a Semarang, altre 2.30 di auto per arrivare a Jepara, cittadina sulla costa da dove salpano le imbarcazioni per le isole , Jepara non è certo un luogo turistico e le cose da vedere non sono molte ma troverete piacevole fare una passeggiata e osservare la vita semplice degli abitanti , per poi finire questa lunga giornata di trasferimento ammirando un bellissimo tramonto sul porticciolo .

La struttura dove soggiorniamo hotel Syailendra è nuovo pulito e piacevole , abbastanza in contrasto con il nulla che offre la cittadina .

La mattina dopo freschi e riposati ci facciamo portare al molo d’imbarco , dove in un clima di caos totale ci mettiamo in paziente attesa della partenza, ci toccherà la slow boat che impiega circa 5 ore o la speedy boat che arriva alle isole in 2 ore ?

Le barche non sono operative tutti i giorni e in caso di mare mosso NON SONO GARANTITE LE PARTENZE.

Attenzione –difficilmente in Indonesia l’oceano è una tavola e se soffrite di mal di mare, prendete precauzioni.

Se volete inserire queste isole nel vostro viaggio, è consigliato lasciare dei giorni di viaggio “vuoti “ sia prima sia dopo.

Le Karimunjawa a largo della costa centro orientale di Jawa, sono molto belle e la loro lontananza e difficoltà nel raggiungerle, ha fatto in modo che ancora adesso siano selvagge e praticamente sconosciute, l’arcipelago conta circa 27 isole, quelle classiche da cartolina con palme che ondeggiano al vento, mare cristallino, sabbia candida e finissima , fondali incontaminati anche se di nessun interesse per i diver esperti.

La popolazione vive di pesca e pratica l’allevamento delle alghe.

Oltre il famoso e costosissimo Kura kura resort, che per altro è in un atollo isolato e lontano da tutto.

Le soluzioni sull’isola principale sono spartane e semplici, io ho scelto Ayu hotel, una piccola struttura che offre un buon servizio, i bungalow di legno sono un po’ bui e Il bagno in stile indonesiano è all’aperto  ha solo acqua fredda, stanno costruendo nuovi bungalows molto carini e  lussuosi ,  i proprietari gentilissimi e la loro colazione quasi ogni mattina diversa ricca e varia vi farà innamorare di questo posto.

Le Karimun sono isole con religione islamica, alle 4.30 del mattino sarete svegliati dalle preghiere, finite quelle non stupitevi se passerete a musica disco, messa a tutto volume per poi passare a un concerto di canto di galli.

Sull’isola principale, verdissima, che personalmente ho trovato, splendida, non ci sono molte spiagge, ma le poche sono veramente “ da cartolina “ palme che ondeggiano al vento contornano baie selvagge che si affacciano su un mare striato da tutte le sfumature di blu ….è stato molto divertente girovagare per quest’isola con lo scooter, che qualsiasi struttura vi procurerà su richiesta, alla modica cifra di circa 5€ il giorno.

La sera c’è ben poco da fare, qualche ristorantino che prepara piatti indonesiani, uno che ha anche cucina internazionale, la zona comune del villaggio, nonché campo da calcio, mercatino, che, la sera si trasforma in un food market, dove senza troppe pretese, mangerete seduti per terra del pesce cucinato alla griglia .

Obbligatoria almeno un’esplorazione in barca delle isolette vicine, quasi tutte disabitate e contornate da spiagge bianche e lagune turchesi, sorprendenti i banchi di sabbia che affiorano in mezzo al mare.

Le isole sono fantastiche, ma non ci passerei più di 4-5 notti, diventa un bellissimo viaggio, che vale la pena fare, se abbinate alla natura e cultura di Bali e Giava.

Salutiamo lo splendido e tranquillo arcipelago di cristallo per rituffarci nel caos indonesiano.

Eccoci a Giava, tredicesima isola per ordine di grandezza e la più popolosa al mondo.

L’isola di Giava si affaccia a sud sull’oceano Indiano mentre a nord è bagnata dal Mar di Giava che è parte dell’oceano Pacifico. Giava è percorsa da una catena montuosa vulcanica che comprende 121 vulcani, dei quali 25 ancora in attività .

La religione preponderante è l’islam con l’80% circa della popolazione e con minoranze induiste e buddiste. Il territorio è caratterizzato a nord da pianure alluvionali e a sud da aspri rilievi.

Giacarta è la capitale e la principale città dell’Indonesia. Situata sulla costa nordoccidentale dell’isola, ha una superficie di 661,52 km² e una popolazione di 14.900.000 di abitanti.

Isola bellissima, ricca di foreste, risaie, cascate e una cultura varia, costudisce prove del suo passato con i celebri templi buddhista di Borobudur e indù di Prambanan.

Ci fermiamo a dormire a poche centinaia di metri dal maestoso Borobudur, ho già avuto la fortuna di visitare Giava in un mio precedente viaggio , ma ovviamente non mi faccio scappare l’occasione di rivedere queste bellissime zone ancora una volta.

Per arrivare al  piccolissimo tempio di Selogriyo , si deve percorrere un sentiero abbastanza facile della durata di circa un’ora, che parte da un piccolo paesino, con belle vedute su una vallata di risaie e altre piantagioni, è un luogo poco turistico, dove poter entrare in contatto con la socievole gente del posto.

Borobudur – Antichi splendori

Il Borobudur è un monumento buddhista (800 d.C.) dichiarato patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

Un’opera imponente con una base quadrata di 123 x 123 metri e un’altezza di 35, costituito da circa 1.600.000 blocchi di pietra, le sue pareti sono ricoperte da 2.672 bassorilievi che narrano la storia del Buddha, la costruzione fu commissionata dalla dinastia dei Syailendra, all’apice del loro splendore e potere, cosi maestoso che visto da lontano appare come una montagna; L’edificio è formato da dieci terrazze , Il primo livello rappresenta la vita nelle spirali del desiderio.

I cinque livelli quadrati rappresentano la progressiva emancipazione dai sensi.

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Le ultime tre terrazze simboleggiano il cammino progressivo verso il nirvana.

Sulla cima dell’edificio è presente una serie di stupa ,la filosofia buddista del Borobudur riguardo alla sua vetta dice che “ la cima non è il punto di culmine del viaggio, ma è il viaggio, il culmine di se stesso.”

( come non essere d’accordo !)

L’intero cammino è caratterizzato dalla presenza di nicchie contenenti statue di Buddha (504) ogni Buddha è diverso dagli altri.

Il biglietto d’ingresso turistico costa 250.000 rp , caro se si rapporta al costo della vita indonesiana ma in linea con qualsiasi sito Unesco del mondo

Prambanan

Un complesso di templi induisti (850 d.C.) completamente diverso dal Borobudur, i due templi sono spesso accomunati ma in realtà presentano differenze strutturali enormi, il primo ha un aspetto massiccio mentre il complesso del Prambanan è tutto sviluppato verso l’alto.

Si pensa che in origine il complesso di templi fosse composte di ben 232 costruzioni, molti di questi erano mausolei di antichi re.

Il re che volle questa costruzione fu Rakai Pikatan, egli si reputava la reincarnazione di Shiva e per questo dedicò molta attenzione alla costruzione della struttura, inoltre a causa della sua convinzione dedicò il tempio Principale al culto del suo dio prediletto.

Il complesso conta diversi templi, ma i più famosi sono i tre principali dedicati rispettivamente a Brahma, Vishnu e Shiva.

Molto bello anche il Candi Plaosan

Costruito nella metà del 9 ° secolo da Sri Kahulunnan discendente di Syailendra, Il complesso Plaosan è un insieme di due templi buddisti, Plaosan Lor e Plaosan Kidul.

La coloniale Jogja

Si chiama Yogyakarta ma per tutti è semplicemente Jogja, conosciuta come il centro della cultura e dell’arte giavanese, meravigliosi i suoi batik e gli spettacoli di burattini.

Io salto sempre e volutamente il mercato degli uccelli, evito anche la visita al kraton, per i miei gusti sono entrambi assolutamente privi di ogni interesse!

Adoro invece gironzolare per la strada centrale dall’antico fascino coloniale di Jalan Malioboro, osservare i mercati coloratissimi, la gente indaffarata nella contrattazione delle merci, i bemo dai colori sgargianti.

Aggiungendo una beve visita al Water Castle (Tamansari), quello che una volta era il giardino del sultano, una costruzione cinta da mura coninterno un cortile e varie vasche d’acqua.

Gunung Bromo

Forse non ha l’alone di mistero e magia del Kelimut di Flores, o la maestosità del Rinjani di Lombok, né la bellezza dell’Agung di Bali, però il Gunung Bromo resta uno dei vulcani più visitati dell’Indonesia.

Venire a Giava e inserire questo colosso fumoso nella lista di cose da vedere è una splendida idea.

Il Gunung Bromo è un vulcano  attivo che fa’  parte del Parco Nazionale del Bromo Tengger Semeru, alto circa 2.300 metri, non è la vetta più alta ma è il più famoso , questo vulcano si erge dal mezzo di una pianura chiamata ” Mare di Sabbia”.

E’ facile da visitare, basta pernottare nel vicino villaggio di Cemoro Lawang, da tenere conto che le strutture della zona sono tutte molto basiche, care , sporche , e senza nessun servizio , il villaggio invece l’ho trovato molto interessante da visitare, mi è dispiaciuto non avere tempo per approfondire di più la visita dei dintorni, da qua’ è possibile raggiungere a piedi il vulcano in circa 45 minuti, intorno al Bromo ruota una vera e propria organizzazione che tiene in mano tutta la gestione turistica , malgrado io avrei voluto fare un assoluto fai a modo mio , non ci sono riuscita e mi sono fatta convincere al classico tour  in jeep , con sveglia alle 2.30 e partenza alle 3 di notte, per ammirare il sorgere del sole dal Monte Penanjakan, sole che potrebbe non sorgere se ci sono nuvole basse, cosa non per niente improbabile poiché siamo in alta montagna, il freddo umido pungente e la pioggerellina vi farà pentire più volte di aver fatto questa scelta, stare immobile per circa 3 ore, seduta per terra su un tappetino lurido di plastica che la gente del posto affitta a peso d’oro.

Ritornerei a Cemoro Lawang e al Bromo ma non farei mai più questo percorso organizzato dai t.o. del luogo .

Anche perchè dalla terrazza del nostro “hotel “Bromo Permai si vede benissimo tutto il parco e fortunatamente ci siamo goduti un bellissimo tramonto, con raggi rossi fuoco che s’infiltrava tra le nuvole.

Dopo aver patito ben tre ore di freddo quasi polare, aver intravisto una pallidissima alba , siamo scesi di nuovo verso il grande mare di sabbia, noi insieme a un’infinita esagerata di jeep cariche di persone, che nemmeno a Rimini il giorno di ferragosto!

La vera scalata al Bromo inizia proprio dal mare di sabbia, un paesaggio lunare da dove si ergono questi imponenti signori fumosi, l’intero percorso dura circa un’ora, è abbastanza facile, ma molte persone si fanno trasportare da poveri cavallini.

L’ultimo tratto è fatto da una ripida scalinata ricoperta da uno strato di cenere, alla fine della scalinata … Ecco, siamo veramente sull’orlo di un vero vulcano attivo fumoso e borbottante !

Madakaripura waterfall

Non siamo ancora stanchi di meraviglie e quindi lungo la strada per Surabaya decidiamo di fermarci per vedere queste scenografiche cascate, che si raggiungono prima con un passaggio in motorino, dai “trasportatori guide “del posto e poi con una piacevole camminata nella foresta tra ruscelli e felci giganti.

Il nostro viaggio a Giava Centro orientale è finito è l’ora di ritornare a Bali con un breve volo da Surabaya .

Riflessioni di viaggio

Un viaggio ricco, vario e piacevolissimo, Giava è bella è vale sempre un viaggio, sicuramente ritornerò ancora per vedere altri angoli fuori rotta di questa grande isola, il Bromo anche se super turistico e mal gestito è comunque un’esperienza che rifarei  ma a modo mio, lo consiglio a ogni viaggiatore , le karimunjawa mi hanno saputo stupire e affascinare con i loro colori e la loro gente ospitale  , ancora una volta questo paese  ha saputo conquistare il mio cuore e farmi emozionare .

Bru

 

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