Spalato-Trieste in 10 giorni

Ciao a tutti.
Un mesetto fa chiedevo aiuto ai naviganti per pianificare il mio itinerario croato: Spalato-Trieste in 10 giorni.
Ora che l’ho fatto posso farne un breve resoconto che potrebbe essere utile a chi ci volesse andare nelle prossime settimane.

Prima di tutto una breve considerazione: in Croazia i prezzi aumentano, ma sono ancora davvero bassi, malgrado sentissi qualcuno lamentarsi…

Ecco il mio viaggio.
Partenza da Milano alle 11:00 am in auto. A bordo quattro trentenni e un baule piuttosto colmo. In tasca i biglietti del traghetto Chioggia-Spalato della compagnia Enermar (che compie questa tratta da quest’anno e offre buone promozioni: noi, ad esempio abbiamo pagato 1 euro per l’auto).
Dopo un paio d’ore eravamo già a Chioggia dove ci siamo concessi un buon pranzo a base di pasta fresca e frutti di mare. Con grande calma abbiamo fatto un giro per il centro storico della città, davvero carina.
Alle 17 eravamo al porto che, a parte il traghetto per Spalato, appariva solo industriale. Intorno alle 18 è cominciata la marcia doganale: a tal proposito, nel caso si viaggi su un’auto non intestata, è utile avere una delega del proprietario da far vedere ai poliziotti italiani.
Mezz’ora dopo eravamo a bordo. La nave era piuttosto accogliente. Le cuccette prenotate per la notte, costituite da due letti a castello e un bagno con doccia, erano accettabili per affrontare il viaggio di 13 ore verso la Croazia. Il mare, piuttosto mosso, ci ha accompagnato per gran parte della notte. All’alba già si coteggiavano le isole e qualche scorcio della costa. Alle 8.30 eravamo al porto di Spalato.
Dopo le noiose operazioni di sbarco e una rapida occhiata alle carte di identità da parte della poliziotta croata, eccoci alla ricerca di una prima base.

Nonostante l’autostrada A1 sia stata completata da Senj a Spalato, abbiamo optato per risalire la costa per una trentina di chilometri fino alla zona di Trogir, una bella cittadina di origine medioevale.
Consigliabile cercare casa nei piccoli centri urbani dei dintorni di Trogir che costano un po’ meno: mediamente 50 euro al giorno per un appartamento con due letti matrimoniali, con cucinotto e bagno.
Si può tentare di contattare direttamente i privati della casa che più vi attira, oppure dirigersi ai tantissimi uffici turistici che servono proprio a mettere i contatto gli stranieri con i proprietari.
In dieci minuti è possibile visitarne almeno un paio. Se ci si accontenta si risparmia molto tempo. Noi abbiamo trovato una bella casetta a Donji Seget su una collinetta, con vista panoramica e un bel pergolato di kiwi e uva.
Trogir è già di per sè una bella meta in cui passare le serate, molto vitale e caratteristica. Non mancano ristoranti e pizzerie (di maggior qualità rispetto a qualche anno fa, anche se la mozzarella scarseggia…). Grigliata mista di carne, mezzo litro di birra e caffè: prezzo massimo 20 euro. Ma durante la nostra vacanza il prezzo medio di cene e pranzi non superava i 15 euro, con punte di 9 euro. Certo, i menù sono piuttosto ripetitivi, ma dove si sente l’odore del pesce fresco conviene lasciarsi andare.

Da Trogir è possibile raggiungere agevolmente Spalato, il parco nazionale di Krka, scendere lungo la costa per vedere le spiagge e il mare nei dintorni di Brela. Posti spettacolari, con picchi montani che si gettano a strapiombo nell’acqua cristallina, piccole baie di ghiaia fine, pranzi luculiani a base di ottimi e freschissimi calamari. Da Trogir si raggiunge piuttosto agevolmente anche Primosten, altra cittadina che merita di essere visitata e Sibenik, il centro più grande dell’area, a parte Spalato.

Dopo cinque giorni su è giù per la Dalmazia siamo ripartiti alla ricerca di una seconda base di approdo, più a nord, che ci permettesse di visitare l’area del Quarnaro.
La prima idea era quella di dirigersi verso Zadar, o poco sopra, nei pressi di Pag. Così abbiamo fatto, ma, dopo aver pranzato a Privlaka, ci siamo resi conto che quella non sarebbe stata una buona posizione visto la carenza di cittadine e e belle spiagge. Così è iniziata la lunga risalita costiera, con pausa di riflessione a Karlobag, dove spicca una vecchia chiesa eretta dai frati cappuccini e spaccata letteralmente a metà e una vista mozzafiato.
Poi di nuovo in marcia fino a Senj, in una zona molto più turistica e animata, ma certaùente meno suggestiva della Dalmazia. Obbligatoria una giornata al Parco Nazionale di Plitvice, che credo possa essere una gita davvero indimenticabile nel periodo autunnale, meno affollato.
Da Senj è possibile viaggiare in autostrada –semideserta- fino a Zagabria e visitare altre località dell’entroterra. Per chi avesse nostalgia della sabbia in spiaggia si può raggiungere agevolmente la spiaggia di Baska sull’Isola di Krk, collegata all’entroterra con un ponte a pagamento (30 kn). In agosto è però molto affollata e simile alla riviera romagnola…

Consigliabile fare rientro a casa evitando il week-end: noi, partendo il giovedì alle 18 da Crikvenica, siamo rientrati a Milano entro mezzanotte senza soste doganali e guidando con tranquillità.
Ultima annotazione: attenti ai limiti di velocità sulle strade locali e non, visto che i vigili si appostano a ogni angolo e non lasciano scappare nulla. A noi 300 kn di multa perché viaggiavamo a 68 dove il limite era 50, ma fuori dal centro urbano.

Ciao e buon viaggio

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