Italia – Slovenia – Bosnia – Croazia – on the road

Tutto inizia già nel mese di Marzo, quando io e la mia famiglia decidiamo di organizzare un viaggio in auto, ormai siamo abituati a questo tipo di viaggi on the road, infatti già nel 2014 e 2015 abbiamo girato la Spagna in auto. Quest’anno ci sposteremo verso Est, la prima cosa che ho prenotato è stato il traghetto di ritorno che ci riporterà in Italia da Dubrovnik, quindi come già detto a Marzo mi sono assicurato i biglietti, e nei mesi successivi ho prenotato personalmente tutti gli hotel che ci ospiteranno lungo il tragitto.

Finalmente si parte, verso le 5.00 am tutti in auto, destinazione Vicenza, questa è solo una tappa per smaltire la stanchezza del viaggio, quasi 800 Km., arriviamo in hotel e facciamo il check-in, poi passiamo l’intero pomeriggio in piscina, la sera decidiamo di cenare presso il Roadhouse (nota catena di fast food) e dopo cena torniamo in hotel.

La mattina seguente, dopo colazione raggiungiamo Venezia, lasciamo la nostra auto presso il Tronchetto Parking e con il trenino sopraelevato People Mover raggiungiamo Piazzale Roma. La città lagunare come noto è unica al mondo, cominciamo la nostra visita attraversando il Ponte della Costituzione, per intenderci il ponte della discordia, troppo moderno a mio avviso e quasi impraticabile. Superata la stazione raggiungiamo il Ponte degli scalzi e lasciamo il Canal Grande per intrufolarci nelle viuzze della città, passiamo dalla Chiesa di  San Giacomo dell’Orio, Santa Maria Mater Domini, attraversiamo il piccolissimo Ponte delle Tette, Il Mercato di Rialto, la Chiesa di San Giacomo di Rialto e il famoso Ponte di Rialto con i suoi piccolissimi negozi posti su entrambi i lati. Proseguiamo e raggiungiamo Piazza San Marco dove grazie alla Venezia Unica (una card turistica) pre-acquistata on-line visitiamo il Museo Correr, La Torre dell’Orologio, il Museo Civico di Venezia, il Museo Archeologico Nazionale, la Biblioteca Marciana e naturalmente la Basilica di San Marco chiesa principale della città. L’attuale edificio è diviso in tre differenti registri, piano inferiore, terrazza e cupole, la Basilica  è lunga 76,5 metri e larga 62,60 in una città come Venezia, che poggia su un terreno sabbioso, si tendeva a realizzare gli edifici in larghezza, più che in altezza, questo per avere una base più ampia e dare alla struttura un peso più equilibrato. La cupola centrale è alta 43 metri. La facciata presenta due ordini, uno al pian terreno che è scandito da cinque grandi portali strombati che conducono all’atrio interno. Il secondo ordine forma una terrazza percorribile e presenta quattro arcate cieche più una centrale in cui si apre una loggia che ospita la quadriga. Dopo la Basilica visitiamo il Palazzo delle Prigioni ed attraversiamo il famoso Ponte dei Sospiri che conduce al Palazzo Ducale,  il ponte infatti fungeva da passaggio per i prigionieri quando dovevano recarsi dalle prigioni agli uffici degli inquisitori di Stato per essere giudicati. Terminate le visite raggiungiamo il Tronchetto Parking, attraversando ancora una volta Canal Grande grazie al Ponte dell’Accademia. Recuperata l’auto raggiungiamo il nostro Hotel in località Quarto D’altino e ceniamo in un ristorante a pochi metri da esso.

Dopo Luglio, “col bene che ti voglio” come cantava Riccardo Del Turco, arriva il tanto atteso Agosto, lasciamo il nostro hotel e anche l’Italia ed entriamo in Slovenia, per farlo bisogna acquistare la famosa vinjeta, ovvero un bollino di colore arancione da applicare sul parabrezza, il costo è veramente ridicolo se lo paragoniamo al costo autostradale Italiano, infatti con soli 15,00 euro si può viaggiare senza limiti in tutta la rete autostradale Slovena per sette giorni consecutivi. La nostra prima tappa in Slovenia sono le Grotte di Postumia (Postojnska jama) ben 21 Km. di gallerie, le più estese dell’intera aria Carsica e le più visitate d’Europa, le caverne sono ricche di stalagmiti e stalattiti, la temperatura interna e quasi costante sugli 8°. Ci infiliamo i giubbini ed entriamo, la prima parte delle grotte sono visitabili salendo a bordo di un trenino elettrico che ci lascia nel cuore delle stesse, poi proseguiamo a piedi, sempre accompagnati da una guida che ci illustra e spiega le meraviglie ineguagliabile a cui assistiamo. Per quanto riguarda la Fauna, l’abitante più famoso delle grotte è il Proteo, questo piccolo anfibio ha molte caratteristiche, infatti è l’unico della sua specie a vivere in totale assenza di luce ed è totalmente depigmentato. Torniamo a bordo del trenino che ci conduce nelle vicinanze dell’uscita. Dopo le Grotte raggiungiamo il Castello di Postumia o Castel Lueghi, nel comune di Bucuie a 9 km. da Postumia, lo raggiungiamo grazie al bus messo a disposizione dal parco compreso nel biglietto combinato Grotte+Castello la costruzione risale al 1.300, all’epoca queste terre appartenevano all’italia. Il Castello era considerato inespugnabile essendo situato al riparo di una grotta carsica su una parete di roccia alta 123 metri ed era il rifugio del cavaliere Erasmo, alcune stanze del castello però erano leggermente più esposte e grazie al tradimento di un servitore le truppe riuscirono a colpire a morte Erasmo ed espugnare il castello. Dopo la visita il Bus ci riporta al parcheggio, recuperiamo l’auto e lasciamo Postumia per raggiungere a 53 km. a nord-est la capitale della Slovenia, Lubiana. Questa città conta 287 mila abitanti ed è la più grande di tutta la Slovenia, considerata il cuore culturale, scientifico, amministrativo e politico dell’intero paese, nasce lungo il fiume  Ljubljanica, molto carino il suo centro storico mantenuto intatto nel tempo. Lasciamo la nostra roba nell’hotel e raggiungiamo il Castello medievale posto in cima alla collina che sovrasta l’intero centro storico, raggiungiamo la sommità grazie ad una piccola funicolare, l’edificio è stato interamente ricostruito negli anni 60, nei basamenti dei muri attuali sono ancora visibili alcune tracce di un castello risalente al XII secolo, l’antico castello che qui sorgeva fu la residenza dei Margravi, poi dei Duchi di Carinzia. Rientriamo un attimo in Hotel, giusto il tempo di rinfrescarci e cambiarci, poi usciamo per cena. La sera Lubiana è veramente fantastica, gli antichi palazzi si illuminano e lungo le sponde del fiume molti artisti di strada danno sfogo alle loro passioni, i tantissimi locali brulicano di gente, bisogna affrettarsi per trovare posto. La prima giornata in Slovenia si conclude nei migliori dei modi assaporando qualche specialità locale.

La mattina seguente raggiungiamo in auto il Museo ferroviario sloveno allestito in una vecchia sede industriale. Qui vistiamo una collezione di vecchie locomotive a vapore, che comprende alcuni esemplari rari. Oltre alle locomotive ammiriamo una vasta collezione di apparecchiature ed attrezzi vari come anche telegrafi, telefoni, telescriventi e stazioni radio. Lasciamo il museo e raggiungiamo lo Zoo di Lubiana, l’area di quasi 20 ettari si trova in un habitat naturale sul versante meridionale della collina di Rožnik. Lo zoo fu fondato nel 1949 e si trovava al centro della città, successivamente spostato nell’attuale sede e stato arricchito di nuove specie nel corso degli anni, attualmente ospita 119 specie di animali. Rientriamo in hotel, lasciamo l’auto e proseguiamo il nostro giro per il centro storico della città. Raggiungiamo la Cattedrale di San Nicola, l’unica della Capitale, la sua costruzione risale tra il 1701 e 1706, l’edificio è in stile barocco, al suo interno ammiriamo molti dipinti realizzati tra il 1703 ed il 1723 dall’artista Giuglio Quaglio. Durante il nostro dolce camminare ammiriamo il Ponte dei Draghi ed il Triplo Ponte, poi raggiungiamo la sponda del fiume e ci concediamo un giro in battello godendoci il tramonto. Anche il nostro secondo giorno a Lubiana si conclude con una cena nei pressi del fiume, poi rientriamo in hotel.

La mattina seguente dopo colazione lasciamo Lubiana e anche la Slovenia proseguendo il nostro viaggio verso Zagabria, un’altra nazione, un’altra capitale, con Zagabria cominciamo la nostra visita della Croazia. Questa città conta 800 mila abitanti, raggiungiamo il nostro hotel a ridosso del centro storico e dopo il check-in cominciamo subito la visita della città, raggiungiamo la cattedrale dedicata all’Assunzione di Maria ed ai due Re Stefano I e Ladislao I, la chiesa rappresenta l’edificio di culto più importante del paese. Costruita originariamente in epoca medievale la cattedrale custodisce un tesoro d’inestimabile valore con oggetti risalenti dall’XI al XIX secolo. In essa riposano le spoglie di numerosi protagonisti della storia croata. La costruzione della cattedrale ebbe inizio nel 1093 e  fu completata solo nel 1217, nel 1880 la cattedrale fu seriamente danneggiata dal terremoto che colpì la città e quindi in parte ricostruita in stile neogotico. A pochi metri dalla cattedrale si trova il caratteristico mercato del Dolac, già da lontano il colpo d’occhio e notevole, centinaia di ombrelloni rigorosamente tutti di color rosso accesso. In questo mercato è possibile trovare tutto ciò che riguarda il cibo, pesce, carne, verdura, cereali ecc.. onestamente il livello di igiene lascia un po’ a desiderare. Lasciamo il mercato e raggiungiamo nell’immediate vicinanze la piazza principale della città, ovvero Piazza Josip Jelačić, dedicata appunto al Conte Josip Jelačić, che divenne noto per una serie di campagne militari contro le forze rivoluzionarie nel 1848 e per aver supportato l’abolizione della servitù della gleba in Croazia, al centro di essa infatti vi è una grande statua che raffigura il Conte a cavallo. Si è fatta ora di pranzo e ci fermiamo in una delle tante pizzerie per una pausa e per stemperare le alte temperature di un’estate veramente torrida. Nel pomeriggio ci concediamo una splendida vista sulla città e saliamo al 16° piano della torre panoramica Zagreb360°  arrivati in cima ammiriamo tutta la città, le sue strade principali e le sue piazze, allungando lo sguardo ad est si vedono le montagne della Moslavina e ad ovest i monti Žumberak. Torniamo a livello strada e ci incamminiamo verso il Museo delle Illusioni in via Ilica 72, il museo si sviluppa su due piani di un antico palazzo, un vero spasso per grandi e piccini. Torniamo sui nostri passi e raggiungiamo la mitica Funicolare, il più antico mezzo di trasporto pubblico di passeggeri a Zagabria, riconosciuta come monumento culturale a tutt’oggi conserva l’aspetto esteriore e la struttura costruttiva originale. Questa piccola funicolare collega la città bassa alla parte alta, in realtà il dislivello è veramente minimo, si potrebbe raggiungere tranquillamente la parte alta della città attraverso le scale poste ai lati della funicolare, ma noi vorremmo dire “l’abbiamo provata” quindi tutti a bordo. Appena scesi dalla funicolare ci si trova difronte alla Lotrščak Tower un’antica torre attualmente adibita come punto panoramico. A pochi metri da essa si trova la chiesa parrocchiale della città vecchia Crkva sv. Mark, chiesa di San Marco riconoscibile anche grazie al particolare tetto ricoperto di tegole che rappresentano lo stemma di Zagabria (castello bianco su sfondo rosso) e il Regno Trino di Croazia, Slavonia e Dalmazia. E’ quasi ora di cena, a Zagabria esiste una vera e propria strada del cibo, Ivana Tkalčića, su questa strada gli unici esercizi presente sono pizzerie, bar e soprattutto ristoranti, ci fermiamo in uno di essi e ceniamo. La mattina successiva visitiamo l’altra parte della città, partendo sempre da piazza Josip Jelačić,  percorriamo per intero il famoso ferro di cavallo, un insieme di giardini che si estende verso sud, taglia verso ovest e risale verso nord, formando un ferro di cavallo squadrato per una lunghezza totale di 2.5 km. In ordine troviamo il Park Zrinjevac, il Park Josipa Jurja Strossmayera, al suo interno si trova l’accademia delle scienze e delle arti che ospita la galleria  Strossmayerova, un’esposizione permanente di opere d’arti appartenute al vescovo Strossmayer da cui prende il nome. A seguire troviamo il Ledeni park ed al suo interno l’Art Pavilon un padiglione adibito a galleria espositiva con un’area di 600 m2, nel corso della sua storia la galleria ha organizzato circa 700 mostre con artisti che vanno dal collettivo Earth Group a George Grosz, Henry Moore, Auguste Rodin, Andy Warhol, Mimmo Rotella, Joan Miró, Auguste Rodin, Alberto Giacometti e molti altri. Il nostro cammino verso sud termina, di fronte al Ledeni park si trova la stazione centrale di Zagabria, viriamo verso est e arriviamo al Giardino Botanico della città. Il giardino fu fondato nel 1889 da Antun Heinz, professore dell’Università di Zagabria e aperto al pubblico nel 1891 e fa parte della Facoltà di Scienze. Ha una superficie di 5 ettari, ed ospita oltre 10.000 specie di piante provenienti da tutto il mondo, tra cui 1.800 specie esotiche. Al suo interno ci sono anche dei grandi stagni per piante acquatiche. Usciamo dal giardino e torniamo verso nord per visitare l’ultimo rettilineo del così detto “ferro di cavallo”, nel primo pezzo dei tre restanti si trova l’Archivio di Stato e la Facoltà di ingegneria chimica e tecnologia, subito dopo si trova l’accademia di arte drammatica ed il Museo Etnografico. Nell’ultima parte si trova il Teatro Nazionale Croato di Zagabria, abbiamo percorso quasi tre km., considerando l’alta temperatura e l’orario, decidiamo di tornare in hotel per rinfrescarci un attimo, poi usciamo per cena tornando sulla già citata food road.

L’indomani lasciamo Zagabria e raggiungiamo i famosi Laghi Plitvika, giungiamo al nostro hotel situato a qualche decina di metri dall’ingresso 2 del parco, lasciamo la nostra roba ed cominciamo la nostra visita. Il parco si trova nel complesso montuoso di Lička Plješivica, in un territorio di fitte foreste, l’intera area occupa una superficie di 33.000 ettari e comprende 16 laghi in successione, collegati fra loro da cascate e suddivisi in Laghi superiori e Laghi inferiori in base alla loro latitudine. All’interno del parco si trovano anche numerose grotte di cui solo una piccola parte è agibile. I boschi del parco sono popolati da 157 specie di uccelli, 50 specie di mammiferi, 321 specie di lepidotteri (76 di farfalle e 245 di falene) e altri animali, fra i quali l’orso bruno, il cinghiale, il lupo, la lince ed il capriolo. Nel  1979 Il Parco nazionale dei laghi di Plitvice venne inserito nella lista dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO. Per scoprire a fondo questo parco nazionale ci vorrebbe più di un giorno ma comunque considerato che siamo arrivati intorno alle 10.00 ed usciamo alla chiusura ovvero alle 18.30 possiamo ritenerci soddisfatti, rientriamo in hotel e dopo una rinfrescata raggiungiamo una meta inevitabile se si passa da queste zone, ovvero una cena al Licka Kuca un ristorante nazionale unico nel suo genere, che ripropone l’atmosfera tipica delle case della Lika, il “Lička kuća” è stato costruito nel 1972 come un luogo speciale, dove agli ospiti viene offerta una ricca varietà di piatti autoctoni. Proprio al centro del ristorante si trova un camino a focolare aperto, dove l’agnello viene arrostito allo spiedo, e dove altre specialità alimentari provenienti dalla Lika vengono preparate “sotto la campana di ferro”. Il ristorante ospita anche una varietà di oggetti tipici usati in passato dalle famiglie della Lika. Dopo cena rientriamo in hotel.

Il giorno seguente partiamo per Zara, 120 km. più a sud, prima località sul mare del nostro viaggio in Croazia. Zadar come si pronuncia in croato, conta 75 mila abitanti, è la capitale storica della Dalmazia, superata poi da Spalato, questa città ha una ricca storia alle spalle. Nel corso della seconda guerra mondiale fu gravemente colpita dai bombardamenti aerei, in seguito al trattato di pace del 1947 fu ufficialmente annessa alla Jugoslavia. Solo dal 1991 fa parte della Croazia ed è oggi il capoluogo della regione zaratina, sede universitaria ed arcivescovile. Arrivati a zara facciamo il check-in e lasciamo l’auto, ci incamminiamo verso il centro storico della città raccolto nelle mura di cinta, accediamo tramite la Porta di Terraferma eretta nel 1543 in pieno periodo veneziano, infatti si nota al centro il leone di San Marco. Subito sulla destra si trova la Piazza dei 5 pozzi che in tempi antichi fungeva da cisterna per le riserve di acqua potabile. Proseguendo poco più avanti si trova in ordine, il Museo di Storia Naturale, trg Narodni (Piazza dei Signori) dove si trova il Municipio, e poi la famosa chiesa di San Donato, la più visitata e fotografata di Zara.  Fu eretta probabilmente nell’IX secolo sull’area dell’antico foro romano per iniziativa dell’allora vescovo Donato, che la dedicò alla Trinità. Nel 1798 fu sconsacrata ed adibita a magazzino militare fino al 1887 quando divenne sede del museo archeologico cittadino. Liberata dalle costruzioni circostanti in seguito ai bombardamenti della seconda guerra mondiale viene oggi utilizzata come auditorium per concerti e conferenze. Noi visitiamo la Cattedrale di Sant’Anastasia che si trova di fianco, è il luogo di culto principale della città, ed è considerata la più bella di tutta la Dalmazia. Edificata nel secolo IX, è un pregevole esempio del romanico italiano, di stile pisano-pugliese e in luminosa pietra d’Istria. L’interno della chiesa è particolarmente monumentale, la navata principale ha una larghezza tre volte superiore rispetto a quella delle navate laterali ed è divisa da colonne e pilastri che si susseguono a vicenda. Il presbiterio, al di sotto del quale si trova la cripta risalente al XII secolo, è leggermente innalzato e presenta uno stallo in legno finemente lavorato in stile gotico fiorito. Il ciborio, risalente al 1322, sovrasta l’altare maggiore e la sede arcivescovile in pietra. Si è fatta ora di pranzo, ci fermiamo in un bar e stuzzichiamo qualcosa, preferiamo fare il pasto principale la sera. Continuiamo la nostra visita di Zara ed arriviamo nell’ultima parte del centro storico, qui si trova il famoso Organo Marino, un’opera di ingegneria che consiste in dei gradoni con delle fessure che fungono quasi come da frangiflutti, ogni qual volta l’onda ci sbatte contro l’acqua infilandosi nelle fessure emette un suono che fuoriesce dai foro posti sulla pavimentazione del lungomare. Di fianco all’Organo Marino di trova il Saluto al Sole, un cerchio di pannelli solari posti a pavimento che durante tutto il giorno assorbono la luce solare e la notte si illumina alzando un raggio di luce verso il cielo. Questa zona di Zara è molto affollata, specialmente all’ora del tramonto, visto che ci siamo quasi ci tratteniamo in zona, ci godiamo il tramonto e subito dopo il raggio di sole artificiale. Dopo questi spettacoli, naturali e non, torniamo nelle viuzze per cena. Per raggiungere il nostro alloggio, approfittiamo di un piccolissimo passaggio in barchetta che ci consente di raggiungere l’altra sponda senza dover rifare tutto il giro attraverso la Porta di Terraferma.

L’indomani ci attende un altro spettacolo della natura, Il Parco Nazionale del Krka, 80 Km. più a sud, e soli 15 Km. dalla costa. Per raggiungere il Parco si può optare per il parcheggio presso Lazovac dove un bus dell’ente parco accompagna i visitatori direttamente all’ingresso oppure come abbiamo fatto noi, raggiungere la cittadina di Scardona, lasciare l’auto e con un traghetto raggiungere il parco. Il Parco è stato costituito nel 1985 ed è il settimo Parco Nazionale della Croazia, è famoso per le sue cascate ad altezza variabile che coprono un dislivello totale di 45 metri, una delle più famose, nonché la più grande e la cascata Skradinski buk. Il parco del Krka presenta una ricca fauna e una grande biodiversità: 18 specie di pesci, 222 specie di uccelli, 18 specie differenti di pipistrello, rettili e anfibi per un totale di circa 860 specie. Dopo aver visitato gran parte delle Bellezze naturali di questo meraviglioso parco camminando tra i sentieri, ci muniamo di biglietti e ci rechiamo al molo d’imbarco per raggiungere il lago Visovac  situato tra le cascate Roŝki slap la più a nord di tutto il parco e quelle di Scardona. In mezzo al lago è presente un isolotto, sul quale sorge un convento di frati francescani, una chiesa e un museo. L’escursione prevede la visita dell’isolotto e poi la visita della cascata Roŝki slap dove sostiamo per circa un’ora e ci facciamo il bagno. Dopo esserci asciugati torniamo a bordo del traghetto e ripercorriamo il percorso a ritroso, poi raggiungiamo l’altro traghetto che ci condurrà all’uscita del parco e successivamente raggiungiamo l’auto.

La nostra prossima tappa è Spalato dove arriviamo nel tardo pomeriggio, incontriamo il proprietario del nostro alloggio, un bellissimo appartamento di legno e pietra naturale, lasciamo la nostra roba e dopo una bella rinfrescata raggiungiamo il centro città, dove, dopo una breve passeggiata ci fermiamo per cena. L’indomani dopo colazione cominciamo la nostra visita di Spalato, capoluogo della regione spalatino-dalmata, principale centro della Dalmazia che con i suoi 180.000 abitanti, è la seconda città del Paese dopo la capitale Zagabria. Spalato è anche sede universitaria e arcivescovile. La città fu fondata come colonia siracusana, in seguito divenne città romana, sviluppatasi intorno allo sfarzoso Palazzo dell’imperatore Diocleziano, ed è proprio li che noi andiamo. Palazzo Diocleziano è il sito culturale di maggior interesse, bellezza e fascino, come testimonia la nomina a patrimonio dell’Unesco. Fatto costruire dall’imperatore Diocleziano alle soglie del 300 A.C. come residenza in cui trascorrere gli ultimi anni di vita, è una splendida fortezza edificata con le pietre bianche dell’Isola di Brac. Le sue mura circondano l’odierno centro storico della città ed è possibile accedervi attraverso quattro porte. Noi entriamo dalla porta d’oro dove si trova la gigantesca statua di Gregorio di Nona Vescovo della città, la scultura è stata realizzata nel 1929 da Ivan Meštrović, la tradizione vuole che toccare il suo enorme pollice porti fortuna, e come la nota commedia di Peppino De Filippo “ Non è vero ma ci credo”, noi lo tocchiamo. All’interno del centro storico,  vicoli, edifici, bar e ristoranti rendono l’atmosfera davvero unica. Arriviamo in Piazza Peristil, sulla nostra destra notiamo la piccolissima chiesa di San Rocco, attualmente centro informazioni turistiche, difronte a noi la caratteristica piazza circondata da gradoni sui quali sono posti dei comodi cuscini di colore rosso dove ci soffermiamo a guardare questo fantastico museo a cielo aperto. Oltrepassiamo il colonato alla nostra destra e visitiamo la Cattedrale di San Doimo che  sorge nell’edificio certamente più antico – il mausoleo dell’imperatore romano Diocleziano. Nella metà del VII secolo il mausoleo dell’imperatore, persecutore dei cristiani, divenne cattedrale nella quale i posti d’onore furono riservati per gli altari con le reliquie di San Doimo e Sant’Anastasio, martiri giustiziati nella vicina Salona. L’ottagono esterno del mausoleo era circondato da un portico (periptero) a 24 colonne. Il suo interno è a pianta circolare con quattro nicchie semicircolari e quattro rettangolari. Al centro fu sistemato il sarcofago di Diocleziano che più tardi venne distrutto. Le nicchie sono sovrastate da otto colonne corinzie di granito rosso, su di esse, altre otto colonne più piccole. Il rilievo del fregio che corre tutt’intorno raffigura degli Eroti a caccia, maschere e teste umane. Destano particolare interesse due medaglioni con nastri nei quali gli archeologi e la tradizione spalatina riconoscono ritratti di Diocleziano e sua moglie Prisca. È interessante la costruzione della cupola, realizzata con mattoni posati a ventaglio nella sua parte inferiore e a posa circolare nella parte superiore. La cupola splendeva grazie ad un luccicante mosaico, come quella del Vestibolo. Oggi la cattedrale è soprattutto luogo liturgico la cui continuità millenaria è attestata dalle messe domenicali e dal rinnovato splendore della processione nel giorno del patrono della città, San Doimo, il 7 maggio. Tra i più importanti elementi della cattedrale sono i suoi battenti che nel 1214 intagliò in noce lo spalatino Andrija Buvina rappresentandovi in 14 cassette di ogni battente le scene del Vangelo, dall’Annunciazione dell’arcangelo Gabriele alla resurrezione di Cristo. A sinistra dell’ingresso si trova un pulpito esagonale del XIII secolo, realizzato in prezioso porfido verde, nel passato completamente dorato. L’altare laterale destro era consacrato a San Doimo, vescovo e martire salonitano. Il suo ciborio fu scolpito nel 1427 da Bonino da Milano in stile tardogotico, e nel 1429 il pittore spalatino Dujam Vušković abbellì l’altare con affreschi dei quattro evangelisti. L’altare laterale sinistro, consacrato al secondo patrono di Spalato, martire salonitano, tintore Anastasio di Aquileia, fu realizzato nel 1448 da Juraj Dalmatinac (Giorgio il Dalmata), il maggior costruttore e scultore del suo tempo. È particolarmente bello il rilievo centrale sul sarcofago con la raffigurazione della Flagellazione di Cristo, dove lo scultore rappresenta Cristo in balia della sofferenza e del dolore. L’altare maggiore fu eretto tra il 1685 ed il 1689. Nella nicchia settentrionale si trova l’altare realizzato dallo scultore veneziano Morlaiter, risalente al 1767, nel quale tre anni dopo vennero trasferite le reliquie di San Doimo dall’altare del Bonino. L’opera più importante nel coro barocco della cattedrale sono gli schienali lignei degli stalli intagliati nella prima metà del XIII secolo, che originariamente erano collocati davanti all’altare maggiore. Il campanile della cattedrale è alto 57 metri ed è la più originale costruzione dalmata medievale, iniziata nel XIII secolo. A cavallo tra il XIX ed il XX secolo il campanile fu completamente restaurato e alquanto modificato. Saliamo per la scalinata che porta in cima al campanile è godiamo il bellissimo panorama di tutta la città. L’estate del 2017 sarà sicuramente ricordata per il suo caldo afoso, decidiamo di tornate in camera per un paio d’ore, per rinfrescarci e riposarci, nel pomeriggio torniamo in centro e ci rechiamo al Museo Archeologico della città, considerato il  più antico della Croazia (1820), nel museo sono esposti oggetti risalenti al periodo romano e cristiano, numerose sculture ispirate dalla mitologia degli Illiri, oltre ad una ricca collezione di monete e gemme medievali. Custodisce inoltre una grande biblioteca con circa 30.000 libri relativi alla storia dell’archeologia della Dalmazia. Dopo il Museo usciamo dal centro storico e ci concediamo una bellissima passeggiata sul lungomare Riva, da poco ristrutturato, ci soffermiamo ad ammirare il tramonto e poi proseguiamo lungo via Marmontova, una bellissima strada che costeggia per intero il lato ovest del centro storico. Terminate le visite ci fermiamo per cena in uno dei tanti ristoranti, l’atmosfera è fantastica e finalmente la sera l’aria diventa piacevole, terminata la cena rientriamo nel nostro appartamento.

Siamo a metà della nostra vacanza, il giorno seguente dobbiamo raggiungere Medjugorje in Bosnia ma prima ci concediamo una visita alla città di  Trogir (Trau), tornando indietro verso Zara di 25 Km. Trogir viene considerata una delle città veneziane più belle e meglio conservate dell’intera Dalmazia. Conta solo 13.000 abitanti e conserva numerose opere d’arte, la città è collegata all’isola di Bua tramite un ponte girevole. Lasciamo l’auto in un parcheggio pubblico e raggiungiamo il cuore del centro storico. Raggiungiamo piazza Radovanov dove si trova la Cattedrale di San Lorenzo, costruita a partire dal 1213 sulle fondamenta della precedente Cattedrale, per la visita si paga l’ingresso di modico prezzo che consente anche la salita sul campanile. Nella stessa piazza si trova anche la Loggia ed la Torre dell’orologio. Dopo la Cattedrale continuiamo a passeggiare attraverso le piccolissime viuzze del centro, ci fermiamo per un aperitivo e poi lasciamo la città per proseguire il nostro viaggio verso Medjugorje che dista 170 km.

Prendiamo l’autostrada A1 e oltrepassiamo il confine tra Croazia e Bosnia con non poche difficoltà, i controlli sono veramente lenti, raggiungiamo comunque  Medjugorje prima di sera, ci sistemiamo nel nostro hotel, una struttura immersa nel verde alle porte della città, la struttura e inserita in un centro sportivo con palestra, campi da calcio, piscine e campi da tennis. In serata raggiungiamo il centro di Medjugorje, ovvero la chiesa di San Giacomo, la prima costruzione risale al 1892, e fu terminata cinque anni dopo, si deteriorò in poco tempo in quanto costruita su terreno instabile. La chiesa attuale venne ultimata e benedetta il 19 gennaio 1969. Con le prime apparizioni e l’arrivo dei numerosi pellegrini si sono rese necessarie molte modifiche e costruzioni nei paraggi della chiesa. Nel piazzale si erge dal 1987 una statua bianca della Regina della Pace, realizzata in marmo di Carrara dall’artista italiano Dino Felici, diventata uno dei simboli del santuario. I pellegrini che desiderano dedicare una parte del loro tempo alla preghiera personale e all’Adorazione al Santissimo possono farlo nella cappella dell’Adorazione, costruita nel 1991, situata nella parte sinistra guardando la chiesa. La cappella è aperta tutto il giorno e il 25 del mese anche tutta la notte ed è possibile fare l’Adorazione notturna silenziosa al Santissimo Sacramento. Ceniamo nei pressi della parrocchia e rientriamo in hotel. La mattina seguente, alle 6.30 in punto ci svegliamo, e dopo una abbondante colazione raggiungiamo in auto la zona più bassa del monte Crnica, che sovrasta la frazione di Bijakovici, dove abitavano i sei veggenti al tempo delle prime apparizioni nel 1981, nella località del Podprdo, che significa appunto “sotto la Collina”. La devozione più comune per i pellegrini che salgono sulla collina, è quella di pregare il Santo Rosario e meditarne i misteri. Per agevolare questa contemplazione, durante gli anni il sentiero del Podbro è stato arricchito di 15 tavole di bronzo raffiguranti i misteri della gioia, del dolore, della gloria. Non mi esprimo in nessun modo sul credere o meno alle apparizioni, ogn’uno è libero di vivere la propria religione come meglio crede. Noi ci attrezziamo di cappellini e go-pro e cominciamo la nostra salita. (indirizzo del video: https://www.youtube.com/watch?v=0X_wXmlalus&index=4&list=PLXUpq7R8QEobqzuVAwpQSP6OnaajXjXLs ) Torniamo in hotel per liberarci dal sudore e dalla polvere sollevata dal terriccio rossastro che caratterizza questa collina. Nel tardo pomeriggio ci rechiamo presso la chiesa di San Giacomo completando così questa giornata dedicata alla Madonna di Medjugorje.

L’indomani raggiungiamo Mostar, 30 km. a Nord-Est.  Il nome Mostar deriva dal suo “ponte vecchio” (lo Stari Most) principale trazione turistica del paese e dalle torri sulle due rive, dette i “custodi del ponte” (mostari), che unitamente all’area circostante è stata riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità nel 2005. La città è costruita lungo il fiume Narenta e con i suoi 115.000 abitanti è la quarta città del paese. Lasciamo l’auto in un parcheggio e cominciamo la nostra visita, purtroppo ciò che notiamo subito sono i segni lasciati dai bombardamenti avvenuti tra il 1992 e 1993 quando la città subì nove mesi di assedio da parte delle truppe serbe e montenegrine, diversi sono i palazzi abbandonati con evidenti segni di mitraglieria, numerosi sono anche i piccoli cimiteri sparsi per la città, praticamente ce né uno per ogni quartiere. Entriamo nello Stari Grad (città vecchia) attraversando proprio il famoso Stari Most (ponte vecchio), esattamente nel centro di esso ci sono dei ragazzi che in cambio di qualche Marco Bosniaco si lanciano nel sottostante fiume. Il Stari Most è un ponte Ottomano costruito nel 1600, venne completamente distrutto in seguito ai bombardamenti la mattina del 09 novembre 1993, fu ricostruito immediatamente dopo la fine delle ostilità e terminato il 22 luglio del 2004. Il ponte è a schiena d’asino, largo 4 metri e lungo 30, domina il fiume da un’altezza di 24 metri. Proseguiamo lungo una viuzza strettissima piena di negozi con ogni tipo di souvenir (compresi proiettili, bombe in disuso e maschere anti gas), ci fermiamo a bere qualcosa in un locale ricavato in una grotta, con tanto di galleria che giunge sino alla strada sovrastante. Qualche metro più avanti sulla sinistra sorge la Moschea Koski Mehmed-Pashafu fatta costruita all’inizio del XVII secolo da Koski Mehmed-Pasha. Dal minareto, a soli cinque metri dal fiume Neretva, si gode di una spettacolare vista panoramica della città. L’atmosfera all’interno del cortile è davvero accogliente e ci offre una piacevole e rilassante pausa in un contesto unico. Torniamo sui nostri passi e lasciamo Mostar, rientrati in Hotel a Medjugorje decidiamo di passare l’intero pomeriggio in piscina. La sera usciamo per cena, una passeggiata per acquistare delle statuetta della Madonna e poi rientriamo in hotel. Si conclude così la nostra permanenza a Medjugorje e in Bosnia.

L’indomani ci armiamo di pazienza per i soliti controlli ed oltrepassiamo il confine con la Croazia. Sono passate due settimane dalla nostra partenza, ci siamo spostati con frequenza e visitato molti posti affascinanti, quest’ultima settimana la trascorreremo in totale relax e divertimento presso un villaggio turistico a Dubrovnik, mare, piscina, e naturalmente non mancherà una visita alla città. Arriviamo presso la struttura e dopo il check-in cominciamo l’esplorazione della stessa, il villaggio si trova a nord- ovest della città sulla penisola di Babin kuk, qui ci sono molte altre strutture ricettive di cui ben quattro dello stesso gruppo alberghiero del nostro e, grazie alla formula da noi scelta possiamo girare liberamente tra i vari villaggi ed usufruire dei servizi messi a disposizione degli ospiti. Trascorriamo l’intera giornata successiva al nostro arrivo, in struttura, passando la mattinata in spiaggia presso il Cobacabana beach ed il pomeriggio in piscina.

Il giorno seguente, 14 agosto, decidiamo di visitare il centro storico di Dubrovnik che dista solo 4 km dal nostro villaggio, raggiungiamo il parcheggio sito difronte l’ingresso di Porta Pile, oltrepassiamo le mura e notiamo sulla nostra destra la grande fontana d’onofrio.  È stata costruita nel 1438 dal costruttore napoletano Onofrio Giordano, noto anche come Onofrio della Cava, con cui la Repubblica aveva stipulato un contratto per la costruzione dell’acquedotto cittadino. Sulla sinistra invece si trova la scalinata che da l’accesso alla parte superiore delle mura, la fila per accedervi è notevole quindi decidiamo di rinunciarvi anche perché il caldo è al limite della sopportazione e sulle mura non c’è ombra. Proseguiamo invece con la visita della chiesa di San Salvatore, vicino al Convento dei Francescani la chiesa venne fatta costruire nel 1520 dal senato della città come ringraziamento per aver risparmiato Ragusa dal terremoto; una scritta sulla facciata della costruzione lo ricorda. La chiesa, risparmiata dal successivo terremoto del 1667 che rase al suolo gran parte della città dalmata, presenta una navata unica con una volta costolata a crociera e delle finestre laterali gotiche a sesto acuto. Proseguiamo lungo lo Stradun, la strada principale che divide in due la città, in fondo allo Stradun si trova la chiesa di San Biagio costruita nel 1715 sulle fondamenta della antica chiesa medioevale romanica, entriamo a visitarla e subito dopo ci fermiamo in un bar per un caffè. L’ultima costruzione religiosa che visiteremo e naturalmente la Cattedrale dell’Assunzione di Maria, il primo edificio fu costruito tra il VII e il VI secolo in stile bizantino. Fra il XII e il XIV secolo fu poi ricostruita in stile romanico. Secondo una leggenda la ricostruzione sarebbe stata possibile grazie ad una donazione di re Riccardo Cuor di Leone, dopo essere stato salvato da un naufragio nella cittadina. L’attuale Cattedrale fu costruita dopo le gravi lesioni riportate con il terremoto del 1667 in stile barocco. Continuiamo la nostra piacevole passeggiata tra le viuzze della città, poi raggiungiamo l’auto e torniamo al villaggio per il pranzo, trascorriamo il resto della giornata partecipando ai giochi che l’animazione organizza. Il giorno di ferragosto non ci muoviamo dal villaggio, passiamo la mattinata presso il Coral beach club, un fantastico stabilimento balneare con tanto di lettini matrimoniali dotati di soffici cuscini, il lido dispone anche di un bar e di un ristorante a la carta. Nel pomeriggio restiamo in piscina dove in occasione del ferragosto i giochi e l’intrattenimento è particolarmente attivo, come anche la serata. Il giorno successivo passiamo la mattinata in spiaggia, mentre nel pomeriggio torniamo a Dubronvik per vedere la città dall’alto, raggiungiamo la funivia Zicara ClabeCar, la prima struttura fu costruita nel 1969 e come l’attuale collega la città vecchia di Dubronvik alla sommità della collina di Srd a 405 metri di altezza, la lunghezza totale e di 778 metri che vengono percorsi in meno di quattro minuti da due cabine che possono contenere fino a 32 passeggeri l’una. Arrivati in cima il panorama è mozzafiato, oltre alla struttura della funivia su questa collina sono presenti un bar, un ristorante, una croce di granito bianco ed un anfiteatro che può ospitare fino a 120 spettatori. In una giornata come questa con l’aria tersa la vista può spaziare fino a 60 km. di distanza sul mar Mediterraneo, mentre la città vecchia di Dubronvik sembra minuscola. Ci tratteniamo ancora un po’ e ci godiamo il tramonto, poi torniamo a valle e ci concediamo una cena ed una passeggiata nelle stradine della città prima di salutarla definitivamente.

Gli ultimi due giorni li passiamo interamente nel villaggio, passando da una struttura all’altra, piscine, spiagge, divertimento e relax, relax si fa per dire, infatti nel pomeriggio del primo giorno vado ad affittare una moto d’acqua per esplorare la costa e l’isolotto Otocic Daksa, mentre la mattina seguente con le mie bambine ci divertiamo con il Park gonfiabile ancorato in mare nei pressi della spiaggia di Copacabana. Come tutte le cose, specialmente quelle belle finiscono, siamo arrivati al nostro ultimo giorno di permanenza in Croazia, questa sera alle 22.00 parte la nostra nave che ci riporterà in Italia. Passiamo la mattinata in piscina, poi una doccia e lasciamo la camera definitivamente, dopo il pranzo facciamo il check-out salutando e ringraziando tutti. Lasciamo la struttura e ci reciamo al porto dove passiamo le nostre ultime ore a Dubrovnik passeggiando nei pressi di esso, verso le 18.00 scopriamo che gran parte del lungomare viene chiuso al traffico ed in un batter d’occhio si materializzano bancarelle e chioschi fast food, la cosa più caratteristica sono dei lunghissimi carrelli in ferro trasformati a modo di fornace dove sopra grazie ad un semplice sistema di catene fatte girare da un motore, ruotano una ventina di agnelli che poi vengono venduti a peso e serviti in piatti che il cliente consuma su dei tavoli in legno sistemati li vicino.

Dopo quest’ultima esperienza è davvero arrivato il momento di raggiungere l’imbarco che purtroppo comincia con molto ritardo, l’attesa ci consente di chiacchierare con dei ragazzi che come noi aspettano in fila e ognuno di noi espone le proprie avventure in terra croata, ripensando alle nostre proviamo una sensazione di nostalgia, è stato tutto veramente molto bello da Venezia alla Slovenia, le grotte, il Castello, la città di Mostar e la fede di Medjugorje in Bosnia, Zara, Spalato, Trogir  e Dubronvik  in Croazia. La mattina del 20 Agosto alle ore 10.00, con due ore di ritardo arriviamo a Bari.

Vorrei chiudere questo diario di viaggio ringraziando tutti coloro che abbiamo incontrato lungo il nostro viaggio, camerieri, albergatori, animatori e gente comune con cui abbiamo condiviso alcuni momenti. GRAZIE A TUTTI VOI.

 

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