Ai Caraibi con la Costa Pacifica: il mare d’inverno!

Io, alla sesta crociera, la prima con Costa, e le mie compagne di viaggio, una alla terza e una alla prima, per la nostra ormai consueta capatina invernale al caldo abbiamo stavolta scelto la Costa Pacifica ed il suo itinerario “Le perle del Caribe”, 7 giorni con partenza il 6 gennaio 2018.

Tolta dall’itinerario originale la prima tappa, cioè St. Martin distrutta dall’uragano di settembre, dopo essere salpate da Guadalupa e dopo il primo giorno diventato di navigazione, abbiamo toccato La Romana (Rep. Dominicana), Isla Catalina (isola in parte privata di Costa, sempre in Rep. Dominicana), St. Kitts, Antigua, Martinica e di nuovo Guadalupa.

Abituata al fai-da-te, per una volta ho lasciato fare agli altri, cioè a Costa, ed abbiamo prenotato un pacchetto charter + crociera, soluzione quasi obbligata visto che si salpava da Guadalupa e, oggettivamente, molto pratica. Così, voli charter Neos (aereo nuovo di zecca, orari rispettati, voli eccellenti) da Malpensa a Pointe-à-Pitre, trasferimenti in pullman organizzati da Costa e valige mai appresso ma sempre arrivate a destinazione (meno male!): saremo certamente anche state fortunate, ma proprio non posso lamentarmi!

Ho trovato la Costa Pacifica tenuta molto bene (è una signora del 2009, made in Genova, ottimamente mantenuta), curata e pulita. Abbiamo mangiato benissimo al ristorante e bene al self service. Il personale a bordo è, seppur non numeroso come mi era successo in altre crociere, sempre disponibile e cordiale (a parte alcune eccezioni). E’ in effetti vero, come avevo letto in diverse recensioni prima di partire, che molti non conoscono l’italiano, però è altrettanto vero che tra l’equipaggio gli italiani non mancano e nei ruoli più diversi. La Costa Pacifica è la nave della musica e il tema si ritrova ovunque nelle decorazioni degli spazi comuni (molto belli). L’intrattenimento è soft, la musica è ovunque e gli spettacoli serali sono curati e ben fatti.

L’itinerario, pur “monco” di St. Martin, è stupendo!

 

LA ROMANA

Essendo un po’ timorose per quanto riguarda la sicurezza in Repubblica Dominicana, questa è stata l’unica tappa nella quale abbiamo prenotato un’escursione con Costa (prezzi folli, come sempre). Avevamo voglia di spiaggia e mare e così abbiamo fatto la mezza giornata a Bayahibe, dove si hanno a disposizione la spiaggia e i comfort del villaggio (Veraclub la parte italiana) “BeLive Canoa”: 66 euro a testa non sono pochi però il pullman era comodo e fresco, la spiaggia bella, i lettini a disposizione numerosi, il villaggio molto bello e pulito.

 

ISLA CATALINA

E’ un’isoletta lunga e stretta poco al largo della Repubblica Dominicana e una parte di essa, inclusa una bella striscia di spiaggia, è privata di Costa, per cui hanno potuto attrezzare lettini, toilette, pontile e strutture dove poter pranzare. Qui si scende con i tender, perché la nave deve fermarsi al largo. La spiaggia e il mare sono bellissimi e sono perfetti per starsene in tutto relax al sole o all’ombra delle palme. Alle spalle della spiaggia ci sono delle bancarelle dove comprare, volendo, souvenir, parei etc. Come anche a St. Kitts e Antigua, in Rep. Dominicana accettano tutti sia dollari che euro e il cambio per loro è 1 e basta: le cose costano “tot” e sono, per dire, 3 dollari o 3 euro, a scelta. Attenzione solo al fatto che l’euro ha l’inconveniente delle monete da 1 e 2, che non sono accettate perché in banca poi non le cambiano (mentre il dollaro è di carta già da 1).

 

KITTS

Insieme a Nevis, poco distante, quest’isoletta piccolissima forma uno stato. Non è famosa per le spiagge, seppur ce ne siano un paio segnalate in rete e a breve distanza dal terminal crociere, e così ci siamo fatte un giro dell’isola (in senso letterale: abbiamo fatto tutto il giro attorno all’isola, usando l’unica strada che ci gira tutto intorno) su un colorato e rumoroso pullmino aperto (abbiamo speso 25 dollari a testa, per 3 ore di tour). L’isola è vulcanica, verdissima, in alcune zone decisamente povera, coloratissima come lo sono solo i Caraibi e, sempre come ai Caraibi, il meteo è cambiato 4 volte nell’arco del nostro giro.

 

ANTIGUA

Da sola vale la crociera e molto facilmente sarà meta di una futura vacanza “dedicata”! Ci siamo fidate di una corpulenta signora che sulla banchina del terminal crociere ci ha proposto la spiaggia di Valley Church, dicendoci che era un po’ più lontana dal porto rispetto alla più nota Dickenson Bay e quindi meno affollata, in quella giornata in cui c’erano ben 4 navi attraccate (noi, la Carnival Sensation, la Aida Luna e una di Celebrity Cruises). Così, per soli 16 dollari a testa (anche qui la ricchezza per i locali non è molta), un impeccabile autista ci ha portate, con un minivan in perfette condizioni e climatizzato, su questa spiaggia, fissando insieme a noi l’orario in cui sarebbe tornato a riprenderci ed affidandoci, per ogni evenienza o necessità di contattarlo, al “capo” del bar sulla spiaggia. La spiaggia ci ha levato il fiato: bianca, lunga, mare calmo e con mille sfumature di turchese: ci abbiamo lasciato il cuore! Per un ombrellone e tre lettini abbiamo speso 25 dollari, i bagni erano puliti e anche qui abbiamo trovato qualche bancarella per comprare souvenir con il cambio euro/dollaro 1/1.

 

MARTINICA

Noi tre eravamo state in Martinica in vacanza 3 anni fa, 10 stupendi giorni con residence e macchina a noleggio alla scoperta di un’isola meravigliosa. Siamo state felicissime di tornarci, seppur solo di passaggio, e abbiamo deciso di regalarci un po’ di relax in spiaggia tornando a Pointe Marin, la spiaggia dove c’è anche il Club Med. A chi non ci è mai stato stra-consiglio invece di dedicarsi all’orto botanico, che toglie il fiato. La Costa proponeva un transfer per la spiaggia ma ci siamo arrangiate con un altro minivan, condiviso con altri 6 italiani e dopo contrattazione strenua: la Martinica è Francia, c’è l’euro e nessuno si accontenta di qualche dollaro, quindi non siamo riusciti a scendere sotto ai 35 euro a testa, andata e ritorno, con orario di rientro concordato (e rispettato al secondo). Sulla spiaggia, per 10 euro a testa abbiamo affittato i lettini, ma la spiaggia libera volendo non manca. Abbiamo trovato Pointe Marin sempre bellissima ma certamente segnata dall’uragano di settembre: la spiaggia si è notevolmente ridotta in larghezza rispetto a prima (e c’è un relitto spiaggiato dallo stesso uragano e rimasto ancora lì per problemi di assicurazione). Anche qui, come ci aspettavamo per esserci già passate, il meteo caraibico ha sfoggiato tutta la sua variabilità, con tanto sole intervallato da tre acquazzoni di pochi secondi.

 

GUADALUPA

Porto e aeroporto di inizio e fine crociera. Ci siamo impigrite e siamo rimaste a bordo, a goderci sul ponte l’ultimo sole della nostra vacanza invernale (condito, anche qui, da un tot di mini-piogge). Pur avendo dovuto lasciare la cabina al mattino, abbiamo potuto goderci la giornata a bordo come un qualsiasi altro giorno di crociera. Siamo scese a fare due passi tra i negozietti del terminal per gli ultimi souvenir e poi, alle 17.00, avevamo il transfer per l’aeroporto e il ritorno a casa. Quest’isola, “sorella” della nostra amata Martinica e, come questa, suolo francese a tutti gli effetti, rientra già da qualche tempo tra le nostre idee per un viaggio “fly and drive” dedicato, quindi non mancherà l’occasione di visitarla per bene.

 

Rispetto ai miei consueti fai-da-te (fatti anche per crociere ai Caraibi, con partenza da Miami) abbiamo speso un po’ di più, però ci siamo trovate molto bene con la combinazione charter – transfer – crociera, gli orari sono stati giusti, tutto ha funzionato, i bagagli sono sempre arrivati e quindi ci siamo trovate assolutamente contente. A parte qualche sbavatura, che ho segnalato, la Costa si è rivelata una buona compagnia e la Costa Pacifica certamente una bella nave, anche se, nella mia personale classifica, in vetta rimane sempre Carnival. Certamente, per chi ha magari poca dimestichezza con l’inglese e/o preferisce sentirsi sempre in Italia (cibo, gusto, musica, etc), la Costa è un’ottima scelta.

 

Consiglio questo itinerario e la Costa Pacifica a chiunque voglia farsi una bellissima settimana al caldo alla scoperta di una parte dei Caraibi e la consiglio doppiamente a chi preferisca farla senza sentirsi troppo lontano dall’Italia.

 

Ci siamo rilassate, abbronzate, divertite e abbiamo scoperto nuovi e bellissimi posti, spezzando il nostro lungo inverno con una settimana di estate, di sole, di mare e di colori tropicali, cioè tutto quello che chiediamo sempre ai nostri viaggi invernali! Rifarei questa crociera all’istante e non escludo affatto di fare in futuro l’altro itinerario, cioè quello della settimana “alterna” rispetto alla nostra.

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