Caliente Valencia

 

Un city break a gennaio inoltrato? Se potete approfittarne è un buon momento per trovare voli a ottimi prezzi, anche per mete di solito gettonatissime come alcune città della Spagna; l’anno scorso eravamo stati a Barcellona e quest’anno abbiamo ripetuto l’esperienza a Valencia, città di cui mi avevano parlato entusiasti tutti quelli che ci erano già stati.

VOLO

Ryanair vola su Valencia sia da Orio sia da Malpensa. Noi siamo partiti il giovedì sera da Orio per tornare invece il lunedì pomeriggio a Malpensa, spendendo in tutto circa 38 euro (senza però nessun tipo di servizio aggiuntivo: niente priority, niente scelta del posto, niente di niente… ma per 38 euro direi che si può accettare!)

HOTEL

Abbiamo prenotato l’Expo Hotel Valencia, al costo di 181 euro la doppia per 4 notti. Pur non essendo centralissimo, la posizione è molto comoda: di fianco alla fermata della metro Turia (da cui passano due linee), vicino a diverse fermate degli autobus, nei pressi di un centro commerciale con bar e ristoranti; il centro storico è comunque raggiungibile a piedi in 10 minuti. Decisamente un buon rapporto qualità/prezzo.

SPOSTAMENTI

Aeroporto e città sono comodamente collegati da due linee della metropolitana, di cui abbiamo usufruito al ritorno; all’andata, invece, essendo atterrati alle 23 passate, abbiamo optato per un taxi (22 euro la tratta). La città è servita da 9 linee tra metropolitane e tramvie, più parecchi autobus. 9 linee mi sembravano tantissime, in realtà molte in effetti hanno la tratta principale in comune (e quindi viaggiano sullo stesso binario) e poi si biforcano: state quindi attenti a non sbagliare! I tempi di attesa in metro li abbiamo trovati un po’ lunghi, ma erano giornate festive o semifestive, quindi con orario ridotto.

Abbiamo comprato presso l’ufficio turistico la Valencia Turist Card, a 25 euro, che per 72 ore consente viaggi illimitati sui mezzi pubblici, ingresso gratuito ai musei comunali e sconti all’ingresso di altre attrazioni.

CIBO

Valencia è la patria della paella alla Valenciana, con pollo, coniglio e lumache; noi abbiamo optato però per la paella vegetariana, che viene cucinata un po’ ovunque. I piatti di riso abbondano, visto che la coltivazione dello stesso avviene proprio nei pressi della città, ad Albufera. Non mancano poi ovviamente i locali dove consumare le tapas, sempre molto amate dagli Spagnoli.

Ristoranti e locali abbondano nella Città Vecchia, sul lungomare e nel quartiere di Russafa.

QUANDO ANDARE

Valencia è una meta papabile tutto l’anno: gli inverni sono abbastanza miti e d’estate raramente si raggiungono le roventi temperature di altre zone della Spagna come l’Andalusia. Noi solitamente in inverno in Spagna non siamo mai particolarmente fortunati col tempo, stavolta invece abbiamo trovato tre belle giornate di sole… la domenica, anzi, è stata fin troppo calda: si sono superati i 25°C, ma essendo noi usciti la mattina presto, quando faceva ancora fresco, ci siamo ritrovati nel pomeriggio a girare con giacca e maglione in mano, circondati da persone in shorts e canotta. Decisamente troppo caldo, a gennaio, per i miei gusti!

PERCHE’ VALENCIA?

Come appena detto, il clima è tendenzialmente gradevole tutto l’anno. I prezzi sono buoni, come in gran parte della Spagna e la città ben collegata all’aeroporto. E’ inoltre una città vivace e le persone con le quali abbiamo interagito sono sempre state gentili e disponibili (molti parlano anche un po’ di Italiano: sarà forse per il gran numero di connazionali onnipresenti?!). Non ci ha mai dato sensazione di pericolo o poca sicurezza, nonostante girassimo a piedi anche la sera. Le cose da vedere non mancano, essendo una città con una lunga storia, e ce n’è per tutti i gusti. Insomma una città perfetta per 3-4 giorni.

COSA FARE

Avendo tre giornate piene a disposizione, ci siamo organizzati così: primo giorno nella Città Vecchia; secondo giorno alla Città delle Arti e delle Scienze; terzo giorno verso il lungomare. Si tenga presente che la domenica pomeriggio la maggior parte di musei e attrazioni sono chiusi (questo non vale per la Città delle Arti e delle Scienze).

Città Vecchia

All’interno delle antiche mura c’è il centro storico della città.

Torres de Quart

Una delle porte di ingresso della Città Vecchia, quella più vicino al nostro hotel. In determinati orari è possibile anche salire in cima alla torre.

Mercat Central

Il mercato coperto è tipico di tutte le grandi città spagnole; questo, rispetto a quello di Barcellona, mi è sembrato più ordinato e vivibile. Come sempre non ho potuto evitare di prendermi un succo di frutta fresca a 1 euro.

Plaça de l’Ajuntament

Carina la piazza di fronte al Comune; sotto al palazzo comunale si trova anche uno dei centri di informazioni turistiche.

Lonja de la Seda

Uno degli edifici più famosi della Città Vecchia, patrimonio dell’Unesco.

Iglesia di Santa Catalina

Chiesa costruita sui resti di una moschea. La chiesa di per sé è carina ma nulla di particolare, in compenso in orari prestabiliti è possibile, pagando 2 euro e affrontando parecchi gradini, salire lungo la torre per ammirare Valencia dall’alto.

Cattedrale

Un altro dei luoghi-simbolo della Città Vecchia. L’ingresso con la Valencia card prevede una riduzione sul prezzo. Disponibile anche l’audioguida in Italiano, che permette una visita abbastanza dettagliata (pure troppo). Si dice che qui sia conservato l’originale Sacro Graal. Nella zona sotterranea, se aguzzate la vista, scorgerete ossa e qualche teschio.

Almoina

In questo centro archeologico è possibile ripercorrere la storia della città di Valencia, dai tempi dei Romani sino al Medioevo. Interessante. Anche qui non manca qualche scheletro…

Cripta di San Vicente

In questo luogo non ben segnalato dovrebbero trovarsi i resti di San Vicente martire, il patrono di Valencia (tra l’altro il 22 gennaio, giorno in cui noi siamo rientrati, era proprio San Vicente e in città erano previsti diversi festeggiamenti).

Museo della Città

Ci abbiamo fatto un giro giusto perché l’ingresso era gratuito, ma non è nulla di eccezionale.

Jardin del Turia

Il fiume Turia, che attraversava la città, era spesso soggetto a piene disastrose. Il corso del fiume fu deviato e ora nel suo vecchio letto, in città, sorge un lungo parco. Farci una passeggiata è d’obbligo durante un soggiorno a Valencia.

Città delle arti e delle scienze

Nonostante abbia poco più di 20 anni, è diventato uno dei luoghi-simbolo di Valencia. Questo moderno complesso, progettato dall’architetto valenciano Calatrava, sorge nella zona sud-est della città; dal nostro hotel era facilmente raggiungibile con l’autobus 95. Di tutto il complesso noi abbiamo visitato l’Oceanografico, il Museo delle Scienza e l’Hemisferic, spendendo 31 euro (biglietto comprato all’ufficio del turismo insieme alla Valencia Card). Anche se non volete visitare nulla, un giro in esterno è imperdibile.

Oceanografico

Definirlo acquario è riduttivo: oltre alle classiche vasche coi pesci (divisi per aree geografiche) è possibile ammirare uccelli, coccodrilli e altri animali. Noi siamo entrati poco dopo l’apertura ed è stata una buona scelta, perché a quell’ora c’era poca gente, invece verso mezzogiorno si è riempito parecchio. Ci abbiamo impiegato circa 3 ore per la visita completa a eccezione dello spettacolo dei delfini, che c’è solo a determinati orari.  Veramente un bel posto, anche se ovviamente vedere gli animali liberi nel loro habitat naturale è un’altra cosa.

Museo della Scienza

Diverse le tematiche trattate in questo museo con molte attività interattive. Piacerà anche ai bambini.

Hemisferic

Qui è possibile assistere ad una proiezione di un film in 3D con tecnologia IMAX. I film in calendario non sono molti e si tratta perlopiù di documentari o cartoni animati. Noi abbiamo visto un documentario sul mondo degli abissi di Cousteau (non tanto per scelta: a quell’ora era in programma quello). In teoria sarebbe possibile ascoltare selezionando una a lingua a scelta direttamente dagli occhiali 3D, peccato che nei miei occhiali l’Italiano non funzionasse (peggio è andata a Dario: i suoi occhiali emettevano un fischio insopportabile).

Verso il mare e giardino botanico

Con la metropolitana ci siamo spostati verso la costa, scendendo alla fermata Maritim-Serreria. Da qui avremmo potuto proseguire col tram, ma abbiamo preferito fare due passi.

Museo del riso

Un piccolo museo su due piani che spiega la lavorazione di questo cereale e la sua storia; nulla di imperdibile, ma con la Valencia Card l’ingresso è gratuito…

Zona del Porto

Tantissime le barche ormeggiate in questo porto che è stato rimesso a nuovo per l’America’s Cup del 2007 (anche se ci sono alcune zone un po’ abbandonate).

Playa

A nord del porto inizia un lungo susseguirsi di spiagge: Las Arenas e Malvarrosa, con a fianco una bella passeggiata. Vista la giornata quasi estiva c’era ovviamente parecchia gente.

Jardi botanic

Nel tornare verso l’hotel abbiamo fatto una sosta al giardino botanico dell’Università, che era di strada e che, soprattutto, era aperto nonostante fosse domenica pomeriggio. Non immaginatevi fiori e chissà quali piante tropicali, ma è un posto gradevole dove passeggiare e l’ingresso costa solo 2.5 euro. All’interno c’è anche una colonia di gatti.

 

Da segnalare, inoltre, la struttura della stazione del Nord, davvero molto particolare; vicino ad essa, per chi fosse interessato, c’è la Plaza de toros. La zona intorno alle stazioni delle grandi città è solitamente malfamata, qui invece siamo in un bel quartiere.

 

Valencia mi è piaciuta. Ammetto che, forse, mi aspettavo qualcosa di più, ma avevo delle aspettative molto alte. Ribadisco comunque quello che avevo già detto: una città perfetta per un week-end lungo. Non sarà una metropoli come Barcellona, ma sicuramente ha molto da offrire, sia per chi cerca cultura sia per chi vuole divertirsi o rilassarsi.

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