Los Roques – Dove finisce il cielo ed inizia il mare…

E’ notte quando suona la sveglia il 31 luglio, ma svegliarsi non è mai stato un piacere come questa volta. Los Roques ci aspetta! L’autostrada fino a Malpensa è praticamente vuota,ma in aeroporto una lunghissima fila al chek-in della Lufthansa ci permette di sonnecchiare un pochino…
L’aereo per Francoforte è puntualissimo e una volta scesi ci troviamo catapultati nel più grande aeroporto europeo! Per prendere il volo per Caracas dobbiamo scendere di un piano e dopo aver passato il controllo passaporti e fatto il giro in uno dei tanti duty free e negozi presenti, ci dirigiamo verso l’imbarco sempre in perfetto orario.
Il viaggio dura nove ore e mezza, ed una volta atterrati prendiamo subito coscienza dei lentissimi ritmi venezuelani: quasi un’ora per la vidimazione
dei passaporti.
All’uscita fortunatamente ci aspetta il taxista della Posada Movida, che telefona immediatamente all’aeroporto nazionale dove ci aspetta il volo per Gran Roque: siamo in ritardo e aspettano noi per il decollo.
All’uscita un caldo soffocante ci assale…ma sìììììììì…siamo nella zona caraibica: mica avremmo potuto trovare una fresca brezza ed un temperatura mite!!

Arrivati all’aeroporto paghiamo la tassa per il volo interno, pesiamo i bagagli (8kg e mezzo), perchè c’è una franchigia di 10kg, al di sopra si paga un dollaro al chilo per l’eccedenza di peso; poi ci dirigiamo verso l’aereo, un piccolo bimotore da 8 posti che ha visto tempi migliori. Il volo dura circa 45 minuti, ma dopo mezz’ora veniamo tutti rapiti dalla bellezza del panorama: isole,isolotti e banchi di sabbia corallini fanno capolino dal mare…

Appena scesi dall’aereo e dopo aver pagato la tassa di accesso al parco ci dirigiamo verso la posada attraversando le piccole vie sabbiose contornate dalle coloratissime abitazioni dei Roqueni e dalle posade…non ci sono macchine,motorini e nemmeno biciclette, così ci pervade una sensazione di estrema tranquillità e serenità.
Quando entriamo nella posada una sensazione di familiarità ci pervade fin da subito…le stanze sono piccole,ma molto carine, non c’è acqua calda (ma assicuriamo che non ce n’ è assolutamente bisogno), c’è una grande sala da pranzo e una splendida terrazza con divanetti e amache dove prendere l’aperitivo e trascorrere le serate.
Disfato il nostro esiguo bagaglio, decidiamo di fare un giro d’esplorazione così ci ritroviamo al pontile al momento del tramonto…ci sono tantissimi pellicani che si tuffano in picchiata sul mare, così decidiamo di fare due passi sulla spiaggia, poi rientriamo per la cena dopodichè andiamo subito a letto distrutti…

2° giorno: Carenero e Cayo de Agua. Alle 9,00 partiamo alla volta dell’isola più lontana dell’arcipelago…
Prima di arrivare facciamo una lunga sosta a Carenero. Sul davanti dell’isola c’è una bellissima laguna, ma noi attraversiamo il sentiero contornato da botuto che porta alla parte retrostante dell’isola, dove c’è la barriera corallina per fare snorkeling. Tra i primi incontri vediamo subito un piccolo barracuda…ma, sorpresa, in una gabbia abbandonata sul fondo a circa 6-7 metri di profondità una murena ha fatto la sua cueva e se ne sta lì tranquilla, nonostante cerchiamo di immergerci per poterla vedere più da vicino. Partiamo poi per Cayo de Agua, l’isola si chiama così perchè ancora oggi esiste un pozzo di acqua dolce dove tanti anni fa i pescatori venivano a fare rifornimento. L’isola è divisa in due e collegata da una lingua di sabbia lambita da entrambe le parti da un mare di colori indescrivibili

…siamo al primo giorno su questo arcipelago e la sua bellezza ci ha già rapito…Rientrando in barca qualcuno riesce a scorgere una grossa tartaruga salita a respirare…ma purtroppo a me sfugge!! Inoltre facciamo un giro in barca nella laguna di Espenquì, si spegne il motore e cala un silenzio surreale interrotto solo dai canti degli uccelli; questa parte dell’isola è completamente ricoperta da mangrovie e persino l’acqua è verde! Dopo una buonissima cena decidiamo di prendere i parei per sdraiarci sulla spiaggia a vedere le stelle: è impressionante quanto si possano vedere bene la via lattea e le costellazioni: potere della mancanza di inquinamento luminoso!
3° giorno: Francisquì. E’ un gruppo di tre isole, chiamate Francisquì de Arriba, Abajo e Medio. Scegliamo di sbarcare sull’isola più a ovest, perchè da lì è facile raggiungere sia “la piscina” (bisogna attraversare in parte a piedi e in parte nuotando lo stretto che divide le due isole), sia la spiaggia ad ovest dell’isola stessa con relativa barriera dinnanzi…due buonissimi punti per lo snorkeling.
Dopo la cena si balla la salsa in terrazza, poi ci stendiamo sulle amache dove mi addormento clamorosamente!!
4° giorno: Crasquì. Durante il tragitto in barca ci fermiamo prima davanti alla laguna di Rebuskì dove in acqua vediamo miriadi di stelle marine, poi andiamo verso “le palafitte”: sono case in legno abitate dai pescatori che rimangono per alcuni mesi lontano dalla terraferma. Dinnanzi alle palafitte c’è una zona dove l’acqua è molto bassa abitata da stelle marine e ricci di mare. Ci spostiamo poi a Crasquì…questa è l’isola che ho amato di più.

Ha una lunghissima spiaggia bianca, anche qui il mare è favoloso, pieno di sfumature…ed è una delle uniche isole dove sono state costruite alcune abitazioni. Alla punta est dell’isola c’è un enorme ammasso di botuto e percorrendo il sentiero dietro di essi si arriva ad uno dei punti più belli per lo snorkeling di tutta Los Roques!
Andiamo a pranzo da “Juanita”…mangiamo dei freschissimi gamberoni alla piastra accompagnati da riso e insalata! Il paesaggio che si gode dal ristorante è splendido e ci rilassiamo rinfrescati dal venticello che spira!
Dopo il rientro, l’aperitivo e la cena di rito…facciamo una passeggiata lungo le stradine di Gran Roque, ed arrivati in piazza ordiniamo alcune delle bellissime magliette che lui stesso dipinge!
5° giorno: Sarquì. Come l’ho appellata io: “l’isola delle tartarughe”. In un tratto di mare molto vicino alla spiaggia si possono vedere le tartarughe marine. Le avviciniamo molto silenziosamente mentre se ne stanno sul fondo a “brucare” e loro si lasciano avvicinare per nulla intimorite. Che meraviglia poter ammirare il loro “faccino” così dolce… L’isola ha una spiaggia piuttosto stretta, poi un “prato” piuttosto vasto di piante grasse e sullo sfondo le mangrovie. A metà spiaggia c’è un sentiero che porta sul retro dell’isola.
La sera in terrazza si canta…qualcuno dice: ma la conoscete la canzone di Elton John che fa: “lalla…lala”? Il mistero non è ancora stato svelato!
6° giorno: Cayo Vapor. E’ una piccola isoletta non troppo lontana da Gran Roque…l’isola ha dinnanzi alla spiaggia la barriera corallina, ma per raggiungerla bisogna attraversare un tratto di mare dove l’acqua è assai profonda…qui facciamo incontri interessanti: un bel barracudone di un metro e mezzo che ci guarda in “cagnesco” indispettito perchè violiamo la sua privacy, uno squalo nutrice oltre ai tantissimi pesci che si possono vedere in ogni isola dell’arcipelago. La sera andiamo in piazza a ritirare le bellissime magliette che Alejandro ha preparato per noi.
7° giorno: Los Noronquises. E’ un gruppo di tre isole all’interno della zona ricreativa. Ci lasciano su quella più piccola, qui c’è una piccola e deliziosa laguna con un granze gazebo in legno. La parte nord al pari di molte altre isole è coperta da mangrovie e coralli morti. Per percorrere a piedi il perimetro delle isole è necessario avere calzature adatte: noi indossiamo i sandali da trekking e ci sono comodissimi.
La sera mentre passeggiamo sulle stadine di sabbia di Gran Roque una musica allegra attira la nostra attenzione: sul tetto di una posada stanno ballando e suonando dal vivo: ci affacciamo all’ingresso e subito ci fanno cenno di salire. Appena saliamo in terrazza ci troviamo nel pieno svolgimento di una festa di compleanno privata, ma sono molto gentili, ci trovano posto e abbiamo modo di vedere ragazze e ragazzi che ballano sensualmente e sfrenatamente accompagnati da un’improvvisata quanto bravissima mini-orchestra…
8° giorno: Cayo Muerto. E’ una piccola lingua di sabbia bianchissima completamente spoglia da qualsiasi vegetazione. Trascorriamo la giornata tra bagni di sole snorkeling e…bagni di mare!

Alla sera, durante il nostro giretto ci fermiamo all’Acquarena ad acquistare la mappa di Los Roques.
9° giorno: Espenquì. Anche quest’isola è splendida (ma quale non lo è a modo suo??), è un’isola abbastanza grande con una bellissima laguna contornata da una stretta e lunga spiaggia di sabbia bianchissima che viene ingoiata dalle mangrovie. Dalla parte opposta la spiaggia si stringe fino a formare una lingua di sabbia bagnata da entrambe le parti dal mare. Di fronte in lontananza si staglia l’Isla Larga che fa parte della zona protetta e che quindi non è possibile raggiungere.

Anche qui i colori e le sfumature del mare sono spettacolari…e durante la consueta passeggiata possiamo ammirare una razza che “sguazza” felice vicinissima a riva.
10° giorno: Boca de Sebastopol. Si trova all’estremità sud dell’arcipelago ed è separata dal mare aperto dalla barriera corallina. Solamente il tragitto che si fa per raggiungere questo luogo vale l’escursione.



Veniamo lasciati dalla barca su una piccolissima isoletta di sabbia dalla quale si può ammirare la grandissima laguna da una parte e le onde che si infrangono sulla barriera dall’altra. Che splendida senzazione ritrovarsi il vento tra capelli, sentire il rumore scrosciante delle onde alle spalle e poter ammirare tanta natura incontaminata…
Al ritorno ci fermiamo alla laguna di Rebusquì…così ci tuffiamo dalla barca e facciamo una nuotata in mezzo ai pellicani che si tuffano in mare alla ricerca di pesciolini!
Dall’ 11° al 15° giorno: escludendo le isole vicine (le tre di Francisquì e Madrisquì) prese d’assalto dai turisti venezuelani, le isole più belle da vedere sono già state visitate, e così decidiamo di ritornare a Crasquì, Sarquì, Los Noronquises e Cayo Vapor.
16° giorno: sigh,sigh…la vacanza è finita. A bordo del solito aereo ci lasciamo alle spalle LR e man mano che ci avviciniamo a Caracas il cielo si fa sempre più cupo. Inizia un acquazzone che ci fa compagnia fino al decollo. Facciamo scalo a Francoforte e poi prendiamo il volo che ci riporta a Milano.
Il nostro cuore però è rimasto là…

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Ci sono 4 commenti su “Los Roques – Dove finisce il cielo ed inizia il mare…

  1. Pesciolina68 wrote:
    bellissimo davvero, sto cominciando a sognare visto che ad agosto ci andrò anche io:rose:

    Ciao ho letto il tuo commento quindi credo che ad agosto 2010 sei stata in Venezuela, dato che noi partiremo ad agosto 2011 ed abbiamo già acquisatoi biglietti aerei e a giorni dovremmo afre il bonifico d’acconto x il soggiorno mi puoi dare qualche dritta? Grazie 1000*-)

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