Kea: l’isola a sorpresa!

Quest’anno decidiamo, per le vacanze di luglio, di scegliere l’isola di Kea.

Dopo molte isole viste in questi anni, conosciute e non, Kea ci ispira.

Su internet non troviamo molte notizie e questo è già un buon segno.

Compriamo un volo Easyjet su Atene (circa 150 a testa) e abbiniamo un traghetto con un orario compatibile.

Partiamo il 4 luglio, siamo sempre noi 4, io e mio marito (che arriviamo con volo Easyjet) e Alessandro e Roberto che arriveranno con volo Alitalia. Ci incontriamo all’uscita dell’aeroporto di Atene e lì troviamo il taxi che abbiamo prenotato dall’Italia al prezzo di 40 euro e ci dirigiamo al porto di Lavrio. Kea dista circa 1 ora di traghetto (Goutous line al costo di 12,10 euro a testa). Il volo è arrivato alle 14,30, il traghetto è alle 16, quindi i tempi sono un po’ stretti per usare il bus, e l’alternativa taxi ci è sembrata la migliore, in quanto il bus della KTL non è diretto, ma prevede un cambio (tempo in totale circa 1 ora e 15 minuti, costo 4,20 euro).

20 minuti di taxi e siamo al piccolo porto, il traghetto parte in orario e alle 17 approdiamo a Kea.

Soggiorneremo all’hotel Karthea (prenotato su booking) con pernottamento e prima colazione.

L’hotel è sul piccolo lungomare di Korissa, a pochi passi dal porto dove arrivano i traghetti, quindi in pochi minuti prendiamo possesso delle nostre camere.

Così cominciamo a vedere tutte le sorprese che quest’isola ci riserverà!

KEA o Tzia è considerata l’ingresso delle Cicladi, è l’isola più a nord ed è vicinissima ad Atene.

Sono in pochi gli italiani che l’hanno sentita nominare, sembra una camera con vista, una camera nascosta e riservata, ma comunque splendida.

E’ un’isola dall’aspetto tranquillo e lussuoso, ma qui il lusso non è sovraesposto, ma ben celato, della serie “signori si nasce e non lo si diventa”.

Secondo la mitologia, l’isola era abitata dalle ninfe dell’acqua, per questo chiamata Ydroussa.

Gli dei, gelosi di questa bellezza, mandarono un leone a devastare l’isola, costringendo le ninfe alla fuga. La grande siccità che ne derivò costrinse il figlio di Apollo (governatore dell’isola) a invocare l’aiuto di Zeus, costruendo un tempio a lui dedicato. Il suo intervento richiamò il Meltemi, fresco vento del nord, che portò pioggia e ridonò all’isola la sua bellezza.

L’isola è abitata dal periodo neolitico, famosa per l’usanza degli abitanti che, raggiunti i 70 anni, si suicidavano, bevendo la cicuta. Ha subito dominazioni da Veneziani e Turchi, e nelle cronache è ricordata perchè nelle sue acque affondò la sorella del Titanic, La Britannica, nel 1916.

Ci sono molte spiagge, tutte spettacolari, alcune raggiungibili con brevi percorsi sterrati (molto easy), non ha una grande vita notturna, i posti migliori per un po’ di “mondo” sono Loulis e Korissa, ha molti sentieri ben segnalati per fare trekking o anche solo delle lunghe passeggiate.

Sicuramente meriterebbe più attenzione, ma solo per determinati turisti, qui non ci sono locali mondani,va bene per chi cerca mare stupendo ma in un contesto genuino, prettamente greco, una sorta di campagna con il mare, monumenti curiosi, vecchie mulattiere, panorami mozzafiato.

5 luglio: dopo una lauta colazione dolce/salato, affittiamo la macchina presso rent Leon situato davanti al porto (280 euro per 8 giorni) e ci dirigiamo verso la prima spiaggia KSYLA.

La prima sorpresa: mare cristallino, spiaggia attrezzata con un piccolo chiosco, lettini e ombrelloni di paglia, servizio di asciugami e acqua ghiacciata nel secchiello (16 euro a coppia). Ci godiamo il primo giorno tra infiniti bagni, sole, relax.

Nel tardo pomeriggio andiamo a Loulida (la capitale) un piccolo paese arroccato su di una collina (si lascia la macchina fuori dal paese e si prosegue a piedi), costruito ad anfiteatro, bianco e bellissimo, in stile mediterraneo, con i tetti di terracotta, con le sue stradine con negozietti e taverne. Con una camminata di circa 40 minuti in mezzo alla natura, si giunge al leggendario leone scolpito nella roccia. Numerosi reperti archeologici sono conservati nel museo. Cena in taverna.

6 luglio: colazione e poi alla volta del convento Panagia Kastriani, la protettrice dell’isola, bianco e azzurro ha una vista sul mare e alcune celle per ospitare i pellegrini.

Scendiamo alla sua spiaggia più vicina, la bellissima SPATHI, attrezzata con taverna (15 euro a coppia), semi deserta, in una baia incontaminata.

Nel tardo pomeriggio è la volta della spiaggia di OTZIAS, lunga 700 mt, sabbiosa e dorata, in parte organizzata, con le barchette ancorate e le due chiese, S.Sosti e S. Giorgio poste nei due lati opposti della spiaggia, che osservano i turisti.

A cena ci rechiamo a Vourkari (pochi km da Korissa) la “piccola St Tropez”.

Molte barche ancorate nel piccolo porto, qualche negozio “alla moda”, taverne che servono aragosta.

7 luglio: Verso le spiagge di Kampi, Liparo, Lygia, passando per Koundouros, con molteplici baie, belle spiagge e le appariscenti case in pietra ricavate da vecchi mulini, divenute splendide e presumo carissime residenze dei ricchi ateniesi.

Ma decidiamo per PISSES, con una grande spiaggia organizzata (10 euro a coppia), dove ci fermiamo tutto il giorno. Assoluto relax.

Nel rientro al tramonto ci fermiamo alla suggestiva torre di S. Marina, con a fianco l’omonimo convento bizantino, ma sono in restauro, non ci resta che ammirale da fuori. Cena in taverna a Loulida.

8 luglio: Per questa giornata ci dirigiamo verso ORKOS, una spiaggia deserta e non attrezzata, bellissima con mare turchese, per poi affrontare nel pomeriggio la discesa verso il sito di KARTHEA.

Scegliamo il percorso n. 6 e lasciamo la macchina nel piccolo parcheggio di Strauroudaki.

La discesa dura circa 1 ora (munirsi di scarpe idonee), noi avendo solo le infradito ci mettiamo di più, il percorso a tratti è ripido, con ciottoli, e pare infinito.

Arrivando davanti al mare si scorge subito il teatro, più in alto il tempio dorico di Pythio Apollo e il tempio dorico di Atena, le fondamenta del tempio di Dimitra e parti di un acquedotto.

La risalita ci appare durissima, ma incontriamo un signore con i muli, che svolge il servizio a pagamento di discesa/risalita (18 euro a tratta) ed io e Alessandro ci evitiamo ulteriori sforzi! Cena in taverna a Korissa.

9 luglio: Sostiamo tutto il giorno nella lunga e dorata spiaggia di OZTIAS, con ombrellone e lettini (10 euro), ci godiamo il mare ed il sole.

Verso sera, prima del rientro in hotel, da Vourkari, andiamo verso il Lighthouse, passando per KOKKA, una zona industriale ormai abbandonata, che costituiva una delle più importanti stazioni di rifornimento di carbone delle navi greche. Un sentiero (da fare a piedi) porta al faro di San Nicola, che accoglie le navi. Fu il primo faro ad accendersi nelle Cicladi nel 1831. Cena a Loulida.

10 luglio: Nella mattinata visitiamo un po’ il nostro paesino, Korissa, quindi il cimitero, la chiesa, e sulla strada verso Loulida l’abbandonata fabbrica Emajè, la cui ciminiera di oltre 45 mt si scorge dal porto. Quasi a mezzogiorno facciamo un bagno nella solitaria spiaggia di Myli (non attrezzata, poco prima di Ksyla) e poi di nuovo alla spiaggia di OTZIAS, nella parte non attrezzata, dove rimaniamo fino al tramonto.  Cena a Korissa.

11 Luglio: Verso una splendida spiaggia SIKOMIA, passando per il monastero Episkopi dove sostiamo per una breve visita. La vista dall’alto della spiaggia regala splendide emozioni, deserta, acque color zaffiro, non attrezzata. Si sta svolgendo un piccolo set fotografico con una modella, ma a parte questo, la spiaggia è davvero superlativa!

Rientriamo in serata in hotel. Cena a Korissa.

12 luglio: ultimo giorno e allora GIALISKARI, forse la più frequentata dell’isola, forse troppo per i nostri gusti! In parte attrezzata e in parte libera, pare che tutti la preferiscano ad altre, ma secondo me, non a ragione.

Consegniamo la macchina e passiamo qualche ora sulla spiaggia di Korissa, che nonostante affacci sul porto ha un’acqua splendida. Cena in taverna a Korissa e preparazione valige.

13 luglio: alle 6,30 del mattino parte il nostro traghetto che ci porterà via da questo paradiso e all’alba vediamo Kea allontanarsi sotto i raggi d’oro del sole.

Traghetto verso Lavrio e poi bus KTL verso Atene con sosta x cambio bus.

In attesa dell’aereo ripensiamo a quest’isola, così poco conosciuta, che ci ha davvero sorpreso; alle sue spiagge definite le più belle del Mediterraneo, alle sue acque turchesi, un’isola che ha mantenuto quasi intatta la propria fisionomia, e che offre una valida alternativa greca ad isole più mondane che ormai “greche” non lo sono più.

EFHARISTO’ KEA!

Luisa Deninotti

Pin It

Ci sono 6 commenti su “Kea: l’isola a sorpresa!

Lascia un commento

Commenta con Facebook