Siviglia caliente, meravigliosa città

Tra le città importanti della Spagna ci mancava Siviglia, più volte studiata, ma poi rimandata ad altro periodo, spesso perché non si trovava l’offerta vantaggiosa. Questa volta il prezzo del volo Ryanair è buono e quindi non ci facciamo perdere l’occasione e dal 19 al 22 giugno 2018 voliamo finalmente in Andalusia. Dei quattro giorni a disposizione, del primo praticamente non resta quasi nulla, visto che partiamo dall’aeroporto di Bergamo alle 17.30 e arriviamo (in leggero anticipo) poco prima delle 20.00 a Siviglia, ma le altre tre giornate saranno piene, visto che la partenza è prevista nella tarda serata del 22.

Appena scese le prime scalette dell’aereo, abbiamo dovuto fare i conti con il problema più grande della vacanza, il caldo soffocante che sta attanagliando in questo periodo l’Andalusia. Sono le 20.00 ma il termometro appena fuori l’aeroporto segna ancora 39 gradi. Andare a metà giugno a Siviglia è da mettere in conto il caldo, ma in questo periodo è ancora più forte della media del periodo.

L’aeroporto internazionale di Siviglia è una decina di chilometri fuori dalla città. Il collegamento con il centro è semplice ed economico con il bus EA che parte ogni 15 minuti dal terminal e con 4 euro va in centro con una serie di fermate che coprono tutte le zone turistiche della città. In una ventina di minuti siamo nella zona di Nervion, non proprio centrale, ma comunque con tantissime attività residenziali e commerciali, dove abbiamo deciso di alloggiare.

Ho scelto il Novotel Seville, per il rapporto qualità-prezzo. Come detto l’hotel non è proprio in centro, ma è vicinissimo sia alla fermata del bus proveniente dall’aeroporto, che da altri bus che portano in zone turistiche, sia alla metro che, in 2 o 3 fermate, porta in centro. Camere spaziose e molto silenziose anche con il divano letto per la terza persona. Wi-fi molto veloce. Tutti gli ambienti, camera e zone comuni sempre pulitissimi. Staff cordiale con operazioni di arrivo e partenza molto rapide, Colazione cara ma effettivamente completa di ogni cosa si possa desiderare. Fantastica (per chi soggiorna in estate) la piscina sul tetto, indispensabile per un break dalle camminate sotto il sole cocente di Siviglia. Mai scelta è stata più azzeccata, visto il clima che abbiamo trovato, la decisione di cercare un hotel con la piscina sul tetto, peraltro piuttosto diffusa a Siviglia, anche in alcuni condomini.

Il tempo di un rapido check-in, lasciamo i pochi bagagli a mano in camera e andiamo a magiare qualcosa rapidamente in un fast food nel vicinissimo centro commerciale Nervion, e poi siamo pronti per un primo giro turistico nel cuore di Siviglia.

Pla de Espana

Siamo a circa un chilometro e mezzo dalla piazza principale di Siviglia, Plaza de España, una ventina di minuti di camminata e ci saremmo arrivati senza problemi, ma, visto che erano già passate le 21.00 abbiamo deciso di prendere la metro, la cui stazione è a poche decine di metri dall’hotel. Siviglia ha una linea unica di metropolitana che taglia orizzontalmente la città. Facciamo una tessera per i trasporti alle macchinette automatiche, praticamente è un biglietto cumulativo, il bonos con trasbordo, che possono usare più persone e può essere utilizzato indifferentemente su metro, bus e tram. Il vantaggio rispetto ai singoli biglietti è uno sconto sulle corse ad ogni utilizzo, anche se l’eventuale credito finale sarà perso. Due sono le fermate centrali, Prado de San Sebastian e Puerta de Jerez. Noi siamo a Nervion e con sole due fermate scendiamo a Prado San Sebastian, la fermata più vicina alla immensa Plaza de España. Una camminata di qualche minuto, attraversando un piccolo parco, una delle tante aree verdi di Siviglia e siamo alla Torre Nord della Piazza, che, vista dal vivo, è molto più grande di quando si immagini, dato che è praticamente impossibile fotografarla in tutta la sua grandezza.

Non c’è molta gente in giro, mi meraviglio molto di questo, forse in Spagna le 22.00 è ancora ora di cena, forse saranno frequentate a quell’ora le vie della movida centrale più verso Puerta de Jerez, ma comunque ci possiamo godere tutta la piazza, le sue fantastiche panchine decorate con piastrelle e mosaici, i suoi ponticelli, che permettono di attraversare il piccolo corso d’acqua che attraversa tutta la piazza, le due grandi torri, la fontana centrale, gli stemmi che rappresentano tutte le province spagnole e le tante decorazioni che adornano ogni punto di questa fantastica Plaza de España.

Plaza de Espana

Un’ora abbondante passa velocemente tra una foto e l’altra e ci accorgiamo che sono già le 23 passate e decidiamo di ritornare verso la fermata della metro che dovrebbe appunto chiudere nei giorni feriali tra le 23.00 e le 23.30, per evitare di metterci a studiare la strada per tornare a piedi col buio, facciamo in tempo a prendere l’ultima corsa della giornata e torniamo in hotel, dopo il primo assaggio della capitale dell’Andalusia.

Gli appuntamenti immancabili di Siviglia sono due, la Cattedrale con l’annesso campanile, la Giralda e il palazzo Reale, l’Alcazar. Per evitare code, su consiglio di altri viaggiatori, ho acquistato on line i biglietti per queste due attrazioni, prenotando l’entrata in Cattedrale per mercoledì 20 e per l’alcazar giovedì 21. La Cattedrale apre alle 11.00. Noi, come sempre in vacanza, siamo piuttosto mattinieri, quindi dopo un’abbondante colazione, verso le 9 siamo già in strada per andare in direzione Cattedrale, questa volta a piedi con una bella passeggiata di una ventina di minuti. Fa caldo, ma è ancora sopportabile anche grazie a qualche nuvola che ogni tanto va ad offuscare il sole.

Siccome è presto possiamo allungare leggermente il percorso arrivando sulla rive del fiume Guadalquivir, che attraversa tutto il sud della Spagna e lambisce la parte occidentale della città di Siviglia per ammirare l’imponente Torre dell’Oro, una torretta di controllo militare che spicca e si erge sul lungofiume. Decidiamo di non salire sulla Torre, perché poco dopo saremmo stati sulla Giralda e la vista sarebbe stata ancora migliore.

Torre dell'Oro

Ancora qualche giro per le vie del centro che si iniziano a popolare di turisti (sempre un pochino meno delle mie attese) e ormai ci avviciniamo all’orario di apertura della Cattedrale, che coincide con la nostra prenotazione. In effetti la coda per entrare sarebbe stata piuttosto lunga, ma la prenotazione on line ci consente di saltarla e di entrare subito all’apertura in una delle più grandi chiede del mondo.

Con l’ausilio di una audioguida iniziamo il percorso di visita interna che porta via più di un’ora per ammirare tutti i capolavori che sono dentro la Cattedrale, dedicata a Santa Maria. Le tante cappelle laterali sono una più bella delle altre, la Cappella Reale e quella dedicata a Sant’Andrea su tutte, ma tutti gli angoli della Basilica sono pieni di statue, sculture, decorazioni, rosoni dai mille colori, uno più affascianti dell’altro. Da ammirare anche la tomba-mausoleo di Cristoforo Colombo, sorretta da statue di bronzo che lo portano in trionfo. Gotico e barocco fusi insieme per un mix di stili e rappresentazioni che trovano il giusto equilibrio.

Dopo la visita alla Cattedrale ci attende la salita sul campanile, la Giralda. Salire in cima è piuttosto impegnativo. Non ci sono scalini (tranne una decina nell’ultimo tratto), ma sono 24 rampe e chiocciola che salgono in modo molto ripido, quindi la salita è faticosa soprattutto con il caldo che, passato mezzogiorno, inizia a farsi sentire. Alla fine però il panorama e la vista mozzafiato sulla città ripaga degli sforzi sostenuti, girando attorno alla torretta in cima al campanile si può ammirare Siviglia da tutti gli angoli, e sullo sfondo si vedono anche le immense distese di ulivi nella collina circostante. Qualche scatto di rito e poi torniamo nello stesso percorso, ma questa volta in discesa e quindi decisamente meno faticoso.

Plaza de Espana

Compreso nel prezzo cumulativo di ingresso in Cattedrale e Giralda c’è anche l’ingresso nella Basilica del Salvador. Si trova a circa 600 metri dalla Cattedrale andando nella direzione del centro storico. La facciata rossa è carina ma niente di particolare. Interni invece straordinari, in barocco con sculture in legno di finitura straordinarie posizionate nei vari altari laterali dedicati a Santi. Assolutamente da visitare anche questa chiesa.

Ormai siamo piuttosto stanchi, accaldati e affamati quindi decidiamo di tornare per qualche ora a riposarci in hotel, però prima siamo vicinissimi ad una costruzione molto particolare, il Metropol Parasol, una struttura architettonica molto particolare che copre un intero quartiere facendo appunto da “parasole”, una sorta di “waferone gigante” che copre le teste di tutti per centinaia di metri. Si può anche salirci sopra, noi non lo facciamo, avendo appena ammirato la città dall’alto della Giralda e dove esserci fermati a dissetarci per qualche minuto all’ombra del Parasol, decidiamo di prendere un bus che ci porta proprio davanti al nostro hotel.

Basilica Divino Salvatore

Dopo un veloce pranzo e un piccolo riposo finalmente possiamo sfruttare a pieno la scelta di prenotare un hotel con la piscina. Saliamo al nono piano dell’hotel e la piccola piscina del Novotel ci sembra il luogo più rilassante che in quel momento si possa trovare al mondo. Qualche bracciata, un po’ di sole preso mentre ci rilassiamo nei comodi lettini messi a disposizione dall’hotel e poi siamo pronti e ricaricati per tornare nel centro di Siviglia anche se il termometro della farmacia all’angolo della via segna inesorabilmente 41 gradi.

Decidiamo di incamminarci verso il cuore pulsante di Siviglia, il centro storico che porta dalla Puerta di Jerez fino al Barrio di Santa Cruz, è un susseguirsi di vicoli e viuzze pieni di colore, palazzi straordinari con facciate finemente decorate. Tanti locali di ogni genere e prezzo, dai classici tapas-bar a ritornati etnici. Tante piccole chiese, quasi anonime all’esterno ma con interni straordinari. Un dedalo di viuzze e piccole piazze che straripano di locali e negozietti. All’inizio può sembrare una specie di labirinto, ma ci vuole poco per memorizzare le strade e godersi le meraviglie che ogni angolo di questa zona è in grado di offrire.

Con qualche sosta per riposarci in una panchina e qualche visita in negozietti più o meno caratteristici è arrivata l’ora di cenare e, avendo una serie di 4-5 ristoranti tipici andalusi che mi ero appuntato prima di partire, andiamo in quello che è il più vicino al posto in cui siamo in quel momento. Il ristorante si chiama Tres de Oro, serve tapas di ogni genere e altri piatti tipici. Prendiamo qualche tapa e una paella da dividere, veramente ottima. Finita la cena continuiamo il nostro girovagare per le strade centro, questa volte piene di turisti e gente del posto che entra e esce dai vari locali e poi facciamo giusto in tempo ad ammirare il tramonto sulla riva del fiume Guadalquivir, proprio sullo sfondo della Torre dell’Oro.

Facciamo un altro giro nel lungo viale centrale che costeggia la Cattedrale, l’Avenida de la Costitucion, piena di negozi alla moda, ma anche di piccole botteghe artigianali, con artisti di strada che si confondono tra turisti e scolaresche di altre città della Spagna in gita e poi, come la sera precedente stiamo attenti a non perdere l’ultimo metro per l’hotel perché siamo troppo stanchi per tornare a piedi.

Il terzo giorno è dedicato alla vista del palazzo reale, l’Alcazar. Ho prenotato quasi un mese prima, ma, pur aprendo alle 9.30, il primo posto disponibile per l’ingresso agli appartamenti reali per il 21 giugno l’ho trovato alle 11.30 e per il giorno precedente sarebbe stato ancora più tardi. Per fortuna però l’ingresso a tutta la parte centrale ai fantastici giardini dell’Alcazar è sempre possibile a qualsiasi ora (tra le 9.30 e le 19.00) e con la prenotazione salto anche la lunga coda e quindi alle 9.30 in punto siamo pronti ad entrare nel fantastico Palazzo Reale di Siviglia.

Alcazar

Davanti alla Porta del Leone dell’Alcazar la coda è già lunga all’apertura alle 9.30, noi saltiamo la fila con la prenotazione on line e entriamo subito nel primo cortile dove si possono notare subito le influenze delle varie culture che hanno attraversato la città di Siviglia. Ci sono decorazioni in stile arabeggiante mescolate con stili occidentali, il tutto immerso in tanto tanto verde in un giardino semplicemente stupendo.

Perdersi tra i vari edifici che costituiscono l’Alcazar è semplice, quindi decidiamo di seguire un percorso, partendo dalla Sala della Giustizia con il fantastico tetto il legno intarsiato con stucchi decorati, poi si passa in altri saloni con dipinti e decorazioni bellissime, poi si esce nuovamente in un patio, che è l’emblema del Palazzo, il Patio delle Fanciulle, con arcate super eleganti e ornate con piastrelle regali e curate nei minimi particolari. Spettacolare anche il Salone degli Ambasciatori, la Casa del Commercio e le altre sale che si attraversano nel percorso libero, ma la parte più affascinante del Palazzo Reale è forse il Giardino Reale.

Alcazar

I giardini sono immensi, ad ogni viuzza e in ogni angolo si scoprono fontane, canali, statue, zampilli d’acqua, siepi tagliate in forme particolari, panchine con piastrelle smaltate, perfino un labirinto, insomma opere d’arte continue una dopo l’altra tutte immerse nel verde e nella pace di un posto che sembra uscito da una favola.

Nei giardini, come in quasi tutte le altre stanze aperte al pubblico del palazzo, si gira liberamente, tranne che negli Appartamenti Reali, il Cuarto Real Alto, che permette l’accesso solo ad una ventina di persone alla volta in un percorso obbligato con una audio guida che traccia il percorso dei turisti. La prenotazione in anticipo è stata fatta proprio per poter andare a visitare anche l’appartamento Reale, visto che i posti sono pochissimi e circa un mese prima vanno esauriti. Alle 11.30 siamo all’ingresso del Cuarto Real Alto, c’è un controllo di sicurezza, consegnano l’audio guida in italiano, e si entra nel percorso obbligato, ascoltando quello che si vede nel cammino che dura circa 20 minuti. E’ la residenza ufficiale dei regnanti fino al secolo scorso, alcune stanze sono bellissime, ampiamente decorate, con tanto lustro e magnificenza.

Finita la visita del Cuarto Real Alto ci riposiamo un attimo nel bar del Palazzo e poi ritorniamo nei fantastici giardini perdendoci ancora tra fontane, viottoli, piante, decorazioni, statue e paesaggi che sembrano attraversare luoghi incantati.

Sono già quasi le 13.00, siamo stati nell’Alcazar quasi quattro ore e servivano tutte, ma prima di rientrare in hotel per un meritato tutto in piscina vogliamo ancora vedere qualcosa in centro, in particolare andiamo a visitare una chiesa in centro, la Chiesa di Santa Maria la Blanca,  esterni quasi anonimi, interni straordinari con un soffitto bianco tra i più belli mai visti., soffitti meravigliosi, vista assolutamente consigliata. Volevamo vedere anche un’altra chiesa, ma qua, giustamente, viste le temperature medie, tutto chiude nel primo pomeriggio e quindi non ci resta che riprendere la metro e tornare verso il nostro hotel per mangiare qualcosa, riposare un po’ e poi fare un rigenerante tutto in piscina che è proprio quello che ci vuole per riprendersi dopo le lunghe camminate della mattinata.

Alcazar

Con il carico di energia, dopo un mega gelato preso in una delle tante gelaterie artigianali nella zona del Nervion, torniamo verso il centro, da Plaza de España entriamo nel vicino Parco di Maria Luisa, il parco è immenso, si entra da Plaza de España e si arriva, dopo qualche chilometro al fiume Guadalquivir che delimita il centro storico. Il parco è talmente grande che è quasi impossibile da vedere in tutti gli angoli. Andando a caso, magari solo per cercare un po’ di fresco in giornate caldissime come queste di giugno 2018, si scoprono fontane, cascatelle, statue, decorazioni e tanto altro che lo rendono un posto magico. Tanti angoli suggestivi e soprattutto tanta ombra e fresco per proteggersi dalla grande calura.

Fuori dal parco torniamo a piedi in direzione del Barrio Jerez, la parte più centrale di Siviglia, passiamo accanto all’ennesimo obelisco dedicato a Cristoforo Colombo, in un bel viale alberato e giriamo ancora tra negozi con le vetrine colorate, viuzze e tante piazzette con le fontane a cui si dissetano i tanti turisti accaldati. Quasi per caso siamo davanti alla Capilla di San Josè, chiesetta piccolissima, con esterni quasi anonimi ma con un interno straordinario con un altare in legno decorato che merita da solo la visita.

Ormai è ora di cena, come la sera precedente, cerchiamo nella nostra lista un ristorante nella zona in cui siamo e ci fermiamo al Pimenton, un tapas bar che offre anche piatti completi. Andiamo ancora con qualche tapa scelta secondo l’ispirazione del momento e una paella mista da dividere. Piatti molto abbondanti, qualità leggermente inferiore a quella della sera precedente ma sicuramente ci alziamo da tavola che non abbiamo ancora fame.

Dopo cena con la movida andalusa che inizia a muoversi, decidiamo prima di ripercorrere l’Avenida de la Costitucion passando accanto alla Cattedrale, ammirando tra l’altro edifici molto particolari come “La Adriatica”, dalle forme e dai balconi molto originali e finemente decorati, poi vogliamo rivedere ancora una volta la fantastica Plaza de España con le luci della sera. La piazza questa sera, a differenza della nostra prima visita nel giorno di arriva, ci accoglie con uno spettacolo di luci colorate che attorniano la fontana centrale. Restiamo ancora ad ammirare la piazza fino alle 23.15, orario in cui dobbiamo tornare a prendere l’ultima metro per tornare all’hotel.

Siviglia

Il venerdì è l’ultimo giorno di vacanza, per fortuna la partenza è in tarda serata quindi c’è ancora tutto il giorno a disposizione. Decidiamo di acquistare (a poco prezzo per fortuna) anche il late check-out per poterci fermare e usare camera e piscina fino alle 19.00. La mattina la dedichiamo alla visita dell’oltrefiume, nella zona del quartiere di Triana. Una via centrale con tanti negozietti e buon prezzi, un mercato generale caratteristico e la Cappella dei Marinai, con un interno splendido con decorazioni lignee in barocco che merita certamente la visita.

Non resta molto tempo, torniamo in centro, compriamo qualche souvenir e facciamo ancora una passeggiata nel Barrio centrale, ma poi non resistiamo alla tentazione di tornare ancora una volta in Plaza de España e questa volta decidiamo di noleggiare la barchetta a remi e ci avventuriamo nel giro nel piccolo torrente interno alla piazza facendo un po’ fatica a capire quale sia il modo migliore per remare ma poi godendo della splendida visuale dal basso di tutta la piazza. A bordi della piazza compriamo alcuni ventagli decorati da portare a casa e resta davvero solo l’ultimo giro nelle vie centrali per poi tornare all’hotel, fare un ultimo tuffo in piscina e ripreparare i nostri bagagli e tornare con il bus EA in aeroporto per tornare a Bergamo, dove atterriamo, puntuali, qualche minuto prima della mezzanotte.

Siviglia, davvero una splendida città, ritmi spagnoli, tanto colore a vita, anche tante zone verdi, Cattedrale, Alcazar e Plaza de España sono tra i luoghi più belli mai visti nella vita. Se avete scelta, magari evitate l’estate, girare con i 40 gradi che abbiamo trovato noi non è semplice, ma ne è sicuramente valsa la pena.

 

Plaza de Espana

 

Plaza de Espana

 

 

 

 

 

 

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