Malesia e Dubai 2005

peratura di 40°. Facciamo un’ottima colazione in stile arabo, con pite di pane arabo ripiene di insalata di pomodori, cetrioli e formaggio feta, il tutto condito con salsa di ceci, hummus e allo yogurt; non manca certo la colazione continentale, fatta di pane e marmellata, ma certo quella araba è più sfiziosa. Senza ancora sapere quello che c’è fuori usciamo verso le 9.30 del mattino, pensando di fare un bel giro a piedi, ma dopo aver camminato 5 minuti ed esserci accorti che la temperatura a quell’ora già superava i 35°, decidiamo che forse era meglio prendere un taxi. Fa troppo caldo per fare i turisti all’aperto, quindi andiamo a cercare un centro commerciale, dato che Dubai ne è piena, ma quale? Prima di tutto andiamo a cercare l’Hard Rock Cafè per prendere la mitica maglietta, confidando nel fatto che in genere gli Hard Rock sono posti vicino a centri commerciali, o per lo meno zone di particolare interesse. Scopriamo invece che si trova abbastanza isolato, in una zona in piena costruzione; in effetti Dubai è in continua costruzione, un cantiere continuo lungo parecchi km… e noi che pensavamo di girare Dubai a piedi!! Comunque ci facciamo aprire l’Hard Rock, che era ancora chiuso, quindi prendiamo un altro taxi (ce ne sono dappertutto, non c’è nessun rischio di rimanere a piedi) e chiediamo al tassista di portarci in un grosso centro commerciale. Arriviamo quindi al Deira City Centre. E’ veramente grande e si trova di tutto. Le prime soste sono nei reparti di elettronica, dove facciamo qualche acquisto (i prezzi sono davvero più bassi che in Italia). Passiamo tutta la mattinata nel centro e usciamo verso le 3.00 del pomeriggio: Riprendiamo un taxi e torniamo in hotel; fa troppo caldo per girare! Ci riposiamo un po’ e usciamo verso le 5.00 del pomeriggio per andare nella parte vecchia della città, Deira dove si trovano i vari mercati, il suq dell’oro, delle spezie, e altro ancora. Arriviamo a piedi al Creek, un canale che divide in due la città. Per attraversarla ci sono dei barconi, che fungono da autobus, dove la gente si accalca per attraversare il canale. Ci tuffiamo anche noi tra la folla, stando attenti a tenerci stretti, visto che per attraccare fanno a mo di autoscontro, spingendosi contro altre barche già attraccate, un vero macello! Scendiamo giusto davanti al suq delle spezie e ci inoltriamo per le stradine strette del mercato, pieno di odori e colori, esaltati ancora di più dal tremendo calore. Il suq dell’oro è un continuo di vetrine luccicanti di gioielli pacchiani, oro dappertutto, in puro stile arabo. Fortunatamente per i vicoletti ogni tanto troviamo dei ventilatori che alleviano la nostra temperatura e ogni 10 metri ci sono distributori di bottiglie d’acqua, veramente fondamentali per non crollare. Comunque facciamo arrivare l’ora di cena e chiediamo a qualche mercante di indicarci un buon ristorante della zona. Ci manda in un ristorante iraniano dove mangiamo egregiamente. Naturalmente la nostra cena è a base di Kebab il tutto sempre servito da pane arabo, hummus, insalate miste e salse allo yogurt. Niente alcool, neanche la birra, del resto siamo in un paese mussulmano ed è giusto così. Inoltre col caldo che fa l’acqua è la miglior cosa. Usciamo un po’ rinfrescati dal ristorante e ci avviamo a prendere il nostro barcone per tornare in hotel. Prima facciamo una piccola sosta a prendere qualche spezie al suq. Altra lotta per salire sulla barca, quindi raggiungiamo di nuovo il molo vicino al nostro hotel. Notiamo un’enorme differenza da quando siamo usciti nel pomeriggio. Ora la città è piena di gente, folle da tutte le parti e negozi aperti fino a tardi. Dubai è decisamente una città che vive di notte.
1 settembre: stavolta cambiamo programma, niente centro commerciale, proviamo ad andare al mare, per vedere se in acqua troviamo un po’ di refrigerio. Prima di uscire facciamo un salto alla Travel Agency per prenotare l’escursione nel deserto. Per le escursioni diurne non se ne parla nemmeno in estate, quindi ne prendiamo una che parte alle 4.00 del pomeriggio e che comprende un giro in 4×4 nel deserto e cena al campo tendato. Quindi andiamo in spiaggia, al Jumeirah Beach Park, una bella spiaggia bianca, con l’acqua trasparente, sembra quasi una piscina. Certamente abituati alle spiagge deserte della Malesia qui è un altro impatto visto che c’è tanta gente, ma la spiaggia è lunghissima e c’è spazio per tutti. Ci tuffiamo in acqua con la speranza di rinfrescarci un po’, ma, amara sorpresa, l’acqua è a più di 35°. Ancora una volta acqua bollente, la sabbia è rovente e non si può nemmeno fare una passeggiata sulla sabbia. L’unico refrigerio si ottiene bagnandosi e camminando su e giù nell’acqua, anche perché è abbastanza bassa. Rimaniamo qualche ora al mare, poi nelle ore più calde decidiamo di tornare in hotel. Prima cerchiamo di fare una bella doccia per toglierci la sabbia di dosso, ma l’acqua della doccia è ancora più bollente. Pazienza, prendiamo il taxi, bagnati e pieni di sabbia, e andiamo via. Verso le 4.00 ci viene a prendere la nostra guida, col suo jeeppone. Prima passiamo a prendere altri due ragazzi irlandesi in un altro hotel a Jumeira. Nel tragitto ci fermiamo a dare un’occhiata al Burj Al Arab, l’hotel a vela, unico sette stelle del mondo. Usciamo quindi dalla città per inoltrarci nel deserto. Arriviamo al ritrovo con gli altri gruppi; in tutto saremo stati una ventina di macchine. Dopo aver sgonfiato le gomme ci lanciamo sulle dune come in vero rally. Il giro è divertente ed esaltante. Ci fermiamo poi per osservare il tramonto nel deserto, un vero spettacolo! Quindi ci avviamo al campo tendato. Attorno a una pista dove si esibiscono le danzatrici del ventre ci sono tanti tavolini a terra dove mangiare, seduti su grandi cuscini. Passiamo la serata da veri turisti, facendo tutto quanto compreso nel tour, dal giro in cammello, al tatuaggio all’henné, dalla foto vestiti da arabi, alla fumata della shisha. Alla fine ci sediamo per mangiare, ancora una volta kebab e insalata, ma tutto veramente buono. Dopo le danze torniamo in hotel, con qualche altra piccola sfuriata in 4×4 nel deserto.
2 settembre: abbandoniamo l’idea di tornare in spiaggia, quindi l’unica alternativa è un altro centro commerciale. Questa volta andiamo a Jumeira, al Souk Medinat, vicino ai due migliori hotel, il Burj Al Arab e al Jumeirah Beach Hotel. Proviamo ad entrare al primo, ma l’entrata è off limits e l’unico modo per accedervi è prenotando a uno dei tanti ristoranti presenti all’interno. Proviamo col secondo, riusciamo a eludere una guardia ed entriamo nella hall. L’hotel è veramente enorme e di gran lusso. Usciamo all’esterno verso la spiaggia, ma veniamo fermati da una guardia che ci chiede il numero della stanza per potervi accedere. Facciamo finta di non aver capito e riusciamo lo stesso ad arrivare sulla spiaggia, dove si erge proprio davanti, in mezzo al mare il Burj Al Arab. Facciamo qualche foto, poi ce ne andiamo, prima di essere sbattuti fuori. Andiamo quindi al centro commerciale. Il Souk Medinat è molto bello, in stile arabo, tutto in legno e ricorda i vecchi suq tradizionali, ma i prezzi sono un po’ troppo eccessivi per acquistare qualcosa. Facciamo un giro all’interno, ma il centro risulta più piccolo di quello che pensavamo e usciamo fuori, al caldo infernale. Forse stravolti dal sole decidiamo di prendere l’autobus pubblico per tornare in hotel, anche perché la fermata è vicina. Aspettiamo circa 20 minuti prima che dell’arrivo di un bus; si ferma ma fa salire solo una persona dato che è pieno e non accetta passeggeri in piedi. Altri 20 minuti da aspettare sono troppi per i 40°, quindi fermiamo il primo taxi e ci facciamo portare in hotel. Nel tardo pomeriggio ritorniamo a Deira, dove facciamo un ultimo giro nei suq prima di andare nel nostro ristorante del primo giorno. Altra abbuffata di kebab, quindi ritorniamo in hotel.

3 settembre: le vacanze sono finite, ma da una parte è un sollievo andare via da Dubai. L’hotel ci mette a disposizione lo shuttle per andare in aeroporto e anche se sono solo le 5.30 del mattino fa già caldo. Ultimo giro al duty free prima di prendere l’aereo. Di nuovo sosta a Roma e finalmente arriviamo a Milano in orario. Ma scesi dall’aereo, scopriamo che a Malpensa sono tutti impazziti. Usciamo nel tunnel, ma invece di farci prendere la solita uscita, ci fanno scendere da una scaletta a chiocciola e ci fanno rifare il controllo bagagli per uscire dall’aeroporto. Perdiamo un’altra ora in coda, ma finalmente usciamo all’aperto dove l’aria a 35° ci sembra una ventata di fresco.

Organizzazione del viaggio: il viaggio è stato interamente organizzato da noi. Abbiamo prenotato in agenzia di viaggi solo il volo intercontinentale, solo perché abbiamo trovato tariffe più convenienti che su internet. Il volo interno invece lo abbiamo prenotato su internet con Air Asia. Anche gli hotel li abbiamo prenotati da soli. Quello di KL, il Crownw Plaza e di Kota Bharu, il Renaissance lo abbiamo prenotato al telefono, tramite il call center degli uffici italiani. Il resort del Taman Negara lo abbiamo prenotato su internet, tramite il form presente sul sito, scegliendo un pacchetto comprensivo di pernottamento, pasti, escursioni e trasferimenti; stessa cosa per il Tuna Bay delle isole Perhentian. L’hotel di Dubai lo abbiamo invece prenotato in agenzia, visto il basso costo che lo abbiamo pagato. Totale del costo del viaggio circa 1650 euro a testa, comprensivo di tutto, trasporti, pernottamenti, pasti ed escursioni.

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