Mexico … arrivederci a presto!

– Martedì 20 settembre 2005: Il nostro volo Lauda Air parte puntualissimo dall’Aeroporto di Milano Malpensa. Siamo in pochi su quel volo, tanto che stiamo già accarezzando l’idea di sdraiarci sui sedili centrali (tutti vuoti) per farci una bella dormita … invece con lo scalo a Roma l’aereo si riempie, quindi niente sedili tutti per noi, e scalo interminabile per l’imbarco di tutti i passeggeri e per le operazioni di rifornimento. Dopo quasi 2 ore finalmente si riparte; il volo è tranquillo ma molto lungo. C’è anche una piccola deviazione di rotta dovuta all’uragano Rita (ma questa è solo una mia idea, visto che nessuno dell’equipaggio dice niente al riguardo) che stà proprio passando sopra a Cuba. Arriviamo all’aeroporto di Cancun alle 20.30 circa e, dopo le formalità di rito (il famoso semaforo per fortuna scatta sul verde, quindi niente controlli dei bagagli) e dopo un primo assaggio del caldo che ci accompagnerà per tutta la settimana, ci ritroviamo sul pulmino della Columbus diretti verso il nostro villaggio, il “Columbus Club Akumal” (il cui nome esatto è “Akumal Beach Resort”). Siamo solo 3 coppie: sapevo che il villaggio era appena stato riaperto dopo i lavori di ristrutturazione resi necessari dal passaggio dell’uragano Emily nello scorso luglio, ma non pensavo fossimo così pochi … meglio così. All’arrivo al villaggio, dopo il cocktail di benvenuto, ci ritiriamo in camera dove ci aspetta una cena fredda e poi subito a dormire.

– Mercoledì 21 settembre 2005: Che meraviglia svegliarsi con la stanza inondata dal sole e vedere dalla finestra quel panorama mozzafiato. Dopo la colazione a buffet ci troviamo con gli altri ospiti arrivati assieme a noi per il classico “briefing” e scopriamo che in tutto il villaggio siamo solo una trentina. Ci vengono illustrate le escursioni organizzate dalla Columbus e, anche se pensiamo di spostarci quasi sempre in modo autonomo, veniamo colti da un “raptus” che ci fa prenotare l’escursione serale a Cancun con visita al famoso “Coco Bongo”, una spettacolare discoteca che si trova solo a Las Vegas e, appunto, a Cancun. Ho parlato di raptus perché io e il mio ragazzo non andiamo mai in discoteca, ma questa volta eravamo ispirati e abbiamo fatto decisamente bene. Infatti, dopo una giornata di spiaggia, sole e bagni (a proposito … è bellissimo essere così pochi: ci sentiamo i padroni della spiaggia) alle 20.30 ci viene a prendere un pulmino con destinazione Cancun: siamo solo in 6 (oltre all’autista e alla guida che ci accompagna), oltre a noi ci sono una coppia inglese e 2 fratelli messicani. Cancun ci accoglie con le sue mille luci colorate ed i mega hotel che si stagliano all’orizzonte. La prima tappa è un disco–pub sulla strada (di fronte al Coco Bongo) che si chiama Congo. Il posto è molto carino, anche se noi decidiamo di spostarci e andare a passeggiare per le stradine limitrofe. Una volta tornati al Congo, scopriamo quanto può essere deleteria la formula “open bar”: la nostra guida, ogni volta che vede il nostro bicchiere vuoto, arriva subito con un altro drink. Alle 23.00 circa entriamo al Coco Bongo e qui assistiamo ad uno spettacolo indimenticabile che è difficile descrivere: per 2 ore, sul palco del locale, si susseguono spettacoli ispirati ai più famosi film e ai più famosi cantanti internazionali con sosia, ballerini e acrobati. Davvero da non perdere! Alle 01.30 circa ce ne andiamo diretti verso l’ultima tappa della serata, la discoteca “La Boom”. Essendo questa una discoteca più “tradizionale”, quindi non tra le nostre preferite, ed essendo ormai piuttosto stanchi, aspettiamo impazienti che arrivi l’ora di tornare al villaggio, dando anche uno stop alla famosa formula “open bar” che alla fine non provoca danni. Arriviamo al villaggio alle 04.30 circa, praticamente stremati!

– Giovedì 22 settembre 2005: Purtroppo dopo la nottata appena trascorsa non riusciamo ad alzarci tanto presto, arriviamo in spiaggia alle 11.30 circa e trascorriamo una giornata in piano relax. Oggi c’è parecchio vento, causato molto probabilmente dal passaggio dell’Uragano Rita proprio sopra alle nostre teste (a una distanza di circa 400 KM), ma il sole non smette mai di splendere. Nel tardo pomeriggio decidiamo di andare a Playa del Carmen quindi, verso le 18.30 ci dirigiamo verso la carretera principale in attesa di un taxi collettivo; siamo bloccati da un improvviso e forte acquazzone e quindi torniamo indietro per ripararci al bar del villaggio. Per fortuna si tratta di un classico temporale tropicale: 10 minuti e tutto finisce, quindi riprendiamo il nostro cammino e una volta arrivati sulla carretera troviamo quasi subito un taxi collettivo che ci carica e ci porta fino a Playa del Carmen (davvero folcloristico il viaggio, con diverse persone in più di quante ce ne potessero stare, appiccicate una all’altra). La serata è dedicata alla famosa Quinta Avenida e ai suoi numerosi negozietti, e termina con una cenetta a base di pesce in un delizioso locale sulla strada. Rietro in taxi perché i collettivi non girano più dopo una certa ora.

– Venerdì 23 settembre 2005: Giornata sostanzialmente uguale alla precedente, con tante ore di spiaggia, sole e mare. Oggi non c’è vento. Il mio ragazzo ha la fortuna di vedere una tartaruga che nuota proprio davanti al nostro villaggio (non per niente quella è definita “Baia delle tartarughe”), mentre io in questa occasione sono sfortunata perché mi si rompono maschera e boccaglio. Alla sera torniamo a Playa del Carmen; all’andata invece del taxi collettivo si ferma un autobus che ci carica e ci porta proprio alla stazione che si trova sulla Quinta Avenida. Rientro in taxi.

– Sabato 24 settembre 2005: Giornata dedicata alla visita a Chitchén Itzà (escursione organizzata dal villaggio). La nostra guida è davvero preparata e durante il viaggio ci intrattiene con racconti molto interessanti sulla vita e le abitudini Maya. Una volta arrivati al sito, però, ci attende una grande delusione: la famosa piramide su desideravo salire, “El Castillo”, è chiusa per l’equinozio d’autunno. A dire il vero solitamente sono solo 2 i giorni in cui la piramide viene chiusa, il 21 e 22 settembre, ma quest’anno hanno deciso di aumentare i giorni a 4. La guida dice che anche per loro è una sorpresa in quanto avevano telefonato pochi giorni prima per sentire se fosse tutto a posto, e gli era stato risposto di sì. A dire il vero molte persone vanno a Chitchén Itzà appositamente in quei giorni per assistere allo spettacolo dell’equinozio, ma io desideravo da tanto salire su quella scalinata e per me è stata una delusione grandissima … tanto più che non siamo nemmeno riusciti a vedere il famoso serpente perché siamo andati via verso le 14.00 (bisognava attendere almeno per altre 2-3 ore). Dopo la visita al sito andiamo a mangiare in un ristorante vicino (pranzo tipico messicano, non eccezionale a dire il vero) e poi, nel viaggio di ritorno, ci fermiamo per circa mezz’ora nella cittadina coloniale di Valladolid, dove io e il mio ragazzo prendiamo un ottimo gelato al cocco presso un carretto sulla strada (consigliato dalla nostra guida)…gelato che non ha niente a che fare con i nostri. E dopo il gelato, ci perdiamo nei meandri dei negozietti situati sulla via della piazza, tanto che quando torniamo al pulmann con le nostre sportine piene di souvenir ci accorgiamo che tutti stanno aspettando solo noi e sono anche piuttosto impazienti. Scusateci per il ritardo, ma non resisto ai colori degli oggetti messicani!

– Domenica 25 settembre 2005: Giornata spettacolare passata a Tulum, che abbiamo raggiunto tramite taxi collettivo. Dopo la visita al sito (assolutamente da non perdere), e una lunga sosta nella spiaggetta sottostante (davvero suggestiva e con un mare bellissimo) prendiamo un taxi e ci facciamo accompagnare a Playa Paraiso, una spiaggia a poca distanza di cui avevo letto sul forum. Tutto ciò che avevo letto corrisponde davvero alla realtà: si tratta di una spiaggia paradisiaca (non poteva chiamarsi in altro modo, in effetti), lunghissima, orlata da numerose palme, con una sabbia bianca accecante ed un mare cristallino che ti fa pensare di essere finita dentro una cartolina. E che relax stare a sorseggiare un cocktail sulle altalene del bar situato sulla spiaggia. Nel corso della nostra passeggiata sulla spiaggia, andiamo a “sbirciare” dentro alle cabanas che incontriamo lungo il percorso, e rimaniamo incantati dai deliziosi e romanticissimi bungalow che appartengono al resort “La vita è bella” e che registriamo mentalmente per il nostro prossimo viaggio. Rientriamo al villaggio in taxi, dove siamo accolti da un forte ed improvviso temporale che, anche questa volta, si esaurisce nel giro di 10 minuti.

– Lunedì 26 settembre 2005: Giornata interamente dedicata al parco Xcaret, di cui avevo letto pareri molto contrastanti. A noi piace davvero tanto e ci divertiamo un sacco (bellissimi i numerosi pappagalli colorati e i fenicotteri che ci accolgono all’entrata, divertente il percorso nel fiume sotterraneo, interessante l’acquario con le decine e decine di tartarughe, molto caratteristica la chiesetta con davanti il cimitero tutto colorato), ma soprattutto porteremo sempre nel cuore le emozioni forti che proviamo durante il bagno con i delfini, esperienza indimenticabile in compagnia di questi animali intelligentissimi e dolcissimi … per non parlare dello spettacolo folcloristico serale. Lo spettacolo è assolutamente da non perdere e da solo vale il prezzo del biglietto. E’ difficile da spiegare, ma ci sono stati alcuni momenti in cui sentivo chiara dentro di me la sensazione di essere in Messico, di essere proprio lì e non in un qualunque altro paese caraibico, di far parte di quel meraviglioso Paese che sognavo da anni e anni di poter visitare. Una sensazione di totale appagamento e di pura felicità (sò che può sembrare assurdo). Questa giornata ci costa un capitale, soprattutto perchè dopo aver fatto il bagno con i delfini non resistiamo all’acquisto del dvd e alle foto che ci sono state scattate (e meno male che non siamo gli unici a comprare), ma non rimpiango un solo pesos di quanto speso.

– Martedì 27 settembre 2005: Il Messico si congeda da noi nella sua forma migliore. Oggi infatti il mare è semplicemente fantastico, da far invidia ad una piscina. Proviamo a cercare le tartarughe (ho comprato una nuova maschera, nel frattempo) ma oggi non siamo fortunati. Passiamo tutta la giornata in spiaggia, tra bagni di sole e di mare. Le ultime ore della serata, in attesa del pulmino che ci porterà all’aeroporto per il nostro triste rientro (in effetti mi sento proprio triste) le passiamo sdraiati in riva al mare ad ammirare un cielo illuminato da milioni di stelle, ad ascoltare il lieve rumore delle onde che si infrangono a riva e a goderci il calore della sera. Ed è proprio questa una delle immagini che mi porterò nel cuore e a cui ricorrerò quando la nostalgia per il Messico si farà sentire intensamente … in attesa di poter ritornare in questo Paese unico.

Samantha

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