Machchafushi: la mia piccola perla

La scelta di trascorrere una vacanza alle Maldive non è stata una scelta sentita e cercata come per tutti gli altri miei viaggi ma è stato, purtroppo, un ripiego.
E sì…perché in realtà da due anni sognavo di andare in Thai ma il 26 Dicembre 2004 il mio sogno è miseramente naufragato.
Lo ricordo come un incubo, inchiodata davanti alla televisione non riuscivo a credere a quelle immagini di devastazione e morte, il paradiso tramutano in un inferno nel giro di pochi minuti.
Per due settimane ho vissuto come nella nebbia e più la televisione mi riproponeva quelle scene e più piangevo sconsolata.
Poi è arrivato il terrorismo mediatico e un noto giornalista presente alle Maldive, a Bhatala, in collegamento da lì raccontava di scene apocalittiche.
Nella stesso periodo si trovava sulla stessa medesima isola il capo di una mia carissima amica, che subito aveva rassicurato i suoi collaboratori di stare bene, non solo, lui era in immersione al momento del passaggio dello tsunami e non si è accorto praticamente di nulla e gli altri ospiti hanno riferito solo di un’anomala alta marea in un orario inconsueto.
Arrabbiata raccontavo a mio marito come queste povere popolazioni già provate da una natura devastante dovessero poi fare i conti anche con persone meschine pronte a tutto pur di fare “odience” senza pensare ai danni che potevano ulteriormente causare .
Ed infatti su forum interamente dedicati alle Maldive si spiegava come queste fossero state interessate ma in maniera minore grazie alla loro conformazione geografica e come i coralli, già sofferti per la corrente calda del nino ma in lenta ripresa, non avessero subito danni.
A questo punto mio marito a cominciato a propormi di andare alle Maldive, e per solidarietà ho accettato.
Non so se mi crederete ma quando in ufficio ho detto che andavo alle Maldive mi hanno guardata tutti come se fossi pazza, o come la iena che si catapulta in un posto dove i costi sono stati abbattutti dalla disgrazia senza sapere che i tour operator non hanno abbassato di un solo centesimo le tariffe.
Perfino il mio dottore, mentre mi prescriveva un disinfettante intestinale, mi ha messo in guardia dal probabile reiterarsi di un nuovo tsunami!!!
Comincio allora a documentarmi, guardare isole e costi.
Su consiglio dell’agente della mia agenzia viaggi, con cui ho instaurato un rapporto di cordialità, scegliamo Machchafushi, della Teorema.
Dopo aver rischiato di perdere l’aereo, finalmente partiamo da Malpensa nel bel mezzo di una bufera di neve il 26 Febbraio 2005.
Il volo Eurofly è stato fantastico, abbiamo dormito 5 ore su 10, il personale di bordo gentilissimo.
Finalmente una mezz’oretta prima di atterrare si cominciano a vedere dall’aereo gli atolli con le loro meravigliose sfumature di azzurro.
E una volta sbarcati ci meravigliamo del colore azzurro fosforescente del mare a ridosso della pista.
Finalmente ci imbarchiamo sull’idrovolante, com’è piccolo e che caldo!!!
Poi appena si alza la temperatura diventa più sopportabile e siamo tutti intenti a guardare fuori dal finestrino per guardare le prime isole nella speranza di vedere presto quella che ci ospiterà.
La riconosciamo subito, dalla forma e dalla fitta vegetazione.
Scesi sulla piattaforma ci fanno imbarcare sul dhoni per raggiungere l’isola.
Chi l’avrebbe mai detto che le immagini sempre viste sui cataloghi, quelle immagini da sogno adesso sono lì davanti a noi, vere, bellissime.

Mentre sbrighiamo le formalità per l’assegnazione della camera ci rifocilliamo con un piccolo buffet e un cocktail di benvenuto.
Ci assegnano la camera,una garden molto carina, la valigia la porteranno loro in un secondo momento.
Ma noi, che non vogliamo perdere nemmeno un minuto, siamo stati previdenti e dentro i bagagli a mano abbiamo messo costumi e ciabatte da mare.
E via veloci come il vento a buttarci in acqua.
La sabbia è morbidissima, sembra talco, ed è bianchissima.
La laguna meravigliosa e ampia, specialmente nella parte nord dell’isola, in quanto la barriera corallina è abbastanza distante.
Ma niente paura, perché nella parte est dell’isola la “vera” barriera corallina dista non più di 50 metri dalla riva, con un paio di pinnate ci sei.
Non solo, io sono andata fino in mare (sarebbe meglio dire oceano!) aperto senza pinne e non sono affatto una nuotatrice provetta, non ho fatto alcuna fatica, l’unico inconveniente sono, ovviamente, le correnti.
Non si può descrivere cosa si prova a fare snorkelling in un mare così, ricco di pesci colorati.
E non si può descrivere cosa si prova quando arrivi a ridosso della barriera corallina e si apre davanti ai tuoi occhi la profondità e l’immensità dell’oceano, e quando si avvicinano i pesci e ti guardano curiosi forse cercando di capire che “pesce” sei e subito si ritraggono, spaventati appena ti muovi sballottato dalle correnti, per poi riavvicinarsi curiosi e così via.
Oppure quando i trombetta ti “tagliano la strada”, quando vedi i balestra striato che rincorrono gli altri pesci per difendere le loro uova, o quando vedi un pesce enorme che ti sorride ma tu vedendo che bei denti che ha scappi spaventato a morte!!!
E poi altre meraviglie…gli squaletti a riva, la danza elegante di una razza, i paurosi paguri, gli aironi indifferenti e i mostruosi quanto innocui pipistrelli volpe, i simpatici gechi e le formiche giganti.
Il ristorante è abbastanza vario ma la cucina è molto speziata e può non incontrare i gusti di tutti (come mio marito, ad esempio) ma spesso potevi trovare pasta discreta e pizza.
La sera poi allestiscono un angolo di cucina locale molto piccante che io, che amo tutte le cucine etniche e non mangio italiano all’estero, ho molto apprezzato.
Le camere, sia i beach che i garden, sono molto carine e tutte dotate di doccia maldiviana.
L’isola era al completo, clientela internazionale, ma quella settimana soprattutto italiani, anche famiglie con bimbi.
Però mentre al ristorante, soprattutto la sera, ti rendevi conto che l’isola era al completo, di giorno era vivibilissima, ci è capitato diverse volte di essere completamente soli sulla spiaggia, complice anche il fatto che moltissimi facevano immersioni o escursioni varie.
Vorrei spendere 2 parole per il diving.
Noi non facciamo immersioni ma abbiamo conosciuto due ragazzi appassionati che ci hanno parlato benissimo del centro diving.
Gli istruttori sono per lo più tedeschi, ma c’era anche un ragazzo italiano a loro dire molto bravo.
Alcuni italiani hanno fatto anche una lezione di prova gratis e hanno anche preso il brevetto.
Inoltre poco più in là del “vero” reef è adagiato sul fondo un relitto abitato da una murena gigante e varie specie di pesci, sempre al centro diving c’è la registrazione di una immersione e si vede la suddetta murena gigante, davvero impressionante.
Organizzavano immersioni appositamente per vedere razze e mante e chi ha partecipato è tornato entusiasta.
L’isola e rigogliosissima e assolutamente senza muretti di contenimento, nemmeno quelli che partono dalla riva.

Solo sul lato sud, dove le correnti sono più forti, sono stati posizionati sacchetti di sabbia per rafforzare gli argini, ma alle Maldive il problema erosione è molto diffuso.
Durante l’escursione all’isola dei pescatori ci hanno fatto visitare un’altra isola, di cui però non faccio il nome, molto bella come strutture (bar e ristorante con sabbia) ma davvero brutta esteticamente perché completamente circondata dai muretti.
Non avrei cambiato la mia bellissima Macha con quell’isola nemmeno se mi offrivano il soggiorno gratis!

L’animazione è praticamente inesistente ma era quello che cercavamo, il contatto con la natura e la tranquillità.
Solo una sera hanno organizzato una grigliata sulla spiaggia (a pagamento) davvero carina e romantica, tavolini sulla spiaggia e cena a lume di candela con musica dal vivo, palme illuminate con tante luci colorate e faretti nella sabbia (in pratica piccole buche scavate nella sabbia con dentro candele, effetto luce soffusa dal basso verso l’alto molto suggestiva) e diversi pomeriggi possibilità di sorseggiare un cocktail con musica dal vivo aspettando il tramonto.

E sì, perché chi è stato alle Maldive, sa che aspettare in riva al mare il tramonto è un rito.
I tramonti maldiviani sono bellissimi, ti lasciano senza fiato, e non sono mai uguali.

Non ce ne siamo persi uno e li abbiamo immortalati tutti, e questo è l’unico momento in cui la spiaggia si anima e si vedono mariti attrezzati di telecamere, macchine digitali fotografare sirenette in bella posa.
Insomma per dirla in breve, Machchafushi ci ha dato tante emozioni e la magia di sentirti come in una grande famiglia, accomunati dalla consapevolezza di essere come degli eletti per avere la possibilità di vivere, anche se purtroppo solo per pochi giorni, in un paradiso terrestre.
Addio Machchafushi…mia bellissima perla incastonata nell’oceano indiano.

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