Consigli utili per Watamu

Ciao a tutti i “ i Giramondo”,
leggendo i vostri itinerari mi sono appassionato ed oggi ho deciso di dare anch’io il mio contributo a chi ha intenzione di programmare le vacanze in Kenya nei prossimi mesi. Premetto che non vi racconterò il mio itinerario, in quanto i viaggi ormai sono stati diversi ed ognuno sempre indimenticabile a tal punto, che nel corso del 2005 con la mia famiglia abbiamo costruito una casa a Watamu.
Il mio non sarà un racconto a scopo pubblicitario ma semplicemente una serie di consigli utili per partire già con le idee chiare. Ricordo la prima volta che sono andato in Kenya, mentre io e Stefania, la mia ragazza, facevamo il cheek in un simpatico signore che da 30 anni andava in Kenya, ci aveva dato un sacco di consigli utili, ed ora vorrei fare altrettanto.
Non so da che parte iniziare, potrei raccontarvi storie per ore, ma cercherò di riassumere il più possibile, anche se sarà difficile.
Innanzitutto il periodo ideale per trascorrere le vacanze in questo paradiso è tra settembre e marzo ma in particolare dicembre e gennaio, in questi due mesi il clima è secco e quindi anche se di giorno si superano i 36 gradi di temperatura non si soffre molto. Mi raccomando ricordatevi prima di partire occhiali da sole, cappellino e crema con una protezione piuttosto alta ed una con protezione totale. Anche se il sole non si vede al mattino ci si abbronza ugualmente.
Ok si parte, consiglio come volo la compagnia Livingston, come diceva Serena nel suo itinerario sono impeccabili, a differenza di altre.
Quando arrivate all’aeroporto ricordate di compilare la carta di sbarco che vi consegnano sull’aereo e di tenerla a portata di mano assieme a 40 € per la tassa d’ingresso (magari riuscite a sbrigare più velocemente la fila). Altro consiglio ricordate di tenere spiccioli in tasca 50 centesimi o 1 €, purtroppo la polizia doganale alle volte si fa troppo insistente aprendovi la valigia e facendovi un sacco di domande che vi metteranno in difficoltà, basta 1 € come mancetta e vi faranno passare senza grosse scocciature. Appena usciti ci saranno i facchini improvvisati anche loro vogliono solo una mancetta.
Vi ricordo una cosa prima che arrivate a destinazione, siete nel terzo mondo e le mancette che avete appena dato in aeroporto faranno mangiare una famiglia di dieci persone per almeno per un giorno.
Ecco perché durante il vostro viaggio tutti vorranno vendervi qualche cosa, farvi fare un safari, o accompagnarvi a fare una visita, nessuno vi farà del male, ma spesso saranno insistenti. L’unico consiglio che vi posso dare è quello di non mostrare mai il portafoglio, neanche a dirlo due volte se vedono che avete con voi del denaro insisteranno.
Bene ora si parte e prima di arrivare a Watamu vi aspettano due ore di pulmino.
Arrivati a Watamu vi accorgerete che è un vero paradiso, spiagge bianchissime, mare cristallino, un piccolo paesino di pescatori che qualche hanno fa ha visto l’arrivo del turismo di “massa”. Prima il turismo era quasi esclusivamente inglese (basta guardare le centinaia di ville costruite dai coloni).
I villaggi italiani sono tutti bellissimi e più o meno ben gestiti, Blue Bay, Temple Point, Barracuda Inn, Aquarius e non ultimo il Cristal Bay, sarà difficile rimanere delusi anche se qualche difetto lo hanno anche loro. Per chi vuole ci sono i villaggi di sola lingua inglese Turtle Bay e il famosissimo Heminguey. In quest’ultimo spesso si vedono capi di stato, personaggi dello sport e dello spettacolomondiale (figuriamoci a 475,00 € a notte sono gli unici che se lo possono permettere).
Per chi invece ha intenzione di risparmiare un po’ esistono anche villaggi economici o case private in affitto, principalmente le case sono di italiani quindi è facile riuscire a mettersi d’accordo.
Già che ho toccato in discorso voglio ricordarvi che qui moltissimi italiani (Briatore, Vecchioni e molti molti altri) hanno costruito casa; questo ve lo dico per far capire che il Kenya; un paese sicuro, la delinquenza è punita severamente, sicuramente più che in Italia (i delinquenti non sono kenioti ma tribù nomadi di altri paesi confinanti).
Una frase che sentirete spesso dire da loro è: << Qui il turista è sacro >>.
Appena arrivati in villaggio vi faranno partecipare al briefing di presentazione nel quale vi racconteranno usanze del luogo, i servizi del villaggio e come accade in tutti i villaggi del mondo cercheranno di farvi acquistare i safari (questo non lo sopporto, siete appena scesi dal pulmino, non avete dormito sull’aereo, complimenti a chi lo fà, e questi se ne approfittano) tecnica che non usano solo il “Gatto e la Volpe” (itinerario del 31/10/05 di Marco e Lo). Vi spaventeranno affermando che i Beach Boys sono gentaglia che non vede l’ora di spennarvi. Beh una cosa vera che vi diranno gli animatori è che appena mettete il naso fuori dal villaggio vi assaliranno cercando di vendervi qualche cosa (quasi come le continue telefonate che ricevete a casa nelle quali tutti vogliono vendervi questo o quell’altro). Purtroppo come dicevo prima, il turista è l’unica forma di guadagno che hanno, quindi vi consiglio di trovare fra questi una persona che vi dia fiducia (la quale poi ripagherete ovviamente) se vi organizzi eventuali escursioni, questo ragazzo farà in modo che possiate camminare tranquilli. Nei vari itinerari di “turisti per caso” trovate molti nomi più o meno apprezzati ed anch’io ve ne darò uno. Sia chiaro che non sono contro i safari organizzati dai villaggi, anzi, credo però che tutti abbiano il diritto di mangiare. Io negli anni ho fatto molte amicizie con i beach boys e ne conosco molti. I beach boys veri devono avere una maglietta bianca, gialla o blu e devono portare un cartellino di riconoscimento con nome, cognome, foto e agenzia. Le agenzie sono regolarmente assicurate, pagano le tasse e sono controllate da funzionari dello stato (pensate un po’ che una legge nazionale di aprile obbligava tutti i beach boys ad avere una pettinatura appropriata, per intenderci niente RASTA anche se la va molto di moda). Vi consiglio quindi se avete intenzione di fare un safari risparmiando qualche cosa di presentarvi all’ufficio della Marina Tours (ebbene sì qui faccio un po’ di pubblicità ai miei amici della cooperativa) è sulla strada delle discoteche, e se volete una garanzia in più cercate un ragazzo che si chiama Davide “Capodanno”(o anche David), è un amico da anni ed ha una grande esperienza lui vi porterà a fare qualunque safari, e se volete, anche una visita a Malindi. Quando pagate fatevi fare la ricevuta in modo che siate più tranquilli, anche se non serve dirlo trattate il prezzo dicendogli di non fare . Se riuscite a farvi accompagnare da lui ai safari blu o di“il lazzarone” savana vi divertirete sicuramente, è esilarante ma anche preparato, fa safari da quando era molto giovane.
I safari, beh se è la prima volta, sarà indimenticabile, se è la seconda pure. Non saprei quale consigliarvi, io la prima volta sono andato
al Tsavo est nel campo tendato di Ndololo, sembrava di essere dei veri esploratori.
Permettetemi che vi racconti questo aneddoto così ridete un po’.
Usanza di Ndololo è sedersi intorno al fuoco e il direttore ci racconta la storia del campo, e dei due leoni famosi anche a livello cinematografico (Spiriti nelle Tenebre) per aver mangiato più di 130 persone che cercavano di costruire la ferrovia tra Mombasa e il Lago Vittoria. Poi verso le dieci e mezza io e la mia ragazza ce ne siamo andati a dormire un po’ impauriti (vi ricordo che il campo tendato non è recintato ma sorvegliato da masai armati di lancia). Ci mettiamo a dormire felici della giornata trascorsa, con la speranza di vedere il re della savana il giorno successivo.
Ad un certo punto in lontananza sentiamo un ruggito (il ruggito del leone si sente fino a 3 km), cavoli sembra vicino, ma ci rimettiamo a dormire. Io ho il sonno leggero ed ad un certo punto della notte sento uno strano rumore, sveglio Stefania dicendo che fuori c’è il leone, sembrava che ringhiasse piano. Aiuto!!! Affino un po’ l’orecchio e………….. << è il tedesco di due tende più in la che russa, non come un leone ma come un trattore, possiamo dormire tranquilli,…. l’avevo detto che stava bevendo troppo >>.
Tsavo est, ovest, Amboselli, Masai Mara tutti belli.
Premetto che durante il safari potrebbe accadervi qualche cosa, bucherete una gomma, rimarrete impantanati nel fango o fonderete il motore, Hakuna Matata li non è come in centro a Milano che se per caso ti si ferma la macchina tutti ti suonano e nessuno ti aiuta, lì sono una grande famiglia e tutti i pulmini si fermeranno per chiedere se avete bisogno di aiuto. Non lamentatevi con l’autista perchè lui vi risponderà <> figuriamoci con strade in quelle condizioni e temperature che raggiungono i 40 gradi anche le nostre auto dopo qualche mese d’utilizzo si fermerebbero per qualche problemino.

Il safari blu è anch’esso imperdibile, mi raccomando fatelo al parco marino di Watamu, l’itinerario è questo: si va a vedere i delfini, un branco di bellissimi delfini (vi sconsiglio di voler nuotare con loro, sono piuttosto vivaci e quindi dovreste inseguirli in continuazione senza vederli bene come dalla barca), poi si va a fare snorkling, solitamente con Davide lo si fa per quasi 45 minuti. Poi si va a vedere i polipi e le stelle marine su una piccola isoletta che si forma durante la mattinata a causa della bassa marea. Si sta lì fino che non viene un po’ d’acquolina in bocca, a quel punto via a pranzo. Menu? Ve lo dico io, risotto con polipo (se c’è il riso al cocco assaggiatelo, è delizioso) come secondo, aragoste ai ferri e barracuda ai ferri. Non siate schizzinosi sul dove andrete a mangiare, i piatti sono puliti ed i bicchieri di carta quindi non avete problemi (e poi anche i villaggi vanno lì per il pranzo). A fine del pranzo mentre fate digestione fatevi cantare un po’ di canzoni dai cuochi come intrattenimento. Fatta la pennichella andrete a vedere la foresta di mangrovie, i fenicotteri e decine di altre specie di uccelli. Poi se credete di non aver visto tutto (e avete dei vestiti da regalare…) fatevi portare dal vecchio pazzo che si chiama Kibiriti. Pazzo perchè? Ha più di dieci mogli, tra le quali la più giovane ha poco più di vent’anni, e 40 figli mentre lui ha più di settant’anni. Vi farà sedere in una capanna fatta quasi a teatro e inizierà una danza esilarante, mi raccomando ridete solo dopo quando rivedrete il video
sulla telecamera. Anche se non serve che ve lo dico, il nonnetto si è rovinato sposando tutte quelle donne (in Kenya per sposarsi il marito deve pagare i genitori della moglie) ed ora a stento riesce a mantenere tutti quei figli e quindi facendo questi spettacolini riesce a racimolare qualche maglia usata.
Prima di partire ricordatevi di racimolare un po’ di vestiti estivi o vestitini per bambini che non usate più, lì potrete REGALARE (non scambiare) a bambini o famiglie in difficoltà, loro ne saranno felicissimi. Mi raccomando una cosa che non riesco a sopportare sono i turisti che barattano un berrettino (magari ricevuto in regalo come pubblicità) per una statuetta, diamine loro muoiono di fame, non si può approfittare di questo.
Non dategli soldi, questo vale per tutta la vacanza se qualcuno vi chiede la carità non dategli soldi, piuttosto comperategli qualche cosa da mangiare o dategli un capellino.

La visita di Watamu potete farla tranquillamente da soli, basta che non ascoltate tutti quelli che vi vorranno vendere qualche cosa, se siete abbronzati tanto meglio perché quando gli direte che avete già comperato vi crederanno di più.
Se volete visitare Malindi affidatevi invece ad una guida, tipo Davide, ditegli che le fabbriche del legno non vi interessano e quindi vi porterà a vedere il mercato e a fare un po’ di shopping, se volete telefonare a casa approfittatene chiamare dal punto internet a Milano Due costa poco (vi ricordo che le nuove tariffe dei cellulari sono carissime). Approfittate del viaggio andando magari a cambiare un po’ di soldi nella banca indiana lì il cambio è sicuramente più favorevole che a Watamu. Malindi però è meglio visitarla di notte magari cominciando con una buona cena al MALINDINA o Da LORENZO due ristoranti di italiani veramente belli. Poi vi potete lanciare al casinò (ce ne sono tre ma quello principale è famoso in tutto il mondo per essere frequentato da gente dello spettacolo), e anche in discoteca fino a tarda notte, Star Dust, Rosada ecc. (di discoteche ce ne sono due anche a Watamu).
Se volete comperare statuette quadri o altri souvenir potete trovare negozietti grandi o piccoli ovunque (uno scultore molto bravo ha il negozietto fuori dall’Aquarius sulla stradina per andare verso la spiaggia) con tutti dovrete trattare il prezzo giocando al ribasso ma chiaramente non esagerate, loro vivono su quello.
Se siete buoni di cuore avrete mille occasioni per fare un po’ di carità vera, ma come dicevo prima non date mai soldi ma piuttosto cibo, farina, fagioli o quant’altro. Io assieme alla mia famiglia, tutti gli anni portiamo una valigia di vestiti e un po’ di soldi. Permettetemi di mettervi in guardia su un’altra cosa, la quale l’ho vissuta direttamente.
Alla domenica nel villaggio verrà un prete a fare Messa, alla fine vi racconterà che lui con gli aiuti dei turisti nel corso degli anni ha costruito una scuola nella quale accoglie i bambini orfani, gli dà da mangiare e li istruisce, vi racconterà che addirittura fa adozioni a distanza. Voi impietositi (è successo anche a noi) gli darete qualche decina di euro se non di più. In realtà le cose non stanno così (io l’ho visto con i miei occhi e non riesco a sopportarlo). I bambini in realtà non erano orfani, ma addirittura la loro famiglia doveva pagare profumatamente per iscrivesi alla sua scuola; se gli chiederete di poter costruire qualche cosa o di poter comperare una porta o altro vi dissuaderà dall’idea e vi dirà di dare i soldi a lui.
Chiedete invece a Davide di portarvi a vedere le scuole pubbliche, o le famiglie più povere, rimarrete colpiti. Lì potrete portare quaderni, matite, penne, colori e farina che avete acquistato in paese, vedrete che alla fine vi sentirete felici del gesto appena fatto e soprattutto con pochi euro potrete fare molto.

Per ultimo vi do alcuni consigli sanitari: non fate la profilassi antimalarica in quanto il farmaco copre solo il 40% dei vari tipi di malaria, in più provoca disturbi di vario genere che rovinerebbero le vostre vacanze (i sintomi variano da persona a persona); consigliabile invece, anche se non indispensabili sono le vaccinazioni contro la febbre gialla e l’epatite A e B.
Ricordate di portarvi l’Autan (quello blu), pantaloni e maglie lunghi e chiari per la sera.
Prima del vostro rientro passate in farmacia e chiedete il farmaco contro la malaria (costa circa 10 €), dovreste essere davvero sfortunati per prenderla, ma non si sa mai, meglio essere prudenti.

Spero di non avervi annoiato, purtroppo come vi ho anticipato le cose sono tante da raccontare e mi sono un po’ dilungato… se volete altre notizie scrivetemi una e-mail, vi risponderò volentieri. Vi saluto sperando di esservi stato utile, e chissà che non ci si incontri a febbraio a Watamu.

Jambo da Paolo e Stefania.

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