Kenya – Watamu – Jacaranda e Tsavo est

Vai in Kenya e lasciati emozionare!…sarà un paese che ti rimarrà nel cuore.
Le sensazioni che si provano sul posto non si possono descrivere facilmente con semplici parole, solo vivendole si riesce a capire.
E’ una vacanza ideale sia per coloro che sono alla ricerca di vacanze in completo relax lungo le coste di sabbia corallina, sia per coloro che sono alla ricerca di un’ esperienza unica, emozionante e indimenticabile nella savana, a contatto con la natura.
Cosa offre il Kenya?…
Il bianco delle spiagge, l’ azzurro del cielo, il verde e il turchese del mare, il rosso dei tramonti, il silenzio delle notti stellate contornate dai suoni prodotti dalla natura, i profumi delle spezie… e che dire dell’ ospitalità della gente e della genuinità dei bambini!
Comincio a raccontarvi del mio viaggio, a dire il vero ho talmente tante cose da dire che non so da dove cominciare!
Innanzitutto, io e il mio ragazzo Fabio, eravamo indecisi fra Zanzibar e Kenya.
La scelta stava per cadere definitivamente su Zanzibar, poiché avevamo notato che i voli per il Kenya partivano tutti da Milano ( lontanuccio per noi che abitiamo in provincia di Rovigo )… ovvero quasi tutti, visto che ci siamo accorti all’ ultimo momento che per il Jacaranda i voli partivano dalla vicina Bologna.
Amletico fu il dubbio: Coral Reef di Zanzibar partenza da Verona o Jacaranda Kenya da Bologna?!?!?
I prezzi erano pressocchè uguali, cosa ci ha fatto scattare il campanellino e decidere?
Una foto di Mayungu ovvero Sardegna 2, degli atolli di sabbia bianchissima contornati da un’ acqua cristallina dai riflessi verde-azzurri, tutta questa meraviglia proprio davanti al Jacaranda.

Il giorno dopo siamo andati a prenotare nella nostra agenzia di fiducia Bluvacanze, partenza lunedì 16 gennaio, 9 gg 7 notti, 1005 euro all inclusive.
Siamo partiti all’ incirca a mezzanotte dall’ aeroporto di Bologna con la compagnia aerea Blupanorama, le 8 ore di volo sono trascorse velocemente fra un film e una dormita, fra uno spuntino …e ancora una dormita!!!
All’ arrivo a Mombasa, uno sbalzo di temperatura oserei dire terrificante, si passa dai nostri -2 ai 40° circa sotto il sole cocente. La fronte inizia a imperlarsi di goccioline di sudore ( penso all’ Italia coperta dalla neve…).
Compiliamo la carta di sbarco velocemente, poi ci mettiamo in fila per pagare la tassa d’ ingresso ( 40 euro o 50$ ).
Ci prepariamo 2 euro in tasca, pronti per essere assaliti dai facchini improvvisati all’ uscita dell’ aeroporto.
Mentre il “nostro uomo” ci fa strada verso l’ autobus che ci porterà al Jacaranda, assistiamo involontariamente ad una discussione: un facchino pretende 20 euro per aver portato col carrello per cento metri 2 valigie!!!
Da Mombasa al Jacaranda sono circa 120 km, ci vogliono circa 3 ore, le strade non sono delle migliori, parecchio dissestate, facciamo una corsa ad ostacoli, clacson a go go, centinaia di frenate per evitare auto, animali e passanti.
Durante il tragitto tutti si appisolano…
Il tragitto in bus è un’ immersione nella vita vera degli abitanti del posto, non ci sono case vere e proprie , ma baracche costruite di legno, qualche mattone e fango. Ai lati della strada cio’ che mi colpisce di più, sono i numerosi bambini che camminano ( spesso per km e km ) per raggiungere la scuola, coloratissimi nelle loro divise.
Arriviamo al Jacaranda e come dice il famoso cartello: “Il paradiso comincia qui”.

Ad accoglierci lo staff, gentilissimo, scelto dal nuovo direttore, il sig. Maurizio, che successivamente ci racconterà di come , in poco tempo, ha dovuto rivoluzionare il villaggio, dai cuochi alle guardie presenti 24 ore su 24. Ha portato la luce ( con i fili…intendo! J …prima c’ era un generatore ), ha rimesso a posto la piscina costruendo un muretto tutto attorno per proteggerla dalla sabbia e dal vento, e con altri piccoli accorgimenti ( tipo i ventilatori a colonnina oscillanti nelle stanze, in aiuto ai pre-esistenti pale al soffitto e la squisita cucina toscana !!! associata a quella tipica locale ) ha contribuito al portare al successo questo villaggio.
Ci assegnano la stanza 43 con una graziosa veranda con tanto di divano e tavolino, non è tra le più vicine alla spiaggia, ma vi assicuro che il tragitto è brevissimo, in un paio di minuti ci si arriva.

Il mare verdissimo lo intravediamo tra le piante fiorite, nonostante siamo al piano terra.
La camera è spaziosa, semplice, sempre pulita, arredata in stile africano, il letto ha la zanzariera ( i materassi e i cuscini verranno cambiati tra qualche settimana!….in effetti ho notato il cuscino non troppo soffice…assomigliava di più ad un cubo di polistirolo! )
Da dietro gli arazzi fa capolino un simpatico geco che ci fara’ compagnia per tutta la settimana!
Non ci sono zanzare, ci sono dei piccoli moscerini, qualche mosca ma non danno fastidio.
Visto il periodo secco, abbiamo deciso di non fare la classica profilassi antimalarica, abbiamo optato, tanto per non prendere niente ( ! ) il Ledum Palustre, dei granuli omeopatici e ci siamo spruzzati l’ autan blu ogni sera per stare tranquilli.
La maggioranza non aveva fatto la profilassi, chi l’ ha fatta con il Lariam, era in pessime condizioni, avevano mal di testa, nausea e quant’ altro, si aggiravano pallidi all’ ombra delle palme. Alcuni hanno scelto di smettere di assumerlo visto che stavano male e soprattutto non c’erano zanzare ad insidiarli.
I nostri compagni di viaggio sono stati meravigliosi e hanno contribuito alla riuscita di questa indimenticabile vacanza: Melissa e Nicola ( compaesani di Fabio ) , Alessandra ( alias Messicanina …giramondina conosciuta nel forum un mese prima della partenza!!! Che sorpresa!!! ) e il suo ragazzo Daniele.
Il safari lo consiglio a tutti, sebbene alcuni lo abbiano trovato abbastanza faticoso. Io ero così emozionata che non me ne sono accorta!
Non si può tornare a casa senza aver passato almeno una notte nella savana!
Morris ( il nostro atletico assistente di “Un altro sole” ) ci ha proposto il safari Tsavo est in lodge 200 euro oppure in campo tendato a 180 euro. Su consiglio di una simpatica coppia conosciuta in spiaggia, che aveva fatto la settimana precedente il safari con i beach boys, ci lasciamo avvicinare dai famosi “ ragazzi della spiaggia” per sentire le loro proposte.
Conosciamo Cris ( fa parte del gruppo capeggiato da Anthony ) che ci mostra orgoglioso un pezzetto di carta sgualcita dove si intravede il campo tendato “Ndololo” nel quale avremmo dovuto passare la notte. “Non sembra male…” – pensiamo.
Contrattiamo e riusciamo ad arrivare a 150 euro; dice che a differenza del safari del Tour operator, il nostro sarebbe durato 2 giorni interi e non un giorno e mezzo.
Tutto compreso ci assicura, non come quello del villaggio ci ripete una ventina di volte: bibite a pranzo e a cena, in più in omaggio l’ entrata al villaggio Masai.
Accettiamo un’ po’ titubanti: per fare una ricevuta ci impiegano mezz’ ora in tre persone.
Dico subito che:
– il campo tendato non era il “Ndololo” ma il “Patterson”
– le bibite non erano comprese nel prezzo
– il villaggio Masai nemmeno ( 10 euro )
Gli assistenti nel villaggio lo dicevano almeno! Ma che importa! Lo spettacolo che ci appare davanti non ha prezzo!

Melissa e Nicola sono in pulmino con noi, siamo solo in 4 e stiamo seduti comodi, mentre Alessandra e Daniele sono nell’ altro pulmino in 6 ( avevano prenotato il giorno prima di noi ).
L’ incontro con la natura, cosi’ intatta, cosi’ selvaggia è emozionante fin da subito, l’ autista col suo sguardo esperto, scorge ogni animale possibile, rallenta e si ferma ogni volta che vede un animale, per farcelo ammirare meglio, facendo anche degli spericolati fuori pista!

Tutti in piedi con la testa fuori dal tettuccio per immortalare questa meraviglia!: gazzelle, giraffe e zebre a volontà, impala, babbuini, mandrie di bufali, elefanti, coccodrilli, dik dik, aquile, ippopotami, delle simpatiche iene, struzzi, antilopi…

…e per concludere in bellezza proprio mentre il safari volgeva al termine…. 2 stupendi leoni maschi che riposano all’ ombra di un arbusto, i piu’ difficili da avvistare!

Il Patterson è un campo tendato sulla riva di un fiume, dove è facile vedere coccodrilli e ippopotami che sguazzano nell’ acqua.
Le tende sono accoglienti, hanno la veranda e il tetto in legno, c’è un letto matrimoniale e un letto singolo ( ci risulta utile per appoggiarci sopra i vestiti e i bagagli per averli a portata di mano quando il generatore si sarebbe spento! ), c’è il bagno con tanto di doccia con acqua calda!
Al ristorante siamo serviti e riveriti dal personale, il cibo è buono, ci servono tra le altre cose, una zuppa di verdure caratteristica del posto e l’ ananas fritto.
Quante foto in due giorni così intensi!
Il nostro pulmino ha bucato 4 volte, deve essere una cosa piuttosto frequente, visto che dietro avevamo un’ abbondante scorta di gomme! In meno di 5 minuti il nostro abile autista riusciva a cambiare la gomma e a rimetterci subito in cammino!
Viaggiavamo ad una velocità spropositata per le condizioni di quella strada piena di buche e sassi!
Diciamo che siamo stati fortunati a non ribaltarci, soprattutto nel tragitto che abbiamo percorso al ritorno, usciti dallo Tsavo: una strada asfaltata con buche di 2 metri di diametro, affollata d’ auto, camion che zigzagavano suonando il clacson in continuazione!
I paese che abbiamo attraversato al ritorno hanno lasciato un segno indelebile in tutti noi: la povertà si tocca con mano, baracche costruite di legno e fango, mucche magrissime che trainano piccoli carretti, donne che trasportano in testa enormi ceste, bambini che camminano ai bordi della strada…. chi saluta, chi ci insegue per avere una caramella…..o almeno un cenno di saluto.
E’ stata un’ immersione nella vita vera…
L’ ultimo giorno di vacanza abbiamo deciso di vedere Malindi. Il villaggio offre il servizio navetta per Watamu e Malindi a pagamento ( 7 euro a persona ), a orari stabiliti ( o il mattino o il pomeriggio; l’ uscita col pulmino del villaggio viene fatta solo con un minimo di 4 partecipanti. Se volete visitare i paesi e siete meno di 4, alla reception vi chiameranno un taxi, il prezzo va sempre contrattato ).
Malindi non mi è piaciuta per niente, viottoli polverosi e pieni di immondizia. Non rimpiango il villaggio che mi avevano consigliato nei pressi del centro di Malindi, che qualcuno descriveva come paese dei divertimenti, dove passeggiare la sera, fra discoteche, locali e negozi.
Non mi sognerei mai di uscire la notte in quel posto!!!

Fortunatamente Alessandra conosce un negozio dove poter fare acquisti in santa pace, da Mullah, li si possono trovare oggetti di tutti i tipi: statuette, maschere, posacenere, centinaia di masai e animali in legno, sandali e infradito con perline multicolori, borse, parei, collanine e braccialetti….e chi più ne ha più ne metta! Diciamo che è il negozio ideale dove acquistare souvenirs, e non si perde tempo a contrattare!: i prezzi sono già bassi.
Prima di visitare il negozio di Mr Mullah, avevamo fatto sosta alla fabbrica del legno che è una vera e propria fabbrica a cielo aperto, dove gli uomini seduti per terra fra i trucioli, intagliano abilmente il legno.
I prezzi anche li’ non si contrattano, ci sono oggetti davvero carini ma i prezzi non sono convenienti. Gli stessi oggetti si trovano nel negozio di Mullah.
Volevo concludere questo mio racconto con qualche consiglio e curiosità che vi può essere utile se scegliete il Kenya come prossima meta, e in particolare il Jacaranda, di cui sono stata completamente soddisfatta.

SOTTO IL SOLE
Il primo giorno quando sceglierete un ombrellone, il ragazzo addetto alla spiaggia si precipiterà a sistemarvi i materassini e gli asciugamani sopra i lettini ( pesantissimi! ), potete chiedergli, se vi va, che ve li sistemi ogni mattina allo stesso posto, così non li troverete occupati da altri.
Attenzione quando passate accanto al primo ombrellone, essendo piuttosto basso, ci lasciano quasi tutti le penne…hem la capoccia!
Portate un cappellino o una bandana per proteggervi la testa quando state al sole, soprattutto quando camminate e i raggi del sole sono perpendicolari, rischiate antipatiche ustioni anche lì!
La crema solare deve essere assolutamente ad alta protezione, almeno 30, i raggi sono talmente forti ( soprattutto a gennaio e febbraio ) che un 15 è come se fosse acqua fresca! Diventerete ugualmente neri ma senza ustioni e vesciche! Come diceva Ambrogio ( il saggio e simpatico animatore ) : “Questo non è sole…..è fuoco!!!”

LE PASSEGGIATE SULLA SPIAGGIA
La mattina verso le 10, gli animatori organizzano una passeggiata sulla spiaggia che dura all’ incirca un’ ora e mezza, copriteli di crema, non dimenticate le ciabatte e non perdetevela, ci sono dei posti incantevoli, e non andateci solo perché lì ha comprato il terreno Briatore!!!!!

BARRIERA CORALLINA E LA BASSA MAREA
Per chi ha passione come me per lo snorkeling e non vuole perdersi la barriera in ogni posto che visita, diciamo che deve armarsi di tanta pazienza e percorrere circa 7-800 metri ( non saprei quanti di preciso ) nell’ acqua che non arriverà mai sopra il ginocchio, e con le scarpette ( mi raccomando!!! ….noi le abbiamo lasciate a casa pensando che non servissero! Ohi ohi ohi… ) altrimenti vi distruggete i piedi. E attenzione a non cadere sopra i ricci di mare!
Io e Fabio ci siamo arrivati in quasi un’ ora….e quasi ustionati.
Quindi….se volete arrivarci in fretta, vi consiglio di andarci con le barchette dei beach boys, quando ancora non c’è la bassa s’ intende.
E’ comunque una barriera spettacolare!
La bassa marea arriva ogni giorno con 45 minuti di ritardo e puntualmente il mare si trasforma in un vero e proprio paradiso.
La sabbia è così bianca che quasi acceca. Correte a cercare le stelle marine!

IL THE DELLE 5 E L’ ARAGOSTA
Il Jacaranda è all inclusive, durante tutto il giorno potete bere: succhi di frutta, the keniota ( buonissimo ) e qualsiasi bibita gasata. Ricordate che dopo le 22 le consumazioni sono a pagamento. Non perdetevi il the e il caffè con i biscotti e i ciambelloni delle 17. Un ragazzo vi avviserà suonando il tamburo!
Se volete con 10 euro potete ordinare l’ aragosta a pranzo o a cena, basta avvertirli con mezza giornata d’ anticipo.

DISSENTEN E SIMILI
Non si sa il motivo preciso, forse per aver bevuto, accaldati, qualcosa di troppo freddo, forse per aver mangiato troppa frutta, forse un virus intestinale….diversi sono stati colpiti da dissenteria. State un pochino attenti e portatevi qualcosa tipo il Dissenten, non si sa mai! A me non è successo nulla ma ero più tranquilla con le mie pastigliette nello zaino!

IN VALIGIA
A gennaio non serve mettere in valigia felpe, tantomeno maglioncini, neanche per il safari. Fa caldo sia di giorno che di notte.
Fate posto in valigia per le classiche penne, quaderni e caramelle e magari vestitini per i bambini, soprattutto quelli delle periferie.

Ed ora con un po’ di nostalgia nel cuore…non mi resta che augurarvi buon viaggio!!! Jambo jambo!!!

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