Seychelles…. proviamo ad essere obiettivi

E’ trascorsa appena una settimana dal mio rientro in Italia. Confesso di avere avuto una gran voglia di ritornare. Le Seychelles… a mio avviso c’è parecchio da rettificare.
A febbraio il clima è caldo umido, difficile da sopportare con disinvoltura. Avevo svolto ricerche on line prima della partenza per reperire maggiori informazioni riguardo il periodo di mio interesse; nulla che fosse davvero illuminante. Tuttavia, è d’obbligo considerare che non esiste probabilmente un solo mese dell’anno in cui l’aria risulti meno pesante.
Abbiamo alloggiato a Mahe, in parte perché è la destinazione più frequentata, in parte per necessità. Errore, le vere Seychelles, quelle da catalogo e da cartolina sono altrove, lontano dal mondo abitato e talvolta discutibile di Mahe Island.
Mahe è talvolta desolante, unisce luoghi di solitaria bellezza al sapore decisamente meridionale e piratesco delle spiagge affollate a sera da gruppi di rumorosi abitanti dell’isola. Le auto ferme ai bordi della strada, il portabagagli all’aria e la musica pompata a tutta forza hanno poco del fascino esotico cui si pensa da casa. Altrettanto discutibili le ciurme di perditempo a zonzo tutto il giorno per le strade, raccolte a sera davanti alle carte da gioco e alle casse di birra.
Ma le Seychelles sono terra di forti contrasti ed è bene comprenderlo a fondo se si desidera conoscerle senza veli. Le donne lavorano tutto il giorno, sono di aspetto piacevole, pulite e profumate, snelle e curate nel vestire, per quanto lo consenta la cineseria della moda locale. Gli uomini ciondolano per lo più in lungo e in largo, non hanno un aspetto curato e intimoriscono talvolta. Pochi lavorano, i più si dedicano al cambio al nero.
A proposito di cambio… è bene portare del contante e cambiare una volta sul lugo, 10 rupie contro 1 euro consentono di campare spendendo la metà.
Necessario il noleggio auto per giare l’isola, salvo finire imprigionati sulla solita spiaggia dell’hotel.
Ma il costo è elevato, non meno di 45 euro al giorno per un’auto poco efficente. Bene informarsi presso un’agenzia prima di partire e verificare se non sia possibile ottenere prezzo favorevole in anticipo. Attenti alle truffe, noi abbiamo pagato 55 euro per un auto e ce ne hanno rifilata una da 45 euro dopo la firma del contratto….
Anse Royale è a mio avviso la spiaggia più bella di Mahe, quella con la giusta ventilazione e le giuste correnti, consente di fare una nuotata decente e di godersi un paesaggio gradevolissimo.
La parte sud ovest dell’isola è più selvaggia, offre la vegetazione più aspra e le specie animali più originali e inquietanti. La strada è piena di curve, compare qua e là qualche bottega alimentare dalle discutibili condizioni igieniche. Belle le spiagge, distese di sabbia sconfinate e acqua bassissima; ventilazione talora eccessiva, spesso fastidiosa.
Ho rivalutato nel tempo le potenzialità di Beau Vallon, scartata da principio come triste ed angosciosa. Tutta colpa della montagna che infilza le nubi e le mantiene ferme e immobili sopra la “valle bella”; cosicché bisogna attendere che il sole salga alto per splendere sull’immensa spiaggia tropicale.
La cucina locale fa uso di spezie aglio e cipolla. Dunque, qualora doveste essere poco propensi a questo genere di ingredienti consiglio di pensare in anticipo alla possibilità di cercare un ristorante a cucina italiana e un albergo a quattro stelle. In caso contrario, avrete vita dura, come la sottoscritta.
Le guest houses difatti – noi abbiamo alloggiato ai Romance bungalows – sono accoglienti ma non danno garanzie entusiasmanti.
Victoria è niente male per una passeggiata, caldo permettendo. E’ possibile rinvenire qualche negozietto decente, addirittura una boutique francese dai prezzi esorbitanti. Chiedete del vecchio guru Kanti, darà un’occhiata alla vostra mano e vi inviterà ad andare a trovarlo. Fate un pò attenzione se siete donne e siete belle…. a quel punto trattenetevi meno.
Dicevo prima che le vere Seychelles non sono a Mahe. D’obbligo andare fuori, cercare le isole più solitarie. Non per nulla si pensa spesso alle Seychelles come a una meta d’elite. Oserei dire che è tutto merito di La Digue e di altre piccole isole, talune delle quali addirittura disabitate. E’ lì che vale la pena di soggiornare, è lì che le cifre salgono e si deve pagare per godere la bellezza del paradiso.
Noi siamo stati in escursione a Round Island, nell’arcipelago di S. Anna. Sole, cielo azzurro ed immenso, silenzio assoluto e intorno il mare, solo il mare, acque basse trasparenti e calde. Non puoi fare a meno di pensare a Dio e di rimanere in estasi, chinato sulla sabbia bronzea, striata di tenero rosa. Ne vale la pena, davvero.
Cerf Island offre una spiaggia discreta, ma è possibile soggiornarvi a prezzi contenuti. L’hotel L’abitacion offre una splendida struttura e una serie di servizi navetta da e per Victoria tutti i giorni a molteplici orari. Dunque, se volete il silenzio delle piccole isole insieme alla possibilità di fare piccole incursioni nella città, questa potrebbe essere un’ottima soluzione.
Sottolineo di considerare attentamente la questione “cibo”, io ho penato parecchio per alimentarmi e non ho raggiunto risultati soddisfacenti. Se avete il palato fine valutate la scelta di un buon hotel a cucina quanto meno internazionale. Il fai da te è, a mio avviso, sconsigliabile. I cibi in scatola sono di pessima scelta (la qual cosa dovrebbe far riflettera a lungo sulle sorti dei paesi meno tutelati), i gelati danno la nausea, la pasta scuoce in un nulla, formaggio manco a pagarlo oro. Senza contare che i mini market hanno un terribile puzzo di umido e polevere a tonnellate ovunque.
Conclusione finale: meglio andarci preparati alle Seychelles. E, soprattutto, meglio andarci in coppia … inutile illudersi, la spiaggia immensa al chiaro di luna e il silenzio del mare si apprezzano solamente avendo accanto chi si ama.
Un saluto.

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