Irlanda, settembre 2005

Irlanda, settembre 2005 – Diario di Marco Maiani (maians1@tin.it)

Protagonisti: Marco (guida e primo pilota), Gianni (esperto viaggiatore), Lorenzo (il violinista sull’isola), Emiliano (il “quarto uomo”, detto Balus)
Periodo del viaggio: 6-14 settembre 2005
Volo: Ryanair (Roma – Dublino)
Costo del viaggio: 800 Euro (volo incluso)
Alloggi: ostelli e Bed & Breakfast (trovati sul posto)
Spostamenti: auto a noleggio (Hertz) + traghetto per le isole Aran
Guida usata: Touring Club 2005/06

Martedì 6 settembre[/u]

Poggibonsi – Roma – Dublino – Navan

Alle 4 del mattino partiamo da Poggibonsi diretti verso l’aeroporto di Roma Ciampino, dove ci attende il volo Ryanair delle 9.45 per Dublino. Il viaggio scorre tranquillo e alle 7.30 siamo già in aeroporto. Decolliamo in orario e ci gustiamo il panorama sottostante con un cielo azzurro alternato a mosaici di nuvole bianche. Quando sorvoliamo Dublino notiamo con piacere che il cielo d’Irlanda è sgombro dalle nubi e ci dà il benvenuto nell’Isola Verde con un sole splendente: quale migliore inizio per la nostra vacanza? Dopo una fila di una mezzoretta per il controllo dei documenti riprendiamo le valige e andiamo a cercare lo sportello della Hertz per ritirare l’auto che abbiamo prenotato. Il veicolo che ci accompagnerà per i prossimi 9 giorni è una Focus 5 porte color azzurro con ampio bagagliaio, quindi la comodità è garantita! La guida a sinistra è il primo momento davvero emozionante della vacanza e sono io a rompere il ghiaccio affrontando le insidie delle strade irlandesi. Siamo tutti impegnati a guardare i cartelli, la cartina e gli ostacoli (fosso o macchine ferme) presenti sul lato sinistro della strada, la parte che il pilota tende ad avere meno sotto controllo. Dopo qualche “giro a vuoto” riusciamo ad allontanarci dall’aeroporto e ci dirigiamo verso il centro di Dublino. Ci fermiamo per un veloce spuntino in un alimentari della periferia, poi con un colpo di fortuna troviamo parcheggio a due passi da O’Connell Street, la via principale della città. Ci immergiamo subito nel centro della capitale, dove la gente si è riversata nelle strade per approfittare di una giornata così calda e soleggiata. Facciamo un giro tra gli edifici del Trinity College, poi diamo uno sguardo al Castello e a Christ Church Cathedral. Camminiamo un po’ lungo la riva del fiume Liffey e ci addentriamo nelle stradine di Temple Bar, il vivace quartiere con i caratteristici pub e locali alla moda. Per la cena scegliamo un posto molto carino dove ci gustiamo vegetable soup e Irish stew in un ambiente tipicamente irlandese. Sono quasi le 20 e dobbiamo raggiungere Navan dove ci aspettano Aidan e Mary, i nostri amici irlandesi che ci ospiteranno per due notti. Imbocchiamo subito la strada giusta e prima delle 21 arriviamo al pub dove lavora Mary. Poi Aidan ci porta nella casa dove saremo ospitati, in un quartiere residenziale di Navan molto tranquillo e ricco di verde. Io e Balus concludiamo questa intensa giornata bevendo una Guinness in compagnia di Aidan in un pub nel centro di Navan.

Mercoledì 7 settembre[/u]

Navan – Valle del Boyne (Newgrange, Castello di Trim, Tara) – Navan

Dopo una sostanziosa colazione a base di tè e fette di brown bread con burro e marmellata, siamo pronti per esplorare la valle del Boyne. La prima tappa è Newgrange, un complesso funebre risalente al 3000 a.C. e considereato Patrimonio dell’Umanità. Uno stretto percorso all’interno ci conduce alla camera funeraria, dove la guida simula con una torcia l’effetto che creano i raggi di sole il 21 dicembre passando dalla piccola fessura sopra la porta. Dopo un pasto veloce al Visitor Centre visitiamo la mostra sul sito archeologico e riprendiamo la strada verso Trim. Una gentile signora, che sembra avere tutti gli anni del castello ma in perfetta forma fisica, ci fa da guida e ci introduce nel castello anglo-normanno più importante d’Irlanda (nonché setting di Braveheart), del quale la nostra simpatica “Miss Marple” conserva gelosamente l’enorme chiave. Il suo inglese è così ben scandito che riusciamo a capire quasi tutto delle sue spiegazioni, che si concludono sempre con una battuta in perfetto Irish humour. L’escursione termina con la visita alla collina di Tara con i suoi prati popolati da greggi di pecore, dove ci troviamo da soli a contemplare il paesaggio della pianura del Meath e la valle del Boyne. A cena siamo invitati a casa di Mary, dove è riunita tutta la famiglia (nonna compresa) e il calore dell’ospitalità irlandese si manifesta dando vita ad uno scambio culturale molto interessante. Ci viene servita una tipica cena irlandese (spezzatino di carne, patate lesse con la buccia, verdure e formaggi, biscottini con burro e marmellata, torta e gelato…insomma una cena coi fiocchi!). Restiamo per un po’ a chiacchierare in salotto e Gianni, Lorenzo e il figlio di Mary si mettono a suonare dando luogo ad una seisiun casalinga.

Giovedì 8 settembre[/u]

Navan – Clonmacnoise – Galway

Lasciamo Navan per intraprendere la traversata dell’Irlanda che ci porterà sulla costa Ovest. Lungo il percorso passiamo da Athlone, animata cittadina attraversata dallo Shannon, per poi sostare a Clonmacnoise, città monastica risalente al 545. In una splendida pianura di verde su un lato dello Shannon sono disseminate una selva di pietre tombali e croci celtiche, oltre alle rovine di una cattedrale, di alcune chiese e di due Round Towers. Il luogo è particolarmente suggestivo grazie anche alla bellezza del paesaggio circostante, che conferisce al sito un’atmosfera di pace e invita alla contemplazione della natura. Dopo questa visita riprendiamo la marcia verso Galway, dove arriviamo verso le 18.30 accompagnati da una leggera pioggia. La città sembra molto carina, con gli edifici del centro storico tutti colorati e il paese addobbato a festa in occasione della grande sfida della prossima domenica tra Galway e Cork, che affronteranno la finale del campionato di hurling, lo sport nazionale (una specie di hockey su prato). Per prima cosa decidiamo di parcheggiare la macchina vicino alla cattedrale, subito al di là del Salmon Weir Bridge. Poi andiamo a piedi nel centro della città a cercare l’ostello consigliato dalla nostra guida, dopodiché ci concediamo una ricca cena (a base di patate ripiene) al ristorante Couch Potatos. Siamo pronti quindi per immergerci nell’intensa vita notturna di Galway, dove affluiscono turisti da ogni parte richiamati dal ritmo della musica irlandese che trionfa in ogni pub. Entriamo in uno dei molti pub dove suonano dal vivo e ci prendiamo l’immancabile Guinness e altre birre, poi ci spostiamo in un altro disco-pub che resta aperto fino a tarda notte.

Venerdì 9 settembre[/u]

Galway – Connemara – Galway

Dopo una corposa colazione con pane tostato, burro e marmellata siamo pronti per iniziare il giro del famoso Connemara. Il tempo oggi non è molto favorevole, ma ci fa immergere nell’atmosfera di una tipica giornata irlandese con pioggia e vento, un’esperienza che non avevamo ancora provato. Appena usciti da Galway ci dirigiamo verso nord e il paesaggio cambia subito radicalmente: la strada diventa sempre più stretta e intorno a noi solo muretti in pietra, case sparse, sassi dissemintai qua e là e macchie gialle e viola create dai cespugli di ginestra ed erica. La sensazione è di essere i primi esploratori (i moderni Argonauti) di questo ambiente così selvaggio, dove nemmeno gli alberi si sono insediati e che sembra essere lontanissimo dalla vivace e turistica Galway. Lungo la strada costeggiamo vari laghi più o meno grandi e ci fermiamo (riparati da k-way e ombrelli) a fare foto e a mangiare i frutti di bosco che crescono ai lati della strada. Potremmo anche lasciare la macchina nel mezzo visto che ci troviamo praticamente da soli in questo paradiso naturale. Arriviamo poi ad una spiaggia che ci offre un panorama affascinante: l’acqua dai colori cristallini si fonde con l’ocra della sabbia con un susseguirsi di sfumature intense che spiccano sullo sfondo grigio del cielo. Non possiamo trattenerci dal camminare sulla sabbia fino a toccare l’acqua, raccogliendo alcune delle conchiglie che ricoprono la spiaggia. Facciamo la sosta pranzo nel caratteristico porto di Roundstone e ci gustiamo una favolosa zuppa di pesce (chowder) nel pub O’Dowds suggerito dalla guida. Ora siamo pronti a riprendere il viaggio diretti verso Clifden passando per la Sky Road, una stradina “bianca” (così è segnata sulla mappa) che ci svela una serie di baie rocciose e deserte proiettate sull’oceano. A Clifden ci riforniamo di benzina per fare ritorno a Galway passando da una strada panoramica interna che affianca numerosi laghi percossi come un tamburo dal cadere incessante della pioggia. Giunti a Galway, portiamo le valige all’ostello e, dopo un “bis” di patate ripiene al solito Couch Potatos, ci ributtiamo nelle colorate strade del centro e negli affollatissimi pub. In uno di questi, il “Tig Coili”, Lorenzo prende parte a una vera e propria seisiun di musica tradizionale e, oltre al divertimento di suonare al ritmo sfrenato delle melodie celtiche, si guadagna anche una pinta di Guinness.

Sabato 10 settembre[/u]

Galway – Isole Aran (Inishmore) – Galway

Partiamo per raggiungere il porto di Rossaveal da dove prendiamo il traghetto delle 10.30 che ci porterà ad Inishmore, la più grande delle isole Aran. Una volta sbarcati a Kilronan, l’unico porto dell’isola, noleggiamo le biciclette e ci addentriamo alla scoperta delle meraviglie di questa lastra di terra dall’aspetto aspro e selvaggio. Passiamo veloci attraverso le stradine quasi deserte dell’isola accompagnati dalla fresca aria d’Irlanda che respiriamo a pieni polmoni. Io e Gianni facciamo da apripista, mentre Balus e Lorenzo indugiano nelle retrovie invitandoci ad un’andatura più tranquilla. Sul percorso incontriamo cavalli e mucche al pascolo che sembrano stati abbandonati dall’uomo, e soltanto il rumore dei freni nell’affrontare qualche discesa irrompe nell’assoluta pace che si percepisce in questo sperduto e roccioso angolo di mondo. Come prima tappa ci fermiamo a Dun Arainn, un faro dall’alto del quale è possibile ammirare la scacchiera grigio-verde formata dai minuscoli campi delimitati dai muretti in pietra che serpeggiano su tutta la superficie pianeggiante dell’isola. Passando per viottoli lastricati di pietre raggiungiamo poi l’ingresso di Dun Aengus, la principale attrazione dell’arcipelago. Dopo aver dato un’occhiata ad un negozio che vende maglioni, guanti e cappelli di lana fatti a mano, lasciamo le biciclette e ci incamminiamo per un sentiero in salita che porta ad un forte formato da una tripla cinta di bastioni a ferro di cavallo (risalente a 3500 anni fa), che si affaccia sul bordo di una scogliera alta un centinaio di metri. Da lassù si gode una vista spettacolare sull’Atlantico, una distesa d’acqua che si perde all’infinito su cui lo sguardo spazia lontano immaginando l’America. Per tornare verso il porto facciamo una strada diversa, questa volta più vicino alla costa, che ci permette di ammirare altri splendidi paesaggi di queste terre selvagge. Prima di restituire le bici sostiamo su una spiaggia di sabbia grigia vicino a Kilronan dove raccogliamo delle conchiglie e ci incantiamo ad ascoltare il rumore del mare, pensando all’effetto dei venti che agitano l’oceano nei giorni di tempesta. Alle 18 riprendiamo il traghetto e facciamo rientro a Galway. Purtroppo troviamo ormai molti locali chiusi e per la cena dobbiamo accontentarci di un hot-dog e un frappè, cosa che ci fa ripensare alla bontà delle zuppe irlandesi assaggiate finora. Poi facciamo il solito giro notturno andando a scoprire qualche altro pub di Galway e gustandoci l’immancabile birra.

Domenica 11 settembre[/u]

Galway – Doolin – Cliffs of Moher – Killarney

Una splendida giornata di sole accompagna la nostra partenza da Galway. Dopo un breve giro per il centro (deserto di prima mattina) riprendiamo la macchina e ci dirigiamo verso le Cliffs of Moher. Subito a sud di Galway incontriamo la regione del Burren, un territorio con rilievi a tratti sassosi e a tratti tappezzati da vegetazione rada, in cui il verde intenso dei prati contrasta con il grigio della roccia e con l’azzurro luminoso del cielo. Siamo nella contea di Clare, un vero e proprio gioiello della natura, in cui le insenature dell’oceano vanno a comporre con i campi d’erba verde, le case bianche sparse qua e là e i ruderi di antichi castelli meravigliosi affreschi di colori. Passando per Doolin, animato villaggio noto per le sue seisiuns, raggiungiamo il parcheggio che dà accesso alle famose Cliffs of Moher. Una volta arrivati sulla cima la vista è veramente mozzafiato: vertiginose scogliere di arenaria si allungano per quasi 8 km e si gettano a strapiombo nell’oceano da un’altezza di 200 metri. Dopo qualche foto a questa incredibile meraviglia della natura, costeggiamo le scogliere seguendo uno stretto percorso (a due passi dal precipizio…) fino ad un punto panoramico in cui io e Gianni ci sdraiamo per provare la sensazione unica di guardare giù dal dirupo e le parole non sono sufficienti a descrivere lo spettacolo che si presenta ai nostri occhi. Mangiamo banane e biscotti sul prato, a poca distanza dall’orlo dell’abisso, incantati a contemplare il panorama sulle isole Aran e sulle coste del Connemara e ad ascoltare il fragore delle onde che si infrangono sulle scogliere. Poi riprendiamo il viaggio verso Killarney, dove arriviamo verso le 20, avendo già telefonato all’ostello per prenotare. Ci preoccupiamo subito di mangiare qualcosa prima che chiuda tutto e ci gustiamo una cena squisita al Caragh Restaurant, dove il “personale femminile sorridente ed energico” (come recita la guida) ci dà un ottimo benvenuto in questa città, capitale turistica dell’Irlanda. La serata si conclude con un giro nei pub delle vie centrali, affollati da giovani e anziani che cantano e ballano tra una Guinness e l’altra.

Lunedì 12 settembre[/u]

Killarney – Parco nazionale – Penisola di Beara – Rock of Cashel – Kilkenny

La giornata, oltre alla piacevole compagnia del sole che ormai ci assiste tutti i giorni, comincia di buon umore anche grazie alla positiva esperienza dell’Irish breakfast, una colazione così abbondante che ci assicura il pieno di energie per un bel po’. Siamo pronti per partire alla scoperta del parco nazionale di Killarney, dichiarato Riserva della Biofera dall’Unesco e paradiso per gli escursionisti. Facciamo una prima sosta a Ross Castle, una casa-forte incastonata in un paesaggio da cartolina, con un lago dove nuotano cigni e anatre e una folta vegetazione intorno. Poi proseguiamo per vedere le cascate Torc, che si gettano da un’altezza di 18 metri in mezzo a fitti boschi, e saliamo a piedi fino ad un punto panoramico dal quale è possibile ammirare con un solo colpo d’occhio tutti e tre i laghi del parco. Ci fermiamo poi lungo la strada per dare uno sguardo alla vallata di Killarney dal cosiddetto Ladies’ View, suggestivo luogo di osservazione che aveva incantato le dame della regina Vittoria. Lasciato il parco ci dirigiamo verso la penisola di Beara, l’estremità più a ovest che ci apprestiamo a raggiungere nel nostro viaggio. Dopo poco ci addentriamo in stradine sempre più strette, circondate da una selva di piante e arbusti, che mettono a dura prova i membri dell’equipaggio, in particolare il “ditchwatcher” di turno (il “guardafossi” che siede a lato del pilota), il quale ha un bel da fare per moderare la guida “sostenuta” di Lorenzo. Dalla macchina ammiriamo paesaggi affascinanti: coste verdeggianti ornate di baie di sabbia bianca e dominate da aride montagne selvagge e misteriose. Quando ci fermiamo per fare qualche foto troviamo un povero agnellino che alla nostra vista si mette a correre come impazzito, evidentemente non abituato alla presenza umana in un luogo tanto solitario. Facciamo sosta a Castletownbere, il primo porto peschereccio per salmoni dell’Irlanda, dove mangiamo una baguette ben farcita dell’alimentari per poi rimetterci in marcia verso la Rock of Cashel. Ci aspetta un bel po’ di strada, ma la nostra decisione di seguire percorsi panoramici (evitando di passare per Cork) ci premia regalandoci altri incantevoli paesaggi. Dopo non poche peripezie riusciamo ad arrivare alla Rock of Cashel quando ormai è quasi buio, ma lo sperone roccioso a cui è aggrappato il complesso medievale più spettacolare d’Irlanda acquista un’atmosfera ancora più suggestiva con l’illuminazione notturna e con gli stormi di corvi che vi volano intorno. Verso le 22 raggiungiamo Kilkenny, la nostra meta finale di oggi, e capitiamo in un B&B che ci offre un inquietante incontro con la “strega di Biancaneve”, come abbiamo soprannominato affettuosamente la proprietaria del B&B. Dopo una cena stile fast-food facciamo un giro per la cittadina, che ha conservato intatto il suo carattere medievale, e poi ci ritiriamo in camera, sperando che la “strega” non venga a farci visita durante la notte…

Martedì 13 settembre[/u]

Kilkenny – Russborough House – Glendalough (Wicklow Mountains) – Dublino

In mattinata facciamo un giro intorno al castello di Kilkenny, un forte normanno risalente al 1172 e posto a sentinella sulla riva del Nore. Quello che ci sorprende di più è il suo immenso parco, una distesa di verde a perdita d’occhio che sembra un campo da golf. Dopo un salto all’ufficio turistico e un giro per le stradine colorate del centro, facciamo rotta verso la contea di Wicklow, l’ultimo baluardo d’Irlanda che la nostra comitiva si appresta a conquistare. Ci mettiamo un po’ di tempo per trovare Russborough House, la villa palladiana segnalata dalla guida ma non altrettanto bene dai cartelli nella zona. Il posto non sembra molto affollato, anzi siamo praticamente gli unici visitatori, e piuttosto che visitare gli interni decidiamo di fare un giro nel giardino-labirinto. La cosa si rivela molto più complicata del previsto ma senza dubbio stimolante, e solo grazie ad una piantina del labirinto riusciamo ad arrivare al centro e poi a ritrovare la via d’uscita. Dopo questa simpatica avventura riprendiamo la macchina diretti a Glendalough, passando per una bellissima strada panoramica che costeggia un vasto lago e si immerge in una vallata dominata dalle sfumature del verde. La contea di Wicklow, soprannominata “giardino d’Irlanda”, ci introduce in un paesaggio diverso da tutti quelli incontrati in precedenza: foreste di querce e di abeti formano macchie di verde sovrastate da montagne in cui si confondono il giallo, il marrone e il viola. E’ emozionante girare quasi da soli per queste valli e fermarsi a guardare le nuvole spinte dal vento a grande velocità. La strada ci porta dritti verso la valle di Glendalough, un luogo ideale per la contemplazione della natura e che ospita le rovine di un insediamento monastico fondato nel VI secolo. Dopo esserci ricaricati con un panino e un gelato, facciamo un giro nel sito per scoprire i resti di una cattedrale e di varie chiese, una Round Tower, e una miriade di croci celtiche. La strada prosegue poi rivelandoci altri meravigliosi scorci delle Wicklow Mountains prima di imboccare il raccordo verso Dublino con un sole pieno che sembra seguirci ormai in ogni nostro spostamento. Per scegliere la nostra dimora notturna prima puntiamo su Swords, un paesino nei pressi dell’aeroporto che fa pagare molto cara questa comodità di spostamento, tanto che decidiamo di invertire la rotta verso Dublino per cercare qualcosa di più economico. Parcheggiamo nella stessa zona del primo giorno e andiamo a cercare un ostello vicino a O’Connell Street segnalato dalla guida. Il posto ci sembra ottimo, quindi spostiamo la macchina in un parcheggio custodito davanti all’ostello e dopo una veloce cena ci immergiamo nella vita notturna che offre la città per goderci la nostra ultima notte irlandese. Andiamo nel pub dove cenammo la prima sera ed assistiamo ad un tipico spettacolo di danza mentre ci gustiamo un robusto Irish coffee. Poi andiamo a prendere una Guinness in un altro pub dove risuona una musica travolgente e si percepisce tutto il calore e la vivacità della gente irlandese. Il nostro viaggio finisce nella stessa città in cui è cominciato, da dove siamo partiti alla ricerca di luoghi selvaggi a noi sconosciuti e dove siamo tornati, come in un racconto ciclico, arricchiti da una varietà di esperienze che ricorderemo per sempre.

Mercoledì 14 settembre[/u]

Dublino – Roma – Poggibonsi

Lasciamo l’ostello verso le 8.30 diretti all’aeroporto ma restiamo subito imbottigliati nel traffico di Dublino. O’Connell Street sembra averci preso in trappola, quindi cominciamo a dubitare che sia stata la scelta migliore attraversare tutto il centro della città invece di dirigersi subito verso nord. Passato il ponte sul Liffey prendiamo un viale che costeggia il fiume, dove la circolazione sembra scorrere molto meglio, poi rimbocchiamo una nuova strada seguendo fiduciosi le indicazioni per l’aeroporto, dove riusciamo ad arrivare per le 10.30. Procediamo quindi a fare il pieno di benzina alla macchina e a riconsegnarla (un po’ a malincuore) nel piazzale della Hertz. Fatto il check-in girelliamo un po’ nella zona dei negozi e ci mettiamo a scrivere le cartoline che avevamo comprato ma che ancora non avevamo trovato il tempo di riempire. Il nostro volo delle 12.10 parte in orario, e dalle alte quote ci gustiamo un bel panorama che fa da coronamento ad un viaggio in cui il tempo è stato davvero tutto dalla nostra parte. Una volta arrivati a Roma ci fanno aspettare più di mezzora prima di avere le valige, un tempo prezioso che ci costringe ad una folle corsa per raggiungere prima la stazione Termini (con la navetta della Ryanair) e poi la stazione Tiburtina (con la metro) dove prendiamo all’ultimo minuto l’autobus che ci riporterà a casa. In tutta questa gran frenesia non c’è stato tempo nemmeno per mangiare un boccone (menomale avevamo fatto una corposa colazione all’ostello…), quindi cerchiamo di non pensare alla fame rievocando i vari momenti di questo bellissimo viaggio e dando vita a riflessioni sulla mitica terra d’Irlanda che ci ha ospitato per nove giorni così intensi e indimenticabili.

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