Capo verde – Sal a ritmo di mudansa!

Aprile 2001

Come ogni anno io e Loredana programmiamo il nostro viaggio pasquale.

Ci siamo conosciute a Sharm nel 1998 e da allora è la mia più grande amica. Peccato che lei abiti a Milano e io a Torino.
La destinazione viene scelta in base ai suggerimenti di una sua amica appena tornata entusiasta da Capo Verde.

Ci troviamo a Bergamo e in sole sei ore arriviamo all’Isola di Sal.
E’ sera … fa un freddo terribile …

Gli alisei portoghesi spirano in continuazione.

Raggiungiamo il Djasal a Santa Maria e battendo i denti ascoltiamo le frettolose e freddolose istruzioni del capo villaggio, dopo di che entriamo in stanza.
La richiesta di una coperta viene esaudita nel giro di un paio d’ore. Poveretti … le avranno cercate ovunque!!

La mattina il cielo è velato. Indossando lo stesso giaccone che avevo in Italia usciamo. Ci rassicurano, il caldo arriverà.
Ed è vero, dopo un paio d’ore si alza la foschia e fa veramente caldo.
State attente al sole, ci suggeriscono …
Senza pietà cominciamo a spalmarci creme di ogni genere … naturalmente senza protezione …


Nel pomeriggio passeggiata nel paese … due negozietti … non c’è quasi nulla da vedere.

Torniamo al villaggio dove gli animatori sono scatenati nel trattenimento degli ospiti. Cominciamo a imparare il mudansa, danza tipica molto coinvolgente.

Escursioni.

Tutti alle Saline di Pedra Lume, all’interno del cratere di un vulcano spento.
Il cratere è pieno d’acqua con un altissimo contenuto di sale. Facciamo il bagno provando una sensazione bellissima. Si galleggia nell’acqua ….. Ne usciamo con il corpo bianco.
Risaliamo in pulmann per raggiungere le piscine di Buracona.
Nessuno ci aveva avvertito che il sale in alcune parti del corpo è come alcool gettato su una ferita e, con le lacrime agli occhi chiediamo quanto manca alle piscine. “Solo” un’oretta.
L’autista comincia a correre come un pazzo … forse ha capito il problema.
No, è in ritardo … dopo averci portato alle piscine deve andare a prendere gli studenti che escono da scuola, portarli a casa e poi tornare a prendere noi.
E’ stato terribile ….

Le piscine sono ampie cavità scavate nella lava, si cammina con una certa difficoltà, ma noi, con una agilità da gazzelle, in un attimo ci gettiamo in mare!
Si torna al Djasal, l’animazione è estremamente coinvolgente,
il mudansa comincia a non avere segreti per noi.

La sera consultiamo la guida …. Esiste un palmeto ad Algodeira, ma non ci è stata proposto fra le escursioni.
Allora chiediamo in giro e troviamo un abitante del luogo che accetta di portarci.
Saliamo dietro al camioncino. In circa mezz’ora raggiungiamo il palmeto.
Io e Loredana scendiamo. Non c’è nulla intorno e nessuno.
Vieni a prenderci fra 3 ore!
Il ragazzo sogghigna, chissà perché!
Ci avviamo verso quella che da lontano sembra un’oasi… Sono una decina di palme purtroppo un po’ secche …. Va beh, non importa … solita foto appoggiata sensualmente alla palma e poi ci dirigiamo verso il mare.

In quel punto la spiaggia è nera come la pece …. Arrivare all’acqua è quasi impossibile, la roccia è lavica e tagliente …. Fa caldo.
Ci spalmiamo creme e io vado con olio puro … che almeno torni abbronzata in Italia!!!!
Le tre ore non terminano mai …
Passa una jeep, dall’interno ci guardano stupiti.
Riusciamo a tornare al villaggio dove tutti attendevano notizie sulla nostra escursione: bellissima!!!!!
mudansa!!!!!

Il giorno dopo decidiamo di muoverci a piedi e raggiungiamo le dune, quelle che si vedono nelle illustrazioni dei depliants … bello, sabbia molto fine, non si riesce a fare il bagno, le onde sono altissime, solo la settimana precedente sono stati disputati i campionati mondiali di surf.
Ci godiamo il sole camminando lungo il bagnasciuga.


Arriva un’onda più alta delle altre che ci sbatte a terra. Persi nell’impatto occhiali da sole e una macchina fotografica.
La sera doccia …. Ma cos’ho di nero nelle mani??
E’ la mia pelle!! Non dovevo usare olio puro.
Il mio viso è spaventoso … nero e rosso .. carne viva.
Andiamo alla lezione di mudansa

Vietato spiegare agli altri cosa è successo al mio viso.
Ci informiamo e l’unica escursione che manca è quella sul catamarano. Nessuno vi partecipa e contrattiamo con un biondo cubano, proprietario del mezzo sulla cifra …
La mattina lo attendiamo sul piccolo molo. Viene a prenderci con il tender,
Scusate ma io sto ridendo come una matta … sembrava il canotto dove si mettono i neonati per farli sguazzare un po’ nell’acqua.
Non so come ma arriviamo al catamarano …


La vista della costa è piacevole ma io non vedo l’ora di buttarmi con la maschera e vedere qualcosa … il cubano mi assicura … troveremo il posto giusto per lo snorkelling,
Dopo vane ricerche abbiamo un’idea luminosa.
Io sto in acqua con la maschera e guardo il fondo aggrappata con una mano alla scaletta, lui naviga e se trovo qualcosa faccio segno e lui si ferma.
L’acqua ha una temperatura bassissima …. Ho i brividi ma non importa.
Dopo un’ora risalgo … ci si deve pur arrendere.
Chiacchieriamo e troviamo entusiasmante la storia che ci racconta. E’ proprio lui il falso generale cubano che avevano spacciato per il marito di Sandra Milo.
Lui pensava di avere fatto delle foto pubblicitarie ed era proprio così, solo pubblicità .. non si erano mai sposati.
Ci propone di fermarci a mangiare una spaghettata con lui, beh è simpatico e sarebbe piacevole ma nel frattempo Lory è stata colta da nausea e scendiamo.

Andiamo alla lezione di mudansa.

Partenza.
All’aeroporto vengo colta da strane fitte intestinali.
In aereo litigo con l’hostess che pretende che io esca dalla toilette! Deve allacciare le cinture!!
Non mi sono mossa da lì.
A Bergamo corro incontro a chi mi stava aspettando. Per salutare? No, per lasciare la valigia e correre nei bagni degli uomini, quelli delle donne sono sempre affollati!!

A me è andata così … con questo non dico che l’Isola di Sal non possa entusiasmare, ho conosciuto persone che vi tornavano per la quarta, quinta volta … e da allora sicuramente ci sarà qualcosa in più rispetto a quando ci sono andata io, ma per me è una vacanza da dimenticare.

Ho avuto pochissimo contatti con gli abitanti di Sal, e questo mi è spiaciuto, ma nelle varie passeggiate ho incontrato pochissime persone, quasi esclusivamente venditori di oggetti tutti provenienti dal Senegal. Credo che ora la situazione sia nettamente cambiata, con la crescita turistica di Sal.

L’amica di Loredana era tornata entusiasta perché aveva avuto una storia con il capo villaggio … ecco perché!!


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