Il sogno si avvera – Veligandu

Il nostro meraviglioso viaggio alle Maldive inizia il 27 novembre 2005 a Malpensa. Siamo diretti a Veligandu nell’atollo di Rashodoo. La foto del catalogo della Kuoni non è un gran chè, ma dalla descrizione che abbiamo letto (isola piccola con poche camere, poca animazione e un ambiente informale) capiamo che fa per noi. Inoltre abbiamo sempre trovato pareri molto positivi sia sulla struttura sia sul mangiare. Il volo parte in perfetto orario sia dal’aeroporto di Malpensa sia da quello di Fiumicino dove fa uno scalo e dopo 9 ore arriva puntualissimo a Malé: cosa molto strana vista la nostra esperienza con i voli charter.
All’arrivo ci investe un’ aria calda e fuori dell’aeroporto troviamo l’assistente Kuoni, Valentina, che ci affida a personale maldiviano per raggiungere il punto di partenza per l’idrovolante. Saliamo su un pulmino e i nostri bagagli sono caricati in un camioncino. A poca distanza attraversando la pista dell’aereoporto arriviamo a una struttura molto “rustica” dove ci pesano i bagagli, anche quelli a mano. Aspettiamo il nostro idrovolante stando molto attenti ai diversi annunci dell’altoparlante; sappiamo da altri racconti che non si sente molto bene per il frastuono dei motori. Ad un certo punto vediamo che i nostri bagagli sono caricati su un carretto e li seguiamo, sicuri che tra poco sarà annunciato il nostro volo.

Dall’alto si ha una vista meravigliosa dei diversi atolli e finalmente arriviamo a Veligandu. Il mare è talmente bello che vorremmo tuffarci vestiti. Seguiamo invece gli altri attraverso il sentiero che divide la lunga lingua di sabbia fino al bar dove ci è servito il cocktail di benvenuto ed una salvietta fresca e profumata per rinfrescarci. Ci fanno compilare un foglio con i nostri dati e ci assegnano le camere. Avevamo richiesto dall’Italia un beach bungalow sul lato ovest, il lato migliore, secondo i tanti racconti letti. Invece ce ne viene assegnato uno sul lato est, il 122. Eravamo un po’ dispiaciuti su questo punto, ma ci siamo accorti nei giorni successivi che il bungalow era nel lato non battuto dal vento dal momento che il monsone soffiava ancora da ovest. Quindi è vero che i tramonti non erano visibili dalla nostra veranda, ma volendo prendere il sole davanti al nostro bungalow non ci si gonfiava di vento.
La camera è arredata in modo semplice, ma funzionale, il bagno è bellissimo perché aperto da un lato ed è comodo perché ha un filo da stendere con mollette, particolare che molti alberghi non prendono in considerazione. Non c’è la televisione in camera elemento per noi positivo per una settimana ci siamo potuti disintossicare dai telegiornali catastrofici, campionati ecc, dandoci ancora di più l’impressione di essere piacevolmente isolati da tutto il resto del mondo.
La barriera corallina è molto vicina alla spiaggia. Sul lato est è piuttosto bassa e pur facendo snorkeling all’ora dell’alta marea occorre fare attenzione agli scogli per oltrepassarla. Sul lato ovest invece non c’è pericolo gli scogli in qualsiasi momento della giornata non sono affioranti, ma dato il forte vento in diversi giorni non era piacevole. Il punto migliore per fare snorkelling, come indicato da molti prima di noi, era sempre la zona vicino al palo bianco in direzione del molo di arrivo e partenza degli idrovolanti. Abbiamo visto moltissimi pesci colorati da barriera, un pesce napoleone gigante e proprio accanto al palo bianco due squali un po’ cresciuti, una tartaruga (non sappiamo se era quella delle cinque, perché l’abbiamo vista anche alle 12.00) e un pesce balestra (attenzione a non disturbarlo perché morde).
Lo spettacolo dei pesci è davvero fantastico, sembra di essere in un acquario, ma anche senza bagnarsi ci sono tante cose interessanti. Davanti al nostro bungalow viene sempre un airone cinerino, sembra legato alla presenza quasi costante di alcuni cuccioli di squali a pinna nera. La notte l’airone la passava sulla punta dell’ombrellone di paglia davanti alla nostra camera. Ci sono comunque tanti animali: dei piccoli geki dalla testa gialla, formiche di tutte le dimensione da quelle giganti a quelle piccolissime, pipistrelli giganti, ma innocui che talvolta volano anche di giorno.La notte poi l’isola diventa un posto molto romantico si può vedere un magnifico cielo stellato e con l’aiuto di una piccola torcia si può scorgere i granchi sulla spiaggia e diversi pesci che vengono attratti dalla luce.
Veligandu è l’isola che ci resterà nel cuore per le sue bellezze, ma anche perché abbiamo trovato un’atmosfera divertente, a incominciare dal nostro cameriere, Abdullah, simpaticissimo e sempre molto gentile, come tutto il personale dell’isola, ma non giocate con loro a calcetto, diventano molto agguerriti ! Inoltre abbiamo trovato dei compagni di avventura molto allegri con cui abbiamo chiacchierato, fatto snorkeling e trascorso dei bei momenti della vacanza.
L’unica escursione che abbiamo fatto è quella all’isola dei pescatori. Con un dhoni siamo andati a Rashodoo dove abbiamo fatto un giro dell’isola, abbiamo visto la scuola, la moschea, un dhoni in costruzione, l’ospedale, le case costruite con i coralli, e abbiamo fatto shopping nei negozietti. Tutti vendono più o meno gli stessi oggetti (parei, oggetti per la casa in legno di cocco, t-shirt), ma la gita è l’unica occasione per vedere come vivono i maldiviani. Attenzione ci si accorge subito che non viene fatto niente contro le zanzare (portatevi l’autan, ne avrete bisogno anche in pieno giorno !). Un’altra gita che secondo l’assistente della Kuoni è interessante è quella all’isola di Thoddo, meno turistica, ma più distante: occorre un’ora di navigazione in dhoni. Non ci sono negozietti turistici, ma solo qualche bancarella di souvenirs. La gita però nella settimana in cui noi eravamo a Veligandu non è stata effetuata perché non ha raggiunto il limite minimo di partecipanti.
In fretta ci sembra arrivato il giorno della partenza, la sveglia è prestissimo, ma abbiamo visto l’alba facendo colazione. Con riluttanza noi e i nostri compagni di viaggio saliamo sull’idrovolante, ma speriamo di poter ritornare alle Maldive e soprattutto nella splendida isola di Veligandu.

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