A Diani non per caso….spettacolare!!

Era su e giù da un anno che l’idea del Kenya ci balenava per la testa e più i mesi passavano più il desiderio del vero continente africano ci attirava a se. Così, anche grazie ai numerosi racconti pubblicati su questo sito, finalmente il 24 dicembre ,io (Carla) e Mauro, decidiamo di farci un bel regalo per natale, prenotiamo il tanto atteso viaggio in Kenya, con partenza il 7 marzo da Cagliari, destinazione finale (non casuale) Diani beach (40 km dalla Tanzania).
Dico non casuale perchè Diani era la località che più di tutte rispondeva alle nostre esigenze, nel senso lontane dal turismo di massa tipicamente italiano a cui sono soggette Malindi e Watamu.
Scegliamo così, come struttura in cui passeremo 2 settimane, il Diani Sea Resort con formula all inclusive, “..complesso che si affaccia direttamente sulla spelndida spiaggia bianca e finissima di Diani, certamente una delle più belle di tutto il Kenya. La struttura è semplice per la sua categoria ma dispone di camere spaziose ed immerse in un rigoglioso giardino tropicale. Clientela internazionale in prevalenza inglese e tedesca. Ideale per che cerca sopratutto vita di mare su una splendida spiaggia tropicale, senza particolari esigenza di italianità…”. Questo è ciò che recitava il catalogo circa la struttura, il tutto dimostratosi poi fedele alla realtà, con l’aggiunta della presenza di numerose simpatiche e furbe scimmiette per tutto il villaggio.
Come detto partiamo alle 20:40 del 7 marzo da Cagliari per Roma, e dopo il disbrigo delle formalità di consegna documenti e check in finalmente si parte alle 03:40 circa. Arriviamo a Mombasa alle 12:30 locali (2 ore in più rispetto all’Italia), scesi dall’aereo immediatamente un caldo afoso toglie quasi il respiro, e subito penso “cavolo…perchè nessuno ha mai accennato seriamente a questo caldo?!?…beh i 36/38° giornalieri ci porteranno poi a ripeterlo più volte durante le 2 settimane.
Primo passaggio obbligato, il visto (40 euro a testa), che paghiamo “pole pole” direttamente in loco, ritiro bagagli e secondo passaggio obbligato attraverso il “pseudo” controllo, dico pseduo perchè se sei accorto e fortunato ti dirigi verso la guardia che ti chiede solo se hai in valigia alcool, sigarette e telecamera, altrimenti becchi quello che te la fa aprire e..!
Finalmente fuori dall’aereoporto cerchiamo il pullman che ci porterà a Diani, notando subito che su 260 persone solo in 20 italiani andremo in questa splendida località.
Diani è un isola a sud di Mombasa (circa 30 km), e a causa delle inesistenti risorse a disposizione per costruire un piccolo ponte di collegamento, per raggiungerla è necessario prendere ogni volta un traghetto che in soli 10 minuti ti porta da una parte all’altra.
I 20 minuti di tempo necessari per arrivare al villaggio già bastano per renderci conto a prima vista di ciò che caratterizza la vita fuori dai finestrini del pullman; le 2 settimane successive saranno fondamentali per comprendere un’esistenza fatta di una povertà che è al contempo sinonimo di grande dignità, fatta di piccoli e grandi sorrisi incondizionati, fatta da persone che non dimenticheremo mai.
Beh starei qui a raccontare ogni fatto, ogni ricordo, ogni emozione, ma meglio dare qualche pratica informazione che speriamo sia d’aiuto a tutti coloro decideranno di andare a Diani.
Per prima cosa noi abbiamo deciso in totale autonomia di non fare la profilassi, e infatti di zanzare neanche l’ombra né al villaggio nè tantomeno durante il safari; comunque ci siamo portati dietro per precauzione l’autan.
Una volta sulla spiaggia non si può fare a meno di notare la presenza dei famigerati beach boys, anche perché vi si avvicineranno numerosi con l’intento di proporvi varie escursioni. Nonostante durante il tragitto all’hotel il referente del vostro t.o. insisterà per mettervi in guardia circa questi ragazzi, dipingendoli come inaffidabili, date ascolto solo al vostro istinto fidandovi totalmente di loro perché sono delle splendide persone che cercano solo di fare con onestà il loro lavoro, offrendo oltretutto degli ottimi e sicuri servizi a prezzi spesso notevolmente più bassi.
Noi una volta sul posto non abbiamo avuto dubbi se fare o no le escursioni con loro, e infatti dopo aver scambiato due chiacchere, il giorno seguente avevamo già prenotato il safari di 2 giorni allo Tzavo est e west (200 euro) con Omar Shariff, un ragazzo che fa parte di una seria agenzia locale, e l’escusione all’isola di Wasini con Enrico in cui abbiamo mangiato oltre che del buonissimo pesce, anche l’aragosta a soli 10 euro in più rispetto al prezzo dell’escursione stessa (40 euro), comprese bevande. Entrambe le escursioni sono andate benissimo, il safari soprattutto, così tanto desiderato, è stato sopra tutte le nostre aspettative, abbiamo avvistato quasi tutti gli animali, compresi rinoceronte, leopardo e leone, ammirato il Kilimangiaro e dormito al disopra della savana con un panorama mozzafiato al Ngulia safari camp. Vi consigliamo davvero, se ne avete la possibilità, di visitare entrambe i parchi poiché così diversi tra loro, vi daranno la sensazione di aver fatto due safari differenti.
Diani beach è caratterizzata da km di spiaggia bianca finissima, l’ideale per gli amanti di lunghe passeggiate, è tutto ciò che ci si può aspettare da una tipica spiaggia tropicale. Inoltre durante i giorni di bassa marea il mare è splendido poiché si formano al largo degli isolotti di sabbia facilmente raggiungibili accompagnati dai beach boys con le tipiche imbarcazioni chiamate Dhow, dove è possibile camminare sopra la barriera corallina alla ricerca di coralli, pesci e stelle marine.
Ah quasi dimenticavo un’importante raccomandazione: protezione solare 30!!! Prima di partire eravamo un po’ scettici se usare o no una protezione così alta, poichè mai usata nonostante frequentiamo il mare da giugno a settembre, ma alla fine è stata fondamentale per almeno i primi 4 giorni, c’è da fare i conti con l’equatore!
Oggi siamo nuovamente a casa e cerchiamo di riprendere la vita di tutti i giorni così lontana dai pole pole e gli hakuna matata che ci hanno avvolti per 2 settimane. La nostra non è stata una vacanza alla ricerca di locali, discoteche e luoghi così tipicamente occidentali (molto pochi a Diani), il vero divertimento è stato uscire dal villaggio, contrattare per l’acquisto dei bellissimi oggetti in legno interamente fatti a mano, stare ogni giorno a contatto con la gente del luogo, ascoltare i loro racconti, sogni e speranze, cantare insieme la mitica canzone Jambo Jambo.
Diani è davvero una località che merita tantissimo da tutti i punti di vista, e parallelamente credo sia una località meritata soltanto da coloro che non cercano insistentemente italianità ovunque vadano.
Uno speciale e caloroso abbraccio va a Renato e Fernanda, nostri compagni d’avventura purtroppo solo per i primi 4 giorni, che ringraziamo in particolar modo per le piacevoli serate passate a chiacchierare, che sono state per noi giovani ed entusiasti della vita dei momenti di scambio molto importanti. Ancora un grosso saluto al team “Ambrosia”, Domenico Lory ed Emilia, i maghi delle creps e bomboloni, a cui vogliamo chiedere…”siete chiusi? Ma chiusi chiusi chiusi?”…speriamo un giorno di poter venire a trovarvi o avere il piacere di ospitarvi nella nostra bella isola..KATAK.. (si scriverà così?!?).
Sono ancora tante le cose che vorremmo raccontare ma lasciamo a voi l’entusiasmo e la curiosità di sperimentare questo paese. Per qualsiasi altra informazione, come l’indirizzo completo dell’agenzia con cui abbiamo fatto il safari e l’e-mail di Omar a cui potrete scrivere tranquillamente perché parla bene l’italiano, potete tranquillamente scriverci all’indirizzo mail saremo felici di potervi in qualche modo aiutare, hakuna matata!
KWAHERI e ASANTE SANA KENYA, certi che un giorno ci torneremo. JAMBOOOOO

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Ci sono 1 commenti su “A Diani non per caso….spettacolare!!

  1. Complimenti per il diario! E’molto bello! Però vorrei fare una precisazione: Diani NON E’ UN’ISOLA! Mombasa è un’isola…giusto per non confondere le idee a chi come me si accinge a partire per Diani e sta raccogliendo informazioni…

    Complimenti ancora

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