Londra a presto!

1 Giugno 2006: Partenza da Torino Caselle col volo Ryanair delle 22.50 e arrivo a Londra previsto per le 23.45 ora locale. Al check-in nessuna coda e fortunatamente poco più avanti troviamo il banco della Terravision per fare i biglietti del tranfer da Stansted per il centro della città. Partiamo con un po’ di ritardo e arriviamo a Londra a mezzanotte inoltrata. Meno male che troviamo l’ultimo shuttle per l’hotel, l’Hilton Stansted, che avevamo scelto per la prima notte, visto l’arrivo in tarda serata. Distrutti andiamo a dormire.
2 Giugno 2006: Di buon ora ci alziamo e andiamo a fare la nostra colazione a buffet. Riprendiamo lo shuttle per l’aeroporto dove saliamo sul pulmann per Liverpool Street. Ci impieghiamo circa un’ora per arrivare, quindi prendiamo la metro fino a Paddington. Arrivati all’hotel, i Royal Norfolk, posiamo i bagagli e visto che le camere non sono ancora pronte, partiamo all’attacco della città. Il cielo è nuvoloso, ma non piove e per noi è già una gran fortuna. Attraversiamo l’Hyde Park fino a raggiungere Buckingham Palace, appena in tempo per il cambio della guardia. In realtà troviamo ben di più, una parata vera e propria, con tanto di banda e una miriade di gente assiepata attorno ai cancelli. Probabilmente sta per arrivare la regina, veramente non abbiamo ben capito, aspettiamo un po’, cerchiamo di filmare qualcosa, ma c’è troppa gente e andiamo via. Attraversiamo The Mall fino ad arrivare a Trafalgar Square. Facciamo un giro della piazza, passando davanti alla National Gallery, poi imbocchiamo la Whitehall, verso Westminster. Ci fermiamo al palazzo delle guardie a cavallo dove, ancora una volta, arriviamo in tempo per vedere il cambio della guardia che fatto a cavallo è molto particolare. Due in un giorno solo, che fortuna! Passiamo davanti alla casa di Blair, quindi arriviamo davanti all’House of Parliament, mentre il Big Ben fa i suoi rintocchi. Purtroppo il palazzo è aperto al pubblico solo il lunedì; allora ci mettiamo in coda per entrare alla Westminster Abbey, proprio lì di fianco. Ce la sbrighiamo in 15/20 minuti, poi entriamo. L’interno è ancora più grandioso di quanto potesse sembrare da fuori e ricco più che mai. Visitiamo le tombe dei vari re e regine, attraversiamo la lunga navata centrale e facciamo un giro lungo il chiostro. Il giro ci occupa quasi un’ora e mezza, quindi usciamo e ci fermiamo per una pausa pranzo e per decidere come continuare il giro e la giornata. Ci dirigiamo sul lungo Tamigi, attraversiamo la passerella pedonale dell’Hungerford Bridge per fotografare meglio il Big Ben e il London Eye, la ruota panoramica. Quindi andiamo a Covent Garden per visitare i suoi negozi e poi via verso Soho. Ormai la sera si avvicina e anche l’ora di cena. Decidiamo di avvicinarci all’hotel, quindi passiamo per il quartiere di Mayfair fino ad arrivare di nuovo a Paddington. Come consigliato dalla nostra immancabile Lonely Planet, andiamo a mangiare in un ristorante malese; mentre assaporiamo il chicken satay e il nasi goren ci tornano in mente i dolci ricordi dell’ultima estate passati in Malesia. Finalmente raggiungiamo l’hotel ormai stanche morti. Il posto è carino, le camere sono pulite, anche se i bagni sono veramente troppo piccoli.
3 Giugno 2006: Una buona colazione all’inglese, a base di uova, bacon, salsicce e toast è quello che ci vuole per cominciare bene la giornata che si apre all’insegna del bel tempo. In cielo non c’è nemmeno una nuvola (siamo sicuri di essere a Londra?) ed è la giornata giusta per andare a visitare il parco botanico di Kew Garden. Qui comincia anche la nostra avventura con i mezzi pubblici londinesi. Ci studiamo il percorso da fare in metro, prima tappa Earl’s Court. Scesi per il cambio scopriamo che la linea per Kew è interrotta per lavori. Ci consigliano di arrivare fino a Wimbledon in metro per poi prendere il treno per Richmond. Una volta arrivati scendiamo, facciamo il biglietto del treno, ci posizioniamo sul binario in attesa di scoprire che il nostro treno è stato cancellato. Armati di pazienza torniamo dalla guardia gentile che ci aveva spiegato cosa fare e ci dice di prendere un altro treno che per vie traverse raggiunge finalmente Richmond. Con lo stesso biglietto (o forse non se ne sono accorti) prendiamo la metro per Kew, nell’unico tratto non interrotto della linea. Finalmente raggiungiamo il parco, a poche centinaia di metri dalla stazione. E’ veramente enorme e spettacolare, come le grandi serre vetrate che ospitano piante provenienti da tutto il mondo. Il parco è anche una buona occasione per rilassarsi dal caos della città e per fare una sana passeggiata all’aria aperta. Rimaniamo dentro fino al primo pomeriggio, quindi ci fermiamo a fare una sosta ristoratrice nello Starbucks vicino alla stazione. Non ci rimane che capire come tornare a Londra senza fare il giro del mattino. In stazione troviamo un gentilissimo ragazzo cubano che vive a Londra e che a sposato un’italiana (senza peraltro averne imparato neanche una parola) che ci spiega dove prendere il bus per Gunnesbury per poi riprendere la metro. Più facile a dirsi che a farsi, perché il bus lo troviamo, ma la metro no, la linea è interrotta anche lì (ma non si parlano tra una stazione e l’altra?). Una gentilissima ragazza inglese che sa invece qualche parola di italiano ci accompagna a prendere un altro bus fino ad Hammersmith dove finalmente si cambia la linea della metro. Ma siccome oggi sono in vena di lavori hanno deciso di chiudere anche questa linea (naturalmente le cose le si scoprono sempre all’ultimo!); siamo costretti a prendere un altro bus che ci porta all’agoniata meta: Harrods. Facciamo un giro tra i negozi e la marea di gente, più che altro italiani (ripeto, siamo sicuri di essere a Londra?). Si avvicina l’ora di cena e visto che c’è ancora un po’ di energia nelle gambe raggiungiamo la zona di Piccadilly Circus, dove il giorno prima avevamo individuato un buffet cinese abbastanza economico. Divoriamo qualsiasi cosa (all you can eat) e visto che il biglietto fatto per la metro, usato per il bus e mai timbrato è ancora valido, decidiamo di provarci ancora con l’underground per tornare in hotel. Naturalmente una volta saliti scopriamo essere quella l’ultima corsa del treno che si ferma alla stazione successiva. Ormai ci abbiamo fatto l’abitudine, cambiamo linea e cambiamo treno e raggiungiamo Paddington. Prima di andare a dormire è però d’obbligo una sosta per una birra in un pub.
4 Giugno 2006: la mattinata è dedicata interamente alla visita della Tower of London, tra vecchie torri, armature e gioielli della corona. Un salto al vicino London Bridge, poi di nuovo una passeggiata lungo il Tamigi, quattro passi sul Millenium Bridge, un’occhiata alla cattedrale si St. Paul e la solita sosta per pranzo allo Starbucks. I piedi cominciano a fare male, ma è l’ultimo giorno e dobbiamo sfruttarlo fino in fondo. Arriviamo al British Museum, dove riusciamo a visitare solo le cose più importanti, come la zona greca ed egizia. Il tempo è poco e ci rimane ancora un mercato da visitare; Portobello è troppo lontano, quindi decidiamo per Camden che è anche il più grosso. Credo che si vuole trovare qualcosa o qualcuno di veramente strano Camden è il posto giusto. Le bancarelle sono incuneate in ogni via e ci si muove tra una massa spropositata di persone, tra colori, suoni e profumi che provengono anche qui da ogni parte del mondo. Con una sola sterlina riusciamo a comprarci tre gigantesche paste che ci serviranno da colazione per il giorno dopo (purtroppo visto che dobbiamo partire presto perdiamo quella dell’hotel). Un salto per la cena di nuovo dal cinese e quindi distrutti torniamo in hotel, dopo l’ultima birra al pub.
5 Giugno 2006: E’ il giorno della partenza. Raggiungiamo Liverpool Street per le 7 dove ci aspetta il pulmann per Stansted. Recuperiamo un po’ il sonno perso lungo il tragitto per l’aeroporto, quindi arrivati facciamo colazione e ci imbarchiamo per tornare a casa. L’aereo parte con mezz’ora di ritardo, ma arriva all’orario stabilito. Credo che Londra ci rivedrà molto presto.

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