Gangga Luglio 2006

Un’altra vacanza fantastica insieme ai nostri amici Angelo e Patrizia.
Abbiamo passato ore e ore a cercare il posto perfetto, ma per una cosa o un’altra decidiamo di andare sul sicuro e abbiamo deciso per Gangga, vista anche la precedente esperienza mia e di Renato. Decidiamo di organizzare la vacanza col fai-da-te e quindi ci organizziamo di conseguenza: voli Lufthansa da Milano a Francoforte con coincidenza per Singapore (A/R). Acquistiamo dal sito della Silkair i biglietti da Singapore a Manado (pure questi A/R), risparmiano un bel 50% rispetto all’acquisto tramite agenzia! Chiediamo preventivi per il solo soggiorno a destra e a manca; abbiamo a disposizione più di tre settimane e alcuni TO ci dicono che non hanno posto per tutti i giorni che abbiamo a disposizione, quindi contattiamo direttamente Gaspare, il padrone del resort, che ci fa avere il preventivo in brevissimo tempo, facendoci pure lo sconto, visto che siamo “repeaters”! Per ultimo prenotiamo gli hotel per la notte che passeremo a Singapore. Siamo pronti!
Arriviamo al giorno della partenza esausti, ma niente può eguagliare la gioia del trovarsi in aeroporto. Fatto il check-in, gironzoliamo nel duty free e all’ora prevista ci rechiamo al gate, solo per scoprire che il nostro aereo è in ritardo! Iniziamo bene! Dopo un’ora di attesa veniamo imbarcati, ma per altri 40 minuti l’aereo gira sulle piste a vuoto, mentre noi diventiamo sempre più agitati visto che il rischio di perdere il volo di coincidenza è sempre più grande! Alla fine decolliamo per Francoforte! Calcoliamo che, se tutto va bene avremo solo il tempo di correre all’imbarco per Singapore. Infatti, una volta atterrati arriviamo senza fiato al gate dell’imbarco e scopriamo che siamo gli ultimi, ma ce l’abbiamo fatta! Il volo è pieno e purtroppo non siamo seduti vicini gli uni agli altri, ma ve bene lo stesso. Il volo passa agevolmente alternando una mangiata, una bevuta e una dormita – in effetti è un tantino lunghetto: quasi 12 ore.
Arrivati a Singapore ci rechiamo a ritirare i bagagli… che non arrivano! Ci si avvicina una signora che apostrofa Angelo (non scopriremo mai come abbia fatto a capire chi eravamo!) dicendogli che probabilmente i nostri bagagli sono rimasti a Francoforte e ci accompagna nell’ufficio per fare le necessarie pratiche. Devo dire che sono stati efficientissimi: ci hanno dato 150 dollari di Singapore a testa per le spese e un kit di prima necessità (dentifricio, spazzolino, pettine, maglietta, deodorante, ecc.). Ci spiegano che probabilmente i bagagli non faranno in tempo ad arrivare per l’indomani mattina, ma che ci terranno informati sugli sviluppi. Un tantino scocciati per il disguido prendiamo il taxi e andiamo nei rispettivi hotel. L’hotel che abbiamo prenotato noi è l’Orchard Parade (http://www.orchardparade.com.sg/), mentre Angelo e Patty sono all’Hilton a cento metri di distanza. L’Orchard è veramente bello e la camera decisamente grande, pulita ed accogliente – quasi, quasi ci dispiace fermarci per una sola notte! Ad Angelo e Patty va perfino meglio: riescono ad avere un upgrade per una executive room.. Usciamo nella calda ed umida sera di Singapore. La città è bellissima! Pulita, piena di verde e altrettanto piena di gente! Ci ritroviamo con Angelo e Patty e ci apprestiamo a curiosare nei vari negozi alla ricerca dei costumi da bagno per me e Renato, visto che non abbiamo seguito la prima regola del viaggiatore: portare sempre nel bagaglio a mano almeno un costume! Beh, almeno saranno un bel ricordo di Singapore! Ogni tanto un gemito si leva: è Patrizia che esterna il suo dolore – “Ahhhhhh!!! Chissà dove sono le nostre valigie!!! Le rivedremo mai???!!! Ahhhhhhh!!!” Dopo aver passeggiato e fatto i vari acquisti, andiamo a cena all’Hilton con la bellezza di 4 camerieri solo per noi! Slurppp!!! Ridiamo e scherziamo ipotizzando sul destino dei nostri bagagli, ma visto che domattina ci dobbiamo alzare molto presto cerchiamo, con modesto successo, di non tirare troppo tardi.
Ci alziamo che è ancora buio e prendiamo un taxi chiedendogli di andare all’Hilton per prendere Angelo e Patty, ma l’autista invece di fermarsi all’Hilton accelera, al che io, mentre Renato ride di me, saltello sul sedile posteriore gridandogli di tornare indietro. Quello, senza scomporsi minimamente, vi si dirige… in retromarcia : beh non ci sarebbe niente di male se non fosse che Orchard Road è un trafficatissimo senso unico! Boh… sarà il loro modo di guidare! Quindi, tutti insieme ci dirigiamo all’aeroporto. Una volta arrivati lì, cerchiamo di andare verso l’ufficio per chiedere notizie sui bagagli, ma veniamo bloccati dalla polizia. Ci informano che dobbiamo andare in un altro ufficio per chiedere i pass. Pazienza; ci andiamo. Torniamo con il pass, ma veniamo bloccati di nuovo: il pass è valido per un sola persona! Iniziamo a spazientirci e alziamo “leggermente” la voce. Alla fine i poliziotti fanno entrare solo Angelo e Renato, mentre io e Patty restiamo a guardia del bagagli a mano. Mentre aspettiamo che tornino con le notizie, assistiamo ad un fidanzamento in diretta tra una Hostess della Singapore Airlines ed uno ……, con tanto di fiori e anello! Che carini!!! Tornano Angelo e Renato: le nostre valigie sono effettivamente rimaste a Francoforte. Ci spiegano che arriveranno nel pomeriggio e che l’impiegato della Singapore Airlines aveva proposto di inoltrale con il volo del lunedì, visto che domani, domenica, non ci sono voli della Silkair tra Singapore e Manado. Proposta rifiutata da Angelo e Renato che sono riusciti a fare in modo che i bagagli, una volta arrivati, vengano caricati su un volo per Jakarta e da qui a Manado. Dovrebbero arrivare a Manado alle 1.30 del lunedì mattina.
Sperando che vada tutto bene, ci imbarchiamo sull’aereo per Manado. 4 ore di volo e siamo arrivati! Appena sbrigate le formalità doganali e il visto d’ingresso (a proposito, ricordatevi che si paga in loco e costa 25 US$ a testa – non sono accettate altre valute), andiamo alla ricerca della persona responsabile della Silkair. Così conosciamo la signora Rini che ci assicura che i nostri bagagli arriveranno a Manado all’una di notte. Nel frattempo abbiamo trovato Tommy e Rudy: i due autisti di Gangga. Tommy le lascia il suo numero di telefono in modo che lo possa contattare quando arriveranno i bagagli e ci promette che li ritirerà l’indomani mattina e che ce li farà avere sull’isola.
Saliamo sulle fuoristrada e inizia quello che verrà soprannominato “Gangga Trophy”. L’autista è gasatissimo per la recente vittoria della coppa del mondo della nostra nazionale di calcio e orgoglioso sfodera un improbabile discorso in italiano. Poi recupera un CD di musica italiana e ce lo fa ascoltare a palla, cantando pure lui ad alta voce: un incubo!!!!!!! Scopriamo che ci ricordiamo la strada! Dopo circa un’ora arriviamo al molo e ci imbarchiamo per l’ultimo pezzo di viaggio. Intanto l’isola di Gangga si intravede all’orizzonte. Il tempo è nuvoloso e il mare è leggermente mosso, ma noi ridiamo e scherziamo e non vediamo l’ora di arrivare a destinazione.
Veniamo accolti e accompagnati alla reception e mentre veniamo registrati, sento qualcuno che mi batte sulla spalla. Mi giro e riconosco immediatamente Gaspare, anche se non l’ho mai visto. Ci abbracciamo come se ci conoscessimo da sempre e in effetti dopo tutte le mail che ci siamo scambiati non c’è da meravigliarsi! Ci fa accomodare al bar dove ci attendono le noci di cocco, tramezzini e frutta per rinfrescarci dopo il viaggio. Ci spiega come funziona il resort, quello che lui ed Hanne, sua moglie, fanno, sia per i bambini e gli abitanti dei due villaggi presenti sull’isola, sia riguardo il programma per la preservazione e la ripopolazione delle tartarughe verdi. E’ bello vedere che anche i ricavati del turismo possono essere utilizzati per aiutare in modo concreto la popolazione locale con assistenza medica, istruzione, con lo sviluppo delle infrastrutture. Due anni fa i villaggi non avevano luce tutte le sere, mentre oggi questa è disponibile; inoltre aumentano sempre più le case in muratura che non vengono spazzate via come quelle in foglie di palma ogni volta che arriva la stagione delle piogge. Inoltre, come avremo modo di verificare di persona, sia lui che Hanne, ed anche Noiman (manager del diving) tutti i pomeriggi tengono lezioni di inglese al personale del resort. Il programma per le tartarughe è davvero simpatico! Gaspare ha sparso la voce fra i pescatori locali che se gli portano le tartarughe che vengono catturate lui gliele paga e la stessa cosa vale per le loro uova che vengono poi sotterrate nella sabbia fino alla schiusa. In questo modo le tartarughine che sopravvivono in mare torneranno a deporre le loro uova sulle spiagge dove sono nate e così il ciclo verrà ripristinato. Le tartarughe adulte, invece, vengono “adottate” dagli ospiti e liberate in mare, sperando che si facciano più furbe e che non si facciano catturare di nuovo! Noi ne abbiamo adottate due e le abbiamo battezzate Valentino “The Doctor” e Gattuso.
Quindi veniamo accompagnati ai rispettivi bungalows. Il nostro è il 6°A . Gaspare ci spiega che sono stati ristrutturati i bagni di alcuni bungalows, tra cui anche il nostro. Infatti il bagno è ora bellissimo: è molto più spazioso, con la doccia grandissima. Ci spiega anche che avevano provato a costruire i bagni all’aperto come quelli maldiviani, ma hanno dovuto rinunciarvi perché si riempivano di insetti – peccato, ma approvo in pieno visto che non li amo particolarmente e dividere la doccia con loro non mi farebbe piacere! Patty e Angelo invece hanno il 2B. Entrambi in bungalows sono in prima linea sulla spiaggia anche se il 2B gode del sole prima del nostro.
Disfiamo i bagagli (si fa per dire…), indossiamo i costumi da bagno e via in spiaggia! Anche i nostri amici hanno avuto la stessa idea; ci tuffiamo! L’acqua è calda, ma la marea è completamente diversa rispetto a quella di ottobre; infatti l’acqua è bassa anche se la corrente è fortissima. Quasi non si riesce a stare in un punto! Ridiamo e scherziamo fino al tramonto. Poi, via a fare la doccia e poi a cena. Purtroppo dobbiamo indossare gli stessi vestiti che abbiamo avuto addosso da due giorni… Bleahhh… Quindi prima andiamo al negozio per acquistare almeno un maglietta di ricambio. Ed eccoci seduti al nostro tavolo a gustarci la cena, mentre ritroviamo tutti i ragazzi che lavoravano lì due anni fa e che ci riconoscono! Sembra quasi di essere tornati a casa!
Dopo cena ci sediamo insieme a Noiman al bar per parlare delle immersioni. La barca per le prime due immersioni parte dal molo alle 8.00, poi c’è anche l’immersione del pomeriggio che è alle 15.00. Si può anche scegliere o la vespertina o la notturna. Comunque ogni sera passerà uno dei responsabili del diving per prendere nota di chi voglia fare immersioni per il giorno successivo in modo da organizzare le barche. Ci chiede se vogliamo iniziare con le immersioni domani e, quando gli diciamo che siamo senza bagagli, ci dice che non c’è problema: la Silkair pagherà il noleggio dell’attrezzatura per tutti noi! Che servizio! Però noi preferiamo aspettare la nostra, tanto abbiamo molto tempo! La serata passa in fretta ed è già ora di andare a dormire.
L’indomani mattina ci accoglie un sole bellissimo. Dopo colazione adiamo in spiaggia a rilassarci e poi a pranzo. Al temine del pranzo Patty vede dei nuovi arrivi e iniziamo a guardarci intorno speranzosi; infatti dopo qualche minuto vediamo sfilare i nostri bagagli! Esclamiamo all’unisono: “Le nostre valigie!!!” Ci precipitiamo ai nostri bungalows dove sul pavimento della veranda troviamo ad aspettarci i nostri bagagli. Finalmente li disfiamo! Come concordato con gli addetti della Singapore Airlines notiamo che le poverine hanno fatto praticamente il giro del sud-est asiatico e che hanno cambiato almeno tre compagnie aeree. Tutto perché noi le potessimo ricevere nel più breve tempo possibile! Riponiamo l’attrezzatura sub nelle apposite ceste che i ragazzi del diving ci avevano lasciato, compiliamo la lista che servirà loro per portare l’attrezzatura di ciascuno sulle barche quando andremo ad immergersi. Finalmente possiamo iniziare a pieno ritmo e con tranquillità la nostra vacanza! La sera comunichiamo all’addetto del diving che tutti ci saremmo immersi il giorno dopo.
La barca ci attende al molo puntuale e si parte! Le prime immersioni sono facili e in acque basse. Per Patty sono le prime immersioni dopo il brevetto e uscendo dopo la prima (Paradisa) è un po’ perplessa per la sospensione e la scarsa visibilità, ma la guida ci spiega che il sito è molto simile al fondale dello stretto di Lembeth e che la sospensione e la povertà dei fondali è normale. Comunque, Patty ha la sua guida privata che cura soltanto lei, mentre noi altri siamo in due per ogni guida. La giornata in barca passa in fretta e siamo felicissimi, soprattutto lei perché si è divertita tantissimo!
Ritorniamo al resort per pranzo e il pomeriggio lo passiamo in spiaggia, dove si instaura l’usanza del bagno al tramonto che arriva abbastanza presto – verso le 17.30-18.00.
La serata passa piacevolmente mentre ci scambiamo le impressioni sulle prime immersioni. Ridiamo sui fatti della giornata in barca. Con noi c’è una simpaticissima coppia belga: cioè, lui è francese e lei tedesca, ma vivono a Bruxelles e anche se hanno più di sessant’anni sono davvero molto simpatici. Ovviamente, per prendere in giro lui insegniamo all’equipaggio a cantare il ritornello “Grazie, grazie, grazie Trezeguet” e ridiamo tutti di gusto quando ci accorgiamo che la prende molto sportivamente!
Li incontriamo anche a cena e insieme ridiamo e scherziamo su questo!
L’indomani mattina si immergono solo Renato ed Angelo e così si instaura un’altra regola: il day-off mio e di Patty – dopo un giorno di immersioni c’è il giorno dedicato al relax in spiaggia! Questa sì che è una vacanza!
Il terzo giorno è destinato alle immersioni al parco marino di Bunaken e quindi si parte alle 7.30 invece che alle 8. Sulla barca con noi ci sono anche alcuni italiani, ma uno di loro, Marcello, da almeno due anni non ha fatto immersioni. Deve aver perso un po’ la mano come avremo modo di accorgerci sott’acqua dalle sue “vigorose pinneggiate”. L’altro, Lello, è un signore che ha preso il brevetto da poco, ma che ha fatto immersioni in tanti posti fra cui anche il Madagascar e che ci intrattiene con racconti sui quei posti. La prima immersione è abbastanza deludente per via della sospensione. Le guide, sconsolate, decidono di portarci nella passi sperando i farci vedere dei pesci grossi. Appena immersi, una delle guide tira fuor dal GAV una banana e veniamo circondati dai pesci che vengono a mangiarla dalle sue e poi successivamente anche dalle nostre mani. Che strano, non avrei mai pensato che i pesci mangiassero banane! Però, dopo in barca ci spiegano che lì è abbastanza normale. Poi facciamo per continuare l’immersione, ma appena girato l’angolo veniamo afferrati da una corrente fortissima che ci costringe ad avanzare appiattiti sul fondale. Non vediamo neanche un pesce grosso e una volta usciti, aspettiamo di sapere cosa ne pensa Patty… che è tranquillissima! Ci siamo preoccupati per niente: ormai è una vera sub! Tornando verso il resort facciamo tantissime foto e, attraverso le chiacchiere di Hilde (la signora belga) scopriamo un sacco di pettegolezzi sugli ospiti. Hilde si meriterà il soprannome di Radio Gangga! Ridiamo a crepapelle mentre attracchiamo al molo che è già buio: che bella giornata!
Qualche giorno più tardi faremo insieme a loro anche la gira sullo stretto di Lembeth. Il fondale di sabbia nera non offre granché in fatto di coralli, ma i pesci, i molluschi e altri esseri di genere non meglio definibile sono davvero straordinari! Poi, le acque basse e la totale assenza di corrente offrono la possibilità di fare immersioni lunghissime – ben più lunghe dei canonici 60 minuti!
Arriva anche la cena del mio compleanno. Abbiamo fatto apparecchiare un tavolo sul bordo piscina, sotto le stelle e ordinato un menù speciale per festeggiare. Fra una portata e l’altra Angelo e Patty mi danno il loro regalo! Non ci posso credere: una bellissima collana! Davvero, ragazzi, sono commossa! Alla fine della cena dal ristorante, accompagnato dalla chitarra, arriva tutto il personale del resort, cantando Happy birthday in inglese e in indonesiano e portando la torta con le candeline accese! E’ bellissimo! Li abbraccio tutti e Hanne mi presenta anche il suo regalo – sono davvero deliziosi! Mentre sto per tagliare la torta arrivano anche Hilde e il marito Gerard con il loro regalo! Ma stasera sono proprio sommersa dai regali!!! Mi vengono quasi le lacrime agli occhi! Dopo aver distribuito la torta, sempre a bordo piscina, inizia un meraviglioso concerto dove Angelo, Santi e Lala, la receptionist e la cameriera, cantano accompagnandosi con la chitarra canzoni italiane ed indonesiane! Che serata fantastica!!!
Dopo qualche giorno Hilde e Gerard partono: la sera prima li salutiamo e promettiamo di andarli a trovare nel caso capitassimo dalle loro parti. Ci siamo davvero divertiti tanto insieme!
Nel pomeriggio arrivano altri ospiti, fra cui una famiglia romana con cui faremo amicizia in barca: Maurizio, Anna e la loro figlia diciassettenne Martina. Con loro faremo molte immersioni bellissime e passeremo simpaticissime giornate e serate sul nostro patio, prendendo un caffè dopo cena. Maurizio è un istruttore fin dagli anni 80, nonché fotografo professionista part-time, e tutti in famiglia sono bravissimi sub.
Le giornate proseguono tranquille e soleggiate, fra le immersioni e i day off, fra i bagni al tramonto, immersioni vespertine e notturne! Proprio una vacanza perfetta!
Ovviamente abbiamo approfittato del regalo che Gaspare e Hanne ci hanno fatto all’inizio: un bel massaggio di un’ora alla SPA e avendone provato uno, come avremmo fatto a farcene scappare un altro?!
Renato ed Angelo sono ormai i favoriti del diving, tanto che alla fine della vacanza verranno eletti membri onorari, con tanto di maglietta dello staff con il loro nome ricamato!
Abbiamo passato una vacanza memorabile in tutto: mare, sole, immersioni, coccolati da tutto lo staff, peccato che sia dovuta finire!
L’ultimo giorno, mentre saldiamo il conto e ci viene dato il log con la cartina dei siti delle immersioni e l’elenco delle immersioni effettuate da ognuno di noi, ci avvisano che il nostro aereo per Manado è in ritardo, così, invece di partire al mattino, partiremo nel pomeriggio e quindi ci possiamo godere ancora una mezza giornata al mare!
Quindi alle 14.00 la barca ci riporta sul molo e l’autista, Rudy detto Shumacher, ci porta all’aeroporto dove, imbarcati i bagagli e augurandoci che stavolta non vadano in giro da soli, iniziamo il nostro viaggio di rientro. Un giro veloce dentro l’aeroporto di Singapore e via verso casa dove arriveremo senza nessun ritardo né problema: in perfetto orario.
Che tristezza salutare Angelo e Patty a Linate… la vacanza è finta, ma ci rimangono tantissimi ricordi meravigliosi! Grazie ragazzi, davvero grazie di tutto!

Pin It
Tags:

Lascia un commento

Commenta con Facebook