Venezuela…dolce e salato

Come ogni volta, eccomi a combattere con la malinconia del rientro, con il magone che mi prende in aeroporto, quando realizzo che la persona che sono stata in questo viaggio… non tornerà più….eh si, perchè ogni luogo, con i suoi colori, i suoi sapori, la sua gente, la sua natura….ogni luogo tira fuori qualcosa di diverso in me, in tutti…
quando realizzo che nonostante le promesse probabilmente non tornerò, quando penso che questi luoghi non riuscirò mai a spiegarli, che non potrò riviverli in nessuna fotografia….
In questo mio racconto, non voglio spiegare nel dettaglio le visite, gli orari, insomma i dati pratici, ma cercare di mettere nero su bianco le sensazioni e le emozioni che mi hanno trasmesso quei luoghi.

L’arrivo a Caracas è di pomeriggio, il tragitto dall’aeroporto che si trova a La guaira è sfiancante…2h in coda….chissà se mai rifaranno il ponte crollato?? Guardando dal finestrino, noto tante cose…lattine di birra gettate ovunque ai lati delle strade, molte macchine in panne (?) con i cofani aperti perchè surriscaldate, venditori di bibite, di cibo…e musica a palla che esce dagli autobus…ok, l’impatto è come me lo aspettavo!..poi ecco, inizia la Favelas……prendo la telecamera…la richiudo, ho quasi vergogna a guardare…come si può riprendere?? come si può immortalare nei ricordi di viaggio, la povertà ed il degrado di esseri umani? no, non si può..
arriviamo in albergo, nella zona diciamo “tranquilla”, e ci limitiamo ad esplorare solo i dintorni, prendiamo un taxi che ci porta un pò a zonzo, giusto per farci un idea della città…niente di chè, una città come tante.

Il giorno dopo, finalmente si parte per Puerto Ordaz, e da lì su un 4×4 con la nostra guida/autista/amico, partiamo finalmente per quel Mondo Perduto che tanto mi attira….
la Gran Sabana…450 Km di strada, pioggia, sole, strade distrutte. e piano piano, natura, spazi infiniti e cielo grigio, nuvole in movimento…apro il finestrino…che meraviglia…fermiamoci…e zitti…il silenzio…io un silenzio così non lo ricordo…o forse semplicemente non lo conosco, è qualcosa di inspiegabile, un silenzio quasi…da paura!
I campamenti di cui tanto ho sentito parlar male….ecco, sono il mio rifugio ideale, e poi il Chivaton…non lo dimenticherò mai, in mezzo al nulla, proprio il nulla, fa fresco ma è senza acqua calda, alla sera usiamo le candele…fuori niente, buio, rumore di ruscelli e di vento.stop.
Io amo questo posto! voglio stare qui….
Le cascate che vedremo in questi giorni sono tutte meravigliose, il loro rumore contrasta con il silenzio dei tepuy…dove le nuvole giocano, coprono e scoprono e non esiste un minuto uguale all’altro…
La curiara (canoa) presa infinite volte, ed ogni volta un rio, una base della cascata, un salto…un bagno nell’acqua scura, gialla a causa dei minerali, e fredda…e poi via, lasciamo il silenzio, S.Elena, paese di confine, mi ricorda film messicani, un piccolo aereo da 5 posti ci porta a…Canaima, bello, qui il verde regna…ma è già un altra realtà…siamo tanti turisti, il campamento è pieno, però bello, vista spettacolare…il salto sapo ci attende, partiamo, canoa, camminata e poi…eccoci, il sentiero dietro la cascata, il salto è nel suo massimo splendore, la portata d’acqua al limite, camminiamo dietro la cascata, per fortuna c’è la corda..la potenza dell’acqua è forte e si scivola..ma stupendo, meraviglioso, non ci credo…mi guardo intorno e penso….ma dove sono?????
Il Salto Angel…tanta barca, tanto cammino, tanta tanta pioggia….bello, maestoso…forse a me piace più la roccia dove scorre che il salto in se…ma sa di qualcosa di misterioso, di magico, la nebbia ci avvolge….è ora di tornare..
altro volo, altro aereo 6 posti che ha decisamente visto posti migliori

Ciudad Bolivar, bella città con la sua parte coloniale storica e poi il suo centro, rumore, traffico, tanti negozi, musica….persone che corrono, parlano, ridono. e…bevono,…e poi pesca, l’Orinoco ed i suoi pescatori, così dalla strada, senza fatica…..decine e decine di pesci…belli, grandi…buoni!
e poi, di nuovo ed ancora Puerto Ordaz, il parco cittadino e poi l’aeroporto…verso Caracas….e poi Los Roques.
L’aereo Transaven sul quale viaggiamo mi pare immenso dopo i voli precedenti…ma le scritte in russo..mi mettono l’ansia di tempi remoti…
guardo dal finestrino…eccole, queste isole decantate…scendiamo, vento forte, rumore e confusione, sono stanca….non ho voglia di capire cosa fare, dove e quando….ma ecco, arriva Vicky che si occupa di noi….e raggiungiamo la posada Caracol….bella, piccola, curata…mi sento bene.
Doccia e sguardo per Gran Roque…sporco sporco sporco…tutto quello che riesco a pensare è questo…dopo l’erba intatta della Gran Sabana….qui ho paura a camminare scalza…come, unico posto turistico al mondo ad avere ancora le strade di sabbia, senza macchine…e…mah..forse nessuno capisce quello che ha….
poi cena, divina. La mattina ci svegliamo e si parte, un giorno via l’altro, tutto bello, colori stupendi, mare meraviglioso,…fino a Cayo de Agua, eccoci, arriviamo per primi, siamo solo in 6 sull’isola, non ci credo, mi guardo intorno e non ci credo…questo è forse il paradiso terrestre? ho il privilegio di visitare l’eden in anteprima?
si, forse è così, quello che ho visto…tutto quello che i miei occhi hanno visto ed il mio cuore ha provato era un regalo,
un regalo di questa meravigliosa terra, di questa natura, sempre capace di stupirci, di emozionarci, di farci gioire per un tramonto e rattristare per un arrivederci…,
questa natura a volte così maestosa da fare quasi paura,
questa terra che tante volte urla e che noi non ascoltiamo,
questa terra che abbiamo il privilegio di conoscere, di ascoltare ed ammirare, questa terra che calpestiamo….questa terra che è capace di entrare in angoli del nostro cuore e restarci per sempre.
Grazie Venezuela.

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Ci sono 3 commenti su “Venezuela…dolce e salato

  1. Quello che hai scritto e’ fantastico, ho un nodo in gola…sei bravissima, sei un’anima pulita!!!
    Il Venezuela per me e cosi’ come lo descrivi tu…un po’ dolce, un po’ amaro…e non ho ancora trovato il coraggio /voglia di andarci per la paura di…non lo so…cmq…grazie ancora.
    E’ il diario piu’ bello che ho letto finora. :rose:

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