Perù: Appunti disordinati di viaggio

Eccomi qui a descrivere un mese di emozioni straordinarie, di avventure incredibili, di incontri con persone fantastiche….a descrivere in sintesi un sogno: il mio viaggio in Perù.
Periodo del viaggio: dal 7 luglio al 7 agosto 2006
partecipanti: 2, io e mia moglie
Partenza 7 luglio 2006: si parte da Milano, scalo a Madrid e poi volo Aircometplus fino a Lima…
Air Comet, una compagnia, che, per quanto mi riguarda, sento vivamente di sconsigliare… se non altro, perché nelle 24 ore complessive di volo (12 andata e 12 ritorno), non hanno avuto la decenza di proiettare nemmeno un film, visto che non c’erano nemmeno gli schermi!!!..(e tralascio il resto).
Comunque…arrivo a Lima di notte e subito coincidenza aerea per Cuzco.
8 luglio:
ore 10.30 arriviamo a Cuzco, con il timore di soffrire del famoso soroche (male d’altura)…
Ci sistemiamo alla Piccola locanda (http://www.piccolalocanda.com) un posto fantastico, e dopo aver bevuto le nostre prime tazze di mate di coca, non avvertendo nessuno dei sintomi temuti, ce ne andiamo a gironzolare in questa magnifica città, turistica certamente, ma con un fascino incredibile!
Il primo giorno scorre essenzialmente nello “sciallo” più totale, l’atmosfera che si respira è veramente magica e arriva subito sera, con la stanchezza del viaggio e del fuso che si fa sentire…
Mangiamo all’osteria della piccola locanda, dove conosciamo i proprietari, di Saronno, che ci “coccolano” vicino al caminetto (eh si, la sera a Cuzco fa davvero freddo), servendoci una cena deliziosa… dopo di che…tutti a nanna!
9 luglio: 9 luglio…vi dice qualcosa???….eh si !..la finale dei mondiali!!!
Ci alziamo di buon’ora e mentre facciamo una delle più buone colazioni della nostra vita conosciamo una volontaria in uno dei tanti progetti di volontariato gestiti dai fantastici e bellissimi!(eh eh eh) proprietari della piccola locanda.
(Per informazioni sui progetti http://www.magiadelleande.it) .
Con questa ragazza ci prendiamo un bel cavallo a “noleggio” e gironzoliamo nei dintorni di Cuzco, alla scoperta delle principali rovine Inca.
Il tempo scorre veloce e si avvicinano le una! ora della finale…(fuso orario -7)..
Corriamo veloci alla Piccola Locanda dove era organizzato un maxischermo e dove una combriccola di italiani e amici- simpatizzanti sta bevendo birra e mangiucchiando la pizza in attesa del fischio di inzio….
…Alla fine della partita delirio in piazza centrale di Cuzco e poi, tutti insieme, abbiamo preso dei taxi per il più classico dei caroselli per le strade della città…alla ricerca dei poveri francesi…..:-)
Il casino è stato talmente tanto, bello e colorato che siamo finiti sul telegiornale peruviano!!:-)
Verso sera, finiti i primi festeggiamenti, siamo tornati a Sacsayhuaman, il sito inca più famoso, importante e bello di Cuzco, (si trova esattamente sopra la città, in posizione panoramica) dove la guida, con la quale avevamo interrotto la visita per la finale, ci stava aspettando..
Abbiamo visitato questo meraviglioso sito da soli …al buio, illuminati solo dalla luce di una luna piena incredibile…BELLISSIMO!!!
Poi, ritorno in centro, cena e festeggiamenti fino a notte inoltrata con gli italiani!!..
10 luglio: intera giornata passata con i volontari nel paesino di Huaro a conoscere più da vicino il progetto di volontariato, una scuola per bambini disabili.
Una giornata bellissima! in questo paesino in mezzo alle ande, questi bambini meno fortunati di noi ci hanno catturato il cuore…
abbiamo passato tutta la giornata con loro, giocando, pranzando insieme e accompagnandoli poi a Urcos, un paesino della valle sacra molto poco conosciuto ma STUPENDO, dove i bambini meno problematici vanno a imparare un lavoro.
Una giornata che difficilmente dimenticheremo, per la semplicità e la forza delle emozioni provate.
11 luglio: Questa giornata è dedicata al relax a Cuzco, visitiamo i monumenti più importanti della città, ci perdiamo tra i vicoli del quartiere di San Blaas, e alla sera deliziamo i nostri palati con una strepitosa carne argentina in un ristorante nei pressi della Piazza principale…
Dopo cena incontro con la guida,che ci accompagnerà, l’indomani, alla conquista delle vette andine, in un trekking che ci porterà , attraverso passi, vallate e paesini caratteristici alla scoperta di Machu Picchu.
12 luglio: ore 5 e trenta di mattina….si parte per il trekking!
Siamo in 4, io, mia moglie e due simpatiche ragazze irlandesi.
Siamo accompagnati dalla guida, un “cucinero” , bravissimo, e un portatore,che provvederà a portare con i suoi cavalli, i nostri zaini più pesanti.
Si percorre in macchina parte della valle sacra, poi si prende una strada sterrata che sale a tornanti ripidissimi fino al paesino di Lares.
Qui la macchina ci smonta e per riposarci un po’ ci immergiamo nelle “pozze” termali che sgorgano a circa 40 gradi.
Mentre noi ce la scialliamo alla grande immersi fino al collo nell’acqua termale in una vallata paesaggisticamente bellissima, il nostro cucinero ci prepara il pranzo. E’ incredibile come, per tutta la durata del trekking, con pochissime cose a disposizione, questo uomo ci abbia preparato sempre dei pranzi e delle cene eccezionali!!!
Bene, dopo esserci rifocillati.. SI PARTE!
La strada è pianeggiante, e, seppur ci si trovi a oltre 3500 metri, la fatica non si fa sentire più di tanto. Il paesaggio scorre davanti ai nostri occhi….siamo in 5 (il cucinero e il portatore ci precedono per preparaci i pranzi e le tende per la notte) …e siamo in mezzo al nulla!….ad un magnifico nulla!
A poco a poco iniziamo ad attraversare i primi villaggi, e a fare i primi incontri con i bambini che tornano da scuola (eh si, questi bambini si fanno anche 5-6 km a piedi avanti e indietro per andarci).
I bambini sono splendidi…e molto curiosi di vedere le nostre facce “strane” sul loro cammino.
Si fermano, ci guardano, ci fanno vedere i loro quaderni, i loro disegni…..ci sorridono, ci accompagnano vocianti e festosi lungo il cammino, cantandoci anche qualche loro canzone..
Tutto è talmente bello che ci sembra di sognare, di “volare”a “tre metri sopra il cielo”….
La strada scorre velocemente sotto ai nostri piedi e arriviamo al paesino di huacawasi, dove troviamo le tende per la notte già belle pronte!
Le tende sono montate in mezzo alle case degli abitanti di questo piccolo villaggio posto a 3800 metri, e non appena arrivati, una ventina di bambini ci corrono incontro festosi.
Passiamo la serata a giocare con loro, a rincorrerci, a “prendersi”….mentre si avvicina la notte, il freddo…il buio…
Ceniamo nella tenda, illuminati dalle candele, con cappello di lana, guanti e sciarpa…e poi sotto una stellata che vi posso solo lasciare immaginare, si va nella tenda a provare a dormire in una delle notti più fredde della mia vita!
13 luglio: ci si alza prestissimo.. ed è una liberazione (con tutto quel freddo non si vede l’ora di muoversi un po’)…
Oggi ci aspetta la giornata più terribile: 27 km di percorso, 10 – 11 ore di trekking con la conquista del passo di Ipsoa, posto ad un’altezza di 4350 metri sul livello del mare.
Non vorrei ripetermi.. ma che dire??, anche questa giornata rimarrà per sempre nel mio cuore come una delle più belle della mia vita.
Il Trekking si snoda attraverso paesaggi incredibili, durante il cammino incontriamo villaggi, bambini, lama e alpaca liberi che pascolano e , come sfondo vette, ghiacciai e lagune che sfiorano i 6000 metri…..
L’emozione più grande è forse quella di assistere al battesimo della figlia del nostro portatore, nella sua casa a Patachanca.
In quella piccola e modesta casa, dove facciamo “merenda” con patate coltivate da loro, assistiamo infatti ad un antico rito quechua, ..la nostra guida infatti da il “benvenuto” alla piccola nata (due mesi) con una cerimonia particolare usando acqua, sale e fiori.
L’emozione è talmente forte che a stento tratteniamo le lacrime….
La sera, dopo una lauta cena ci accampiamo sotto le stelle e, con il ricordo di tutte queste emozioni ancora vivo negli occhi, ci addormentiamo felici.
14 luglio:giornata conclusiva del trekking, si raggiunge con una facile camminata in discesa la cittadina di Ollantaytambo, sicuramente, a mio giudizio, la più bella della valle sacra e qui abbiamo la possibilità di visitare le famose rovine Inca. Queste rovine sono molto imponenti e vale sicuramente la pena visitarle, magari con una guida preparata, per capire meglio ed entrare nei misteri di questo antico popolo.
In questa piacevole cittadina termina il nostro trekking, salutiamo con già un pizzico di nostalgia il nostro cucinero e il nostro portatore e con la nostra guida saliamo sul treno per raggiungere Machu Picchu Pueblo (o Aguas Calientes).
La cittadina, descritta dai più come una orribile trappola per turisti a noi piace!!
Certo, questo non è il Perù, ma i posti frequentati da viaggiatori hanno sempre un certo fascino e io ne sono inesorabilmente attratto….( ad esempio Khao San Road a Bangkok non sarà la Thailandia…ma quanto bella è??).
Il resto della giornata lo passiamo tra le viuzze del paesino e, dopo una meritata doccia calda che ci “pulisce” dai tre giorni di trekking andiamo a letto presto..l’indomani, infatti ci aspetta la sveglia alle 4 e trenta…destinazione Machu Picchu!
15 luglio: (estratto del mio diario) “ E’ notte, 15 luglio, sono sveglio già dalle 2 e mezza….
Mi trovo in un alberghetto a Machu Picchu pueblo, ma non è tanto il rumore della pioggia che mi tiene sveglio, quanto l’emozione del viaggio che non mi fa chiudere occhio…
Guardo fuori dalla finestra…e ripenso a tutte le emozioni che ho vissuto in questi giorni….camminare in un paesaggio splendido, circondato da una natura maestosa e sconvolgente, mi vengono le lacrime di gioia a pensare al viso e al sorriso d

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