Il mio viaggio in Kenya

Ciao a tutti,
eccomi qui al rientro dal Kenya a riportare qui un “piccolo” Diario di Viaggio!!!
Parto come fanno tutti….. dall’inizio!
Il 13 ottobre scorso Cristian ed io siamo andati a Malpensa a prendere l’aereo.. Non vi nascondo che ero abbastanza agitata al solo pensiero di volare per tutte quelle ore (circa 8), ma posso dire adesso che sono stata veramente bene, grazie anche al pilota che non ha fatto sentire il minimo vuoto!
Alle 20.15 l’aereo e’ decollato, dopo lo scalo a Roma, siamo ripartiti alla volta di Mombasa… e alle 7.03 minuti (come aveva previsto il comandante … praticamente un Mago!!!) siamo arrivati a destinazione…
Presi i bagagli ci siamo diretti fuori dall’aereoporto dove ci attendeva il nostro Tour Operator “CONDOR”. L’assistente ci ha affidato ad un signore che ci ha portato al pulmino che ci avrebbe poi condotto all’hotel
Non vi dico la ressa di ragazzi che facevano a gara per caricare i bagagli sul pulmino, “solo” per avere qualche spicciolo di mancia…
Eccoci pronti…. caricato pulmino e viaaaa verso Watamu… (villaggio sulla costa vicino a Malindi)
2ore e mezza di viaggio…. e nel viaggio era compreso anche il massaggio al sedere….. Eh si, avete letto bene!!! La strada , che e’ poi l’unica che porta da Mombasa a Watamu era piena di buche, ma che dico buche…. VORAGINI!!!
E seppur l’autista (chiamiamolo anche PILOTA) del pulmino cercasse di evitarle, era praticamente impossibile… E non vi dico quante persone hanno rischiato di essere letteralmente asfaltate lungo la strada, persone in bicicletta sfiorate all’ultimo secondo!!!!
I viaggi in pulmino col massaggio incorporato sono stati emozionanti, ma ci sono cose che abbiamo visto che veramente non lasciano spazio all’immaginazione…
La povertà…
Veramente una cosa indescrivibile.
Non credo che gli occhi possano tramutare in lettere quello che ho visto. Quello che continuo a pensare è che per fortuna il Kenya non è uno dei paesi più poveri dell’Africa, figuriamoci cosa esiste aldilà delle cose che abbiamo visto.
La prima immagine che mi ha colpito uscendo dall’aereoporto, è quella di un bambino che seduto per terra fuori dalla sua capanna si lavava il viso con una pozzanghera di acqua piovana…
Le case per lo più erano fatte di fango, altre messe meglio, erano fatte con pezzi di compensato.
I tetti erano fatti tutti in makuti, praticamente foglie di palme da cocco.
Lungo la via ho visto persone che vendevano di tutto,
donne che portavano con naturale scioltezza una tanica piena d’acqua in equilibrio sulla testa, uomini che trainavano carretti arrangiati pieni pieni di carbone, o altri in biciclette cariche di cose destinate alla vendita…
Un’onda umana riversata lungo la strada, tutti indaffarati a guadagnarsi da vivere.
Tanti erano i bambini vestiti con camici di diverso colore che si accingevano ad andare a scuola.
L’unica scuola gratuita che tutti possono frequentare è la primary school, per proseguire gli studi le scuole poi diventano a pagamento.
La strada verso Watamu è diventata poi più periferica e ci siamo imbattuti in terre sterminate piene di alberi maestosi dal fusto grosso e dalla chioma assomigliante alle radici… praticamente sembra un albero piantato a testa in giù!!!
Il loro nome è Baobab…
Bellissimi, ma non mi e’ stato possibile fotografarli perchè con le condizioni stradali non so cosa sarebbe venuto fuori!!!!
Finalmente siamo arrivati a Watamu, e più precisamente nel nostro hotel “Barracuda Inn”.
Carino!!! Sono tutti cottages a due piani, una camera a piano terra e l’altra al primo piano [albumimg]7237[/albumimg] , ognuna rigorosamente con il proprio terrazzino. Tutto verde intorno, piscina [albumimg]7238[/albumimg] e discesa direttamente in spiaggia.
Cosa dire della spiaggia, anzi della sabbia…
BIANCA, praticamente farina, sia nel colore che nella consistenza…. Polvere!!! Che però non si appiccicava e soprattutto non scottava…
Tutta la baia della spiaggia del Barracuda inn era proprio bella [albumimg]7232[/albumimg] , peccato però per l’infinita’ di alghe che in questo periodo caratterizza la costa.
Lì sulla spiaggia c’erano loro… i Beach Boys…
Tantissimi ragazzi che avevano la propria baracca costruita prprio lì sulla spiaggia, dove vendevano di tutto, parei, statuette di legno, pietra saponaria in tutte le forme, dagli ovetti alle scacchiere…
Lì abbiamo avuto il nostro incontro con colui che ha gestito il nostro soggiorno… ****! [albumimg]7226[/albumimg]
Un ragazzo kenyota che avevamo già contattato via mail dall’Italia, avevamo letto di lui in internet grazie a tanti ragazzi che come noi hanno fatto lo stesso viaggio alla scoperta del Safari!!!
Sulla spiaggia abbiamo conosciuto molti personaggi che credo non dimenticheremo facilmente…
*******, ********, *******, ****, *******, ******, ecc…. tutti che cercano di venderti qualcosa
…. e se entri in una baracca di uno di loro,
non te ne vai se prima non te le visiti tutte!!!!
Sabrina per esempio mi ha fatto le treccine, e un massaggio (che chiamarlo così gli dà troppa importanza, chiamiamole carezze!!!!)
Torniamo a **** …. noi per riconoscerlo avevamo la sua foto inviata da una cordialissimo ragazzo (******) conosciuto grazie al suo racconto pubblicato in internet; ma, ragazzi, se vi trovate sulla spiaggia del Barracuda, non potete non riconoscere *******…
Sembra un boss!!!
Messo li su una sedia che scruta tutti i nuovi arrivati, con una valigetta in mano e il cellulare!!! Insomma uno schiaffo alla povertà vista fuori….
Pero’ devo dire che quello che ha è frutto di molteplici regali che i turisti (praticamente solo turisti italiani) gli hanno fatto. Il cellulare infatti glielo ha regalato un gruppo di ragazzi napoletani…
Vogliamo parlare del Safari???
Spettacolo!!!!
Emozionante, divertente, elettrizzante, bello…
Partenza lunedi’ mattina alle 6:00
Fuori dal cancello troviamo il pulmino che ci aspetta, insieme a ******* c’è Uèuè il nostro autista (suppongo che il soprannome gli sia stato dato da qualche napoletano!)… [albumimg]7227[/albumimg]
Noi eravamo ignari delle 2 giornate di safari che ci aspettavano…..
Insieme a noi quella mattina nel pulmino (Toyota 4×4) c’erano *** e ***** (che ci hanno tenuto compagnia per tutta la settimana del nostro soggiorno) e ****** e *** che alloggiavano al “Blue Bay”; nel secondo pulmino, guidato da ***, c’era un gruppo di Aosta che soggiornava come noi al Barracuda Inn.
La mattina inizia male… Ci fermiamo a fare rifornimento e sentiamo che nel pulmino c’è una gran puzza di bruciato…La coppa dell’olio che era partita!!!
tutti giù dal pulmino…. ***** e ******** avevano la faccia scura….
Alcuni ragazzi vanno a chiamare il meccanico e dopo un’abbondante mezz’oretta…. Il miracolo ha luogo…
Il pulmino riparte… era impensabile dopo la scia di olio nera lasciata per terra!
Neanche in Italia sarebbero stati così veloci!!!
E allora VIAAAA nuovamete in marcia per il safari, e per guadagnare tempo ********** dice di prendere una scorciatoia…
Da paura quella scorciatoia…. Terra resa fagosa dalla pioggia notturna…
***** correva come un pazzo su quella strada, ed era inevitabile che non appena toccasse il freno il pulmino slittasse!!!
…Paura, tanta paura!!! Io non ho fatto altro che tenermi alle maniglie anti-panico poste sopra i finestrini!
Dopo circa 3 ore, si scorge la terra rossa dello Tsavo… Il parco nazionale più grande del Kenya. [albumimg]7222[/albumimg]
Prma di accedervi abbiamo fatto tappa al fiume Ghalana dove riposavano due alligatori abastanza grossi. [albumimg]7217[/albumimg]
Dopo poco entrati nello Tsavo East National Park iniziamo a vedere i primi animali…
Antilopi, (la loro è una presenza massiccia), zebre, uccelli dall’andamento buffo e goffo conosciuti con il nome di Faraoni, i Dik Dik (sotto famiglia di Bambi), Gli Impala, i bufali che non appena ci hanno visto si sono dileguati… e a poco a poco che ci addentravamo la presenza degli animali cresceva…
Abbiamo visto gli elefanti rossi, rossi come la terra della Savana. [albumimg]7209[/albumimg]
I nostri due pulmini inizialmente viaggiavano vicini, uno d’avanti all’altro, il nostro caro ***** con occhio scrutatore, non faceva altro che guardarsi a destra e a sinistra per cercare gli animali… si guardava praticamente solo a destra e a sinistra tanto da non vedere, mentre guidava, che il pulmino d’avanti a noi si era fermato… E se non era per noi che siamo riusciti a richiamare la sua attenzione, non avrebbe mai potuto frenare repentinamente per evitare l’impatto!!!
Anche se un lieve tamponamento c’è stato comunque… e come se la rideva lui!!! Pazzo!!!
Improvvisamente data la nostra lentezza il primo pulmino ci semina e rimaniamo praticamente da soli… Non appena **** scorge un gruppo di elefanti, lascia la pista e si addentra nella savana selvaggia!!! AIUUUUUTOOOO!!!
Correva dietro agli elefanti ..
Gli elefanti correvano avanti e noi dietro….
Io che urlavo (permettetemi il termine) cagata sotto, e imploravo Uèuè di fermarsi…
Tutti eccitati dal momento se la ridevano mentre io, avevo paura!!!
Improvvisamente uno degli elefanti si gira con fare minaccioso e anche Uèuè si ferma….pfihuu!!! Scampata!!!
Ma grazie a questo inseguimento Uèuè mi ha permesso di scattare delle foto bellissime! [albumimg]7210[/albumimg]
Il bello è che ***** ci ha chiesto di non dire nulla a ******** di questa cosa, sennò non lo faceva più lavorare!
Siamo poi rientrati nella pista ed abbiamo avvistato un altro gruppo di elefanti, questi, pochi metri più in dietro, ci hanno attraversato la strada e… cosa ha fatto ******… è partito a razzo in retromarcia correndo come un forsennato….
Cristian ha ripreso tutta la scena con la videocamera e il momento è stato spettacolare…
Uno degli elefanti ha barrito… Bellissimo!!!
Erano abbastanza infastiditi della nostra “retromarcia”, ma dopo pochi passi si sono girati e hanno alzato la proboscide, *** ci ha spiegato che ci stavano salutando!!!
Si dice che quando vedi un elefante con la proboscide alzata porta fortuna!!! Ma a parte questo la scena è stata veramente bella.
A pranzo poi siamo andati al Lodge Voi Safari dove avremmo poi anche pernottato.
Un posto spettacolare! Un albergo cosruito su una collina che dominava la distesa infinita della savana…
Lì abbiamo avvistato zebre, [albumimg]7214[/albumimg]
elefanti, ma… soprattutto leoni…
Troppo belli anche se lontani!
Dopo mangiato via alla ricerca di altri animali, e cosa abbiamo beccato???
La giraffa Masai [albumimg]7207[/albumimg] , denominata così perchè ha le macchie più scure.
Se ne stava li a 5 metri a fissarci, ruminando foglie e con una naturalezza e tranquillità spaventosa! E vai altre fotgrafie… [albumimg]7208[/albumimg]
Per la strada abbiamo visto altre antilopi, graffe, facoceri, ed elefanti, ma simpaticissimi sono stati i babbuini!!! [albumimg]7205[/albumimg]
Ho speso un rullino intero per fotografarli, troppo divertenti!
Al calar del sole siamo rientrati al Lodge e dopo cena, abbiamo fatto una chiacchierata tutti insieme prima di ritirarci ognuno nelle proprie stanze…
Era meglio rimanere tutta la notte fuori a parlare, che stare nelle proprie stanze… Ve lo assicuro…
Ho passato una notte insonne e ahimè, gliel’ho fatta passare anche a Cristian!!!
Perchè???
Ma perchè eravamo in mezzo alla savana e io non avevo pensato agli animali piccoli, ma solo a quelli grossi e belli da fotografare…
Intendo dire che mi spaventavano gli insetti… e non parlo di insettucci ma di BESTIE!!!
Mio Dio che nottata…
Sono stata dalle 22 a mezzanotte seduta in mezzo al letto con la zanzariera tutt’attorno a guardarmi in giro col terrore di sentire rumori o di vedere qualche animale schifoso… Poi Morfeo mi ha preso con se… ma solo per 2ore.
Infatti il mio non era vero e proprio sonno ma dormiveglia, infatti ho sentito un gran ZZZzzzzZZZZzzzzZZZ e i miei occhi si sono spalancati…
Era un animalaccio grosso, lungo e nero volato sulla zanzariera del letto di Cristian… MIMI AMECUGNAAAAAA (in swahili significa mi so cagata sotto!!!). Ho chiamato Critian che si è svegliato subito e a colpi di autan ha ammazzato “l’essere”… Ma neanche 5secondi dopo “DENTRO” la mia zanzariera camminava tranquillamente uno scarabeo color bronzo…. quello col cavolo che moriva con l’autan…
e TAAAACCCC cosa vedo spuntare sotto la porta della camera… un grande e bello scarrafone (che non era bello a mamma sua!)
Li Cri ha preso e l’ho ha ammazzato senza difficoltà, ma …. con la ciabatta!!!
Beh, sembrava finita…
ma io col cavolo che mi mettevo a dormire…!!!
Tranquillamente Cri va in bagno, e manco ci entra che esce al volo…. e mi dice: “Tu nn ci puoi proprio entrare”
Il bello è che me la stavo facendo addosso, e non solo per la paura!
Cristian da grande guerriero, entra in bagno, e a colpi di asciugamano stordisce l’essere e lo finisce con un colpo di ciabatta…. e giù, lungo lo sciacquone… Era un RAGNOOOOO! Mio Dio, Mio Dio, Mio Dio, Mio Dio, Mio Dio, Mio Dio!!!!!
Abbiamo deciso di arrangiarci e abbiamo messo una coperta che era sul letto a mò di salsicciotto dietro la porta.
Insomma si sono fatte le 5.30 del mattino, Cri da appena una mezzora si era addormentato e io NO!
Finalmente l’alba e con essa ho sentio il richiamo dei leoni, non era un ruggito, ma un vero e proprio richiamo….
Mi son vestita al volo e viaaaa, fuori a far foto… [albumimg]7225[/albumimg]
Il secondo giorno di safari ci ha regalato un incontro straordinario…
Sentiamo **** che parla alla radio che c’è in ogni pulmino o jeep da safari.
Parla in Swahili, ma una parola è italiana
-Leoni-
Belliiiiissssssssiiimoooo
Si mette a correre come un pazzo seguendo le coordinate dategli via radio, e ci avviciniamo al posto dove numerosi pulmini erano fermi…
Li a 10 metri c’erano 3 LEONI [albumimg]7213[/albumimg]
2 femmine ed un giovane maschio.
Erano li, fermi, sdraiati, che ci fissavano con aria indifferente…
I leoni maschi dello Tsavo non hanno la criniera come il classico leone che conosciamo, questo a causa del notevole caldo che fa in quella zona, se si visita Amboseli National Park invece, si può scorgere il tipico leone visto al temine dei cartoni animati di Tom e Jerry!!!
Quanti animali, che bellezza la natura, quata terra sotto il cielo della savana, che vede ogni giorno il continuo ed infinito ciclo della sopravvivenza.
Il nostro rientro verso Watamu però è stato interminabile….
La scorciatoia fatta il giorno prima era impraticabile e allora cosa ha pensato di fare Uèuè???
L’unica cosa possibile da fare era partire da Tsavo e farsi tutta la strada che collega Nairobi a Mombasa…
per poi riprendere la strada fatta dall’aereoporto verso Watamu
Che bella stada asfaltata…
Ma solo per pochi km…
Dopo, IL DELIRIO…
Porca miseria, io vi giuro che ho creduto di non arrivare sana in hotel, almeno una botta, o un graffio ero certa di farmelo…
Ero convinta che il pulmino si sarebbe ribaltato…
Voi non avete idea, la strada quasi non esisteva, gli operai la stavano costruendo, e le banchine laterali erano praticamete oblique…
e Uèuè che faceva???
Sorpassi a tutto spiano
a destra, a sinistra, se poteva saltare faceva pure quello!!!
Ho visto il pulmino in obliquo una cifra di volte e stringevo forte forte i pugni sperando che filasse tutto liscio….
Ebbene dopo 5 interminabili ore di viaggio, il notro PILOTA, EROE, FUORI DI TESTA Uèuè ci ha portato in hotel!
Lungo il tragitto ci siamo fermati prima ad un supermarket per comprare biscotti, latte e caramelle per i bimbi che avremmo incontrato nei giorni seguenti…
I bimbi non si sono fatti attendere, molto, infatti, lungo la strada ci siamo nuvamente fermati ad una banca per permettere al nostro amico Nicola di prelevare.
Lì un paio di bambini si sono avvicinato e ci hanno chiesto un passaggio in cambio di un dollaro, ma gli abbiamo spiegato che il pulmino non era nostro, ma potevamo dargli qualcosa da mangiare ed abbiamo iniziato con le caramelle, ma non appena gli abbiamo dato il latte, i 2 hanno chiamato gli altri bambini che correndo verso di noi gridavano
“MIIILK, MILK PLEASE”
Abbiamo dato qualche brick di latte a qualcuno di loro, appena in tempo prima che Uèuè ripartisse veloce come un razzo…
Nell’andare via tutti ci salutavano e uno rivolgendosi a Cristian ha alzano il brick di latte al cielo come se volesse dire “alla tua salute”
Bellissimo!
Finalmente, dopo quasi 6 ore di viaggio siamo arrivati in hotel…
Stanchi e con i dolori al fondoschiena!!!
Cristian lungo il tragitto è stato male, sia per le condizioni impervie della strada, ma secondo me anche perchè la notte prima, diciamo che l’ho costretto a star sveglio per le mie fobie!!!

Nei giorni seguenti al safari ci siamo goduti per intero il relax che la spiaggia che Barracuda ci offriva!
Bagno in mare, bagno in piscina, sole sole e ancora sole in spiaggia…. Tanto che giovedì mi son presa una gran bella insolazione!!!!
Avevo le treccine quindi il cuoio capelluto praticamente scoperto, e nonostante il bandana prestatomi da una ragazza romana, mi son scottata la testa… e che dolore!!!!
Eravamo andati in giro nella baia del Barracuda Inn dato che la marea si era ritirata, e fino a mezzogiorno avevamo il tempo di andare alla scoperta delle bellezze marine lasciate scoperte dal mare! [albumimg]7233[/albumimg]
Dalla e un altro beach boy di cui non ricordo il nome, ci hanno accompagnato alla scoperta della baia, e abbiamo visto un sacco di stelle marine [albumimg]7234[/albumimg] , ricci, granchi e murene che erano attirate da un polipo messo da esca da altri beach boys che cercavano con questa attrattiva di guadagnare qualche spicciolo.
Che bel mare, che spettacolo le stelle marine!!!
L’ultimo giorno invece, ci siamo organizzati all’insegna del magiar bene!!! Infatti alcuni ragazzi romani che alloggiavano come noi al Barracuda Inn, ci avevano informato su un posto chiamato “Ocean Breaeze” dove, si mangiava pesce ottimo, ad un prezzo veramente ridicolo!!! Ci hanno detto di chiedere di Carlos e così abbiam fatto!
Alle 9:00 ******** ci ha dato un passaggio, e una volta arrivati a destinazione abbiamo chiesto di Carlos che però non cera, abbiamo parlato quindi con gli altri ragazzi e abbiamo prenotato il pranzo alle 12.30, richiedendo di mangiare soprattutto un’aragosta a testa e poi il resto a loro piacimento… Ci siamo accordati sul prezzo ed abbiamo dato un anticipo…
Abbiamo pagato 1500 scellini kenyoti, praticamente 15 euro a testa (niente calcolando il fatto che abbiamo mangiato anche l’aragosta!), e nel prezzo erano comprese anche acqua e coca-cola.
Alle 12.30 siamo usciti dal Barracuda Inn e siamo andati alla ricerca di qualche mezzo che ci accompagnasse al posto sopra indicato…
Abbiamo trovato un TUC TUC che ci ha portato a destinazione!
Che cosa è il TUC TUC???!!![albumimg]7239[/albumimg]
E’ un fighissimo Ape a 3 ruote che è il taxi di Watamu per eccellenza!
Troppo divertente andare a zonzo col TUC TUC!
Ci siamo accordati con l’autista l’orario in cui doveva venirci a prendere e lo abbiamo salutato.
Arrivati sulla spiaggia dell’Ocean Breeze i ragazzi ci fanno salire sulla Palafitta costruita da loro stessi… Spettacolare. Conosciamo anche Carlos.
Ci fanno accomodare al tavolo e ci servono un vassoio pieno di crostacei e pesce!
C’era l’aragosta, gamberi, pesce re e un altro pesce di cui non conosco il nome. Ci hanno servito anche il riso cucinato nel latte di cocco, con sopra il sugo di cocco… Rigorosamente da mangiare con le mani! BUOOONO!!!
Tutto abbondante, tanto che eravamo già sazi prima di finire il pesce!
Dopo questo primo vassoio, ce ne hanno portato un altro pieno di frutta fresca: Cocco, banane, ananas e Cri si è fatto portare ache il cocco “morbido” che è il cocco da bere!!!
Che strano sapore che ha!!! Salato direi!
Con la pancia piena siamo scesi in spiaggia a scambiare 4 chiacchiere con Carlos e Dixon.
Abbiamo promesso a Carlos di fargli pubblicità, sia per il posto incantevole, sia per la bontà del pesce pescato e cucinato da loro alla griglia.
Se vi trovate a Watamu, andatelo a trovare, merita!
(la spiaggia dell’Ocean breeze) [albumimg]7236[/albumimg]

All’uscita dall’Ocean Breeze, ad aspettarci c’era il nostro autista con il suo TUC TUC!
Ci ha riportati all’ingresso del nostro hotel e lì abbiamo ritrovato un nostro piccolo amico, un bimbo che si ricordava di noi perchè gli avevamo dato delle caramelle qualche giorno prima.
Gli abbiamo fatto una foto e lui l’ha fatta a noi, metteva la macchinetta fotografica vicina vicina agli occhi anche se il mirino non c’era e c’era il display in LCD. Che carino!
I pomeriggi spesso li passavamo in giro nel villaggio di Watamu,
andavamo spesso a trovare ******* nel suo ufficio, e lì c’era sempre un sacco di gente!
Un sacco di suoi amici, e Cristian si era abbientato veramente bene!
Ormai qualche parola di swahili la masticava, e ogni volta che parlava tutti gli facevano la hola, divertiti dal fatto che c’era un italiano che parlava la loro lingua!
Il bello poi è stato quando, fuori dal negozio di Kamango, artista pittore di Watamu (il negozio di Kamango è esattamente di fronte alla caffetteria italiana, per chi volesse visitarlo), il cugino mi ha chiesto dove avessi trovato Cristian…
In effetti abbronzato assomigliava davvero ad un Turco e non ad un Italiano!!!
Questo ormai me lo dicono tutti, ma chi se lo aspettava che anche in Africa mi avrebbero detto la stessa cosa?
Fantastico!!!

Da Kamango abbiamo comprato un quadro bellissimo; lì intorno si vendono molti batik, ma Kamango crea veri e propri quadri, sono sicura che se venisse in Europa diventerebbe molto ricco con i suoi capolavori! Non ho mai visto un quadro di quel genere (ritratto della savana) bello in quel modo!

Il pomeriggio del venerdì *********** ci ha fatto accompagnare dal nostro nuovo autista “Ronaldo” al rettilario di Malindi e alla fabbrica di legno.
Arrivati a Malindi, è visibile ad occhio nudo la differenza con Watamu, ma anche con Mombasa…
Si nota che a Malindi l’economia gira! Anche se la povertà c’è sempre, almeno i negozi non sono fatti di compensato o lamiera, ma di mattoni e cemento!
Ci sono varie villete di italiani, discoteche ed anche un aereoporto privato dove partono voli interni per i parchi nazionali di Amboseli e Masai Mara.
Arrivati al rettilario, abbiamo conosciuto un ragazzo con una vocina nasale molto simpatica che ci ha fatto da guida!
Abbiamo visto molte specie di serpenti, aquile, alligatori. La più bella era lei. la tartaruga gigante di 150anni! [albumimg]7228[/albumimg]
Era veramente maestosa! E che pelle dura si sentiva accarezzandola!
L’animaletto più simpatico che abbiamo visto era una scimmietta con la caratteristica di avere i testicoli celesti!!!
Cristian e Nicola hanno fatto la foto con una piccola biscia, io…. non c’ho pensato neanche!!!
Però ho fatto la foto con l’aquila e…. avevo paura!!!!
Usciti dal rettilario siamo andati alla fabbrica del legno…
I ragazzi lavorano il legno in un capannone scoperto lateralmente, tutti ammassati tra di loro e tra trucioli e ceppi di legno ancora da lavorare.
Cristian ha cercato di sapere dai ragazzi se almeno venivano pagati correttamente o solo sfruttati dal padrone che poi vende le loro opere nel negozio di fianco.
Siamo riusciti a sapere dal nostro autista (dato che dai ragazzi non è trapelato nulla) che i profitti vengono divisi in percentuale e i ragazzi almeno non ci perdono, …per fortuna!
L’ultimo giorno volge al termine. Io mi accingo a preparare le valigie e Cristian va a farsi un giro al bar del Barracura e lì fa un incontro…
Conosce il ragazzo del bar, Michael, un ragazzo di 31 anni di Gede, villaggio vicino a Watamu.
Michael gli racconta della dura realtà lavorativa che vivono i ragazzi come lui in Kenya.
Lavora dalle 7 del mattino all’1 di notte, 2 giorni si e 2 no.
15 giorni al mese per un totale di 250ore circa per 100€ al mese…
Capisco che la vita in Kenya costi meno, ma 100€ sono anche per loro veramente pochi.
Michael racconta a Cristian che per lo meno c’è bisogno di 300€, e i 100€ gli bastano solo per una settimana.
Michael si ritiene fortunato sia perchè vive ancora con i genitori che hanno lavorato una vita e hanno potuto dargli una mano, sia perchè ha un lavoro fisso. Racconta che il proprietario dell’hotel se ne approfitta e li paga così poco perchè sa che al di fuori dell’hotel i ragazzi non troverebbero lavoro.
Questa è la realtà dei ragazzi Kenyoti, c’è chi sceglie di diventare “Beach Boys” e guadagnarsi la giornata vendendo qualsiasi cosa o accompagnandoti in giro in cambio di qualche scellino, c’è chi invece sceglie la via sicura del posto fisso sapendo che il guadagno sarà veramente misero.

Il mondo purtroppo girerà sempre così fino a che i ricchi comanderanno, le zone povere saranno sfruttate, e al governo ci sarà dittatura.
La è così…

La vacanza è stata rilassante, abbiamo visto tante belle cose…
ma la povertà ti entra dentro e ti fa star male…
Ti senti inadeguato
Vorresti dare tutto quello che puoi, ma sai che non cambierai le loro condizioni.
Ti domandi come quella gente possa vivere nel fango…
Nella poca igene…
E soprattutto come possano continuare a sorriderti, a chiamarti “fratello” e a gioire della vita.

Un giorno ho avuto modo di chiacchierare con una signora italiana che alloggiava nel nostro stesso hotel, e lei ha fatto una considerazione che mi ha trovato daccordo: “la gente del posto fa tanti figli anche se c’è una povertà infinita, questi bambini sono così sereni e tranquilli pur non avendo nulla… I nostri figli invece nascono già viziati, come se fosse nel loro DNA. Se piangono abbiamo le medicine giuste per farli star bene, abbiamo cibo per sfamarli, abbiamo giocattoli per farli crescere ed educarli… eppure, sembriamo sempre infelici, sempre che gli manca qualche cosa…”

Questo viaggio è servito per capire veramente chi nel mondo sta peggio di noi.
Riteniamoci fortunati.
Finchè possiamo, facciamo viaggi, conosciamo il mondo e restiamo in attesa della conoscenza, facciamo in modo che ci entri dentro e ci istruisca.

Ciao a tutti.
Barbara e Cristian

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Ci sono 6 commenti su “Il mio viaggio in Kenya

  1. Jambo Barbara e Christian, ho letto tutto d’un fiato il vostro meraviglioso racconto e vorrei segnalarvi un sito…www.goccenelloceano.org
    questa associazione è nata perchè un gruppo di ragazzi napoletani hanno conosciuto Tuffo e hanno deciso di aiutarlo ad aiutare i suoi concittadini meno fortunati di lui…….anch’io faccio parte di quell’associazione,anche se non conosco personalmente Tuffo, lo sonosco solo di fama perchè è il boss (in senso buono) di Watamu e visto che mi sono affezionata a Dasha, quando devo comunicare con lui mando le mie e-mails a Tuffo e lui fa da postino.
    Un abbraccio fortissimo e W.il Kenya………..mamma Franca

    Se sentite Tuffo salutatemelo tanto…..

  2. Cara Barbara,
    ho letto il tuo racconto e…..complimenti veramente dettagliato e divertente. Vorrei farti una domanda circa la profilassi antimalarica
    Voi l’avete fatta? Se si quale (larian, malarone o altro)?
    Ciao
    Francesca

  3. Ciao Barbara
    ho appena finito di leggere il tuo diario e son tornata indietro ad un anno fa quando stavo per partire per questo posto magnifico!!
    Anche io ho avuto la fortuna di conoscere il mitico Tuffo e ci sentiamo tuttora via sms.
    Ogni volta che sento parlare di kenya mi vengono i brividi e ho una certezza: tornare il questo magnificio Paese. :yeah:

    Baci

  4. Carissima Barbara sono davvero felice che sei andata all’ocean breeze, hai conosciuto la persona che tutt’oggi mi fà rimpiangere di essere tornata in italia. Carlo anche se io lo chiamo Re Carlo tutt’ora ci sentiamo lui mi manda gli sms io gli telefono lui mi ha veramente strappato il cuore il suo parlare cosi poco, calmo non invadente ma molto molto dolce aiutami anche tu a fargli pubblicità se lo merita tantissimo. Ciao bacioni Denis

  5. ciao sono contenta che tu sia stata bene con carlo,l’ho conosciuto anch’io e devo dire che è proprio uan persona adorabile,un ragazzo che si da molto da fare senza chiedere niente in cambio,consiglio a tutti quelli che sono in partenza per il kenya di andare alla spiaggia ocean breeze merita davvero!
    buon viaggio a tutti!
    claudia

  6. CIAO………
    SONO RIMASTA INCANTATA DAL TUO MERAVIGLIOSO RACCONTO..QUASI MI COMMUOVO.
    IO SONO STATA UN MESE A MALINDI E TRA POCO RIPARTO,NON RIESCO A STACCARMI DAL KENYA.
    ADESSO CON UNA MIA AMICA CHE GIA’ E’ PARTITA STIAMO CERCANDO DI ORGANIZZARCI PER UN PROSSIMO FUTURO.
    STO PER CAMBIARE LA MIA VITA….

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