Impressioni su Buenos Aires

Estate 2003, una delle più calde degli ultimi anni, tanto che si trovavano dei pesci tropicali nel Mediterraneo. Per fortuna non soffro tantissimo il caldo, ma il mio ragazzo si. E’ stata la nostra prima vacanza assieme, anche perchè ci eravamo messi insieme da poco.

Partiamo da MXP con volo Alitalia dopo la mezzanotte, si doveva partire alle 23:00. Arriviamo a Buenos Aires dopo le 7:00 del mattino e troviamo mio cugino ad attenderci. Appena usciamo dall’aeroporto troviamo la bellezza di 0 gradi e sinceramente avessi potuto, avrei preso il primo volo disponibile per tornare a casa, in estate, al calduccio.

A questo punto prendiamo un taxi per la capitale. Quello che mi colpisce subito è l’ampiezza delle strade. Col fatto che avevamo dormito durante il volo, eravamo belli arzilli e quindi avevamo gli occhi ben aperti per goderci il panorama. Poco prima di arrivare a Buenos Aires, ci imbattiamo in un’enorme favelas. Mio cugino ci spiega che è gente che ha lasciato le campagne in cerca di fortuna nella grande città, senza sapere in quale degrado sarebbero andati a finire…o forse si?
Arriviamo a casa di mia cugina, la figia grande di mio cugino. E’ la prima del clan che conosco. Siamo ospitati da lei. Appena arrivati ci dà 1 mazzo di chiavi a testa ed in più ci mette a disposizione la sua camera da letto, in quanto ha un letto matrimoniale. Subito dopo andiamo dall’altra figlia, che avevo conosciuto in Italia più di 10 anni prima. E’ stato stupendo conoscere ed abbracciare i suoi due bambini.

Dopo aver salutato la truppa, andiamo nella zona chiamata Tigre con un trenino/MM. Questa zona è situata praticamente sulla foce del Rio de la Plata. E’ una zona davvero carina, peccato che il fiume non sia più d’argento (plata). Qui si possono trovare dei deliziosi ristorantini dove apprezzare la carne argentina alla griglia. Ragazzi che carne. Per chi dovesse andare in Argentina, spero non sia vegetariano, perchè si perderebbe qualcosa di ghiottissimo. Immaginatevi di camminare sotto un bel sole con un profumino delizioso di carne alla brace/griglia che vi sollettica il naso e vi apre lo stomaco. Abbiamo mangiato all’aperto, in quanto di giorno al sole la temperatura toccava i 20 gradi. Ci siamo abbuffati di filetto e spiedini di rostbeaf e verdure alla griglia, dolce, bevande ed ottimo vino rosso, ma buono per davvero, e abbiamo speso neanche 10,00 € a testa.

Il giorno dopo ci svegliamo belli pimpanti pronti per andare alla scoperta di questa splendida città. Prendiamo il treno, e lungo il percorso vediamo come cambia la città e cosa più sorprendente, sono i KM di campi da tennis in terra rossa che vediamo scorrere dai finestrini. Ora capisco perchè l’Argentina sforna così tanti tennisti. Mio cugino mi ha detto che tutti lì più o meno la pallina al di là della rete la sanno tirare.
Arriviamo al capolinea e ci immergiamo in questa splendida città. Decidiamo di non prendere nessuna cartina e di camminare senza meta. All’inizio non sappiamo da dove iniziare…ma poi imbocchiamo l’Avenida de Florida con tutti i suoi negozi e pedonale. Camminando arriviamo fino alla CASA ROSADA, e sorpresa sorpresa, è rosa solo sul davanti e dietro è bella grigia. Ci siamo rimasti di stucco perchè uno non se lo aspetta.


Per mangiare no problem, ci sono ristorantini ecc in ogni dove. Il mio ragazzo in 2 settimane ha messo su 6 kg, si mangia davvero bene là. Voi non potete immaginare, ma abbiamo passeggiato per ore ed ore..scattando una marea di fotografie. PUERTO MADERO è una zona dove ci potresti passare ore. Il ponte che collega le due rive, è stato inaugurato nel 2000. E’ una bella struttura lineare, moderna ma non troppo pesante. Non dà fastidio, anzi.

Buenos Aires se non ricordo male, ha più di 17 milioni di abitanti. L’80% dei cognomi di cui è composto l’elenco telefonico sono italiani. Infatti ci si sente a casa. Vagando per la città, si nota, sia di giorno che di notte, che è una città vivissima. I cinema sono aperti dal mattino e l’ultimo spettacolo è alle 0:00. E’ una città culturalmente ed artisticamente molto vivace. Piena di teatri e con l’Opera. Vi sono poi molti ristoranti, bar, pubs con musica dal vivo. Si vede che è una città che vuole rissollevarsi dalla crisi. E’ una città europea. In alcune zone sembra di essere a Parigi. In altre in Italia. La Boca è stata fondata dai genovesi. E’ un miscuglio di stili. I palazzi sono splendidi. Gli argentini appena scoprono che sei italiano, ti sommergono di domande, come a voler sapere se alla lontana si potrebbe essere parenti. Non si hanno problemi di comprensione. Dopo alcuni giorni che eravamo lì, riuscivamo pure a seguire i films in lingua.

Buenos Aires è chiamata Capital Federal. Infatti bisogna specificare questo quando si manda la posta, sennò si rischia che non arrivi. Col fatto che la città è così immensa, è stata suddivisa in quartieri: La Boca, Acassuso, San Isidro ecc. Non mi ricordo l’esatto numero. Ogni rione ha proprio un suo comitato che prende decisioni.

Gli argentini hanno sofferto tantissimo durante la dittatura e molte ferite sono ancora aperte e sanguinano. Mio cugino, durante il tour a piedi mi indicava dove le squadre della morte facevano sparire le persone, soprattutto giovani. Come mi disse:” Hanno ucciso una generazione, grazie all’aiuto della CIA.” Lui ha parecchi amici che non hanno ritrovato i figli. Ancora adesso in Plaza de Mayo, le nonne/mamme chiedono giustizia. Basti pensare che ci sono i campioni di sangue in un ospedale cittadino che servono per quando trovano fosse comuni….per il DNA. Oppure per i bambini “persi”, nel senso che prendevano donne in stato di gravidanza, le facevano partorire, le uccidevano e vendevano o regalavano i figli a coppie sterili vicino al regime. Ci sarebbe tanto da scrivere…….

Il mio ragazzo si è fermato due settimane, mentre io tre. E’ stata una bella esperienza. E’ stato come tornare….in un’altra casa. Mi sono trovata bene e l’Argentina avrà sempre un posto speciale nel mio cuore.

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