Kenya: Crazy Wheels tra sogno e realtà

A chiunque aprirà questa lettera x leggere del Kenya e di quel male che ti entra nell’anima e la rende fragile a tal punto da sentirsi privi d’effetto in questa dimensione,spero ritrovi tra queste righe ciò lui stesso,come me,ha potuto provare…..e chi ancora non ha avuto modo di godere di questa fortuna mi auguro che tra queste parole possa trovare la spinta x innestare la marcia giusta e partire….alla volta di un’avventura che non avrà paragoni…

Per non cadere troppo nel banale di tutte le lettere ormai lette e rilette nei vari siti in cui sono entrata,mi sono affidata ad ********,con cui molti miei amici con la stessa passione x il safari,hanno creduto, Un ragazzo che dall’età di 5 anni custodiva nel suo piccolo grande cuore un amore chiamato savana,un ragazzo che a 20 anni, con la sua umiltà ha lasciato l’Italia x inseguire un sogno che ha preso fra le mani e ha plasmato a tal punto da creare un safari senza paragoni….e che ha regalato a me e a tutti coloro che hanno condiviso l’esperienza del CRAZY WHEELS una vera e magica avventura senza confronti!!!
E’ la seconda volta nel giro di un anno che parto x il misterioso Continente Nero,e sempre x la seconda volta,il motivo è il safari…
Dall’Italia mi sembrava che una voce dal Kenya mi chiamasse,e mi dicesse che mai tornare in savana x 2 volte nel giro di breve tempo era la stessa cosa…e così è stato.
Dopo svariate informazioni,decidiamo io e la mia migliore amica di prenotare 2 settimane al SUN PALM a Watamu,un villaggio ricco di vegetazione,dove le parole chiave sono pace e serenità…giunti a destinazione ci accorgiamo subito che in alcun modo le nostre aspettative vengono smentite,e così,dopo 2 ore di tragitto (dall’areoporto al
villaggio)attraverso strade fittizie,scenari da togliere il fiato e odori che ci accompagneranno x tutto il soggiorno comincia la nostra avventura….
E bene s’inizia…….. In tarda mattinata dopo aver svolto le classiche pratiche di registrazione delle camere,e dopo aver acquisito le nozioni basilari ci dirigiamo verso la spiaggia….davanti hai nostri occhi si ripresenta una distesa color borotalco che pochi mesi prima avevamo lasciato,lunghe lingue di sabbia che sembrano aver preso il posto del mare,e invece no!lui è là che aspetta a risalire con tutta la sua potenza,la sua limpidezza,e la sua ricchezza…..il cuore mi batte le gambe mi tremano e le lacrime a stento riescono a non scendere!sono tornata in Kenya,sono tornata x riabbracciare il mio Mondo Fantastico,il sole,la gente,il mare e il calore che lo rende vivo!!! Nel primo pomeriggio incontriamo finalmente ********…il sorriso genuino che ci regala fa capire quanto lui sia già a tutti gli effetti un italo-kenyota,adottato con molto piacere dalla popolazione!!!
Ci racconta del safari,della magia che la savana può regalare…tutte cose che io e la mia amica sapevamo già,ma che mai e poi mai ci aspettavamo che sarebbero tornate a far visita ai nostri cuori in maniera così forte e prorompente…e tutto grazie a lui e a ciò che ci ha fatto vivere con lo spettacolare safari che ci ha proposto (CRAZY WHEELS)!!! Mentre parlava i suoi occhi di grande bambino si accendevano di una luce mai in nessun uomo con grandi passioni ho potuto vedere…e 3 parole si sono stampate nella mia mente”IL TUO SAFARI”….non ci potevo credere …aveva ideato un safari a misura d’uomo,dove tu e la natura eravate i protagonisti,dove tu in prima persona eri l’artefice del tuo Documentario e delle tue scoperte!!! Non ho resistito, ho guardato Baby e le ho chiesto se se la sentiva, e lei con grande gioia ha risposto “ certo Taty, è il safari che abbiamo sempre desiderato!”; e così siamo tra le prime ad avere acquistato il misterioso CRAZY WHEELS. In modo più dettagliato ci fa assaporare il gusto di ciò che sarà, e con la sua carica in corpo rientriamo nelle nostre camere in attesa di trascorrere i 3 giorni che ci separano dalla partenza. L’attesa sembra durare settimane e così nel frattempo ci concediamo rilassanti giornate piene di sole ad interagire con ospiti che hanno già provato l’esperienza CRAZY WHEELS.
Finalmente arriva mercoledì, alle 6 si parte dal villaggio. Siamo solamente io e Baby visto che questo safari e` esclusivo solo per due persone e con la guida che ci accompagnerà per due giorni nella magica terra rossa dello
Tsavo, lui si chiama *****, un simpatico volto color ebano e un sorriso che trasmette quella voglia di vivere che in Kenya diventa dilagante… Lungo il tragitto…io e Baby abbiamo i volti incollati al finestrino…la conosciamo quella strada, fatta pochi mesi prima al rientro dal nostro primo safari, ma riesce sempre ad ammaliarci…non ci parliamo per circa due ore, il tempo di raggiungere l’entrata dello Tsavo est…Saro scende dalla jeep poche chiacchiere con il ranger, sempre gentili e ridenti e nel giro di pochi minuti varchiamo il magico ingresso.
Gli occhi si fermano ad ammirare con stupore il disordine della savana e la mente comincia a viaggiare verso orizzonti che sembrano non avere fine….ero finalmente un personaggio della Blixen in uno dei suoi affascinanti racconti, potevo sentire gli odori, le emozioni, il caldo vento
africano sulla mia pelle e il sole sempre alto in cielo che mi baciava ed il mio cuore batteva a rintocchi che nel silenzio facevano eco….ero viva, ero in Kenya! Le sconfinate distese mi facevano sentire piccola rispetto all’opera d’arte a cui l’uomo non aveva messo mano; ***** mi guarda e sorride “Muzungu è arrivato il momento che tanto sognavi, è ora di essere a capo del tuo documentario!”, mi siedo al posto di guida, le gambe mi tremano, ma pian piano prendo pieno possesso della jeep, al mio fianco ***** ride e si diverte nel vedere la mia paura mista ad euforia che traspare dai miei occhi…mi rassicura, mi dice che non c’è niente di cui avere timore ed io mi affido a lui e alla tranquillità che la sua voce emana. Avvistiamo i primi padroni di quel pezzetto di mondo, una coppia di dik dik, un gruppetto di elefanti….e poi gazzelle,zebre,giraffe,ecc; non ci potevo credere, era un sogno, un’emozione unica… Per l’ora di pranzo ci dirigiamo verso il Lion Hill, un ristorante divenuto famoso dalla sua indimenticabile posizione, esso infatti è situato su di una collina quasi piramidale da cui si gode di una vista incantevole che domina tutto lo Tsavo Est e Ovest e lì io e Baby ci concediamo un pò di relax a tavola. Nel pomeriggio proseguiamo il nostro safari, alla guida del suzuki 4×4 Ci alterniamo io e Baby, la paura del mattino è passata e adesso mi godo in modo molto più gradevole l’avventura. Dopo un’ora, alla radio, si sente “Simba….Simba”, Saro prende subito i contatti con la voce a me sconosciuta, si fa indicare la posizione e dopo poco siamo nel bel mezzo di una scena a dir poco suggestiva per noi comuni visitatori, a pochi metri da noi si stava svolgendo il cerchio della vita, a sinistra due solenni leonesse con i loro dolcissimi cuccioli e a destra the king, l’unico e indiscusso re della savana che si concedeva il suo meritato pranzetto; l’odore era nauseabondo, ma lo spettacolo ci aveva privato del sospiro e dell’olfatto….immobili con il cuore che sembrava rinchiuso in una gabbia, restiamo incantati per 40 minuti ad osservare; per tutto il resto del giorno e ancora oggi ho impresso nella mia mente ciò a cui ho potuto assistere. Alle 17.00 usciamo dal parco dello Tsavo per entrare nella “riserva del Ngutuni Lodge” ed iniziamo il fuori pista, un’esperienza bellissima che ancora non avevamo avuto modo di provare e così grazie a questo safari ho guidato, la instancabile jeep, attraverso percorsi sconnessi e strade inesistenti. Sono arrivata vicino ai veri protagonisti della savana, percependo tutte le emozioni più forti che un uomo possa provare…sorpresa, brivido, stupore.
Prima che possa scendere il tramonto ***** ci accompagna a piedi su di una collinetta che domina l’intera riserva, la vista è incantevole e l’accoglienza è estremamente cordiale.
Io e la mia amica ci sediamo su una coperta masai messa a terra da ***** e con grande ammirazione guardiamo il sole che posandosi sulla coloratissima terra rossa dona a noi la visione di un grande quadro dove le sfumatura del giorno si fondono con quelle della notte che si presta a giungere; su distese sterminate dove il nostro sguardo si perde all’infinito, ***** stappa una bottiglia di buon vino africano e mangiando stuzzichini vari attendiamo l’imbrunire e così alla fine della giornata. indirizziamo poi la nostra jeep verso il lodge.
Il lodge è carino, da un lato della sala da pranzo (all’aperto, sotto un enorme tetto makuti) è possibile ammirare due pozze d’acqua con il contorno della terra rossissima della savana, dove diversi elefanti si ritrovano per abbeverarsi. Ci sono soltanto delle basse protezioni (steccato in legno) che ci separavano dagli animali.
Dopo cena partiamo x il NIGHT GAME DRIVE,la brezza notturna ha preso il posto del sole che scaldava la nostra pelle nelle ore pomeridiane,e credevo fosse quello il motivo del brivido che scorreva lungo la schiena,ma ben presto mi accorgo che in realtà è l’infinito nulla a farmi assaporare quel cocktel di emotività….il silenzio in Africa è pieno di suoni,e la sensazione di solitudine è piena di presenze…e solo così ci accorgiamo che tanti occhi gialli e profondi ci stanno osservando…dopo poche ore rientriamo al lodge x riposare la nostra vista da tutto quel susseguirsi di scene,che frazionate nell’arco della giornata hanno reso i nostri corpi stanchi e inermi.
La mattina,la partenza dal lodge è all’alba,dopo aver effettuato un abbondante colazione,rientriamo nel parco, e da quel momento in poi veniamo accompagnate anche da un ranger armato fino a raggiungere le cascate Lugard, sulle quali il ranger ci scorto` per circa un km ci farà calcare il meraviglioso granit che caratterizza queste cascate del fiume Galana . Ogni qualvolta le mie gambe si sollevavano per fare un passo,o per oltrepassare un ostacolo,mi rendevo conto che la mia curiosità non aveva fine,e così,ho capito che se essa non poteva cessare, nemmeno la mia passione per quel paese poteva avere un orizzonte….. Dopo circa mezz`oretta di passeggiata nel più assoluto silenzio,per non disturbare la quiete che ci circondava,arriviamo nel punto più adeguato per avvistare il buffo Ippopotamo (il mio animale preferito)…è divertente…il sorriso si imprime sul mio volto…l’allegria mi amplia il cuore,e l’eccitazione fa vibrare ogni parte del mio corpo….beh adesso ne sono certa sono sofferente di quel male misterioso ed oscuro chiamato comunemente “Mal d’Africa”che ispira la dolce malinconia e che riesce all’età di 30 anni a farmi scendere lungo il viso le lacrime ,allo spegnersi un tramonto o nel veder nascere un’alba….questo è il Kenya,terra di speranza e di gioia,culla dell’umanità,dove il confine fra realtà e natura è talmente sottile da poter guardare il panorama in trasparenza.Per l’ora di pranzo rientriamo al lodge e subito dopo si comincia il rientro all`hotel ,passando per una strada meravigliosa,ricca di vegetazione,dove possiamo assaporare la vita vera del Kenya che va avanti,lontano dal turismo che popola Malindi,lontano da tutti i “confort”della città…attraverso paesaggi di cui non conoscevo neppure l’esistenza e portavano alla mia mente i ricordi delle pagine lette nei vari racconti di Kuki e di Corinne…..Gli occhi dei bambini ai bordi della strada erano così profondi da trafiggere il mio cuore,le loro umili manine protese in avanti x chiederti caramelle,biro,cappellini e quant’altro mi riempivano il mio spirito di una grande tristezza, perché noi abbiamo tutto e fin troppo…e poi quel saluto “Jambo ….Jambo” che nel pronunciarlo sembra quasi d’obbligo ridere…nn li dimenticherò mai!
Ogni volta che vedevo morire il sole,e sopraggiungere la notte mi coprivo con il suo scuro mantello e scaldavo il mio corpo con il calore delle stelle,così vicine da poterle toccare.
Rientrata in villaggio,nel tardo pomeriggio,mi sono seduta sotto l’ombra di un albero e ho lasciato che i ricordi delle 2 giornate trascorse nell’incantevole terra rossa,così fragile e forte…triste ed allegra gioiosa e un po’ piangente,mi venissero a trovare….e a quel punto decido di raccontare dipingendo con le parole il mio viaggio che avete appena finito di leggere.
Dedico queste parole alle sole persone che hanno reso speciale questa avventura….a ***** il fiero volto del Kenya che con la sua pazienza e la sua allegria ci ha guidato all’interno della savana…e ad ***** che con il suo grande amore è riuscito a rendere ancor più magico un Safari che già di per se era senza paragoni…bastava guardare in quei grandi occhi per restare affascinati di un paese se poi chi come me coltivava già nel proprio cuore una grande passione ,chiamata Africa,beh in quei grandi occhi riusciva perfino a specchiarsi.
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TATY

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Ci sono 3 commenti su “Kenya: Crazy Wheels tra sogno e realtà

  1. ciao taty,
    ti ho riletta almeno tre volte e ti ho trovata stupenda in questo diario.
    La dolcezza e la poesia che ci sono tra le sue righe fanno davvero bene al cuore e alla memoria di tanti che come te sono stati li, sotto il cielo che con il suo manto stellato ti scalda.
    Davvero bello, davvero ben scritto. Tutte le tue emozioni così intense le hai trasmesse davvero bene.
    Venerdi io riparto!
    ciau

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