2300 km di colori, gente e polvere

Prima di tutto alcune info tecniche.
Periodo: Agosto
Ho prenotato volo e macchina dall’italia approfittando di una promozione del cts ( 9 posti disponibili!!!)
Eravamo in 2: volo + macchina per 9 gg 750 euro (a coppia) + 250 a testa per mangiare,dormire e acquisti vari.
Il tragitto segue + o – quello proposto dai tour.
Casablanca-Fes-Merzouga-Ourazazate-Marrakesh-Essaouira-Casablanca
Il Marocco è un paese davvero tranquillo , basta sapersi adattare alla mentalità araba.

Arriviamo a Casablanca e sotto un sole cocente prendiamo l’autostrada fino a Fes.
La città appare meravigliosamente caotica come tutte le città arabe.

Quando si arriva a Fes il colore che predomina è il bianco; la medina, annunciata da bellissime porte, è fatta da 350 vicoli spesso larghi meno di 2 metri in cui passano persone, carri trainati dagli asini , moto , e turisti spaesati.
Noi abbiamo conosciuto ****** una guida non ufficiale ( per sap. di + leggete la lonely!) che in 2 ore ci ha fatto vedere il meglio di Fes compreso le tintorie al tramonto.
Passare dall’ambiente asettico dell’aeroporto all’autostrada deserta per poi finire nel bolgia di Fes è stato il modo migliore di affrontare il 1° giorno di vacanza.
Suoni, odori e il contatto fisico con le persone danno a questo paese, come del resto nella maggior parte dei paesi arabi, un valore aggiunto alla visita.
Troviamo una sistemazione molto spartana per la notte…

Si parte alla volta di Merzouga.
L’attraversamento dei monti dell’atlante offre panorami mozzafiato.
Per ore si viaggia in mezzo al nulla , nel silenzio, senza incontrare altre auto. Solo il saluto dei bambini berberi che pascolano le greggi lungo i pendii ancora verdi dei monti interrompe questo nulla. In cielo stormi di decine di cicogne appaiono e poi spariscono.
Sosta per vedere le bertucce; consiglio il punto prima di Azrou perché quello successivo è tappa dei pullman turistici…
A Rissani si ha la sensazione dell’ingresso nel deserto, il panorama diventa infatti arido e pietroso; la temperatura raggiunge i 45 gradi all’ombra alle 17.30…
Dopo incontri e situazioni divertenti, irreali e assurde come capitano solo nei viaggi fai da te arriviamo sulla strade che conduce alla famose dune.

Purtroppo il cielo diventa grigio ( presagio di tempesta di sabbia…?) e il solo del sahara sembra quello della pianura padana a novembre quando c’è la nebbia. Abbandoniamo la strada principale all’altezza del cartello del hotel (che avevamo scelto) che punta la sua freccia verso un altro nulla.
La pista come la chiamano i locali è una sterrata di sassi e sabbia; percorribile senza troppi problemi.
Il problema nostro, invece, è che stava per scatenarsi una tempesta di sabbia, il sole stava calando e la ns macchina altro non era che una vecchi fiat Uno!
Nel nulla incontriamo un’altra macchina di turisti con guida locale a bordo, non basta… Ci insabbiamo entrambi. La sabbia si scatena, non si riescono a tenere gli occhi aperti, ci diamo un gran da fare per dissabiare le macchine ma dopo pochi metri siamo da capo.
Dal nulla sbucano 2 tuareg che senza aprire bocca si mettono ad aiutarci. Dopo circa mezzora di delirio e col buio incombente riusciamo a raggiungere l’hotel.
Il vento si placa e sorge una luna piena fantastica che rende il deserto un paesaggio lunare.
Noi e gli altri 2 incontrati nella tempesta ( e che volano subito a letto) siamo gli unici ospiti; io e Elisa mangiamo a lume di candela a ridosso delle dune. Cibo ottimo.
A nanna sul tetto dell’hotel (che, va detto è un curioso incrocio fra una kasba e un fortino della legione straniera fatto di fango e paglia essiccati )
Il giorno dopo alba mozzafiato (poteva essere altrimenti?) e poi dopo un’ottima colazione (degna della cena) via verso Ourzazate.
Sono centinaia di km ma il paesaggi della valle del Dades eliminano completamente la fatica.
La terra è rossa e pietrosa e dopo ogni curva sarebbe doveroso fermarsi e scattare foto.
Arriviamo ad Ouarzazate; la città è molto carina, tranquilla e forse meriterebbe più di una sosta strategica.
Conosciamo un ragazzo italiano che si sta facendo Verona-Ourzazate in solitaria con la moto!
Il giorno successivo si viaggia alla volta di Marrakesh con tappa obbligata ad Ait Benhoudu.
Il sito, patrimonio dell’Unesco, è veramente bello; alle prime luci dell’alba , prima dell’arrivo dei pullmman dei turisti “all inclusive”, da solo meriterebbe il viaggio.

Che dire? Sono altre centinaia di km, ma i monti dell’atlante sanno distrarre a sufficienza; a differenza di quando li avevamo attraversati 2 giorni prima; qui il paesaggio è molto più duro con canyon e salite vertiginose ( si toccano i 2600 metri).

Marrakesh.
E’ una città che può sconvolgere nel bene o nel male. Io me ne sono innamorato.
Piazza Jedmna Elf-na è una sorta di ombelico del mondo; se non fosse per l’illuminazione notturna potrebbe essere una piazza di una città in epoca medioevale.
La scena che si presenta ai ns occhi è questa: una marea di persone fra cui spiccano cantastorie acrobati, tatuatrici, guaritori e altri personaggi.
Ovunque rimbomba il suono dei tamburi e dei flauti degli incantatori di serpenti.
Il fumo si leva dalle braci dei banchetti.
E’ vita allo stato puro.
Su questo scenario poi si estende improvvisamente la voce del muezzin che dalla moschea di Koutobia copre ogni suono.
Abbiamo passato 2 giorni fra il souk (splendido e più vivibile di quello di Fes, )e la piazza.

Puntiamo la macchina verso il mare.
Essaouria sembra un tranquillo paesino ligure rispetto a tutto quello che abbiamo visto.
La sera c’è il classico passeggio, di giorno la gente occupa la spiaggia e i bambini giocano in acqua.
Dopo tanta caldo, polvere e caos, Essaouira è il giusto riposo; 2 giorni fra la gente in un contesto completamente diverso.
Cammelli annoiati sulle spiagge e gabbiani, a centinaia, in cielo.
Sicuramente è la più europea delle città viste, ma i turisti sono per lo più marocchini.
Il clima è davvero calmo… La cosa che mi ha colpito di più è stata la serenità della gente in spiaggia.
Migliaia di persone e, in mezzo, centinaia di giovani, donne, anziani intenti a giocare a calcetto o a racchettoni. Non ho mai sentito qualcuno urlare o un padre sgridare un bambino.
Tutti sorridenti e quando palle o palline finivano addosso a qualcuno , una battuta o un sorriso e tutti contenti.
Impedibile è il tramonto dai bastioni. Fra un merlo e l’altro ci si può sedere comodamente in 2 e aspettare che il sole si immerga completamente nell’atlantico.

Il rientro a Casablanca ci riserva alcune sorprese.
Scopriamo infatti che la zona nord della città è una sorta di Beverly Hills marocchina con villette a schiera giardini traboccanti di verde e fiori , vialetti in cui lasciare l’auto ( di lusso ), viali orlati di palme e pontili sul mare stile california.
La parte vecchia della città ricorda un po’ Madrid con bei palazzi antichi , piazzette e boutiques.
Vicino al ns albergo inaugura una pizzeria d’asporto che regala le pizze; conosciamo il proprietario…italiano di Brescia!

Rientro a casa.

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