Incredibile Berlino

Partenza da Orio al Serio il 26 Dicembre ore 8.30, viaggio comodissimo e alle dieci atterriamo all’aeroporto Tegel. Abbiamo volato con Air Berlin, prenotando a fine Luglio per un costo complessivo di €. 158.= a/r per due persone, tasse incluse.
La nebbia è tanto bassa che dall’aereo vediamo sbucare la torre della televisione!
Recuperiamo i bagagli e prima di raggiungere la città ci fermiamo al bar a fare colazione (e mangiando il primo di una lunga serie di krapfen).
All’uscita tentiamo di prendere i biglietti validi per bus e metro dalla macchinetta, ma l’addetto della biglietteria ci chiama e ce li fa lui.
Abbiamo sempre acquistato biglietti giornalieri a € 5,80 a persona, validi per le zone A e B (l’aeroporto è in zona B), anche se di solito si rimane all’interno della zona A (ma solo per quella non c’è il biglietto).
Alla fine forse ci conveniva un biglietto da 7 giorni, ma è andata così.
Il freddo è intenso e pungente, mettiamo sciarpa, guanti e cappello e saliamo sul bus (il giornaliero si deve obliterare) n. 109 o X9 fino alla fermata: Jacob-Kaiser platz (una sola fermata), da lì prendiamo la metro U7 fino a Blisserstrasse, dove c’è il nostro albergo.
In metropolitana non c’è molta gente e le strade sono deserte!
L’albergo si chiama Gasteiner Hof (http://www.gasteiner-hof.de), trovato casualmente leggendo un resoconto di viaggio, quando ormai pensavamo di spendere un sacco di soldi per l’alloggio.
E’ un due stelle in una zona residenziale, vicino alla metropolitana.
Abbiamo pagato € 52.= a camera, colazione inclusa.
Temevamo di non trovarci bene, visto il prezzo, invece la camera era ampia, con il bagno (c’è anche l’opzione senza bagno in camera), nuova e molto pulita. Dava sull’interno ed era perciò silenziosissima (comunque la zona non è molto rumorosa).
Siamo usciti e abbiamo iniziato la nostra visita di Berlino.
Per prima cosa andiamo a Potsdamer Platz e subito ci troviamo davanti palazzi enormi, cantieri, edifici moderni.
C’è anche un mercatino di Natale superstite, che non pensavamo di trovare. Lo visitiamo mangiando il tipico panino con la salsiccia (ci sembra di essere a Rothenburg!) e un krapfen (mi sa che stiamo un po’ esagerando, la bilancia si farà sentire!). Ma questi krapfen sono buonissimi, perché, per assurdo, non sono dolcissimi (il troppo dolce mi nausea) e hanno un ripieno di mirtilli molto buono.
Dopo la breve visita, ci dirigiamo verso la porta di Brandeburgo (a piedi), osservando il memoriale agli ebrei alla nostra destra, davvero molto interessante (e un po’ inquietante).
Il freddo è tagliente, ma resistiamo e cerchiamo di scaldarci camminando.
Ci dirigiamo verso il Parlamento, dove sapevo che avremmo trovato coda, cosa che in effetti è stata, ma non era eccessivamente lunga, quindi abbiamo deciso di fermarci per salire sulla cupola.
Dopo venti minuti siamo riusciti a entrare, anche se il tutto era rallentato dai controlli con il metal detector e con l’ascensore abbiamo raggiunto la cima.
Bella la cupola con il meccanismo salita e discesa simile a quello del pozzo di San Patrizio a Orvieto, foto di rito, ma poi siamo scesi perché gelavamo (se insisto è perché faceva freddissimo, io mi sono presa anche mal di gola e raffreddore), siamo entrati in un bar a berci un tè bollente e non apprezzo mai una buona tazza di tè come quando sono all’estero e fa freddo! Inoltre, alle quattro è già buio, motivo in più per cercare “riparo” in un’oasi calda!
Dopo esserci ripresi, abbiamo passeggiato lungo Unter den Linden con tutti i tigli illuminati a festa e siamo giunti a Gendarmenmarkt, dove abbiamo trovato altri mercatini di Natale (e chi ci sperava?).
Qui si deve pagare 1 € per entrare a persona, c’è una folla incredibile, anche se in generale a Berlino non abbiamo trovato tanta gente e le bancarelle non sono quelle classiche, ci sembra un mercatino un po’ più sofisticato!
All’uscita, nonostante non fossero ancora le sette, ma ricordandoci delle abitudini tedesche decidiamo di andare a mangiare, il locale era vicino alla fermata di Friedrichstrasse.
Dopo cena (io mi sono presa un buonissimo Gulasch) siamo tornati in albergo.
Devo dire che la metropolitana di Berlino ci è sembrata molto sicura, come la città in genere, nemmeno la minima faccia potenzialmente sospetta.
Credo che sia la città che ci ha dato l’impressione di maggior sicurezza.

27 Dicembre
Dopo un’abbondante colazione e dopo aver acquistato la card alle macchinette (non tutte le stazioni hanno la biglietteria, solo quelle più grosse, e le macchinette prendono monete o carta. Siccome lo stesso problema si era presentato a Monaco, mi ero ricordata di portare il mio bancomat, che ha anche il circuito Maestro, molto più accettato delle carte di credito, infatti anche in questa occasione si è rivelato utile, in quanto l’unico accettato).
La prima destinazione era il Duomo, monumento molto imponente, sbucato all’improvviso da un angolo della strada.
Ma prima ci facciamo tentare da un giro su battello della Sprea (€ 5.= a testa) con guida in tedesco (un po’ difficile da seguire!).
Il tutto è durato un’ora circa, in parte interessante, ma dopo un po’ io mi sono annoiata e non c’era il riscaldamento (si erano un po’ appannati i vetri).
Alla fine, piuttosto felici di tornare sulla terraferma, ci siamo diretti verso il Museo Pergamon, dove abbiamo acquistato la card che per € 15.= fa entrare gratuitamente in diversi Musei, che sono elencati nel biglietto.
La visita ci è piaciuta (più che l’altare di Pergamon, la porta di Ishtar e le collezioni di arte islamica).
All’uscita, siamo andati a piedi verso la Marienkirche, l’edificio del Rathaus, la fontana di Nettuno e il Nicolaiviertel, dove ci siamo ripromessi di tornare a cenare.
Abbiamo preso la metropolitana e ci siamo diretti a Checkpoint Charlie.
Nonostante ci fosse anche scritto, siamo riusciti a sbagliare (!) e a scendere alla fermata dopo! All’uscita ci siamo accorti che non c’era nemmeno l’ombra di quello che stavamo cercando e abbiamo estratto la cartina.
Subito si è avvicinato un signore che ci ha chiesto gentilmente se ci servivano indicazioni (mi è successo solo un’altra volta in Portogallo).
Non vorrei generalizzare, ma i berlinesi sono davvero cordiali e disponibili. Non è del tutto vero che non parlino inglese, con noi ci hanno sempre provato!
Torniamo in metropolitana e scendiamo alla fermata giusta.
Per noi è stato emozionante arrivare qui.
Sarà che è l’immagine che si vede più spesso nei documentari su Berlino, ma quell’immagine del soldato russo fa venire un po’ di brividi, così come il cartello rimasto: state lasciano Berlino ovest.
La zona è piena di gente e di negozi che vendono souvenir (e pezzi di muro), sinceramente non mi hanno dato così fastidio.
Ci fermiamo a mangiare in un bar di questa via.
A piedi andiamo verso la “Topografia del terrore”, in cui viene spiegata in tedesco la genesi del nazismo, della seconda guerra mondiale e del muro, ma è buio e non si vede nulla!
Decidiamo di tornare indietro, ma prima facciamo una tappa da Starbucks per un tè (per rimettere in moto le funzioni del nostro corpo).
Piccola parentesi: lo sappiamo che Starbucks non è tedesco, ma l’abbiamo adorato (ho comprato anche la tazza!).
Fantastici divanetti da cui si vede la gente che passa, ci si serve da soli e si rimane quanto si vuole, troppo rilassante!
Dopo un bel po’ decidiamo di tornare direttamente a casa senza cenare, perché abbiamo pranzato tardi e i panini erano un po’ indigeribili.
Non è male nemmeno stare in albergo, nella pace assoluta e guardando le finestre dei vicini illuminate con candele (al mattino c’è pure un pazzo che spalanca la finestra e fa respiri profondi al gelo!).

28 Dicembre 2006
La mattina l’abbiamo trascorsa a Charlottenburg, arrivando fortunatamente prima di una discreta folla. Per €.8.= abbiamo scelto di visitare gli appartamenti barocchi, visitabili solo con guida (un tizio troppo simpatico che ci ha parlato in inglese, anche se continuava a schermirsi e a dire che non parlava bene!).
C’era la possibilità del biglietto cumulativo senza guida per i vari edifici del parco, ma alcuni erano chiusi e vagare per l’immenso giardino a quelle temperature non era il caso!
La visita è durata circa un’ora, interessante, anche se non si arriva allo splendore dei palazzi viennesi.
All’uscita siamo andati a Kurfurstendamm, via particolarmente animata con un sacco di negozi. Salendo i gradini della metro abbiamo trovato una bellissima sorpresa: la neve!!
Con l’inverno mite che abbiamo quest’anno in Italia, probabilmente non ci saranno altre occasioni di vederla!
E c’erano i mercatini! Un’atmosfera perfetta!
Siamo entrati nella Kaiser-wilhelm-Gedachtnis Kirche, chiesa monumento simbolo di Berlino, bombardata nella seconda guerra mondiale e lasciata semidistrutta (in parte) come memoriale, invece di ricostruirla secondo l’originale
Abbiamo preso qualcosa da mangiare alle bancarelle e siamo andati per negozi, passeggiando sotto la neve, entrando anche nel famoso KaDeWe…immenso!!
Non siamo riusciti a girarlo tutto, c’erano talmente tante cose che dopo un po’ ci siamo stufati. I saldi erano già cominciati, ma non abbiamo trovato nulla che ci piacesse.
Siamo tornati in metropolitana, anche se abbiamo un po’ faticato a capire la direzione da prendere, perché alcune linee erano interrotte per lavori e abbiamo dovuto cambiare tre linee, per arrivare all’isola dei musei, dove volevamo visitare il Museo Egizio (che non è a Charlottenburg come scritto sulla guida), grazie al nostro pass.
Le strade erano piuttosto scivolose, avevo appena finito di dire a Mauro che temevo per la mia incolumità (e lui a dire: FIGURATI!), che un ragazzo ha fatto un capitombolo proprio davanti ai nostri occhi!!
Abbiamo fotografato il Duomo con la neve e siamo finalmente entrati nel Museo, belli fradici e congelati!
Il Museo (dove abbiamo dovuto depositare le borse/zaini) non è un gran che (niente a confronto di Torino e Il Cairo, anche se questo non l’abbiamo visto), se non per la testa di Nefertiti, fantastica, una bellezza perfetta.
Ora davvero capisco chi diceva che valeva la pena entrarci solo per questo, condividiamo in pieno.
Prima di immergerci di nuovo nel gelo siberiano, abbiamo bevuto una cioccolata calda nel bar del Museo.
Abbiamo deciso di tornare in albergo per riposarci un po’ (ogni volta diciamo che intendiamo prendercela comoda, ma non succede mai, maciniamo chilometri e siamo sempre esausti).
Dopo circa un’ora siamo usciti di nuovo, abbiamo preso la metropolitana fino ad Alexanderplatz, abbiamo visto la torre della televisione e ci siamo diretti verso Nikolaiviertel, dove siamo entrati in un ristorante, che aveva per fortuna un microtavolo ancora disponibile.
Abbiamo mangiato benissimo e la spesa non è stata eccessiva (non abbiamo trovato Berlino così cara, comunque) e il posto era molto carino, caldo e accogliente e particolare.
All’uscita, breve passeggiata e ritorno a casa molto lungo, perché ho voluto fare tutta la strada con la U-bahn e non con la S-bahn.
Però questi viaggi serali in metro mi sono piaciuti, la città nera fuori, i ragazzi che andavano a divertirsi, le coppie che andavano a cena da amici (con bottiglie di vino in mano), bello immaginarsi la vita normale dei berlinesi!

29 Dicembre 2006
La neve è ormai del tutto scomparsa, c’è un pallido sole che ci fa ben sperare, ma…c’è un vento gelido che abbassa di nuovo la temperatura, io ho già la gola in fiamme e un raffreddore incombente.
Con la metropolitana abbiamo raggiunto il Museo Ebraico, sempre compreso nel pass. Questa volta, invece di mostrare semplicemente la card siamo dovuti passare in cassa per farci dare il biglietto, dopo aver lasciato quanto di voluminoso avevamo addosso al guardaroba.
Il museo e’ interessante, soprattutto per la sua architettura: corridoi sconnessi e non allineati, per dare l’idea del disorientamento degli ebrei e una camera gelida, in cui si entra e si viene lasciati soli al buio.
Si prosegue con la mostra vera e propria, cioè la storia degli ebrei dal Medioevo a oggi e tutte le persecuzioni a cui sono stati sottoposti.
E’ molto interessante, ma alla fine erano troppe cose da vedere e noi eravamo esausti, anche il museo e’ molto interessante, interattivo e stimola molto la curiosità. In ogni caso è particolarmente ricco ed esaustivo.
All’uscita giretto nel mercatino di Hannukkah (se si scrive così), dove abbiamo pranzato.
Siamo tornati alla Topografia del Terrore, anche se già cominciavamo a rimpiangere i primi giorni, in cui c’erano pochi turisti, ora invece stanno arrivando per festeggiare l’ultimo dell’anno e ci si muove con maggiore fatica.
Dopo questa visita piuttosto frettolosa, anche perché era scritto tutto in tedesco, abbiamo deciso di sfruttare il nostro pass per l’ultima volta e ci siamo diretti al Centro Anna Frank (M: Hackesher markt), che non è molto ben segnalato, anche se poi siamo riusciti a scovarlo.
E’ all’interno di un caseggiato particolare, probabilmente lasciato com’era, si devono salire alcune rampe di scale piuttosto ripide. Non è molto grande, ma è stato interessante, ci sono foto di Anna, riproduzioni di lettere, descrizioni della sua famiglia, foto dell’alloggio segreto, in parallelo con l’avanzata del Nazismo.
Ci ha fatto venire una gran voglia di andare ad Amsterdam!
Sul marciapiede, all’ingresso, c’è una targhetta che commemora la deportazione di due ebrei berlinesi che abitavano proprio qui. Leggere quelle parole ci ha emozionato, anche perché è stata una scoperta casuale.
Visitare un museo dedicato anche all’olocausto è sicuramente un’esperienza forte, ma in un certo senso, è slegato dalla realtà, perché all’interno di un luogo istituzionalizzato, rendersi conto che proprio qui, al centro del via vai di turisti e non, qualcuno si stato strappato alla propria casa e alla propria vita ci ha colpito moltissimo.
Allo stesso modo, pensare di poter attraversare liberamente il confine tra Berlino Est e Ovest, mentre per anni tante persone hanno sofferto per questa barriera, per la mancanza di libertà, è qualcosa che fa riflettere moltissimo.
E’ questo che ci è piaciuto di Berlino, la voglia di andare avanti, senza dimenticare, abbiamo percepito la sofferenza, le ferite ancora sanguinanti e abbiamo ammirato la capacità dei suo abitanti di essere riusciti a integrare questa divisione e abbiamo compreso la loro voglia di ricominciare occidentalizzandosi (vedi multinazionali).
Magari non è una città bellissima architettonicamente, ma colpisce davvero l’anima, per questo motivo ci è piaciuta da morire e ci spiaceva partire, ci siamo trovati benissimo, quasi a casa, tanto che a volte mi sembrava strano sentir parlare tedesco!
Ma torniamo al resoconto.
Proprio fuori dal Centro Anna Frank, abbiamo trovato…Starbucks!
Siamo entrati di corsa (!), abbiamo preso un tè (ci si serve da soli in cassa) e abbiamo trovato posto sui divanetti, anzi, veri e propri divani, sembrava di essere in un salotto, con gente che leggeva, studiava, incontrava amici, abbiamo anche fotografato un cane seduto su una poltrona! (I cani, abbiamo notato, seguono il loro padrone ovunque, in metropolitana ne abbiamo visti tantissimi!).
Siamo rimasti parecchio, era ultrarilassante! Non vediamo l’ora di andare a New York!
All’uscita, a malincuore, ci siamo diretti verso la metropolitana, la nostra ultima tappa della giornata era il quartiere Markisches Ufer (niente di che, evitabile).
Alla fine, stanchi morti, siamo tornati in albergo a riposarci un po’.
La sera siamo tornati ad Alexanderplatz, breve giretto nei dintorni (finalmente abbiamo potuto vedere la torre della televisione dal sotto, è davvero imponente!) e poi ci siamo infilati in una specie di minuscola trattoria, dove ci hanno dato un tavolo già riservato nella zona bar. Certo che sono posticini davvero caratteristici!

30 Dicembre 2006
Abbiamo preso un biglietto giornaliero per le zone ABC e abbiamo preso la S-bahn a Charlottenburg con destinazione Potsdam.
All’arrivo (in una stazione che sembra un centro commerciale), abbiamo fatto un po’ di fatica a trovare il bus che ci serviva (vale il biglietto preso a Berlino). Nel frattempo abbiamo scovato una bancarella che svendeva un mare di calendari a 1€!! Ne abbiamo approfittato.
Alla fine abbiamo scoperto che il bus che ci avrebbe portato al Neues Palais era il numero 695. Era pienissimo, ma la maggior parte dei turisti sono scesi a Park Sanssouci, mentre noi abbiamo proseguito (sul display del bus era segnata la fermata successiva e quelle dopo).
Siamo arrivati al Palazzo e abbiamo preso il biglietto per la visita guidata (€ 5.= a testa). La visita e’ durata più di un’ora (era in tedesco, ma ci hanno dato un foglio con la descrizione in inglese, in italiano ancora non c’era), il palazzo ci è piaciuto più di Charlottenburg, c’è una stanza particolare fatta a forma di grotta decorata con conchiglie e finte stalattiti e stalagmiti, piuttosto originale!
Bellissima anche la sala da ballo al piano superiore. Per fare la visita bisogna indossare delle pantofolone enormi (sopra le scarpe) per non rovinare il pavimento di legno (ciò nonostante alcune stanza le abbiamo viste da fuori).
Dopo la visita abbiamo deciso di non fare una passeggiata nel parco immenso (chissà perché?? Si congelava!!), abbiamo aspettato il bus, che passa ogni 20 minuti ed era ovviamente appena passato. Siamo scesi a Park Sanssouci, abbiamo fatto una breve visita del palazzo dall’esterno per fare qualche foto, ma non siamo entrati, perché i primi posti liberi erano dopo ore.
Siamo tornati in stazione e abbiamo pranzato da Mcdonald’s (ogni tanto ci vuole un sapore familiare!!), concludendo con un krapfen (!).
Abbiamo ripreso la S-bahn e siamo tornati a Berlino.
Un piccolo appunto sui trasporti: sono fantastici, puntualissimi e molto comodi, questo l’abbiamo notato anche in altre città tedesche.
Solita sosta in albergo e poi di nuovo ad Alexanderplatz, questa volta era presto e abbiamo fatto un giro nella piazza vera e propria e un centro commerciale a più piani (qui è tutto immenso).
Dopo la cena nel solito quartiere, abbiamo fatto una passeggiata lungo la Sprea e dintorni per fare le foto: il Duomo, la Torre della televisione, il Rathaus con l’enorme albero di Natale illuminato e la Piazza con le statue di Marx e Engels (enormi e piuttosto inquietanti al buio!), da qui la vista è impagabile.
Ultimo viaggio serale verso casa e ultima nanna.

31 Dicembre 2006
Dopo aver chiamato Air Berlin per la conferma del volo (ci hanno spostato il rientro per tre volte!), abbiamo lasciato le valigie in custodia in albergo e abbiamo fatto un ultimo giro a Berlino.
Per prima cosa siamo andati a Tiergarten, dove c’era un mercatino delle pulci (non così grande come descritto sulla guida), poi ci siamo spostati per fare una foto alla Siegesaule (colonna trionfale).
Siamo tornati a Checkpoint Charlie per prendere un libro sul muro di Berlino, poi ci siamo spostati a Unter den Linden (quasi non ci si stava sulla metropolitana dalla gente che c’era, la città sembrava diversa…), poi a piedi fino alla Porta di Brandeburgo affollatissima, abbiamo raggiunto Potsdamer Platz e poi siamo tornati in albergo a prendere le valigie.
Raggiunto l’aeroporto abbiamo pranzato e aspettato l’apertura del check in (con gate “incorporato”). Abbiamo notato che negli aeroporti tedeschi i controlli sono molto rigidi, in pratica suona il metal detector a TUTTI (anche solo per minuscole tracce di metallo) e si viene controllati a mano.
Il ritorno tutto ok a parte un mal di orecchio allucinante per via del raffreddore, per fortuna il viaggio è durato poco!
Come già detto, Berlino ci è rimasta nel cuore (e non ce lo aspettavamo!), straconsigliamo il viaggio per l’atmosfera e le emozioni che ci ha fatto vivere.
Peccato per il freddo intenso (e dopo il nostro ritorno abbiamo visto che le temperature si sono alzate parecchio!!), che ci ha costretto a ripetute e consistenti pause per riprenderci, non abbiamo potuto visitare i parchi.
Per questo motivo cinque giorno ci sono a malapena bastati per considerarci soddisfatti, probabilmente con altre condizioni climatiche ne servono meno!

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