Jambo Zanzibar !

:D Io (Barbara), mio marito (Giacomo) ed i nostri amici (Giulio e Milena) partiamo da Malpensa il 22-02-06 alle ore 24,45 con volo Icelandair ed equipaggio Neos, aereo abbastanza comodo (non ha certo lo schermo su ogni sedile come Eurofly , però più largo).
Dopo scalo a Roma come previsto arriviamo alle 12,30 circa ora locale (due ore in avanti) a Zanzibar. Scesi dall’aereo siamo stati accolti da un caldo umido africano (saranno stati 36°/38°, ma percepiti più di 40°) che ci ha accompagnato per tutta la settimana, giorno e notte. Ma dopo qualche giorno ci si abitua.
L’aeroporto è veramente “un altro mondo” perché quasi non esiste tanto è piccolo ed è al limite dell’essenzialità. Ci si mette in fila sotto il sole per pagare i 50 USD di visto d’entrata dopodiché comincia la lotta per il ritiro bagagli, nel senso che la gente ti viene in contro per aiutarti ed avere mance, i poliziotti vogliono soldi minacciandoti di aprire la valigia, insomma, qualcosa noi abbiamo sborsato così siamo riusciti abbastanza in fretta a saltar fuori. Superato il banchetto Francorosso , l’operatrice ci ha sistemati col pullman con destinazione SEA CLUB KIWENGWA di Francorosso distante 40 minuti circa.
Durante il tragitto le prime immagini di Zanzibar: tanta gente a piedi per la strada, ragazzi di tutte le età che rientrano da scuola, sciami di bambini scalzi che corrono e giocano allegri, mucche magrissime con un’alta gobba, gatti e capre, uomini in bicicletta e tanti “dalla dalla” (tipici mezzi di trasporto) stracolmi di gente che lentamente tornano ai villaggi. Le abitazioni sono fatte da casette di fango ricoperte da tetti in makuti e case di mattoni di cemento sovrastate da lamiera per i più agiati.
Siamo sempre più catapultati in questo nuovo paese così lontano da noi e così affascinante.
Sulla costa est c’è la lunghissima spiaggia di Kiwengwa dove è dislocata la maggior parte dei villaggi turistici tra i quali il nostro Sea Club.
Ha una struttura molto grande con tetto in makuti (foglie di palma intrecciate) davvero bello!!!!!! Stile africano per l’arredamento, camere grandi e carine con zanzariera e aria condizionata (davvero indispensabile!!) Della cucina rimane sicuramente impressa la pasta perché, essendo il cuoco italiano, quella oltre a non mancare mai è anche buona!!!! Pure le lasagne al forno!!!….!!!!
Noi quattro nonostante le solite precauzioni su verdure crude, frutta senza buccia ecc. qualche disturbetto intestinale l’abbiamo avuto, ma niente di preoccupante.
La gente che lavora nel villaggio è molto gentile e sempre sorridente, l’animazione è carina e discreta. Vorrei fare una nota di merito alla musica perché oltre alla famosa (lo diventerà per chi va a Zanzibar) “Jambo Jambo” che si ascolta ovunque e soprattutto la canta chiunque ….fantastico..!!!! la musica nel villaggio è davvero ok e le serate a tema alla discoteca sul pontile …..indimenticabili…!
La spiaggia è molto bella , grandissima, di sabbia bianca , finissima con lettini molto particolari in legno e corda e ombrelloni in makuti. (quando c’è bassa marea è meglio indossare scarpette di gomma)
A proposito di marea, è sicuramente un fenomeno particolare e da vedere, ma purtroppo ci ha impedito di godere il mare a pieno con lunghi bagni in acque trasparenti. Questo andare e venire del mare ogni sei ore intorbidisce l’acqua.
Al largo il mare ha dei colori meravigliosi e sicuramente nei periodi in cui l’influenza delle maree è minore anche a riva avrà un aspetto diverso.
Prima di partire davamo per scontato che il ricordo più bello e nostalgico sarebbe stato quello del mare, ma non è stato così, tante altre cose ci hanno toccato ed emozionato. Cominciamo dalla vita sulla spiaggia: un viavai continuo di bambini che ti corrono incontro, donne che ti fermano per conoscerti e magari fare treccine o tatuaggi con l’hennè.
Ci sono i MASAI che fanno la guardia ai turisti per evitare che vengano infastiditi dalla gente che passa sulla spiaggia ed è proprio con loro che si instaura un rapporto particolare perché vogliono chiacchierare e raccontarti le loro storie (sanno bene l’taliano), passeggiano con te e contrattando si possono comprare tante cose che costruiscono con le loro mani.
Sempre sulla spiaggia si incontrano i famosissimi (anche perché usano nomi famosi in Italia) “BEACH- BOYS”, ragazzi coi quali si possono organizzare tutte le escursioni. Anche loro ti fermano, si fanno conoscere e spiegano come sono organizzati. Noi ci siamo trovati molto bene, quindi non possiamo che consigliare di girare l’isola con loro.
Sulla spiaggia di Kiwengwa, nei pressi del Sea Club e del Bravo Club c’è (ISAIA), uno zanzibarino doc che con la sua bontà, simpatia e disponibilità porta dove si vuole (il suo socio è Montero più spavaldo ma comunque affidabile).

Due escursioni le abbiamo fatte con (ISAIA) (come ulteriore garanzia appartiene all’agenzia “luna rossa” che è direttamente sulla spiaggia), e due con RONALDO.
Giravano voci che ci sono diversi (RONALDO), il nostro è assieme a (RICCARDO CUOR DI LEONE) e (ALLEN). Anche lui è stato squisito, disponibile e ci ha documentato su tante cose. Fare escursioni coi beach-boys significa vivere più da vicino la vita zanzibarina, con la loro disponibilità cercano di esaudire ogni tua richiesta (noi ci siamo fatti accompagnare da (RONALDO), fuori programma, in un piccolo villaggio a depositare un po’ di maglie, cappellini, penne e quaderni…..a proposito queste cose vanno messe in valigia …!!) Questi ragazzi ti fanno l’escursione anche con gruppi da sei o otto persone…..!!!! Devo sottolineare che queste persone ti rimangono nel cuore, i loro gesti,le loro parole, il loro vivere al ritmo di “POLE POLE” piano piano ed hanno sempre sulle labbra la risposta “HAKUNA MATATA”.
In un pomeriggio siamo stati a visitare le piantagioni di spezie e la città di Stone Town , col suo caratteristico (anche un po’ scioccante per come vendono carne e pesce) mercato. Una giornata intera per il Safari Blu: partenza con barchetta dal porto di Stone Town e sbarco su un isola disabitata, sulla quale sono allestite tende e capanne dove all’ora di pranzo i beach boys cucinano delizioso pesce e frutta a volontà. Questa è una giornata di mare, sole e relax. Per noi poteva essere così se non fosse piovuto forte quando eravamo in mezzo al mare…..
Però la canzone “jambo jambo” cantata assieme al “capitano” (anche scritta e tradotta per noi) bhe,per questo momento non ho parole…….!!!!!!!!!!!!
Altra mezza giornata per andare su “Prison Island” a vedere le tartarughe giganti, davvero simpatiche..!!!!! La sfortuna ogni tanto compariva, perché un pomeriggio siamo partiti per la famosa (dicono che sia la più bella) spiaggia di Nungwi con annesso tramonto, ma la spiaggia era inesistente perché l’alta marea se l’era mangiata tutta, il mare grosso e il sole è tramontato dietro le nuvole.
Comunque a detta di tutti è un posto bellissimo, si tratta di fare i conti con la marea!!!!! Due cose importanti ancora: solari ad alta protezione perché il sole dell’equatore è micidiale( es: noi con pelle normale dopo 6 lampade, protezione 20, dopo 10 minuti le spalle erano già scottate).
Per quanto riguarda le zanzare,(mi riferisco ovviamente al periodo di fine febbraio) dopo il tramonto nel villaggio qualcuna si e vista, ma con OFF SCUDO nessuna puntura. Il pericolo malaria è quasi inesistente perché che ci sia la zanzara femmina in particolari condizioni gravide ecc..bhè, può cadere anche l’aereo allora….!!!!! Le persone che hanno fatto la profilassi erano pochissime!!!
Spero di non aver annoiato nessuno, visto la lunghezza del racconto, ma mi sembrava bello e utile raccontare le mie impressioni. Consiglio a tutti di andare a conoscere quest’isola, di viverla non solo come “vacanza di mare”, ma di lasciarsi trasportare dalla magia della gente , che se glielo permetti ha davvero tante cose da insegnare !!!!!!!!!!!!!!
Barbara
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