Creta Ovest, 17-24 settembre 2006

Siamo partiti in 4, Filippo ed Emanuela, Davide e Maria, di Rimini.
Avevamo approfittato della formula “prenota prima” prenotando un pacchetto circa 2 mesi prima, in un villaggio che offriva l’all inclusive ad un prezzo molto vantaggioso.
Il volo parte da Bologna, alle 21 del 17 settembre (prima fregatura) visto che vi offrono 8 giorni 7 notti mentre alla fine i giorni sono stati 6 e mezzo, le notti pure, visto che il letto l’abbiamo visto alle 5 ora locale del 18 settembre 2006.
Il volo parte il ritardo, circa alle 21.30, 2 ore e mezza di volo per atterrare ad Heraklion dove è già l’una di notte ora locale (Creta è un’ora avanti rispetto all’Italia).
Andiamo ad aspettare i bagagli, ritiriamo le prime 3 valigie quando si blocca il marchingegno (dove tra l’altro c’era scritto Verona e non Bologna, va beh)…abbiamo aspettato quasi un’ora che qualche personaggio venisse a riattivare la macchina.
All’uscita dell’aeroporto ci aspetta l’assistente del tour operator (eden viaggi) che ci fa salire sul pullman che in un’ora e 20 ci avrebbe portato al villaggio Kournas, nella località di Kavros.
Arriviamo al villaggio alle 4, affamati andiamo a gustarci il piatto freddo (che potevamo anche saltare, se non fosse stata per la fame….) e andiamo a dormire alle 5, sapendo che a mezzogiorno del giorno successivo ci sarebbe stato il breefing.
In due si alzano alle 9 e mezza e riescono a fare colazione, altri due alle 11 e sono costretti ad aspettare il pranzo. Nell’all inclusive infatti sono comprese solo alcune cose e solo a determinati orari, quindi non illudetevi di bere e mangiare a sbaffo tutto il giorno….in più l’espresso è a pagamento, il caffè compreso nell’all inclusive è caffè americano moooolto lungo. :mad:
Andiamo alla riunione dove ci vengono illustrate le escursioni che si possono fare, e come funziona il villaggio. Volevamo fare l’escursione a Santorini, ma uno dei partecipanti soffre il mal di mare e quindi chiediamo se si poteva andare con l’aliscafo che dimezza i tempi di percorrenza (visto che in precedenza ci eravamo informati su internet). Ci viene “assicurato” che partono aliscafi per Santorini dal porto di Rethimno, e di recarci lì con l’autobus per prenotare l’escursione con le numerose agenzie locali.
Quindi nel pomeriggio ci rechiamo di fronte al villaggio dove c’è la fermata dell’autobus, guardiamo gli orari ma nessuno ci aveva avvisato che i bus partono TUTTI 10 minuti PRIMA di quello indicato nelle tabelle!!! :x
Quindi quello delle 14 lo perdiamo alla grande, prendiamo quello delle 14.30 che arriva alle 14.20, ma ancora non capiamo il perché.
Arriviamo a Rethimno, passiamo 10 agenzie e tutte ci dicono la stessa cosa: l’aliscafo parte SOLO da Heraklion…..che è a più di un’ora di macchina dal nostro villaggio.
Sfuma la gita a Santorini, ma visto che ormai siamo lì facciamo un giro per la città e andiamo a visitare la fortezza, carina ma niente di eccezionale (si pagano 3 euro per entrare).
Ci rechiamo alla stazione per l’autobus, alle 18 in punto siamo lì per prendere il bus delle 18 che ovviamente era partito 10 minuti prima, e siamo costretti ad aspettare 50 minuti l’arrivo di quello delle 19, che parte, puntualissimo, alle 18.50!!!
Torniamo in albergo, molto arrabbiati per aver perso il primo giorno in questo modo, non facciamo più in tempo a prenotare la macchina per la mattina seguente tramite l’albergo (meglio, visto che costava molto di più noleggiarla in albergo piuttosto che nelle agenzie sparse ovunque, ce n’erano un paio proprio di fronte al villaggio), ma noi ancora non lo sapevamo ed eravamo piuttosto avviliti!
La cena in compenso è ottima, buonissima anche la pasta (al villaggio lavora un cuoco italiano), da non perdere l’insalata greca, i pomodori e i cetrioli sono buonissimi!
La sera la passiamo nel pub a fianco che fa l’happy hour, con immensa gioia dei due boys.
Al mattino seguente, decisi come non mai di non perdere altro tempo affidandoci al villaggio, ci rechiamo al rent a car di fronte che ci rimedia in 10 minuti una seat ibiza a 43 euro per un giorno…. Non è poco ma sempre meno della cifra richiesta dall’albergo, ma se volete un consiglio, giratene più di uno!
Felicissimi la prendiamo e partiamo alla volta del palmeto di Preveli.
La strada, giunti verso la costa sud, diventa tortuosa, non esistono parapetti, e spesso ci sono burroni ripidi, curve a non finire, ma lo scenario che si riesce a vedere è da mozzafiato: costa frastagliata, scogli a picco su un mare di un blu che sembra quasi finto. Passiamo di fronte a Frankokastello ma non entriamo perché a dire il vero non ci sembra niente di eccezionale, e proseguiamo fino a Preveli, dove ad un certo punto c’è l’insegna “Palm Beach”. Sembra proprio la spiaggia che stavamo cercando ed imbocchiamo una strada sterrata di ben 7 chilometri percorsi a passo d’uomo a causa delle buche, dei dirupi (ovviamente senza protezioni), la strada è stretta e a doppio senso….più di una volta abbiamo pensato di fare dietro front, ma non era facile per niente girarsi….quindi proseguiamo e arriviamo in un parcheggio, dal quale con 10 minuti di scalini scavati nella roccia si raggiunge la spiaggia di Moni Preveli. Bellissimo lo scenario dall’alto, belle le palme ed il fiume, il mare è un po’ mosso ma la faticaccia per raggiungere questo posto è degnamente ricompensata. Se non che parlando con qualche italiano ci viene spiegato che esiste una via più accessibile, con un po’ più di camminata ma la strada è completamente asfaltata! Ci si arriva proseguendo dopo il monastero di Moni Preveli, quindi quando vedete la scritta Palm Beach proseguite, ve lo consiglio!!!
La sera riconsegnamo la macchina e prenotiamo l’escursione a Gramvousa e Balos per il giovedì.
Mercoledì infatti avevamo già prenotato tramite il villaggio, l’escursione alle Gole di Samaria pagando 39 euro (contro i 20 a cui la dava la stessa agenzia dove abbiamo preso la macchina). I servizi offerti sono identici, quindi altro consiglio, le escursioni prenotatele fuori! Gli autobus che vi vengono a prendere all’albergo sono i medesimi, il programma anche, forse non ci sarà la guida in italiano, ma per quel poco che spiegano è sufficiente anche se parla inglese! Nelle quote inoltre non sono mai compresi i traghetti e i biglietti di ingresso ai parchi, quindi preventivate altri 11.50 per le gole e 13 euro per gramvousa (la cui quota in agenzia è stata 26 euro, in villaggio era 61!!).

Arrivati con il pulman al punto di imbocco delle gole piove e fa freddo….eravamo preoccupati visto che per rendere minimale lo zainetto sulle spalle non avevamo con noi felpe. Qualcuno si è tuffato nel negozietto di fronte a comprare felpe e impermeabili, noi tentiamo e ci avviamo alla lunga camminata con quello che avevamo indosso. Scelta azzeccata perché all’interno delle gole il vento non si sente, e si scende di quota così velocemente che ben presto l’aria si scalda…e poi camminando il freddo non si percepisce affatto!
L’escursione vale la pena di essere fatta, bisogna essere attrezzati soprattutto con le scarpe giuste, perché oltre alla discesa il sentiero è sempre pieno di sassi (ed è ovvio, essendo il letto di un fiume), ma da quello che avevo letto in precedenza non me lo aspettavo così impegnativo. Noi comunque avevamo tutti delle normali scarpe da ginnastica, di quelle con il fondo abbastanza spesso e morbido e si sono rivelate adatte. I 12 km di gola si percorrono abbastanza agevolmente, è ovvio che bisogna fermarsi per brevi periodi altrimenti ricominciare la camminata diventa difficile, occorre portarsi da mangiare perché lungo il percorso si trovano solo fontanelle e WC. Sul biglietto di ingresso (che dovrete presentare all’uscita) ho notato giorni dopo che c’è la pianta del percorso da fare con segnalati tutti i punti in cui poter bere e usare il WC, utilissimo, peccato non averlo visto al momento giusto!
Il panorama merita una sfacchinata del genere, noi abbiamo impiegato circa 6 ore senza particolari difficoltà, peccato solo dover sempre guardare dove si mettono i piedi e non godersi a pieno l’ambiente attorno: fermatevi se volete guardare bene o fotografare, altrimenti si rischia come minimo una storta!
Usciti dal parco ci sono ancora 3 km da percorrere tra recinti pieni di pecore e capre (ne abbiamo viste ad ogni angolo girando per Creta!), ma il sentiero è comodo e si cammina velocemente. Si arriva al porto dove un traghetto ci porta fino a Sfakia (c’erano delle onde da paura, per fortuna il traghetto ci ha fatto salire dalla spiaggia e non dal molo!) e da lì il pulman ci ha riportati di fronte all’albergo.
Il giovedì escursione a Gramvousa: il solito pullman ci raccoglie di fronte al villaggio, questo è stato l’unico a tardare invece che essere in anticipo (e noi previdenti eravamo lì 20 minuti prima!) e ci porta fino a Kastelli dove c’è una nave che ci porta fino all’isolotto di Gramvousa. Il mare è calmo tranne il passaggio nello stretto fra la penisola e l’Agria Gramvousa, dove di punto in bianco onde enormi fanno sobbalzare la nave, per fortuna solo per pochi minuti. Tutto il tragitto in nave è molto affascinante, l’acqua è trasparente e blu, la nave ben attrezzata con bagni, ristorante e bar e in un’ora arriviamo all’isola che è completamente deserta. Siamo stati i primi a scendere dalla nave e sembrava proprio di essere dei naufraghi!
Il mare qui è calmo e basso, il colore va dal verde al blu intenso, la spiaggia è di sabbia; c’è una fortezza sulla cima dell’isola che raggiungiamo con 20 minuti di camminata tra le rocce (ormai eravamo allenati!). Vale sicuramente la pena di salire in cima, la vista è mozzafiato!
Dopo un paio d’ore la nave ci ricarica e in 15 minuti ci porta nella spiaggia che vediamo di fronte che è Balos, raggiungibile anche in macchina con l’ultimo tratto a piedi, ma reduci dall’avventura di Preveli credo che abbiamo fatto meglio ad andarci in nave!
Questa è la famosa spiaggia rosa, il mare è bassissimo per molti metri, appena diventa più profondo è anche un po’ mosso, ma il luogo è veramente suggestivo!
Per venerdì e sabato abbiamo noleggiato nuovamente la nostra seat Ibiza e ci siamo recati a Elafonissi e Matala.
La prima vale sicuramente la pena di essere vista, per quanto assomigli molto a Balos (a parte gli stabilimenti balneari che a Balos proprio non esistono). Anche qui la sabbia è a tratti rosa, ma finissima e bianca, c’è un’isolotto che si raggiunge a piedi guadando pochi metri di acqua al ginocchio, che è anche molto riparato dal vento, che altrimenti avrebbe reso la nostra permanenza quasi impossibile.
L’acqua è splendida, calma e piena di pesci!
La sera passiamo da Chania, il porto somiglia molto a Venezia ed è molto carino gironzolare per i viottoli pieni di negozietti e ristoranti. Ci fermiamo in uno molto particolare, infatti era privo di soffitto! Mangiamo un piatto misto di pesce fritto e grigliato, niente di particolare, i gusti erano identici al pesce che si mangia da noi, e abbiamo speso più di 20 euro a testa. Credo sia meglio scegliere carne!
Ultimo giorno a Festo e Matala. Abbiamo visitato il sito archeologico in un giorno in cui l’ingresso non si pagava (non abbiamo capito il perché), altrimenti sono 4 euro. Ci siamo intrufolati in un gruppo di turisti francesi per capire più o meno quello che stavamo guardando….se non prendete la guida almeno munitevi di una buona guida cartacea altrimenti è difficile apprezzare quello che potete vedere. Proseguiamo fino alla spiaggia di Matala, molto carina l’ambientazione, troppi ombrelloni rispetto alle spiagge dei giorni precedenti. Ci fermiamo a mangiare in una taverna nelle vicinanze dove con 7 euro mangiamo un secondo con vari contorni, caffè greco, acqua e birra!
Ci spostiamo nella spiaggia a fianco, denominata Kissomos, che a detta della nostra guida dovrebbe essere la spiaggia più bella della costa sud. E’ di sabbia scura e con ciotoli, il mare è mosso e freddo, niente a che vedere con Balos o Elafonissi, ma per fortuna siamo andati nella costa sud, perché in quella nord (dove c’è il nostro villaggio) quel giorno ha diluviato! E noi invece eravamo stesi sotto un sole bruciante!
L’ultima mezza giornata (a mezzogiorno dovevamo liberare le camere e aspettare le ore 15 per prendere il bus che ci avrebbe accompagnato all’aeroporto) abbiamo tentato di stare nella spiaggia del villaggio, ma il tempo era nuvoloso e freddo, quindi abbiamo attraversato la strada e girato per i vari negozietti a fare regali.
Per il tipo di vacanza che abbiamo fatto sarebbe stato meglio acquistare solo il volo e prenotare l’auto, ma il prezzo vantaggioso e l’ubicazione del villaggio ci ha comunque consentito di apprezzare le bellezze della parte ovest di Creta, mangiando sempre divinamente e potendo usufruire, volendo, dell’animazione italiana presente.
Una stranezza che ho notato ovunque è che non si può gettare la carta igienica nel WC, il perché non l’ho capito, non esiste il bidet e girando si ha l’impressione di essere in un’Italia di 30 anni fa.
Siamo rimasti molto soddisfatti di questa vacanza, rammaricati di non aver potuto visitare anche la parte est dell’isola, ma per farlo occorre un’altra settimana di permanenza….sarà per il prossimo anno! Arrivederci Creta!

:mad:

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