Mercatini di Natale a Stoccolma

Partenza Giovedì 01 Dicembre con volo Ryanair dall’aeroporto di Orio al Serio. Purtroppo il volo ha ritardato di più di un’ora per il brutto tempo all’aeroporto di Skavsta.
Il viaggio è stato molto tranquillo e dopo circa due ore e mezzo siamo finalmente atterrati in Svezia (unica nota dolente, lo spazio tra un seggiolino e l’altro era veramente minimo, meno del solito!).
In effetti aveva appena smesso di nevicare, anche se la pista era ormai libera.
Abbiamo preso il biglietto del bus che ci avrebbe portato in centro città alle macchinette automatiche – pagamento con carta di credito – e siamo usciti subito (avevamo solo bagaglio a mano). Dopo circa 1 ora e 15 minuti (era ormai quasi l’una) siamo arrivati alla stazione dei treni e dei bus, dove abbiamo deciso di prendere un taxi (ce ne sono una fila i attesa proprio degli arrivi di Ryanair!).
Per l’alloggio avevamo prenotato un appartamentino (gli alberghi erano davvero troppo cari!) attraverso il sito: www.bed-and-breakfast.se, ci hanno proposto una serie di possibilità, noi abbiamo scelto quello che ci piaceva di più e abbiamo fatto un bonifico con il 20% dell’importo finale per fermare la prenotazione. Purtroppo il primo che avevamo scelto ha avuto un problema di allagamento, così hanno provveduto subito a riprenotarcene un altro poco distante (anche se il primo era attaccato al Palazzo Reale, centralissimo) allo stesso prezzo anche se era molto più grande!
Vista l’ora, nessuno ci stava aspettando, mi avevano mandato via e-mail il codice per entrare nel portone (invece dei campanelli hanno un codice che apre automaticamente l’ingresso), il prezzo della corsa è stato di 99 kr (1eur=9,3 kr), però l’autista è stato davvero onesto, una volta arrivato in zona e non conoscendo bene i vari sensi unici ha fermato il tassametro finché non è riuscito a entrare nella strada dal verso giusto.
Sinceramente io ero un po’ preoccupata, perché mi avevano scritto che avrebbero lasciato la porta aperta e le chiavi sul tavolo, e non mi fidavo moltissimo (e a quell’ora chi potevo chiamare??!! dove avremmo dormito??!!), invece abbiamo trovato subito l’appartamento, che si è rivelato essere davvero accogliente, molto caldo, con pavimenti di legno, arredamento Ikea e molte candele e piante disseminate ovunque. Abbiamo notato l’abitudine di mettere luci, stelle lunimose, fiori sul davanzale della finestra, rendono il tutto davvero molto suggestivo (ci siamo chiesti se aprono mai le finestre, visto come le ingombrano!!).
Finalmente a nanna, eravamo esausti!

Venerdì 02 Dicembre 05: dopo aver lasciato i soldi dell’appartamento sul tavolo (si fidano, però!), ci siamo bardati e siamo usciti ad affrontare il gelo. In realtà la temperatura era su 0°C-1°C e probabilmente faceva più freddo in Italia, visto che nel frattempo qui stava nevicando, ma in ogni caso starsene in giro con quelle temperature tutto il giorno all’aperto non è proprio una passeggiata.

L’appartamento era a Sodermalm, appena dopo il ponte, quindi siamo ci siamo diretti verso Gamla Stan a piedi, cercando un bar per fare colazione, ma era un po’ presto evidentemente perché non abbiamo trovato niente di aperto (verso le 10.00 comincia a muoversi qualcosa). Non sapevamo ancora che tempo avrebbe fatto, perché era ancora troppo presto (cioè le 09,30!!) e ancora il sole non era sorto! Finalmente abbiamo trovato un bar aperto in Gamla Stan, dove abbiamo preso il primo dei numerosi dolcetti del nostro soggiorno aStoccolma e una tazza di the bollente. Nei bar funziona così: nessuno viene a prendere le ordinazioni, ci si serve da soli per quanto riguarda the e caffè (ci sono tazze, bollitori, bustine di tè), mentre per i dolci si va alla cassa e si paga subito. Inoltre ci sono caraffe di acqua da cui ci si può servire e queste sono gratuite. In effetti all’inizio è un po’ spiazzante non essere minimamente calcolati, ma poi una volta capito il meccanismo diventa divertente, e poi sembra di essere a casa propria più che in un locale pubblico!
Verso le 11.00 ci siamo diretti verso i traghetti, la meta del nostro primo giorno era Djurgarden (i biglietti si acquistano alla biglietteria o direttamente sul traghetto).
Dopo circa 15 minuti siamo arrivati a destinazione e finalmente è sorto il sole, che però è rimasto sempre abbastanza basso sull’orizzonte e la luce non era davvero pari alla nostra, nemmeno nella più buia e corta giornata invernale.
C’era ancora un po’ di neve lungo la strada, anche se purtroppo non ha mai nevicato durante la nostra permanenza.
Ci siamo diretti verso Skansen, un museo all’aperto (ingresso: 50Kr) che mostra come viveva un tempo la popolazione, ci sono 150 case e fattorie provenienti da diverse regioni della Svezia che ricostruiscono la vita contadina e la cultura lappone (le persone sono vestite proprio come allora e svolgono i lavori tradizionali: il vetraio, il panettiere, il venditore di spezie, il tipografo. E’ davvero molto originale e ci sono anche gli animali, che abbiamo visitato per primi. Purtroppo in inverno poche attrazioni sono aperte e non ci sono tutti gli animali, ma l’insieme ci è piaciuto davvero tanto (abbiamo anche comprato dal panettiere dolci fatti al momento!).
Verso le 13.30 (quando ormai era chiaro che il sole stava tramontando), siamo usciti e siamo entrati in un bar per pranzare (solito discorso del self service, anche se i panini ce li ha portati al tavolo!). Il posto era davvero carino, con le candele alle finestre con l’immancabile stella arancione, appesa in obliquo e illuminata all’interno (talmente bella che non la vendeva nessuno e non so quanto abbiamo girato per trovarne una!…ma questi svedesi dove si riforniscono??).
Con la pancia piena siamo andati verso il Vasamuseet (80kr), che espone il Vasa, la nave da guerra reale che si capovolse il 10 Agosto 1628 e affondò vicinissimo alla costa. Nel 1957 venne finalmente individuato e dopo 17 anni di restauri venne riproposto in questo museo davvero originale, diviso in più piani, con scene di vita quotidiana, esposizione degli utensili, studi sugli scheletri ritrovati.
Questi svedesi sono davvero capaci di fare musei con soggetti non convenzionali!
Alle 16.30 siamo tornati verso il traghetto, ormai era buio pesto e la cosa faceva davvero un po’ impressione!
Abbiamo fatto un giretto a Gamla Stan, curiosando nei vari negozietti che esponevano quasi tutti articoli natalizi e scoprendo che c’erano già i mercatini (avevo letto che sarebbero iniziati il giorno dopo) in piazza Stortorget. Ma ci siamo tenuti la curiosità e siamo tornati verso il porto, siamo entrati in un bar dove abbiamo preso l’immancabile tazza di the bollente: io adoro il tè, ma non l’ho mai bevuto tanto volentieri come qui a Stoccolma, non c’era niente di più desiderabile che entrare in un posto iper-riscaldato dopo essere stati tutto il giorno fuori al freddo e bersi un buonissimo e caldissimo the in una tazzona enorme (e i dolcetti)!!
La sera abbiamo deciso di non andare a cena (con tutti quei dolci!), quindi ci siamo avviati a piedi (10 minuti) verso “casa”. Abbiamo scoperto di avere la metropolitana appena girato l’angolo, ma l’abbiamo usata solo una volta, alloggiando in centro ci si muoveva benissimo a piedi. Era davvero bello tornare la sera non in una stanza d’albergo ma in una vera casa “svedese”!
Dopo una doccia (il bagno era un po’ piccolo, ma con il pavimento riscaldato) abbiamo guardato un po’ di televisione (1), trasmettevano gare di sci femminili, non capivamo niente della radiocronaca, ma almeno riuscivamo a seguire! Do Stoccolma

Sabato 03 Dicembre 05: questa mattina ci siamo alzati un po’ più tardi e il cielo era molto nuvoloso, anche se la temperatura era rimasta costante.
Ci siamo diretti sempre a piedi verso Gamla Stan per visitare il palazzo Reale (apertura invernale nel we: 12-15), la cattedrale e soprattutto i mercatini di Natale già intravisti ieri pomeriggio.
Per prima cosa siamo entrati nella Cattedrale (pur sbagliando ingresso), era caldissima! Era la prima volta che entravamo in una Chiesa protestante e non sapevamo bene come comportarci, in ogni caso era molto meno sfarzosa delle cattedrali cattoliche viste in giro per l’Europa.
All’uscita siamo andati a fare colazione nella piazzetta dei mercatini (Stortorget), in un bar molto particolare, con un arredamento insolito e molto “vissuto”, però con una bellissima atmosfera. Qui le ordinazioni si prendono al tavolo (cosa tanto insolita che l’hanno anche scritta in un cartello fuori dalla porta!), abbiamo preso l’immancabile tè superbollente, tanto caldo che ho dovuto berlo con i guanti per non ustionarmi (!) e due fette di torta al cioccolato enormi, infatti non siamo riuscite a finirle.
Dopo l’abbondante colazione abbiamo visitato i mercatini, che a dire il vero non ci sono piaciuti poi molto, sicuramente meglio i negozietti delle vie intorno, dove abbiamo preso davvero un sacco di cose per addobbare la casa e l’albero (del resto eravamo venuti per questo!).
A mezzogiorno siamo entrati a visitare il palazzo, passando in mezzo al cambio della guardia (ok, bello, ma dopo un po’ era sempre la stessa storia!), biglietto cumulativo: 120kr a persona.
Il palazzo non regge sicuramente a sfarzo le maggiori residenze reali europee visitate questa estate (ad esempio i castelli di Ludwig, ma questo è un caso limite), è molto più sobrio e meno ricco. Abbiamo visitato anche la parte del tesoro della Corona e le fondamenta dell’antico castello distrutto da un incendio del quale è rimasta solo la facciata nord, da cui è ripartita la ricostruzione.
Peccato, perché doveva essere davvero bello (un castello in senso tradizionale).
Per pranzo abbiamo mangiato un hot dog da un venditore ambulante (buonissimo, però che freddo!) e siamo andati verso la City, quartiere molto più moderno di Gamla Stan, destinazione era H&M, centro commerciale enorme dove abbiamo comprato un cd natalizio (con canzoni internazionali, ma alcune anche svedesi!). Nel tragitto abbiamo incontrato un altro mercatino di Natale, ma anche questo non era il massimo (un po’ una delusione ‘sti mercatini, comunque!).
Ormai buio, abbiamo deciso di prendere la metropolitana (almeno per vederla!) e qui non si sa come ci hanno dato 4 biglietti (ce ne servivano due), alla stazione successiva ho chiesto il motivo e pare dovesse essere così. Non metto in dubbio che non intendessero fregarci, ma almeno spiegare il motivo!
Siamo tornati a casa a pezzi e ci siamo riposati un’oretta sul nostro comodissimo divano.
Prima di cena sempre a piedi (ma quanto abbiamo camminato?!) fino a Skeppsholmen, dove è ancorato il famoso yacht diventato un ostello, breve giretto ma poi siamo tornati subito, non c’era molto da vedere.
Per riprenderci abbiamo bevuto un tè e mangiato un dolcetto nel bar dove abbiamo fatto colazione il primo giorno.
Per la cena abbiamo deciso di trattarci bene e quindi di entrare in un ristorante carino senza badare a spese (del resto la sera prima non avevamo mangiato!). Siamo tornati nella zona interna di Gamla Stan e abbiamo trovato un ristorante con all’esterno un menu anche in italiano (infatti poi dentro c’erano un sacco di italiani!), e ci siamo lanciati su piatti tipicamente svedesi: renna! Insomma, sarà anche stata una cena buonissima in termini svedesi, ma ci ha lasciato un po’ così e la carne di renna non ci ha fatto impazzire! (conto: circa 70eur in due).
Breve passeggiatina e poi a casa a dormire!

Domenica 04 Dicembre 05: piove…che tristezza. L’atmosfera era proprio quella che ci aspettavamo da una città del Nord, cupa, uggiosa e nebbiosa. In più ci siamo trascinati lo zaino per tutta la mattina (il volo partiva alle 17.30) e dopo un po’ ha cominciato a pesare!
Abbiamo lasciato le chiavi di casa lanciandole dentro la cassetta della posta (che pensavamo fosse nell’androne, invece era sulla porta), ci spiaceva un po’ abbandonare questa casina accogliente e soprattutto i nostri vicini (le case sono così attaccate che in pratica abbiamo vissuto con loro!).
Abbiamo ripreso il traghetto per tornare a Skansen a vedere…i mercatini di Natale! Oggi ingresso 60Kr, ci sono molte più attrazioni aperte e molta più gente, quindi alla fine l’esperienza non è un doppione della volta prima. Qui le bancarelle sono diverse, espongono prodotti artigianali tradizionali che in centro non si trovano…ma niente stella (che peccato, il primo giorno c’era e non l’abbiamo presa e ora abbiamo girato ovunque e non c’è stato verso!!).
In compenso io ho comprato tante cosine bellissime!!
Siamo tornati a Gamla Stan e finalmente abbiamo trovato, in una bancarella isolata e fuori dal centro una stella da appendere, un po’ diversa dal modello classico, ma almeno non siamo tornati a mani vuote!
Per la serie: tanto qui è tutto vicino, abbiamo deciso di andare verso la stazione dei bus a piedi…ma che fatica, e soprattutto, ma dov’è questo posto??
Alla fine l’abbiamo trovato e dulcis in fundo, abbiamo scoperto di avere pochissime corone, che sono bastate giusto per un hot dog e un succo di frutta !!
Qui sono iperorganizzati, hanno anche gli schermi per le partenze dei bus, che si prendono a un gate preciso indicato e davanti al gate ci sono le doppie porte che fanno passare un tot di persone per volta (certo sull’organizzazione scandinava niente da dire!!).
Abbiamo aspettato l’orario segnato per il volo di rientro a Bergamo, anche se poi abbiamo scoperto che si può prendere il bus all’ora che si vuole, (partono ogni mezz’ora).
Dopo più di un’ora in aperta campagna svedese innevata siamo arrivati in aeroporto e abbiamo aspettato il volo (l’aeroporto è proprio piccolo, non c’è quasi nulla).
Durante l’imbarco varie scene esilaranti di chi correva per prendere il posto (noi compresi), visto che non vengono assegnati, questa volta almeno c’è un po’ di spazio in più!
Volo tutto ok , arriviamo a Orio (in ogni caso in ritardo) e scendiamo sempre di più, arriviamo quasi a toccare la pista e… l’aereo riprende quota senza motivo. Bhe, dire che eravamo stupefatti è dire niente, nessuno ha spiegato niente, se non dopo un bel po’ (perchè poi ha fatto un bel giro lungo prima di atterrare) il pilota ha bofonchiato qualcosa a proposito di “problemi di quota”.
Ci riproviamo e finalmente, un po’ scossi, atterriamo!!
Questa città ci è piaciuta davvero molto, soprattutto per l’atmosfera natalizia che si respirava (c’erano anche ragazzi agli angoli delle strade che cantavano le canzoncine di Natale), anche perché da un punto di vista dei monumenti non c’è molto, credo quindi che se fossimo andati in un altro periodo non ci sarebbe piaciuta poi così tanto!

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