Venezia: due giorni in questa magica città!

Sabato 1 Marzo 2008:
Usciamo da casa verso le 8:15 ed andiamo verso la stazione. Simo non sa ancora dove andremo, ma giunti al binario le do la Lonely Planet di Venezia ed esclamo: “studia và…ce ne andiamo due giorni in laguna!!!”.
Prendiamo il treno IR alle 8:39 e ci sistemiamo in un vagone per nulla affollato, sembra esserle particolarmente piaciuto il mio regalo, spulcia un po’ la guida ma dopo ben dieci minuti è già crollata sulla mia spalla per risvegliarsi all’altezza di Mestre…tutto nella norma 
Giungiamo a Santa Lucia in perfetto orario (10:41, il treno è di sicuro il miglior mezzo di trasporto per raggiungerla) ed appena usciti dalla stazione lo scenario si presenta subito in tutta la sua magnificenza. Corriamo verso le biglietterie per prendere il battello che, navigando sul Canal Grande, ci porterà all’altezza del Ponte di Rialto, centro nevralgico della laguna veneta. Prendiamo il numero due che effettua meno fermate rispetto all’uno (6,50 euro andata/persona/collo di valigia).
E’ davvero strano vedere la città adagiata sull’acqua, con tutti i suoi piccoli canali che intersecano la “strada maestra”. Da lontano, dietro una curva creata dall’ansa del canale si inizia ad intravedere la sagoma maestosa del ponte per eccellenza…il “signor Rialto”, preso d’assalto dai turisti che si sporgono dai bordi. Scendiamo sulla darsena: SIAMO A VENEZIA!!!
Decidiamo di raggiungere il nostro hotel per depositare il bagaglio e poter girare liberamente; l’hotel è in Calle dei Fabbri, Hotel Palace Bonvecchiati…altra sorpresona per Simo che si aspettava il nostro “solito” b&b ed invece si trova davanti all’ingresso di un lussuoso e moderno quattro stelle in pieno centro!
Entriamo nella hall e siamo accolti da personale estremamente cortese e professionale , depositiamo la valigia e ci lanciamo tra i canali e le calle.
Prima tappa Rialto con i suoi mercati gremiti di gente, ma soprattutto di veneziani. Superato il ponte passiamo tra un labirinto di bancarelle che vendono di tutto, dalle maschere al cibo; giungiamo poi al mercato ortofrutticolo, un tripudio di colori della terra dove tutto è sistemato meticolosamente e catalogato in base alla provenienza attraverso i caratteristici cartelli a T che ne indicano anche il prezzo. Regna sovrano il carciofo, ortaggio prediletto dai locali, venduto in tutte le salse e tutte le forme.
Giungiamo poi al Mercato del Pesce al Minvto, una struttura neogotica dove viene venduto del pesce freschissimo a prezzi davvero convenienti. L’odore inconfondibile di pescato (chi vive in una città di mare potrà certamente capirmi) ed il caratteristico clamore dei venditori che si sbracciano dietro i loro banchetti, fanno di questo posto una tappa obbligata per chi arriva qui.
Lasciati i mercati ci perdiamo un po’ tra le calli per ritrovarci sulla Riva del Vin, la sponda nord del canal Grande dove siamo braccati dai numerosi ristoratori che offrono menu spassionatamente turistici (da evitare a mio parere).
Prima di spostarci nel sestier di S.Marco notiamo una bottega equo solidale (Bottega della solidarietà –Rialto- San Marco 5164) dove Simo compra vari oggetti e poi facciamo un giro per i negozi della zona tra cui spicca Veniceland (http://www.artofvenice.com/art/veniceland-shop.html), un negozio di maschere e costumi sul cui ingresso spicca un mezzobusto di Giacomo Giovanni Casanova alto almeno due metri.
Raggiungiamo piazza S. Marco, “stupendamente stupenda” con il suo stile, i suoi caffè e perchè no…con i suoi piccioni che svolazzano sulle orde di giapponesi. Dopo aver visto che non era il caso di prendere nulla da Florian, visto che 6 euro per un caffè al banco ci sono sembrati eccessivi, e dopo aver abbandonato il progetto di visitare la basilica per la troppa fila (il campanile credo fosse chiuso per lavori) ci dirigiamo verso il mare nella zona dei Giardini Reali. E’ ora di pranzo e decidiamo per una vineria consigliata dalla Lonely, che è dietro la piazza, nella zona del teatro la Fenice. Si chiama Vino Vino, mangiamo bene e paghiamo il giusto: due primi, stuzzichini, acqua e coperti 25 euro in due).
Ritorniamo verso Calle dei Fabbri ed al nostro super albergo dove ci rilassiamo per un paio d’ore per poi rifiondarci in strada.
Prendiamo un caffè al Caffè del Doge e ci spostiamo nella zona di San Polo e Santa Croce dove, incoraggiati da due giorni caldi come a primavera, mangiamo un ottimo gelato da San Stae (Santa Croce 1910). Girovaghiamo ancora nella zona per poi andare a cena alla trattoria Al Ponte del Megio (Santa Croce 1666) dove mangiamo del buon pesce: un primo, due secondi, un contorno, acqua e coperti 40 euro in due.
Usciti dal locale ci dirigiamo dapprima verso Rialto, dove ci sono numerosi localini gremiti di gente, e poi verso S. Marco per godere della visone notturna della città che si presenta totalmente riflessa con le sue fioche luci ed i suoi innumerevoli ponticelli nelle acque dei canali (molto bello quello dei Sospiri, adiacente al Palazzo Ducale).
Decidiamo di fare una deviazione per tornare in albergo ma ci perdiamo e facciamo un giro enorme che ci fa spuntare improvvisamente di nuovo in S. Marco che ci fa capire quanto sia facile perdersi tra le strette calli.

Domenica 2 Marzo 2008:
Ci svegliamo verso le 9:30 e scendiamo giù per la colazione a buffet…mai visto tanto cibo per colazione!!!
Purtroppo perdiamo la barca privata dell’hotel che ci avrebbe portato a visitare Murano e quindi decidiamo di vivere in tutta calma la città.
Andiamo in giro alla rinfusa, senza seguire alcuna mappa ma semplicemente facendoci trasportare dall’istinto e perdendoci tra calli, campi e porteghi. Devo dire che questo è senz’altro il miglior modo per visitarla, si scoprono angoli remoti, lontani dalla calca dei turisti e dai percorsi piu’ battuti.
Camminando camminando ci troviamo nel sestier di Cannaregio e percorriamo tutta la Strada Nova che affianca il Canal Grande. Per puro caso ci imbattiamo nel Casinò Municipale e in un’antica torrefazione di caffè che avevo letto sulla guida. E’ un bar molto semplice e caratteristico che si fa arrivare il caffè direttamente dalla Costarica per poi tostarlo da se: OTTIMO!!!
Passiamo il resto della giornata a vagare senza meta, ad assaporare tutto con estrema tranquillità e dopo aver spilucchiato un trancio di pizza decidiamo di riprendere il treno IR per Desenzano del Garda felici per la nostra due giorni nella laguna più famosa del mondo!

ENZO & SIMONA

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