Cadaques & Barcelona

L’obiettivo principale del nostro viaggio è Cadaques, che da diverso tempo ci attira e incuriosisce. Cogliamo così l’occasione del ponte del 1° maggio, insieme ai punti millemiglia, per soddisfare questo nostro desiderio!

Sono soltanto 4 giorni e decidiamo di dedicarne due sulle tracce di Dalì fra Figueres e Port Lligat e altri due alla scoperta di Barcellona.

Si parte da Linate con un primo volo che ci porta a Roma e poi da li a Barcellona dove arriviamo intorno alle 14.30, il cielo è sereno e la temperatura piacevole.

Recuperiamo velocemente l’auto noleggiata, una ‘fantastica’ Citroen C3 e seguendo le indicazioni e le cartine stradali preventivamente preparate ci ritroviamo presto sulla E7, l’autostrada che porta verso il confine francese.

Per arrivare a Cadaques sono circa 200 km, occorre uscire dall’autostrada a Figueres e da li percorrere la strada che porta a Cap de Creus.

Nel frattempo il cielo si è coperto ed è diventato minaccioso di pioggia…

Arrivati a Roses la strada comincia ad arrampicarsi offrendo un panorama fatto di terrazzamenti con muretti a secco e ovunque ginestre in fiore… ci sentiamo un po’ a casa nelle nostre amate 5 Terre!

Quando la strada inizia a scendere ecco apparire all’orizzonte la nostra meta… Cadaques! Ancora qualche tornante ed eccoci arrivati…

La strada arriva proprio al centro del piccolo paese e, costeggiando l’acqua come fosse la banchina di un porto, la percorriamo verso destra dove, in fondo all’abitato, si trova l’Hotel Rocamar che noi abbiamo scelto per il nostro soggiorno.

Ha smesso di piovere da poco e l’aria è abbastanza ‘frizzante’.

Giusto il tempo di prendere possesso della nostra camera, un rapido giro alla scoperta dei servizi offerti dall’albergo e poi optiamo per tuffarci subito fra le viuzze del paese.

Cadaques è davvero molto carina, fa un po’ ‘costa azzurra’, la maggior parte dei turisti sono francesi, del resto il confine è a pochi km… le costruzioni del nucleo centrale del paese sono per la maggior parte costituite da case bianche una accanto all’altra, mentre per molte delle nuove costruzioni nei dintorni notiamo che si predilige l’utilizzo della pietra che le rende un tutt’uno con il territorio circostante.

Le piccole stradine ciottolate sono ricche di negozietti nei quali curiosare fra oggetti vari, capi di abbigliamento e bigiotteria … tipici soltanto della globalizzazione… ma che comunque fanno sempre piacere vedere!

La maggior parte dei ristoranti e dei locali si trovano lungo la strada che costeggia il mare… un amico habitué della zona ci aveva segnalato ‘Casa Nun’ che troviamo facilmente sul lungomare… Peccato che non sia ancora stagione per poter cenare fuori la sera, ci rintaniamo quindi all’interno e scegliamo piatti di pesce dal menu di degustazione proposto.

La nostra prima giornata in terra spagnola termina presto… l’indomani andremo sulle tracce di Dalì!

1 maggio 2008 – giovedì

La sala colazione ci regala un ottimo panorama dell’intera baia di Cadaques, che con il sole ed il cielo azzurro è davvero una bellissima immagine da cartolina.

Il buffet è davvero molto ricco e ne approfittiamo per darci la giusta carica per affrontare la giornata.

Sono circa le 9.30 quando partiamo alla volta di Figueres dove la nostra prima meta è il museo Dalì, che si trova nel centro della piccola città.

Già dall’esterno è una forte calamita… inconfondibile lo stile, il rosso delle pareti disseminate da ‘cavolfiori’ stilizzati gialli e sovrastate da enormi uova bianche… c’è da scommettere che questo non sia che il biglietto da visita!

Prima di entrare buttiamo l’occhio nella chiesa che si trova proprio di fronte, nella quale è allestita una esposizione di composizioni floreali davvero molto molto belle!

Una volta entrati il primo impatto è quello con il cortile dove la cadillac posta al centro, sovrastata da un’enorme statua, è soltanto l’oggetto più immediato con quale si entra in contatto. Alzando lo sguardo ammiriamo l’intera stranezza e ricchezza di particolari di tutte le pareti circostanti

Dal cortile si passa a quello che era il palcoscenico del teatro di Figueres (bombardato durante la guerra civile spagnola) che nel 1960 Dalì cominciò a ristrutturare trasformandolo in museo, inaugurato nel 1974.

Il percorso della visita si snoda sui diversi piani dell’edificio, fra le varie stanze dove sono esposti i quadri e le diverse opere dell’artista e lo visitiamo seguendo lo schema suggerito che non vuole avere una sequenza cronologica ma ci permette semplicemente di non perderci alcun particolare.

L’aver letto qualche tempo fa una biografia su Dalì ci ha consentito di ritrovare molti riferimenti della sua vita…

Visitiamo anche il museo dei gioielli di Dalì dove, in 2 stanze dall’atmosfera molto soffusa, sono elegantemente esposte le preziose e ovviamente stravaganti opere dell’artista, alcune complete dei bozzetti di progettazione.

All’uscita facciamo due passi verso il centro e ci ritroviamo in una piazza gremita di gente per via di un mercatino agro-alimentare e visto che è l’ora di pranzo ne approfittiamo per gustarci qualcosa.

La giornata dedicata a Dalì prevede tappa a Port Lligat (adiacente a Cadaques) per visitare la sua casa e decidiamo di rientrare passando per Llanca e Port St Pere, situati anch’essi nella penisola del di Cap de Creus.

Arrivati a Port Lligat scopriamo che la visita della casa di Dalì è su prenotazione e fino a domenica non c’è spazio almeno che qualcuno non si presenti!! Pazientiamo circa mezz’ora (si entra ogni 10 minuti in piccoli gruppi da circa 8 persone) e finalmente riusciamo ad inserirci in un gruppo.

La casa, affacciata sulla piccola baia di Port Lligat, è molto semplice e relativamente contenuta negli spazi, il bianco è il colore predominante e in ogni stanza non mancano gli ‘effetti speciali’ caratteristici del padrone di casa… anche le parti esterne sono molto interessanti, dal giardino con la piccionaia, alla parte con la piscina utilizzata per le feste e poi, sparse qua e la, strane ‘opere’ di contorno.

Rientriamo a Cadaques per andare alla scoperta di alcune viuzze interne non ancora visitate per poi rientrare in albergo a ritemprarci dell’intensa giornata.

Per cena scegliamo il ristorante ‘El Pescador’, che già la sera prima aveva adocchiato, e ci gustiamo una squisita ‘paella marinera’.

Ci trasferiamo poi in un altro locale sulla via del rientro, per terminare con un dolce e dell’ottima sangria.

2 maggio 2008 – venerdì

Lasciamo Cadaques subito dopo la colazione e vedendo che la strada statale corre lungo l’autostrada e oltretutto non è per nulla trafficata, decidiamo di prendercela con comodo. Arrivati però a Tossa de Mar la situazione traffico diventa complicata e così per gli ultimi km prendiamo l’autostrada.

Senza che quasi ce ne accorgiamo ci ritroviamo in città e usciamo nella zona del Poblenou, dove si trova la nostra prossima sistemazione.

Fantastico, passa un’autostrada a 3 corsie e quasi non ce ne si accorge… viali e controviali che corrono a pochi metri dalla spiaggia contornati, almeno in questa zona, da parchi e giardini e l’autostrada diventa sotterranea.

Per via dei sensi unici, strade pedonali e lavori in corso, giriamo un pochino prima di arrivare davanti all’Hostal Poblenou.

E’ un edificio di due piani di colore giallo con decorazioni rosse, il nome è quasi nascosto, ma facendo un po’ di attenzione ai lati del balcone in ferro del 1° piano c’è una specie di stendardo che sta ad indicarci che siamo nel posto giusto. Entriamo in quella che sembra un’abitazione privata, già l’ingresso è molto accogliente e le camere lo sono ancora di più, proprio come le foto sul sito… l’arredamento è semplice e dominato dal bianco con dettagli di gusto che rendono l’ambiente davvero gradevole. Lo stabile è di quelli con ancora i soffitti alti e la ristrutturazione ha tenuto conto e mantenuto i pavimenti antichi di piastrelle a mosaico così come le finestre con antoni, dalla quale si accede al balcone che si affaccia sulla strada.

E’ ora di riconsegnare la macchina e quindi andiamo alla ricerca dell’agenzia della National che purtroppo però troviamo chiusa per la pausa pranzo, riaprirà soltanto alle 15.30 e visto che abbiamo più di un’ora di attesa decidiamo di fare 4 passi verso la spiaggia nella zona del Porto Olimpico.

La spiaggia è molto ampia e nonostante la temperatura non sembra essere proprio altissima, c’è anche qualcuno che si azzarda ad entrare in acqua…

I ristoranti del Porto Olimpico, accontentano un po’ tutti i gusti, si va dagli internazionali McDonald’s o Pizza Hat, ai take away un po’ più locali, per passare ai veri e propri ristoranti di pesce… in tutti c’è gente che pranza!

Alle 15.30 puntuali ci presentiamo alla National e dopo poche formalità burocratiche abbandoniamo il nostro mezzo… ora siamo appiedati!

Rientriamo lungo la Rambla del Poblenou al nostro b&b, che non è molto distante, e da li ripartiamo poco dopo alla volta del centro.

Potremmo raggiungere il centro con la metro o con l’autobus, ma preferiamo ammirare la città anche negli spostamenti e così ci incamminiamo lungo la spiaggia e in circa 50 minuti arriviamo alla statua di Colombo.

Lungo la strada incrociamo diversi ‘ciclisti’, del resto il lungomare si presta molto, e notiamo che ogni tanto ci sono dei parcheggi di biciclette bianche e rosse dove le persone passano una carta magnetica in un’apposita postazione, le ‘liberano’ e le utilizzano… proviamo a chiedere ma pare che la cosa sia destinata ai locali, peccato!!

Scopriremo poi una volta a casa dal sito www.bicing.com che di queste biciclette ce ne sono 1.500 in tutta Barcellona (in effetti erano ovunque) e vengono utilizzate come dei veri e propri mezzi di spostamento, pagando una quota fissa annuale ed un costo minimo di utilizzo in relazione al tempo che la si trattiene.

L’idea della bici non è male e proprio sotto la statua di Colombo, troviamo dove le noleggiano… non sono proprio economicissime (€ 21 cad. per 2 giorni) però vuoi mettere il girare la città all’aria aperta e indipendenti, veloci negli spostamenti senza dover stare a calcolare orari o dover sgomitare con i gruppi di turisti che in questi giorni hanno preso d’assalto la città? La spesa è più che ripagata…!!

Con i nostri nuovi mezzi al seguito risaliamo la Rambla per fermarci circa a metà del viale dove c’è il mercato della Boqueria. Più che un mercato sembra un’esposizione, una mostra dove i banchi di frutta la fanno un po’ da padrona… colori e profumi ai quali in pochi riescono a resistere… anche noi ci facciamo attrarre da uno dei nostri frutti preferiti, i datteri freschi… che buoni!

A parte l’aspetto folkloristico e l’attrattiva dei banchi della frutta e dei dolci, si tratta di un vero e proprio mercato quindi non mancano i banchi del pesce e della carne, forse un po’ meno interessanti.

Pochi minuti e siamo in Piazza Catalunya e da li imbocchiamo il Passeig de Gracia fino a Casa Mila passando per Casa Battlò… che da subito si conquista il primo posto fra i nostri obiettivi di visita per il giorno dopo.

Consapevoli che cenare sulla Rambla è molto turistico, quindi pari a scarsa qualità per una spesa alta, non resistiamo alla tentazione e ci sediamo in uno dei tanti tavolini senza troppo stare a guardare… la Rambla è la Rambla… è un po’ come C.so Vittorio Emanuele o via Dante a Milano !!

Con le nostre bici giriamo fra le vie del Barrio Gotico e della Ribeira e prima di rientrare ci fermiamo in una pasticceria a gustarci un’ottima fetta di torta.

3 maggio 2008 – sabato

La colazione ci viene servita in una sala con pochi tavoli apparecchiati… probabilmente d’estate si utilizza la terrazza, ma purtroppo non fa ancora abbastanza caldo, peccato!

Ci vengono offerti caffè, pane burro e marmellata, salame e formaggio, yogurt e una squisita macedonia di frutta fresca… c’è dentro anche il mango che io adoro!

Partiamo quindi per il nostro tour ciclistico… prima destinazione Casa Battlò!

Sono circa le 9.30 e c’è già una fila lunghissima per entrare… non se ne parla proprio! Ci spostiamo quindi a casa Mila, stessa situazione e così ci dirigiamo verso la Sagrada Familia… ma esiste un posto senza coda? Non possiamo passare la giornata in coda…

La bicicletta ci da l’enorme vantaggio di spostarci velocemente e così prendiamo in considerazione Parc Guell che, essendo un parco, dovrebbe essere più facilmente accessibile…

La strada comincia a salire, dapprima una salita dolce che si inasprisce sempre di più… con la lingua fuori, ma riusciamo comunque ad arrivare davanti all’entrata di Parc Guell in sella alle nostre bici (dotate di cambio shimano) … molti ci arrivano in taxi e capiamo bene il perché!

I colori caratteristici dello stile Gaudì sono inconfondibili. Casa Battlò non l’abbiamo ancora visitata, ma il collegamento sembra essere d’obbligo.

Qui in effetti non c’è coda, c’è molta gente, ma l’entrata libera favorisce una naturale regolamentazione del flusso di persone!

Dopo aver ammirato la coloratissima entrata ed il belvedere sovrastante contornato da splendidi e variopinti murales a mosaico, ci facciamo un bel giretto su per i sentieri fino ad arrivare nella parte più alta dalla quale si apre un bellissimo panorama su tutta Barcellona!

Una volta usciti da Parc Guell, considerata la fatica dell’andata che ci ha portati fin quassù, ci godiamo fino in fondo la discesa che ci riporta verso la Sagrada Familia…!!

E’ ormai ora di pranzo e la coda per entrare si è accorciata… si vede che in molti sono andati a mettere le gambe sotto il tavolo!! Ne approfittiamo anche noi per mangiare un panino veloce prima di entrare a visitare la chiesa… o meglio, del cantiere…!!

La parte esterna sicuramente è molto più affascinante… questo stile gotico dalle guglie riccamente decorate sono un vero e proprio colpo d’occhio… difficile però evitare di fotografare una delle gru che fanno ormai parte dell’insieme.

La salita con l’ascensore per ammirare il panorama dall’alto prevede un’attesa di quasi 2 ore… non la prendiamo neanche in considerazione!!

Da qui ci dirigiamo verso Casa Mila e Casa Battlò, sperando che anche qui i turisti abbiamo preferito dedicarsi al cibo. Arrivati a Casa Mila la fila è ancora scoraggiante, mentre a Casa Battlò ci sono soltanto poche persone davanti alla cassa e in pochi minuti riusciamo ad entrare.

Già la facciata esterna era molto promettente… e una volta dentro non possiamo che confermare che ci troviamo ad ammirare un vero e proprio capolavoro!

La visita è supportata da audioguide che ci consentono di godere di ogni minimo particolare… dai locali della casa al 1° piano, fino al solaio e terrazzo dell’ultimo piano, dove i colori esplodono alla luce del sole!

Davvero bellissima… è quasi un peccato uscire da un posto così!

Ci mancherebbe anche Casa Mila da vedere, ma rimaniamo così soddisfatti da Casa Battlò che demordiamo e passando per le varie strade del centro rientriamo per una doccia ritemprante!

Arrivati al nostro b&b ad accoglierci troviamo Mercedes, la padrona di casa con la quale ci eravamo scambiati le e-mail di prenotazione… molto cortese e graziosa! Non manchiamo di farle i complimenti per il gusto estetico e l’attenzione ai particolari che hanno reso l’ambiente molto molto piacevole!

Per cena ci fermiamo in un locale nella zona della Ribera dove ci gustiamo delle gustosissime ‘tapas’ stile nostro happy hour… ordiniamo una birra e riusciamo a guadagnarci 2 posti al bancone ricco di numerosi piatti con stuzzichini vari, ognuno trafitto da uno stuzzicadenti che verrà poi conteggiato per la quenta…

All’uscita ci dirigiamo velocemente verso il parco di Montjuic alla ricerca della Fontana Magica, dove alle 21.30 inizierà lo spettacolo di luci e suoni… dopo un po’ di girovagare chiediamo informazioni e finalmente arriviamo a destinazione.

Uno spettacolo affascinante ma del quale onestamente non sono rimasta particolarmente colpita… uno dei tanti spettacoli di luci e suoni!! Chissà forse non ero io ben predisposta…

4 maggio 2008 – domenica

Ci gustiamo la deliziosa colazione e prima di uscire in sella alle nostre bici, liberiamo la camera e saldiamo il conto, torneremo nel pomeriggio a recuperare i bagagli!

Sempre percorrendo il lungomare arriviamo in centro a Placa Reial, dove c’è, come pare ogni domenica, un mercatino fra i collezionisti, soprattutto numismatici e filatelici, ma non mancano anche quelli un po’ più estrosi…

Non ci fermiamo molto, da li ci avviciniamo a Palau Guell poco distante ma scopriamo che la domenica è chiuso e così ci dirigiamo verso le viuzze della Ribera e del Barrio Gotico fino al museo Picasso.

Al primo tentativo la fila per entrare ci fa cambiare idea e così passeggiamo lungo la via Moncada, molto affollata di gente anche per via di una processione religiosa… bellissime le donne vestite con i coloratissimi abiti tipici e le decorazioni floreali fra i capelli.

Ripassiamo dal museo Picasso e nonostante la fila sia ancora abbastanza lunga ci mettiamo in coda e aspettiamo circa 30 minuti. Essendo la prima domenica del mese l’ingresso è gratuito, chissà se diversamente l’attesa sarebbe stata più breve ?!?

Vistiamo le varie sale del museo con diverse opere che ripercorrono il cammino dell’artista… interessante, ma personalmente mi è piaciuto molto di più quello di Dalì!

Per pranzo rientriamo nella zona del Poblenou e ci fermiamo in uno dei locali sulla spiaggia, il Chiringuito, che ci aveva ispirato fin dal primo giorno che l’avevamo visto… sono ormai le 14.00 passate e stentiamo a credere che per entrare ci sia la coda… è sicuramente un buon segnale!

Non è da noi, ma non avendo fretta ci fermiamo e dopo una ventina di minuti finalmente ci sediamo all’interno… anche se all’esterno sarebbe stato forse meglio!! Il locale è frequentato quasi esclusivamente da spagnoli e siamo molto felici di non essere capitati in uno dei classici posti per turistici…

La paeilla che servono sembra essere molto invitante, ma noi preferiamo dei piatti di solo pesce, calamari e polipo alla catalana con patate alla costa brava… oltre all’ottima qualità la quantità è davvero abbondante e non ci resta neanche lo spazio per un dolce!

Anche in questo caso Traveller, che citava questo posto, è stato una conferma di buon gusto, ne è valsa davvero la pena aspettare un pochino…!!

Rientriamo quindi al b&b a recuperare i nostri bagagli e dopo aver salutato Mercedes, ci avventuriamo come degli equilibristi sulle nostre biciclette con tanto di bagaglio al seguito… un borsone, che avendo la tracolla si riesce facilmente a gestire, ed un trolley che risulta meno scomodo di quel che pensavamo, ma ci rende un tantino ‘eccentrici’…
Arriviamo quindi alla statua di Colombo per la restituzione delle biciclette e da lì proseguiamo a piedi verso la Estacio de Franca dove prendiamo il treno per l’aeroporto El Prat.

Non abbiamo capito grazie a chissà quale promozione ma il biglietto è gratis e dopo pochi minuti si parte! Un tragitto di circa 30 min, poche fermate ed eccoci arrivati in aeroporto.

Ancora qualche ora e poi anche questa bellissima vacanza farà parte dei nostri fantastici ricordi.!

* * * * * * * * *

E’ stato un lungo week-end, molto interessante e ricco di tante esperienze piacevoli.

Considerato il tempo che avevamo a disposizione, siamo riusciti a trovare un giusto mix… va da se che sia la zona del Cap de Creus così come Barcellona, meritano sicuramente più di un paio di giorni… questo è stato solo un assaggio!

Volendo scegliere la cosa che mi è piaciuta di più, dico:
• La casa di Dalì a Port Lligat: ricca di particolari strani e originali alla Dalì, ma nel contempo semplice e contenuta! E poi la posizione…
• Casa Battlò a Barcellona: un arcobaleno di colori misto ad una ricerca del particolare strutturale davvero molto molto intrigante!

col senno di poi…

L’unica cosa che mi viene in mente è la prenotazione al Chiringuito… avremmo evitato la coda e pranzato all’esterno!

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