Tunisia, la terra dei 1.000 paesaggi

14-lug-03
Partenza per la Tunisia. Per noi significa la prima volta che ci avviciniamo al continente africano.
Abbiamo prenotato un Tour, in modo da poter vedere più cose possibili di questo paese.

1° giorno: visita di Tunisi e del souk (mercato) all’inetrno della medina (letteralmente città araba, oggi sta ad indicare le città vecchia). Vicoli angusti pulsanti di vita… artigianato locale che stanca gli occhi per quanto è varia e bella l’offerta. Avrei voluto acquistare di tutto… Ma siamo solo all’inizio, quindi è meglio non eccedere. Proseguiamo per la visita del sito archeologico di Cartagine: tutto sommato deludente, le rovine sono veramente poca cosa se paragonate con altri siti che visiteremo nei giorni sucessivi. Ma molto suggestiva è la posizione di questa vecchia città a picco su un mare blu che sembra aspettare solo un tuo tuffo. Nel pomeriggio visitiamo uno splendido paesino costruito su una collina a picco sul mare: Sidi Bou Said. “Sidi” significa “Santo” e infatti è una parola che troveremo spesso lungo le strade del paese ad indicare i nomi di varie località. Tipico del luogo è il colore: tutte le case sono bianche con infissi di colore blu. Si dice che il bianco serva a riflettere il calore e il blu a tenere lontane le zanzare. Per finire visitiamo il Museo del Bardo di Tunisi dove sono conservati moltissimi mosaici. Beh, non avrei mai pensato di vedere un museo così particolare ed affascinante. Un must x chi si trovi a passare di qua, e ve lo dice una persona che non ama affatto andare in giro per musei!!!

2° giorno: Lasciamo Tunisi diretti verso Sud e attraversiamo tutta la penisola di Cap Bon. Una zona assolutamente particolare con una vegetazione lussureggiante e dall’agricoltura davvero fiorente. Un’atmosfera strana, immagino sia come l’Italia di 60 o 70 anni fa. Moltissimi campi coltivati che si estendono a persita d’occhio, camion dall’aspetto un pò retro’ carichi di migliaia di pomodori color rosso fuoco, uomini e donne a lavoro ed un andirivieni di carri trainati da asinelli neri… E’ impossibile staccare gli occhi dal finestrino, il paesaggio rapisce l’osservatore. Visitiamo El Haouaria, antiche grotte da cui fu estratta la piatra per la costruzione di Cartagine e Kerkouane, sito archeologico punico. Arriviamo fino a Kelibia, cittadina sulla punta estrema del Cap Bon ancora incontaminata dall’afflusso turistico. Nel pomeriggio continuiamo la visita del governatorato di Nabeul (praticamente come le nostre regioni) vistando Nabeul (capoluogo) con le sua fabbriche di ceramiche ed Hammamet, ridente cittadina sul mare dotata di una medina tra le più carine dell’intero paese. In serata, rientriamo nelle regione del Sahel (la regione costiera) e pernottiamo a Sousse.

3° giorno: Visita di Monastir, una cittadina meravigliosa che offre scenari davvero tipici contornati da colori sgargianti. Visitiamo il Ribat (la fortezza) e stupisce come gli ambienti construiti sulle torri siano freschi rispetto alla calura esterna… probabilmente tutte le prese d’aria sono studiate per generare correnti che mantengono freschi gli ambienti più chiusi. Tanti scalini per raggiungere la vetta di una torre, ma il panorama mozzafiato ripaga ogni fatica… Andiamo poi al Mausoleo Bourgiba dove è conservata la bara del primo presidente della Repubbluica Tunisina, Habib Bourgiba. E’ imponente questa costruzione, raffinata ed elegante nei suo giochi di marmo e oro, tipica dello stile arabo, meastosa e semplice al tempo stesso che lascia nei ricordi un’immagine simile ad un foto… Proseguiamo per Mahdia, visitiamo il suo piccolo porto e restiamo affascinati dal suo meraviglioso mare… la voglia di tuffarsi è tanta, ma stoici proseguiamo il nostro tour… Nel pomeriggio con ben 50° e la sensazione di essere in forno (e non per modo di dire!!!) visitiamo EL JEM. Anfiteatro romano ben conservato e molto suggetsivo. Si visitano le parti sotterranee (dove soprattutto è gradevole il refrigerio…) dove stavano le fiere e i gladiatori e poi l’esterno. Si può anche salire fino all’ultima arcata e ci riusciamo nonostante il caldo. Ma anche qui il panorama a perdita d’occhio (non vi sono catene montuose x cui l’occhio corre davvero all’infinito) è un’adeguta ricompensa alla fatica. Usciamo per una meritata coca cola e dopo qualche risata con il simpatico barman proseguiamo per la città industriale di Sfax, dove pernottiamo. Ma prima di dormire, si va in un locale tipico a sorseggiare un ottimo the ai pinoli e qualcuno fuma anche il narghilè.

4° giorno: Partiamo in direzione del deserto… stiamo per entrare in quella che nelle nostre idee è la vera Africa… Sostiamo a Gabes e visitiamo il mercato della Jara noto per le sue spezie e in mezzo a queste montagne di polveri colorate e dei loro profumi è impossibile non comprarne un pò… le usermo mai a casa?? Io intendo provarci!! Proseguiamo il nostro itinerario addentreandoci in uno dei tre deserti che offre la Tunisia: il deserto stepposo. Visitiamo Matmata e la casa di una famglia berbera. Sembra di essere sulla luna… un’infinita distesa di dune e steppa e la strada che corre via per ore… finchè all’improvviso curviamo a sinistra e dietro un piccolo colle ci troviamo immersi in un palmeto gigante… siamo a DOUZ, la porta del deserto. Douz è un oasi enorme che praticamente si è sviluppata come altre oasi del genere fino a divenire una città: città in mezzo al niente, un fascino indescrivibile a parole. Qui al tramonto facciamo una passeggiata nel deserto a dorso di dromedario. Veniamo vestiti come beduini e le dolci dune di sabbia e il piacevole incedere del dromedario ci trasportano in un altra dimensione…

5° giorno: Lasciamo douz ed attraversiamo lo Chott El Jerid, un enorme lago salato, un paesaggio indesrcivibile ai confini con l’Algeria. Di acqua non ce n’è molta, solo qualche pozza dagli strani colori a bordo strada: i colori dipendono, ci spiega la guida, da vari microorganismi che stanno nella pozza… Arriviamo all’oasi di Tozeur che in pratica ha sviluppato oltre al classico palmeto da datteri (le infiorenscenze sono impressionanti!) una città con tanto di medina. Visitiamo tutto affascinati sempre di più da un mondo così particolare ed incontaminato dalle influenze occidentali (che si trovano invece lungo le regioni della costa). Visitiamo qui il terzo tipo di deserto che la Tunisia offre: il deserto roccioso. Paragonabile come tipologia ai paesaggi dell’Arizona. Durante la visita alle cosiddette oasi di montagna (oasi che si aprono all’interno di insenature tra le monatgne rocciose ed i loro Canyon) di Chebika, Tamerza e Mides (dove davvero vediamo un Canyon simile al Grand Canyon). Spettacolari, non ci sono aggettivi adeguati per riportare le particolarità del paesaggio e la sensazione che questi colori, questi scenari possono dare ad un viaggiatore… Il caldo si fa più sopportabile, grazie all’assenza di umidità. Nel pomeriggio usciamo di nuovo con le Jeep per fare il “rally” sulle dune. Qui entriamo nel deserto più profondo con dure alte 20, 30 metri o forse di più. Visitiamo i set di Guerre Stellari e Il Paziente Inglese, incontriamo addirittura venditori di collane (in mezzo al deserto??!)che spuntano all’improvviso da dietro una duna… e ti chiedi, ma da dove e come è arrivato qui?? Conosciamo anche il guardiano del set di Guerre Stellari che vive da solo in mezzo al deserto, la sua famiglia lo va a trovare una volta alla settimana… la sua pelle scura, l’abito e il copricapo bianco, i suoi occhi buoni… questo mi è davvero rimasto nel cuore. Il ricordo più bello è tuttora costituito da 2 pezzi di quarzo grezzo che lui mi ha regalato. Io per sdebitarmi gli ho lasciato un pacchetto di chewing-gum (non voleva soldi, il suo era un regalo) e lui mi ha ripagata con un sorriso di autentica gratitudine… Con questa immagine nella mente iniziamo a riprendere la strada di “casa” e all’improvviso (come tutte le oasi, anche questa la trovi all’improvviso) ci troviamo in una oasi/cittadina pullulante di vita: è Nefta.

6° giorno: Con i ricordi del deserto nel cuore (sicuramente la parte più bella e suggestiva del viaggio) iniziamo a tornare verso la costa. Visitiamo Sbeitla un sito arhceologico davvero meraviglioso e ben conservato, preseguiamo poi per Kairouan dove visitiamo una imponente moschea e finalmente abbiamio modo di approfondire la nostra conocenza della religione locale. Dopo altre soste (in città e al bacino idrico degli Aglabiti) riprendiamo il viaggio verso Sousse dove si conclude il nostro viaggio.

Spero di aver trasmesso a qualcuno le splendide sensazioni che questa terra mi ha lasciato e i 1.000 paesaggi diversi e affascinanti e colorati che ancora mi tornano alla mente quando ripenso al mio viaggio…

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