Viaggio nei Balcani Occidentali

CROAZIA – MONTENEGRO – BOSNIA-ERZEGOVINA – SERBIA – KOSSOVO – MACEDONIA – ALBANIA

(giugno 2006)

di Derek

Itinerario: Bari – Dubrovnik (escursione a Perast, Cattaro, Sveti Stefan, Budva) – Mostar (escursione a Blagaj) – Sarajevo – Belgrado – Novi Pazar (escursioni a Sopocani e Studenica) – (durante il trasferimento per il Kossovo, via Pristina visita di Gracanica) – Peja (escursione a Decani) – Prizren – Skopje – Ohrid – (durante il trasferimento per il confine albanese visita di Sveti Naum) – Tirana (escursioni a Kruja e Berat) – (in attesa della nave visita di Durazzo) – Bari.

Ecco una serie di informazioni pratiche per chi volesse recarsi nella ex-Jugoslavia ed in Albania. Viaggio facile, sicuro ed economico. Profilo generale del viaggio: da “zaino in spalla” con qualche comodità ogni tanto. Considerare che il periodo del viaggio è stato il mese di giugno, mentre in luglio e agosto ci può essere qualche difficoltà in più nel trovare posto su navi e pullman e per gli alloggi.

Sono partito da Roma, treno per Bari 36EUR l’Eurostar, 32,73EUR l’IntercityPlus. Controllato su http://www.amatori.com (partner italiano di Jadrolinija) le date e gli orari di partenza del traghetto Jadrolinija per Dubrovnik. Info al tel. 0805212840. Con la nave in partenza alle 22:00, la biglietteria Jadrolinija alla stazione marittima di Bari ha aperto alle 19:00, bisognava imbarcarsi alle 20:00. Passaggio semplice cioé posto ponte 39,50EUR comprese le tasse d’imbarco. Nave utilizzata la Liburnija, molto confortevole anche col biglietto più economico (ci si può sdraiare per tutta la notte sui divanetti nell’area comune, molto comodi e con l’aria condizionata).

All’arrivo a DUBROVNIK, (CROAZIA: per i cittadini UE ok anche la carta d’identità, valuta ufficiale KUNA, hotel e agenzie accettano EURO, verificare le tariffe nelle due valute poiché praticamente tutte le banche, la posta ed i cambiavalute applicano una commissione dell’1%, così 1 EURO = 7/7,1 kune, quindi può essere conveniente pagare in euro) alle 07:00, alcune donne e un paio di uomini circondano i passeggeri per offrire le loro camere: alcune nella città vecchia, altre nella zona di Lapad, altre ancora tra questa e la città vecchia. Chiaramente cambiano i prezzi, comunque non sono elevati, almeno non in giugno. La terza zona intermedia è comoda per andare al porto ed all’adiacente stazione dei pullman così come nella città vecchia. Una signora mi offre una cameretta singola in quell’area per 100 KUNE a notte (quasi 15 EURO: praticamente tutte le banche, la posta ed i cambiavalute cambiano con una commissione dell’1%, così 1 EURO = 7 o 7,1 KUNE). I suoi riferimenti sono: Slobodanka Vukanovic, Ulica (= Via) Iva Vojnovica br. 25, 20000 Dubrovnik, tel. 00385 20 332075, e-mail: [email]vviki@net.hr[/email] (non sono certo leggano regolarmente la posta elettronica). La signora parla un inglese assolutamente semplice. Durante l’anno i suoi prezzi sono 100 e 200 KUNE per la singola e la doppia, a luglio e agosto 120 e 240. Le camere doppie sono carine, la singola è veramente semplice e piccola, la sistemazione è okay per chi non ha particolari pretese ma cerca tipo ostello, il bagno è in comune con la famiglia e gli altri ospiti, gratis té e caffé. L’ostello [email]dubrovnik@hfhs.hr[/email] poco distante in Vinka Sagrestana 3 ha prezzi molto simili. Dubrovnik è una cittadina bellissima, completamente circondata da splendide mura, con palazzi, chiese, monasteri, fontane, una strada principale e le molte viuzze … tutto è in pietra, molto ben conservato (e restaurato dopo la guerra) grazie alla lunga storia della Repubblica di Ragusa. Di fronte l’isoletta di Lokrum, bella riserva protetta con aree balneabili con scogli, una delle quali per nudisti, rovine e un punto panoramico al centro. Battello 35 KUNE a/r compreso l’accesso all’isola.

MONTENEGRO

L’agenzia Atlas (http://www.atlas-croatia.com) a Dubrovnik ha diverse escursioni per la zona circostante, tra le quali due per il Montenegro a giorni alterni, una comprende Perast, Cattaro e Cettigne mentre l’altra Perast, Cattaro, Sveti Stefan e Budva (MONTENEGRO: per i cittadini UE ok anche la carta d’identità, valuta ufficiale EURO). Mi interessava di più la prima ma il giorno da me scelto (giorno pari della settimana) prevede la seconda. Perché un 1 day tour organizzato? Intendo dedicare solo un giorno al Montenegro, per l’itinerario che ho in mente e per i giorni che ho a disposizione, ma purtroppo i pullman di linea in servizio da/per Dubrovnik non permettono l’andata e ritorno nello stesso giorno. Altrimenti pernottando a Cattaro o a Budva si possono utilizzare i bus di linea. Prezzo 420 KUNE (pagabili anche con 57EUR) partenza 07:30, ritorno 19:30. L’altro tour (giorni dispari) con Cettigne costa 380 kune. Le Bocche di Cattaro, il più profondo fiordo dell’Europa mediterranea, presenta scorci e panorami incredibili. Le cittadine di Cattaro e Budva sono racchiuse da mura veneziane al cui interno edifici e chiese rivaleggiano con Dubrovnik. Da Perast con un battello in pochi minuti si arriva ad un’isoletta con un monastero interessante. Sveti Stefan è una famosa località balneare di VIP nel periodo jugoslavo, un vecchio centro di pescatori che copre completamente un’isoletta ora collegata con un breve istmo alla costa, trasformato in un grande villaggio turistico, dove le vecchie casette dei pescatori, ora ristrutturate, sono le stanze degli ospiti. Tutto è curato, dalle piante alle terrazze, dai tetti alla chiesetta.

BOSNIA-ERZEGOVINA

Biglietto pullman Dubrovnik – Mostar = 79 KUNE + 10 per ogni borsa che va nel vano portabagagli sotto il bus. Calcolare più di 3 ore, partenza alle 8:00. A Mostar (BOSNIA-ERZEGOVINA: per i cittadini UE ok anche la carta d’identità, valuta ufficiale MARCO CONVERTIBILE ad un cambio praticamente fisso con l’EURO – quello che aveva il marco tedesco: 1,955 – per cui sono intercambiabili e ad un tasso semplificato di 1 euro = 2 marchi, comunque preferito l’euro per l’alloggio, ma con l’euro in realtà puoi pagare ogni cosa). All’arrivo moltitudine di affittuari di camere, inutile segnalare dove sono stato, ce ne sono talmente tanti. Pagato per una bella camera singola 15 EURO ma per una doppia con eventuale condivisione della stanza si pagano 10 euro. Bagno sempre in comune. Mostar presenta ancora molti segni del conflitto, qui tra croati-bosniaci e musulmani-bosniaci. Il ponte (ricostruito) e il quartiere attorno sono il centro della cittadina, tutto è stato restaurato e pullula di botteghe artigianali come un antico bazar. Minareti svettanti e moschee, canalizzazioni tra le case, cortili, antiche abitazioni turche, suoni odori e sapori fanno di Mostar il gioiello dell’Erzegovina.
Col bus urbano 10, 11 o 12 che passa dal marciapiedi opposto alla stazione (biglietto 1,80 MARCHI a bordo) per andare a Blagaj dov’è la Tekija (monastero derviscio) sul fiume che fuoriesce da una grande cavità della montagna, lungo le rive ristorantini dove mangiare trote, bel posto.
Biglietto pullman Mostar – Sarajevo 13,50 MARCHI, circa 2,5 ore. A Sarajevo ci sono camere presso privati ma niente affittuari alla stazione, quindi prendere il tram 1 (biglietto 1,60 MARCHI al chiosco) fino alla fermata Bascarsija, lì vicino c’è la Turisticka Agencija & Hostel Ljubicica (Mula Mustafe Baseskije 65, http://www.hostelljubicica.net, e-mails [email]taljubic@bih.net.ba[/email] [email]hostelljubicica@yahoo.com[/email], scrivendo vengono a prendere alle stazioni dei treni o dei pullman, tel. + 387 33 535829, tel./fax + 387 33 232109). C’è una ragazza che parla un buon italiano e hanno anche informazioni su orari di pullman e altri spostamenti. Loro hanno un ostello con letto a 10 EURO e camere presso privati a 15/20 EURO singola/doppia, condividendo l’uso del bagno. Io sono stato in un’ottima camera in una casa vicina, nella piazzetta con la sinagoga, pieno centro, pagamento in euro all’agenzia. Sarajevo presenta meno segni della guerra rispetto a Mostar e si avverte ancora il respiro della Gerusalemme d’Europa, con la convivenza di musulmani, ortodossi, cattolici ed ebrei. In pieno centro la sinagoga, la chiesa serbo-ortodossa e alcune moschee e madrase sono a pochi passi tra loro. L’antico bazar è il centro storico, pieno di caffé turchi, botteghe di souvenir, pasticcerie e ristorantini sulle vie lastricate, con alcune buche dipinte di rosso laddove i colpi di mortaio hanno ucciso molte persone (le “rose di Sarajevo”).

Biglietto pullman Sarajevo – Belgrado 29 MARCHI. La stazione dei pullman di Sarajevo da dove parte il bus per Belgrado è nella zona serba, il quartiere si chiama Lukavica. In una piazza (Austrijski Trg) dopo il ponte Latino dove avvenne l’attentato del 1914, comunque vicino al centro e dall’agenzia a piedi, si prende il filobus 103 che in circa 45minuti porta al capolinea a 200 metri dalla stazione dei pullman di Sarajevo Lukavica. Circa 7,5/8 ore. Partenze da Sarajevo alle 06:15/08:00/09:45/11:00/12:30/15:00/22:00.

SERBIA

Belgrado, Beograd, da qui cercare di familiarizzare con l’alfabeto cirillico, (SERBIA: per i cittadini UE occorre il passaporto ma senza visto, valuta ufficiale DINARO, non molto considerato l’EURO se non in alberghi o ristoranti di un certo livello. 1 Euro = 86,45 dinari). A Belgrado ci sono alcuni ostelli, vedere su http://www.hostels.com descrizione e posizione. Io sono stato allo STAR HOSTEL (hostel_star@yahoo.com, 381(0)11/2627061), in Cara Urosa 6 al primo piano, in pieno centro, vicinissimo alla fortezza e alla zona pedonale, bell’ambiente simpatico ed accogliente, 2 camere da 6 letti ciascuna, free internet, free coffee e tea, air conditioned, uso cucina, pagato 800 DINARI a notte, circa 9 euro. In Serbia occorre farsi dare dall’hotel o ostello dove si pernotta la ricevuta della registrazione presso la polizia, all’uscita le autorità serbe di frontiera potrebbero fare problemi se alcune notti non fossero coperte. Hotel e ostelli danno automaticamente la registrazione, se invece si soggiorna presso privati bisogna assicurarsi che questi provvedano oppure recarsi personalmente alla polizia entro 24 ore dall’arrivo in una località. A Belgrado da vedere le sue belle strade e piazze, gli edifici stile liberty, le chiese, il parlamento, la tomba di Tito, mangiare nei ristorantini e i molti locali per la sera. E’ ormai una sorridente città europea, con una vivace vita e atmosfera giovanile. Per una gita si può andare nell’isola sulla Sava alla confluenza col Danubio a prendere il sole o passeggiare nei boschi.

Biglietto pullman Belgrado – Novi Pazar 770 DINARI (circa 3ore30minuti). Questa è la località più difficile del viaggio circa l’alloggio, ma è anche una di quelle irrinunciabili, per i suoi dintorni. Pochissimi alloggi economici. C’è la PENSION HAN, R. Halilovica 32, tel. + 381 20 23833/24892, situata nel vecchio quartiere turco (le camere e le lenzuola del letto sono dell’epoca, mai visto tanti buchi in un lenzuolo!!!!!, pareti e pavimento di legno, le vecchie assi scricchiolano, comunque pulito, anche se assai trascurato). Una notte 900 DINARI. Novi Pazar è nella Serbia meridionale, territorio dove prevale la religione musulmana ma che, insieme al Kossovo, è storicamente la culla della cultura e della nazione serba: se in città vi sono alcune moschee e un vecchio quartiere turco, nelle vallate dei dintorni prevalgono le chiese ed i monasteri ortodossi. Contrattare con un taxi per un giro ai siti religiosi: monastero di SOPOCANI, parecchi km fuori città, patrimonio dell’umanità dell’UNESCO, uno dei siti più importanti di tutti i Balcani, bello il paesaggio e l’architettura ma soprattutto magnifici gli affreschi, che rivestono interamente qui come in tutti i monasteri serbo-ortodossi successivi tutte le pareti e le cupole senza soluzione di continuità, realizzati nel medioevo ma con caratteristiche pre-rinascimentali tali da lasciare a bocca aperta; chiesa di San Pietro (Petrova Crkka), la più antica chiesa di tutta la Serbia, splendida nella sua semplicità, farsi aprire dalla custode nella casa accanto che verrà con la più grande chiave antica mai vista, bello il cimitero attorno; Colonne di San Pietro (Durdevi Stupovi), monastero dal quale si ha una bellissima vista sulle vallate circostanti. Una mezza giornata è da dedicare invece a STUDENICA, vicino Usce (pullman 205 DINARI) da dove restano 11,5 km percorribili con i rari bus o con l’autostop o in taxi sin da Novi Pazar da cui dista più di un’ora. Sia all’andata che al ritorno faccio Usce-Monastero di Studenica in autostop, gli autobus esistenti sono pochi e partono a orari molto distanziati. Anche il ritorno da Usce a Novi Pazar sembra presagire una lunga attesa del bus, così dice l’orario, ma il consiglio degli abitanti di mettermi alla fermata dove in genere sostano i bus diretti a Novi Pazar funziona: quando meno me lo aspetto arriva un pullman proveniente da non so dove che non prevedeva sosta ufficiale a Usce ma con un cenno della mano si ferma e mi fa salire, pago il biglietto ma praticamente il bus non è in servizio, ci sono solo 3 addetti ed io … poco dopo si fermano per una breve sosta e subito vedono un bus in servizio effettivo e mi fanno salire su quello … avvisano comunque che io ho già il biglietto e nessuno mi chiederà nulla. Il monastero di Studenica è l’altro grande sito UNESCO del paese, il più importante per il sentimento popolare religioso, monastero-fortezza con affreschi molto rovinati ma impressionanti come l’atmosfera del luogo. Il proprietario della Pension Han non parla inglese, comunque mi fa capire che non fa la registrazione alla polizia della mia permanenza lì (in effetti non mi vuole neanche il passaporto), non ha neanche i modulini già pronti che invece mi avevano dato a Belgrado. Gli spiego, a fatica, che all’uscita dalla Serbia me li dovrebbero chiedere per dimostrare i miei spostamenti allora mi dice di andare personalmente alla polizia. Anche lì non parlano inglese, mi portano dalla superiora la quale mi spiega con due parole in inglese e 98 in serbo che deve provvedere la Pension Han. Decido che i 15 minuti dedicati alla questione sono anche troppi e mi disinteresso della cosa, anche perché ho il sospetto che andando in Kossovo e uscendo da lì dalla Serbia non troverò frontiera con controllo della polizia serba … previsione che si rivelerà azzeccata.

Biglietto bus da Novi Pazar a Pristina 5EURO, poco meno di 3 ore. Partenza alle 5:45 e arrivo alle 8:30. Questo va fino a Skopje ma io scenderò a Pristina, ce n’è poi uno alle 6:00 che va a Pristina e poi a Prizren e alle 12:40 di nuovo a Pristina e Skopje. Molti bus qui nell’ex Jugoslavia partono presto la mattina.

KOSSOVO

All’ingresso in Kossovo (Protettorato dell’ONU del KOSSOVO: per i cittadini UE occorre il passaporto ma senza visto, valuta ufficiale EURO) c’è un controllo delle Nazioni Unite, verificano il passaporto e rilasciano un visto di ingresso su un cartoncino separato che poi ritireranno all’uscita dal territorio. Questa frontiera non è riconosciuta dalle autorità serbe, dunque nessun controllo di “uscita” dalla Serbia. Poiché poi dal Kossovo andrò direttamente in Macedonia e alla frontiera ci sarà di nuovo personale ONU e non serbo, nessuno mi richiederà le registrazioni dei pernottamenti. Tenere conto dell’ordine col quale si entra in Serbia e in Kossovo: se ad esempio si va dalla Macedonia al Kossovo e da questo in Serbia, ci si ritroverà in quest’ultimo paese senza alcun timbro d’ingresso legalmente riconosciuto, la prima cosa che cerca la polizia serba, quindi in uscita le autorità serbe probabilmente faranno storie.
Alla stazione dei bus di Pristina (una stazione vera con molti orari esposti e corse fittissime per molte destinazioni interne e diverse per destinazioni extra-protettorato) subito un pullman per Gnjilane (o Gjilan, considerare che qui si starebbe in Serbia ma la lingua principale è l’albanese, i nomi sembrano diversi) e dopo una decina di minuti (0,50EURO) si arriva al monastero di Gracanica. Blando controllo delle truppe svedesi dell’ONU. Altro monastero spettacolare, imperdibile, affreschi in eccellente stato. Dentro trovo una donna ufficiale dell’esercito svedese con la truppa dell’ONU alla quale sta spiegando in inglese gli affreschi all’interno, così ne approfitto per una visita guidata, faccio pure qualche domanda di chiarimento!!! Pristina al contrario non è interessante e non vale un pernottamento, anche grazie ai collegamenti efficienti tra le località del Kossovo. Ritorno alla stazione di Pristina (0,50 EURO) e bus per Peja (4 EURO), Pec in serbo. Qui, poco prima della stazione dei bus, vedo il nome di un albergo del quale avevo letto su internet circa il prezzo accessibile e chiedo di scendere. Hotel JUSAJ, 15EURO con la colazione, bagno in corridoio. Vicino alla stazione, hotel JUSAJ 15EURO a persona con colazione, bagno in corridoio. Alla stazione, pullman (0,80 EURO) per il famoso monastero di Decani, sito protetto dall’UNESCO. Dalla fermata un paio di km a piedi. Qui c’è un ferreo controllo del contingente italiano della KFOR (Kosovo Force), del quale in internet si parla perché non capiscono l’inglese così non ci si riesce a spiegare e si finisce per non riuscire ad accedere al sito. Ovviamente spiegandosi in italiano non ci sono problemi ad entrare, ma stupiscono alcune domande tipo: come mai è venuto qui? perché vuole entrare e cosa vuole visitare? lei abitualmente va per monasteri? Ripenso all’ufficiale svedese che spiegava gli affreschi alla truppa … Sicuramente però qui l’atmosfera è più tesa che attorno Pristina. All’ultimo controllo, prima dell’ingresso mi avvisano che quello non è l’orario di visita, che inizierà un poco più tardi. Chiedo loro di insistere e da dentro danno l’okay. All’interno mi accoglie un monaco che parla italiano e mi spiega che per gli italiani loro fanno una discriminazione positiva perché il lavoro dei nostri militari, non solo dal punto di vista professionale ma anche da quello umano, è superlativo. Mi dice poi che se fossi stato tedesco non avrebbero dato il consenso (io penso debba trattarsi di quella fratellanza della quale parla qualche altro alto esponente cristiano …). Decani è splendido, anche i portali e le piccole sculture sono meravigliose e gli stupefacenti affreschi sono secondi soltanto a Sopocani. Finita la visita e recuperato il passaporto riprendo il bus per Peja (0,80EURO) e alla stazione dei pullman prendo un taxi (mi accordo per 10EURO a/r più l’attesa durante i controlli cui sono sottoposto e la visita) per l’ultimo monastero della giornata, quello di Patrijarsija a Peja. Molti restauri in corso, ma le 3 chiese duecentesche una attaccata all’altra a creare una sola struttura con un unico vestibolo d’ingresso sono impressionanti. Anche qua controllo italiano, domande simili ma stavolta sono già preparato e faccio meno la faccia stupita. Il tassista, albanese, non potrà proseguire dentro ma dovrà attendermi al primo posto di blocco. Anche se questo monastero è vicino la città non è semplice andarci, anche perché gli albanesi non forniscono informazioni (in questo monastero ha sede il patriarcato). A Peja poi, consigliabile un giro per la zona del bazar della cittadina.
Il mattino dopo bus per Prizren, nel sud del Kossovo, 3EURO. Con qualche difficoltà, non distante dalla stazione trovo un altro hotel del quale avevo letto su internet, ALVIDA HOTEL, 10EURO per una bella stanza con bagno, carino, però l’hotel è in completa ristrutturazione, con gli operai fuori e per le scale, immagino in futuro costerà di più …
A Prizren imponente e bella moschea in centro città, vicino al fiume, con attorno un centro caratteristico e i soliti numerosissimi caffè.

MACEDONIA

Da Prizren bus per Skopje, 9EURO, partenza alle 5:30 e arrivo 3 ore dopo (MACEDONIA: per i cittadini UE passaporto senza visto, valuta ufficiale DENAR, accettato negli hotel l’euro. 1 Euro = 61,3 denar). Per la lonelyplanet qui non ci sono alberghi a prezzi economici tranne uno che cita nella zona turca del bazaar, cioé nella parte vecchia e più interessante. Ma la lonely, appena uscita 3 giorni prima di partire, è traduzione di dati del 2004, infatti non ci sarebbero stati ostelli a Belgrado mentre ve ne sono diversi e a Novi Pazar come nel Kossovo e a Skopje sarebbe assai difficile trovare alberghi economici. Sicuramente molte informazioni sono datate, ma talvolta credo anche che l’autore non si sia particolarmente dato da fare (circa il Kossovo dichiarano esplicitamente che causa gli incidenti non c’erano andati e le ricerche erano state soltanto telefoniche) e anche che ogni tanto lo abbiano preso in giro perché alcune tariffe io le ho pagate meno di lui eppure a due anni di distanza in genere i prezzi salgono o restano fermi, difficilmente scendono … Comunque passeggiando con lo zaino per il bazaar vedo uno striscione in mezzo alla via dell’hotel RM. Scrivo l’indirizzo ma non ho visto da nessuna parte della strada il nome della via: HOTEL RM, Ul. Jorgandziska br. 12/14, tel. + 389 91 117133 e 131288, fax 131239. 15EURO con bagno in corridoio. Girando per la città vecchia partendo dal ponte medievale è difficile non trovare questo posto.
Skopje ha subito fortissimi danni per un terremoto nel 1963, conserva tuttavia il solito ex quartiere turco tipo bazar, qualche chiesa ortodossa e moschea interessante, alcuni hammam turchi riadattati a gallerie d’esposizione, una vivace parte moderna con innumerevoli localini e caffé.
Biglietto pullman da Skopje a Ohrid 410 DENAR, 3 ore. Arrivato, subito circondato da affittacamere, ho offerte da 4, 8 e 15euro, quella da 8 (500 DENAR) è una signora che mi fa una buona impressione e mi indica l’appartamento, è proprio lì, le scale d’ingresso del portone danno sul cortile della stazione dei pullman. Si rivelerà una delle migliori sistemazioni del viaggio, anche perché Ohrid sarà uno dei posti più belli dell’intero giro, una bella cittadina gradevole, in riva al bellissimo lago, città vecchia molto carina e diverse chiesette medievali affrescate delle quali una, Sveti Iovan Kaneo in cima ad una rupe sul lago, è davvero indimenticabile per la sua posizione e il silenzio che la circonda. La signora parla un minimo inglese ed un po’ meglio francese: Janusevska Jelena, cellulare + 389 71 585792, l’indirizzo dell’appartamento è Dimitar Vlahov nb. 20/A 2/6, ci sono due camere con 2 o 3 letti, ma mi ha dato l’uso singola!!!! Bagno nell’appartamento da condividere dunque con una camera. Lei invece abita da un’altra parte, dove credo abbia camere in affitto anche lì, Bulevar Turisticka nb. 8 4/24.
Ohrid è imperdibile, in riva al bellissimo lago, città vecchia molto bella con diverse chiesette medievali affrescate tra le quali una, Sveti Iovan Kaneo in cima ad una rupe sul lago, resterà impressa nella mente, per la sua posizione e il silenzio che la circonda. Splendide vedute sul lago. Nella parte moderna belle passeggiate, caffé, localini, negozi, internet points, gelaterie e ristorantini dove si mangia bene a pochi soldi.
Bus (100 DENAR) per il monastero di Sveti Naum, sempre sul lago vicinissimo al confine con l’Albania, circa 45minuti.
Sveti Naum, completamente circondato da un grande albergo, il monastero, nello stesso stile delle chiesette di Ohrid, è ben restaurato e accanto ad una terrazza affacciata sulla distesa d’acqua. Nel cortile girano pavoni e arrivando si vedono le grandi sorgenti che alimentano il grande lago.

ALBANIA

Da lì, dopo la visita, faccio a piedi un km fino al bivio per la frontiera albanese, arriva un’auto e ottengo l’autostop fino al confine, un paio di km. Passata la frontiera macedone, l’auto si riferma e mi ricarica fino alla frontiera albanese (ALBANIA: per i cittadini UE passaporto senza visto e pagamento di 10 EURO, valuta ufficiale LEK, accettato quasi ovunque l’euro, anche con pagamenti misti. 1 Euro = 122,5 Leke, ma per i conteggi spesso arrotondato a 125, cosi 1.000 Leke = 8 euro). Qui, come in qualunque altro posto di frontiera albanese, i cittadini UE e di altri paesi “ricchi” devono pagare 10EURO per entrare, regolare ricevuta. Dal confine fino a Pogradec, la prima città albanese, ci sono taxi al prezzo fisso di 5EURO per i 6 km che restano. Altrimenti autostop o a piedi. Già i primi bunker ed un’infinità di buche sulla strada. Arrivati in città dico che devo andare a Tirana, il taxista ferma un furgon (minibus privato che parte quando è pieno, molto più frequenti dei bus di linea), sistemo il bagaglio sul retro e in 3 ore circa si arriva a Tirana. Si paga al momento di scendere, io non ho ancora leke così invece dei 500 leke che pagano gli altri, consegno 5EURO. A Tirana il punto d’arrivo dei furgon da quella zona dell’Albania è in Rruga e Elbasanit, zona di ambasciate e consolati, abbastanza vicino al centro (5 minuti a piedi) e dove al numero 85 c’è il Tirana Backpacker Hostel, in una villa tipo consolato, anni 30, davvero bella e che consiglio senza alcun dubbio, e-mail [email]tiranabackpacker@hotmail.com[/email], 0683133451 0682167357, 1.500 LEKE o 12EURO a notte, indifferente. Non hanno molti letti, una dozzina, ma gli ambienti sono spaziosi. Edvin, gestore insieme ad un socio, è una fonte utilissima di informazioni su cose da vedere e soprattutto per districarsi nel sistema dei trasporti albanesi, soprattutto aiuta a trovare da dove partono i pullman ed i furgon per le varie località, cosa per niente semplice e che oltretutto varia ogni tanto. Il pomeriggio stesso prendo, previa spiegazione di Edvin, un furgon per Kruja, la roccaforte di Scanderbeg, 160LEKE per 1 ora di viaggio. Escursione di alcune ore alla roccaforte di Scanderbeg, 160LEKE col furgon, 1 ora di viaggio, a Kruja: nell’area del castello, che resistette a lungo agli attacchi turchi, interessante il museo etnologico all’interno e contrattazioni ed acquisti al bazar.
Ritorno in bus con 100LEKE che mi lascia alla stazione dei bus accanto a quella ferroviaria, boulevard Zog I e si arriva a Piazza Skanderbeg. Il giorno successivo escursione per 300LEKE e 3 ore all’andata, altrettanto al ritorno, a Berat, la città dalle mille finestre, con un quartiere cristiano e uno turco pieni di finestre nere sulle bianche abitazioni e la bellissima cittadella in cima al monte: qui, dentro le mura, chiesette (in una il museo di icone di Onufri), vecchi edifici, viuzze acciottolate, il castello. La salita alla cittadella è di quelle da mozzare il fiato, non risalirei a piedi meglio un taxi.
A Tirana, la grande piazza Scanderbeg con una moschea e il museo di storia dagli illiri ai partigiani, il lungo-fiume con gli edifici di stile sovietico anni ’50 ma ripitturati con tanti colori, tanta polvere e rumore, tutto il paese è un grande cantiere edile e stradale. Davanti la stazione ferroviaria prendo un bus per Durazzo, Durres in albanese, 100 LEKE per 1 ora di viaggio, l’arrivo è proprio davanti la stazione marittima del porto. Pieno di agenzie che vendono e pubblicizzano collegamenti con le navi. Entro in una, quella sera ci sono per Bari l’Adriatica a 54,50EURO e i greci della Ventouris a 35EURO, (entrambi prezzi per il passaggio ponte). Pagati i 35, mangio qualcosa. Durazzo ha un malridotto anfiteatro, una torre veneta, alcuni tratti di mura di Giustiniano, il lungomare, una costa cementificata, tanti localini e bar gradevoli, ma non è niente più che una veloce tappa in attesa dell’imbarco sulla nave. Alle 20:00 m’imbarco, veloce controllo della polizia albanese (a differenza di quel che si legge in giro, anche sul sito del MAE-ViaggiareSicuri, NON si pagano 10euro per uscire), sistemazione comoda disteso su 4 poltrone. Partenza alle 22:00 e arrivo la mattina dopo alle 7:00 a Bari che, con la sua città vecchia, le cattedrali e l’intricato sistema di stradine, il castello e i viali della città, se già non la si conosce merita qualche ora. Passeggiata per il centro fino alla stazione ferroviaria, pochi collegamenti per Roma, occorre aspettare l’Eurostar o l’Intercity Plus entrambi nel pomeriggio.

Che altro dire: ho trovato un freddo notevole in Bosnia, però mi hanno detto che anche in Italia era simile in quei giorni, comunque a Sarajevo ho dormito con due coperte. Da Belgrado è andata meglio e soprattutto da quando sono sceso a Novi Pazar.
Infine le bellezze locali: a mio giudizio ragazzi carini in Serbia e Macedonia, molto carini e sexy in Kosovo e Albania, invece in Bosnia così così.

Considerazioni generali.
I giorni utili per questo viaggio sono tra i 15 e i 20. Con 20 giorni si può partire anche da Spalato o da Zara e poi scendere fino a Dubrovnik e da lì iniziare questo giro. Il viaggio è facile, economico e sicuro (prima di partire aggiornarsi su eventuali tensioni etnico-politiche in Kossovo, Bosnia e Macedonia) e si presta molto allo stile zaino in spalla senza alcuna prenotazione. Non occorrono visti né accortezze procedurali se non di evitare l’ingresso in Serbia dal Kossovo.

Sicurezza nell’area.
Nessuna difficoltà nell’attraversare le frontiere e nessuna ne ho ascoltata da viaggiatori di diverse età e di vari paesi europei, nord e centro-americani e dell’Australia che ho incontrato in viaggio. Circa gli abitanti dei luoghi dove sono stato, sono uno degli elementi che rendono un viaggio in quelle terre una bella esperienza. Ho trovato dappertutto bella gente, ancora semplice, cordiale, ospitale, accogliente, molto comunicativa, gentile e aperta. Ho chiesto 3 volte l’autostop, in piena campagna su strade solitarie con pochissime automobili e in un caso ho aspettato qualche minuto prima di trovare un passaggio, negli altri due casi si è fermata subito la prima macchina che ho visto. A Belgrado capita di trovare addetti ai servizi un po’ legnosi e abbastanza scostanti, residuo di vecchio statalismo, ma sono eccezioni, comunque mai nelle persone più giovani, che sono ovunque gentilissimi e desiderosi di conoscere ed aprirsi. Mi sono capitati episodi di arrotondamento di tariffe e prezzi, in particolare sui biglietti degli autobus quasi sempre, ma quando si trattava di 2 o 3 dinari (meno di un centesimo da noi) lasciavo stare, ma quando si è trattato di 30 dinari li ho pretesi (mezzo euro). Comunque sempre con addetti a salario fisso. La gente comune è sempre cortese, non si approfitta mai di niente, ti accompagna nei posti, cerca di conversare, ricambia sempre una gentilezza fatta. Mi è capitato di parlare parecchio con un guidatore a Novi Pazar che conosceva un poco di italiano di inglese e di tedesco così parlavamo una strana lingua!!! In Albania con un gruppo di persone attorno ad un tavolino in attesa del bus. Tutte belle persone, non mi sono mai sentito in imbarazzo o in difficoltà.
Circa le guerre, gli eventi … la storiografia più recente sta mettendo in luce il ruolo svolto dai media a servizio (o meglio asserviti e compiacenti) dei leaders nazionalisti, tutti i leaders nazionalisti dell’area e del periodo, nell’accendere gli animi, esasperare tensioni, riaccendere contrasti sopiti, acutizzare divisioni, gettare benzina sul fuoco, aprire nuovi fronti, tutto quel che occorreva a certi personaggi per giocare il ruolo che poi hanno svolto e che loro conveniva. Non è il caso di stupirsi di come tante popolazioni siano cadute nel tranello, perché la storia del novecento europeo è piena di casi del genere e non solo in Europa ed anche la storia recente italiana, anche se con obiettivi e risultati assai meno cruenti, dimostra quanto sia importante il ruolo che svolgono i media nell’orientare la pubblica opinione. Il guidatore serbo di Novi Pazar mi parlava di Milosevic, diceva era come Hitler, (purtroppo ha detto anche che Kostunica è come Milosevic!!!!), poi
rideva della grande Serbia che voleva Milosevic … via la Kraijna, via la Slavonia, via la Bosnia serba, via il Kossovo, ora via il Montenegro … ha ha ha piccola Serbia!!!!!! Gli albanesi attorno al tavolo, aspettando l’autobus, ridevano dei loro mezzi pubblici, della ridicola aria condizionata, dei minibus privati senza neanche quella e che costano di più, mi dicevano prendi il bus di linea, così stai più comodo e paghi di meno, loro parlavano dei loro stipendi, chiedevano i nostri, mi chiedevano in Kossovo la situazione com’era, dicevano speriamo di entrare nell’UE nel 2015, poi parlavano di Kossovo Macedonia e Albania, megale Albania = grande Albania … già, c’è un partito che gli ha messo in testa queste sciocchezze, come se lontanamente servisse per uscire dai loro stipendi e per il futuro delle loro famiglia, io li ho presi in giro, ho spiegato loro che in Kossovo adesso è pieno di soldi, degli aiuti internazionali e dell’Ue in particolare, che tutto funziona meglio che da loro, col cavolo che i kosovari vogliono unirsi, quelli pensano all’indipendenza e basta!!! E se anche una sola persona dovesse morire per un disegno inutile e anti-storico, portatore di morte e povertà, non ne varrebbe la pena … allora riflettevano, dicevano … eh la politica, le chiacchiere di non sa o non vuole aiutare la povera gente, allora le illude … Oppure il mitico Edvin, il giornalista e gestore dell’ostello di Tirana, che parla (e scrive!!) italiano meglio di tanti che compaiono sui media nostrani … come si dimentica una persona così? E il monaco del monastero di Sopocani, i nostri dialoghi in inglese sugli affreschi pre-rinascimentali che ci circondavano. Certo c’è tensione. Andate in Kossovo, entrate nei monasteri ortodossi di Decani e Patriarssija, protetti da doppi o tripli controlli dei militari italiani e ci si rende subito conto di quel che si respira. Ma c’è chi ha interesse ad arrivare al potere o a mantenercisi esattamente con quelle parole che infiammano. E’ più facile indicare un nemico da combattere che ricostruire un paese. Non lo dico per facile qualunquismo, anzi, mi interessano questi argomenti e la politica internazionali in genere, e ritengo questa proprio la chiave di lettura storico-politica più interessante per comprendere quelle vicende. Detto tutto ciò, prestando attenzione ovviamente a possibili recrudescenze di tensioni in aree specifiche, questo è un viaggio semplice, economico e sicuro anche per l’assoluta tranquillità con la quale si può viaggiare in questi paesi. Più sicuro che in Italia? Diciamo esattamente allo stesso modo, con quel grado in più di attenzione mista a spensieratezza che si ha durante un viaggio, nei Balcani come in Italia come dappertutto.

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Ci sono 1 commenti su “Viaggio nei Balcani Occidentali

  1. In partenza per Sarajevo per questioni di cinema (siamo co-organizzatori di una rassegna di cinema italiano in quella città) mi sono imbattuto nel tuo diario di viaggio per il quale ti faccio le mie più sentite congratulazioni: interessante, sereno, obbiettivo. E siccome mi occupo di cinema, ti voglio consigliare un documentario sulla Bosnia: Daniele Gaglianone, “La guerra non ci sarà”, Italia, 2007. Una lunga, commovente, drammatica, senza speranza, serie di interviste a persone di Sarajevo e Srebrenica.
    Ciao e complimenti ancora.
    Dino Mosca (Trieste)

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