Gole del Verdon

L’idea di andare via l’ultimo fine settimana di agosto ci è venuta quando ci siamo accorti che coincideva con il nostro ventunesimo anniversario di matrimonio, ma per una serie di motivi, decidiamo effettivamente di partire solo due giorni prima: destinazione Gole del Verdon, in Francia.
Venerdi pomeriggio io e mio figlio passiamo a prendere mio marito in ufficio e alle 16 partiamo; percorriamo tutta l’Autostrada dei Fiori, il traffico è scorrevole e alle 20 siamo gia a Grasse, dove cerchiamo, con notevoli difficoltà, un alloggio per la notte. Alcuni hotel sono vecchi, altri completi, altri chiusi, ci serve una tripla e finalmente troviamo la camera all’hotel Mandarina, appena fuori Grasse, sulla strada per le Gole, 125 Euro con colazione a buffet.

Al mattino partiamo per il nostro giro: percorriamo prima la Route Gauche, in modo da avere sempre il fiume sulla destra ed essere più comodi nelle soste ai belvedere.
A metà percorso si incontra il Lago St. Croix, alimentato dal fiume Verdon. Complice la bellissima e calda giornata, decidiamo di affittare un pedalò e percorriamo la gola per un buon tratto; il traffico di canoe, pedalò e barchette elettriche è notevole e anche sulla spiaggia c’è molta gente.
Intanto si è fatta ora di pranzo e ci dirigiamo a La Palud sur Verdon, dove pranziamo all’aperto in un bel ristorante: prendiamo tre secondi con contorno e due dolci e spendiamo 40 Euro, ci aspettavamo di più. Evitiamo di ordinare l’acqua in bottiglia (Euro 4.50) e come fanno tutti prendiamo l’acqua in caraffa.
Nel pomeriggio percorriamo la Route des Cretes, un percorso ad anello di pochi Km all’interno del Canyon, non ci facciamo mancare le soste ai belvedere e torniamo a La Palud. Poco più avanti una strada senza uscita porta a un punto di ritrovo per il rafting e con un’agevole scalinata raggiungiamo la riva del fiume.
Il tour è finito e passando per Castellane ritorniamo verso Grasse. È abbastanza presto e decidiamo quindi di andare a dormire sulla Costa Azzurra, scelta che si rivela sbagliata, gli hotel hanno prezzi assurdi o sono pieni, rimpiangiamo di non essere stati due notti al Mandarina.
Troviamo finalmente un tre stelle ad Antibes dal prezzo accessibile, ma non ha la tripla e ci mette una branda nella camera gia piccola, per di più il condizionatore è rotto e nessuno di noi tre riuscirà a dormire per il troppo caldo.
Al mattino decidiamo di fare sosta a Montecarlo, visitiamo la città vecchia, incappiamo casualmente nel cambio della guardia, facciamo il giro della città con il trenino e dopo avere gustato un carissimo gelato nei giardini del casinò, facciamo ritorno a casa.

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