Bonne Année à Paris

Paola e Matteo a Paris 30/12/09- 03/01/2010

30 Dicembre 2009
Partenza da Pisa alle 16.30, in perfetto orario ed arrivo a Paris Beauvais dopo 1 ora e 40 circa. Rivoliamo con Ryanair, perché aveva degli orari migliori per noi rispetto ad easyjet, che partiva ugualmente da Pisa: però se non avete esigenze particolari, io sceglierei easyjet a parità di costo, in quanto si arriva direttamente all’aeroporto di Orly, molto più vicino al centro rispetto all’aeroporto della Ryanair. Beauvais è piccolo come aeroporto e trovate la biglietteria per il bus che porta a Paris Port Mallot proprio all’uscita dal terminal. Il biglietto del bus è abbastanza caro, 28 euro A/R, ma ci consoliamo perché avevamo pagato il volo solo 110 euro a testa, che per l’ultimo dell’anno non è tanto, visti i prezzi in giro.
Arriviamo a destinazione dopo 80 minuti,e prediamo la metro per Place de la Republique, dove abbiamo scelto l’hotel.
Facciamo l’abbonamento ai mezzi pubblici scegliendo il Pass navigo Decouverte, che funziona come la oyster card di London: si compra una tantum la tessera che costa 5 euro( ricordatevi di portare con voi una fototessera da applicare però) e poi viene caricato sopra l’abbonamento da voi scelto. Noi optiamo per il settimanale, in quanto era mercoledì e potevamo sempre farlo valevole fino alla domenica, giorno in cui tornavamo a casa. Funziona così: si può fare l’abbonamento settimanale che vale per la settimana in corso da lunedì al mercoledì della stessa, altrimenti dal giovedì alla domenica si può fare, ma varrà per la settimana successiva alla vostra. Il settimanale costa 17,20 euro per le zone 1-2, le principali quindi.
Arriviamo al nostro hotel, Il Grand Hotel de L’avenue http://www.avenue-paris-hotel.com/[/U], un hotel 2 stelle carino e pulito, con ottime recensioni online. Il prezzo è stato di 71 euro a notte circa.
Lasciamo i bagagli ed andiamo a cercare un posto per mangiare, visto che ormai erano quasi le dieci di sera.
La nostra scelta ricade su Buffalo grill, una catena di ristoranti sparsi un po’ ovunque in Francia, che ha prezzi modici e carne alla griglia buonissima.
Scegliamo 2 menù da 7,90 euro a testa e mangiamo benissimo; steack hache con patate per Matteo, pollo alla griglia con erbette provenzali per me, con 2 insalate e 2 cocacole; inoltre nei ristoranti francesi non dovete chiedere l’acqua in bottiglia perché sarà carissima; optate invece per “une carafe d’eau”, acqua comunque buonissima.
Andiamo a lettuccio, domani sarà dura.

31 Dicembre 2009
Ultimo giorno dell’anno. Ci svegliamo di buona lena in direzione Île de la Cité.

Di solito noi ci spostiamo nella zona da visitare in metro e poi la giriamo tutta a piedi, e così facciamo anche stavolta.
Andiamo subito alla Conciergerie, che è appena aperta; non c’è fila, e prendiamo il biglietto cumulativo che permette di visitare anche la Sainte Chapelle :costo 11 euro; fino a 25 anni i cittadini dell’Unione Europea non pagano, ed io rientro ancora per poco in questa fascia fortunatamente.
Il gentile signore alla biglietteria ci dice di andare subito alla St Chapelle e non ce lo facciamo ripetere due volte; mi dice anche, con un inglese stentato ( purtroppo zero francese per me)che non devo fare la fila un’altra volta perché ho già i biglietti. Andiamo così alla Chapelle e troviamo poca gente fortunatamente, ad aspettare di entrare. Faccio mettere Matteo in fila ed io provo a vedere se l’informazione dell’omino era giusta e potevamo passare; al che degli italiani pensano pure che stia passando avanti e mi richiamano! Ahahahahaha.. di solito sono io che faccio commenti del tipo “ i soliti italiani etc”. Il tutto è chiarito quando entriamo.
Anche se uno ha già i biglietti con sé, deve comunque fare la fila all’entrata per i controlli sicurezza, quindi vi consiglio di andare all’apertura, perché qui di fila ce n’è sempre tantissima. Una volta dentro, chi non ha i biglietti in mano deve rifare la fila per acquistarli alla cassa interna, e chi li ha già, come noi, può direttamente entrare.
Si entra prima nella cappella inferiore, molto bella anch’essa

ma salendo poi nella capella superiore quello che vediamo è veramente bellissimo: sculture e vetrate insieme, decorazioni sontuose. Peccato per i lavori di restauro presenti anche internamente.

Usciamo facendo un giro anche davanti al palazzo di giustizia

e facciamo colazione con un cappuccino ed un croissant in un bar lì vicino.( 3 euro a testa la formula breakfast). Controllate fuori se ci sono dei menù particolari a prezzo ridotto. Una colazione arriva anche a costare 8-10 euro se non state attenti. Un’altra soluzione è quella di andare nelle boulangerie; molte, specie nelle zone più turistiche, si stanno attrezzando con la macchina per il caffè e le bibite, qui croissant e pain au chocolat costano 1/1,50 euro al massimo e sono buonissimi perché sfornati da poco.
Sazi e contenti, specie Matteo che ha mangiato anche il mio croissant, andiamo a visitare la Conciergerie. Durante il periodo del terrore venivano qui rinchiusi i prigionieri prima che venisse loro fatto il processo. Nelle stanze delle prigioni ci sono ricostruzioni su come erano le celle, diverse a seconda della classi sociali. Si può vedere anche la stanza di Maria Antonietta, la cappella dove pregava. Nelle mie precedenti visite a Paris avevano sempre saltato la Conciergerie, prediligendo altre cose, ma invece l’ho trovata molto interessante. Si visita abbastanza velocemente.

Continuiamo il nostro giro per Ile de la citè passando intorno a Place Dauphine e risbucando davanti a Notre-Dame, dove c’è una fila per entrare che arriva fino in fondo al piazzale: pazzesco. Avendola già vista entrambi qualche anno fa, sia io che Matteo decidiamo di proseguire. Vediamo però un’altra fila: quella per salire sulle Tours de Notre-Dame.Questa addirittura gira intorno alla cattedrale, e non ne capiamo neanche il motivo, perché c’è pure foschia, secondo noi non si riuscirà a vedere molto.

Attraversiamo il ponte ed andiamo sull’ ‘Île Saint-Louis. Qui si riscopre la vera essenza di Paris: poca gente in giro, angoli romantici, negozietti un po’ particolari.
Se v’interessa c’è pure il negozio Pylones e forse in periodi di affollamento come questo, riuscirete a comprare senza ressa.
Essendo il primo giorno non siamo per niente stanchi, e così andiamo a piedi fino all’ L’Institut du Monde Arabe (IMA), per vedere l’edificio progettato da Jean Nouvel. Purtroppo non c’è sole, per cui le celle che si aprono e si chiudono a seconda della luce che entra sono quasi immobili. Comunque affascinante.

Da qui in poi, seguendo un itinerario della lonely planet, visitiamo il Pantheon, dove posso ammirare il pendolo di Foucault e portare i miei omaggi a Voltaire, Rousseau e Zolà;

vedere l’università della Sorbonne e l’hotel de Cluny, girando intorno ai due Boulevard St Michel e St Germain. Affamati, andiamo a mangiare un’insalata e un panino nel primo posto che troviamo sulla nostra strada: il Mc Donald’s!

Nel pomeriggio arriviamo a visitare i Jardin du Luxembourg, con il palazzo omonimo fatto costruire da Maria De’ Medici sulla scia della nostalgia per Palazzo Pitti a Firenze.

Il palazzo è sede del Sènat, per cui girava molta polizia lì attorno. E’ troppo freddo, così ci dirigiamo a vedere qualche chiesa: prima l’Èglise de Saint-Sulpice, che ha la facciata in rifacimento, e dove non c’erano troppi turisti. Significa che la fama che Dan Brown le ha fatto conquistare sta pian piano affievolendosi. Eppure è una bellissima chiesa, con 2 tele di Delacroix da vedere, oltre al famoso gnomome astronomico.

Fuori troviamo anche i mercatini di Natale, con prodotti simili a quelli che si trovano a Bolzano e dintorni, quindi baipassiamo velocemente per dirigerci alla Eglise di Saint-Germain-des-Prés. E’ la più antica chiesa di Paris, e fino alla costruzione di Notre-Dame era anche la più famosa. Carino è anche il quartiere che prende il nome da essa, pieno di bar, ristoranti. Mi è capitato di passarci una sera piacevole qualche anno fa, e merita un a visita.
Davanti all’eglise troverete due dei ritrovi preferiti da quelli della Rive gauche, tra cui Sartre: Les Deux Margots e il Cafè de Flore, oltre a Louis Vuitton .
A proposito: se v’interessa una borsa, risparmierete al massimo 50 euro qui a Paris.
Facciamo l’ultima pazzia e a piedi passiamo lungo Rue De Varenne, la strada di molte ambasciate e palazzi statali, piena di polizia col mitra, e dove c’è pure il Museo Rodin che dev’essere molto bello e arriviamo fino all’Hotel des Invalides, perché voglio entrare al Dôme des Invalides e vedere la tombeau de Napoléon, una cosetta sobria insomma. Fortunatamente è sempre aperta, e così entriamo senza neanche fila.
Salto Le musée de l’Armée perché Matteo c’era già stato, e a me non interessa molto.


Prendiamo un cappuccino costoso ( 4 euro) al bar del Museè perché fuori fa molto freddo, saranno zero gradi. Inoltre stasera festeggeremo in capodanno in strada, e dobbiamo recuperare un po’ di forze.
Da qui decidiamo di andare a prendere la metro a École Militaire, perché non ho ancora visto la Tour Eiffel, e così arriviamo alla fine del Parc du Champ de Mars e…
Si vede solo mezza torre da quanta foschia c’è!

Ritorniamo all’hotel sconsolati, perché i piani con vista tour per stasera saltano.

Così, belli cambiati e per quanto mi riguarda con 2 paia di calze di lana, andiamo a mangiare nel quartiere latino, alla Creperie de Cluny. Mangiamo bene spendendo una cifra giusta per essere il new year’s eve. C’è da fare attenzione perché per l’ultimo dell’anno molti ristoranti alzavano i prezzi dei menù. Si vedeva proprio bene perché fuori ognuno ha le lavagnette coi menù e sul prezzo avevano attaccati dei fogliettini bianchi con l’aumento.
In generale in Francia non si spende poi tantissimo per mangiare: hanno piatti unici, sempre con accompagnamento di un contorno ( riso, insalata, patate fritte etc) sui 10 euro-15 euro, se ordinate la carafe d’eau non dovrete pagare quei 5/6 euro a volte per mezzo litro di acqua evian, ma il vino, la birra, le altre bibite in generale costano sempre molto ( dai 5 euro in su). La cosa positiva è che qua non si paga il coperto come in Italia.

Facciamo un giro nel quartiere latino, pieno di turisti, come sempre, e poi prendiamo la rer che ci porta al Pont Alexandre III: ancora si gira bene in metro, non è troppo piena; ma immagino che avvicinandosi alla mezzanotte sia un problema prenderla per portarvi nei luoghi cult per fare la mezzanotte, quindi organizzatevi per tempo per gli spostamenti.

Arriviamo a piedi fino al Pont de l’Alma; mi fa sempre un certo effetto stare qui; la principessa Diana è un personaggio a cui molti sono ancora affezionati. E’ già pieno di gente, ma la torre Eiffel si vede sempre decapitata purtroppo. Qui si sono organizzati con baracchini di caldarroste, vino caldo, panini e pure vendita di spumanti a 25 euro. Vediamo il grand e petit palais tutti illuminati, e pure il complezzo degli Invalides faceva la sua figura.

Ci dirigiamo a questo punto sugli Champs-Élysées pechè festeggeremo qui l’arrivo del 2010.
C’è moltissima polizia, moltissima gente, moltissimo tutto.Le vetrine dei negozi sono tutte serrate, e in molti hanno chiuso le entrate con tavole di compensato, per paura che le vetrine venissero rotte. La polizia è in tenuta antisommossa; in effetti fa un po’ impressione vederli con quella specie di armatura, con gli scudi ed i vari manganelli, ma spero che non succeda nulla di grave.
Anche il Mc Donald’s ha chiuso i battenti, chiaramente è un punto a rischio; in questo modo la catena francese Quick, subito lì accanto, ne ha approfittato creando per questa serata degli speciali cestini al costo di 13 euro con panino, bibita, dolcetto e patatine. Non so quanto possa aver guadagnato, perché i suoi cestini erano sparsi ovunque per terra. Entriamo anche noi a prenderne uno, subito prima di mezzanotte, perché girando qua e là iniziavamo a sentire freddo.
Sugli Champs Elisee viene bloccato il traffico circa un’ora prima, e noi aspettiamo lì il Bon Annèe! Non c’è nulla di che, solo fuochi d’aritificio sparati da qualche ragazzo; la cosa bella è che alcuni ragazzi francesi iniziano a correre sulla strada, dall’arco di trionfo in direzione Place de la Concorde, e in molti si aggregano; una fiumana umana che corre, sempre controllatii dalla polizia.
Siamo a Paris,insieme, e questo ci basta! Buon anno a tutti.

Inutile dire che per tornare all’hotel abbiamo un po’ sofferto: sugli champs elisèè era impossibile prendere la metro, c’era una fila pazzesca già da fuori. Così mi viene in mente di attraversare il ponte davanti al grand e petit palais e prenderla sull’altra sponda della senna. Scelta azzeccata: non c’era troppa confusione, e dopo 3 vagoni metro che passavano tutti stracolmi, riusciamo ad entrarci anche io e Matteo ( diciamo che Matteo mi spinge e poi si butta tra la calca). Arriviamo a Republique in un modo o nell’altro; se andavamo a festeggiare sotto la torre Eiffel sarebbe stato un vero problema tornare a casa!
Notte notte… alla fine arriviamo all’hotel che sono le 2 passate!

1° Gennaio 2010
Stamani lascio dormire Matteo un po’ di più, e così io mi sveglio alle 9, e il mio ragazzo viene buttato giù dal letto alle 10 circa.
Prendiamo la metro per il Cimetière du Père-Lachaise. Entriamo da un’entrata laterale e proviamo a girarlo un po’ a caso, basandoci sulla cartina che ci spiegava dove erano le tombe dei “famosi” all’ingresso, ma è praticamente impossibile capirci qualcosa provando a ricordare; per cui andiamo all’ingresso principale per farci consegnare una mappa del cimitero, spiegata molto chiaramente, con tutte le vie, le zone e le tombe più famose elencate.
Vediamo dove riposa Jim Morrison, Edith Piaf, Colette, Modigliani, uno dei miei artisti preferiti, che ha sofferto molto in vita, e neanche la sua tomba gli dà il giusto onore; e poi quella di Oscar ( Wilde), completamente ricoperta di baci col rossetto, tanto che se vi beccano a farlo c’è una multa salata per voi.

E’ bello anche girare senza meta, vedere le tombe normali, le lapidi più antiche. L’unica cosa macabra secondo me è che per trovare e portare omaggio ai personaggi più illustri, sepolti qui, si deve fare una vera e propria ricerca nei vari settori, perché nella mappa non è indicata la posizione precisa, ma solo la zona; inoltre inizia a nevischiare, e dopo un po’ ce ne andiamo, anche se uno volendo, potrebbe impiegarci una giornata a visitare il Père-Lachaise, da quanto è immenso.

Riprendiamo la metro per Montmartre, scendendo alla stazione Blanche. Vediamo davanti a noi il Moulin Rouge, che bello!

Andiamo a fare colazione da Quick ( economico e buono), e visto che ora era, ci mangiamo anche. Ci addentriamo nel quartiere di Pigalle, ridendo sui prodotti dei sexy shops presenti nella zona. Alcune cose mi sarebbero servite lo scorso anno, quando abbiamo organizzato l’addio al nubilato della mia amica.
Poi facciamo il giro consigliato dalla guida, anche per toglierci dalle zone piene di turisti. Vediamo il bar del film “ Il meraviglioso mondo di Amèlie”; la casa di Thèo Van Gogh, dove nel periodo parigino Vincent abitò; Il vero Moulin de la Gallette, e vicino il Moulin Radet sotto cui c’è un ristorante col nome del primo mulino; costeggiamo il cimitero di Montmartre, dove è sepolto Utrillo, pittore dalla storia travagliata, descritta molto bene nel libro di Augias, i segreti di Parigi. Lui dipingeva ciò che vedeva abitando a Montmartre, e forse è il pittore che meglio di qualunque altro ha riportato su tela la vita di tutti i giorni di questa collina, fatta di angoli caratteristici e senza tempo in cui ancora oggi puoi pensare di trovare Picasso, Lautrec, Pisarro o Van Gogh che si aggirano per le strade.
Arriviamo fino alla vigna di Montmartre, l’unica vigna presente a Parigi e poco più in basso vediamo il famoso cabaret Au lapin agile.

Ritorniamo su, verso Place du Tertre, anche se la folla in queste zone aumenta. Sono tutti qui il primo dell’anno! I negozi sono aperti, e facciamo qualche acquisto, anche se non ho comprato molto perché ho trovato Paris cara, con cose che posso trovare anche in Italia, ma a prezzi più alti che da noi di solito.

Entriamo poi dentro la Basilique du Sacré-Coeur e facciamo le foto di rito con tutta Parigi ai nostri piedi.

Da qui riscendiamo riuscendo a vedere anche il c.d. bateau Lavoir, una casa dove abitò Modigliani e Picasso e vi dipinse Les Demoiselles d’Avignon. In zona Pigalle ci fermiamo a mangiare una quiches agli spianci e formaggio: uno dei miei piatti francesi preferiti.

Visto che la giornata non è ancora finita, si va nel distretto della Défense: è composto da grattacieli, uffici, centri commerciali.. e poi c’è il Grand Arche. Purtroppo oggi è festa e così non riusciamo a vedere la zona nel pieno della sua attività lavorativa e frenetica, ma fa lo stesso.

Il quartiere è stato molto criticato, per gli edifici troppo moderni, e troppo vicini ai luoghi più famosi. Penso però che Paris, come tutte le grandi città ( non italiane purtroppo) voglia darsi un’impronta di modernità, che fa da contrapposto alla Paris di Montmartre, del quartiere latino, del Louvre.

Da qui, andiamo al Trocadéro per le foto di rito con la torre Eiffel, che adesso si riesce a vedere completamente: sempre fantastica, uno dei monumenti che mi piace di più.. dopo il Big Ben, claro.
L’idea sarebbe quella di camminare fin sotto alla Tour, ma effettivamente è troppo freddo, e siamo in giro a vedere “ esterni” da un po’; per cui ascolto Matteo e si va a prendere un aperitivo nel quartiere latino ( un kyr Royal, champagne e creme de Cassis, he entrambi adoriamo).
Usciamo dal locale per entrare in un altro per la cena. Giriamo un po’ tra le viuzze, e stasera decidiamo di mangiare greco al ristorante “Le Meteora”.
Fuori da ogni ristorante ci sono procacciatori di clienti per riempire i locali, e menù alle lavagnette che quando entri sembrano scomparsi. Ci è successo in diversi ristoranti nel quartiere: entri, ed il menù esposto o non c’è, o costa di più, o è un po’ diverso. Anche questo ristorante non si smentisce: esposto fuori c’era un menù a 12 euro a testa; entriamo e domando se possiamo ordinarlo ed il tipo mi dice che non esiste; io gli dico che è esposto fuori, lui va a chiamare il procacciatore esterno e sento che confabulano; mi sembra di percepire che gli dice che noi siamo italiani( della serie che è difficile fregare gli italiani) e alla fine magicamente salta fuori il menù! Mah, mah, mah, i misteri della vita.
Comunque mangiamo senza infamia e senza lode; si balla pure il sirtaki e trascinano i clienti a ballare, pure sui tavoli! Bella serata!!!
Dopo un breve giro ritorniamo in hotel.

la torre eiffel vista dal trocadero.

notre dame di notte..

l’hotel de ville di notte

2 Gennaio 2010
Ci svegliamo abbastanza presto perché dobbiamo andare al Musée d’Orsay. Metro fino a Jardin des Tuileries,

attraversiamo la Senna e fuori dal museo vediamo una fila pazzesca, di almeno 2 ore buone, anche se il museo era aperto solo da 20 minuti. Scioccati, decidiamo di andare al Musée de l’Orangerie; qui facciamo entrambi, anche se io non pagherei i biglietti normali, il pass sia per l’Orangerie che per l’Orsay al costo di 13 euro a testa ed iniziamo a vedere questo bel museo.
Stupende le sale ovali con il ciclo delle ninfee di Monet ed interessantissima al piano di sotto la “Collection Jean Walter et Paul Guillaume”. Guillame mi ha sempre affascinato: adoro Modigliani e lui era il suo mecenate; ma oltre a finanziare i lavori di Modigliani, aveva anche altri prediletti. In queste sale sono contenuti i quadri della sua collezione privata, c’è la ricostruzione del suo studio che oggi varrebbe più di una miniera d’oro, da quante tele dei più famosi artisti aveva alle pareti.:Matisse, Picasso, De Chirico, Utrillo, Delaunay, Rousseau e Modigliani, più molte statue dell’arte nera. Consiglio a tutti una visita.

Ritorniamo coi nostri biglietti in zona Orsay, dopo aver fatto colazione in una Boulangerie ed in 10 minuti finalmente entriamo dentro, visto che per chi ha i vari pass dei musei, c’è un’entrata riservata.
Sull’Orsay non c’è da dire nulla se non che è magnifico; l’unico problema è stata la troppa calca davanti ai quadri; tutti volevano fotografare l’autoritratto di Van Gogh, e poi non c’era nessuno davanti a Les dejeuner sur l’erbe. Il museo si girerebbe abbastanza in fretta, ma alla fine stiamo dentro più di 3 ore.

La giornata dei musei è finita, e così da qui ritorniamo sugli Champs-Élysées, facciamo le foto di rito con L’arco di Trionfo e ci vediamo qualche negozio. Mangiamo un’insalata velocemente, vedo che ci sono addirittura gli sconti sugli stivali Ugg, ma scopro che a Paris costano 50 euro più che da noi. Anche profumi e cosmetici costano qualhe euro in più; rinunciamo agli acquisti folli perché non troviamo nulla d’interessante e nuovo.

Ce ne andiamo a piedi fino ai magasins Galeries Lafayette; pieno di gente, guardiamo le fantastiche vetrine e gli addobbi natalizi. Idem per Printemps.

Da qui metro per Opèra Garnier; vediamo il bellissimo palazzo da fuori.

Ce ne andiamo a piedi fino a Place Vendôme, ed il pensiero ritorna a Diana purtroppo. Le vetrine dei più bei negozi di Paris sono nelle vie limitrofe, ma chiude tutto alle 7 pm.

Camminiamo ancora fino alla chiesa della Madeleine; qui troverete ciò che per i parigini eguaglia i magazzini Harrod’s food di London: La maison FAUCHON. Purtroppo sta quasi per chiudere, e così facciamo solo un giro veloce. Ritorniamo a mangiare nel quartiere latino. Matteo ieri aveva puntato un ristorantino carino con pochi tavolini, dal nome “Flagrant delice”, che sconsiglio.Ci sediamo, fuori c’era esposto un menù a 12,90 euro, si va dentro e ci dicono che il menù che c’era era a 15,90 euro. Ci sediamo, ci fanno aspettare un’eternità e quando vengono ad ordinare mi sento rispondere che nel loro ristorante non esiste la Carafe d’eau, ma solo in bottiglia, al modico costo di 6 euro per mezzo litro di Evian!E avevamo pure preso un vino. Questa cosa mi fa girare alquanto le scatole: in Francia esiste ovunque la carafe d’eau, mai è stata negata. Mi viene in mente che questa è una bella trappola per turisti, come praticamente tutto il quartiere latino.
Ci pensiamo un attimo, ma i toni poco gentili del cameriere ci portano ad un’unica conclusione e così facciamo: ci alziamo e cambiamo ristorante!I nostri soldi li avrà un altro dei tanti posticini che ci sono qui.
Entriamo a “ Le tango du chat”e prendiamo anche qui 2 menù da 15 euro. Mangiamo abbastanza bene.
Ciò che ho percepito del quartiere latino è che i ristoranti non sono di alta qualità ma prettamente turistici. La maggior parte tenta di fregare, o comunque, guadagnare qualcosa in più. Ad esempio in molti ristoranti i menù economici sono fino ad una certa ora, in altri quando entri ti costano comunque di più, altri ancora hanno prezzi elevati sulle bevande. State attenti e non fatevi fregare; se volete mangiare davvero bene però non è il posto che fa per voi; il cibo in tutti i ristoranti che abbiamo provato è stato passabile, ma niente di che.
Dopo un altro breve giretto torniamo in hotel.

3 Gennaio 2010
Ultimo giorno a Paris purtroppo. Ieri sera mi succede pure un inconveniente con la doccia: mi rimane praticamente in mano l’aggeggio da cui esce l’acqua..hihihih.. che figuretta! Non vi dico le risate per spiegare questo al tizio della reception.. Lui, gentilissimo, non ci fa pagare nulla, anche perché spiego che è stato un incidente e bla bla bla. Matteo stava morendo dalle risate a vedere la scena da spettatore. Farò all’hotel un’ottima recensione sui siti dedicati.
Andiamo in Place de la Bastille, e facciamo colazione in una Boulangerie, uno dei pochi posti aperti prima delle 11 in questa zona.
Ci dirigiamo poi a Place des Vosges, incantevole, con molti parigini a passeggio e che portano i figli a giocare in questo parco e vediamo l’ingresso posteriore dell’Hotel de Sully, con due cortili tardorinascimentali.

Da qui facciamo un breve giro per il quartiere del Marais e raggiungiamo il Musée National Picasso che è.. chiuso!!!
Io e delle turiste inglesi rimaniamo esterrefatte perché non l’avevamo letto sul sito del museo. ( che avevo consultato prima della partenza).Fatto sta che rimarrà chiuso fino al 2012 per lavori. Matteo scherzando mi ricorda che la mia organizzazione non può vacillare così, se no mi tolgono la qualifica di viaggiatrice.. Sinceramente non mi pareva di averlo visto, ma adesso c’è l’annuncio in francese.
Prendiamo così la metro per il Louvre e scediamo proprio alla fermata che è interna al complesso del museo, il carrousel du Louvre, centro commerciale sotterraneo. La fila per il museo è già presente appena fuori dall’uscita della metro. Ce ne andiamo a prendere un caffè al piano superiore della galleria.
Facciamo poi le nostre foto con la Pyramide Inversée ..

e poi usciamo all’aria aperta e vediamo il Jardin des Tuileries, l’Arc de Triomphe du Carrousel e La Pyramide du Louvre. Anche qui le foto non si risparmiano.

Da qui andiamo a piedi al Palace Royal ed entriamo nei Jardin omonimi tramite uningresso. Qui si trova la Galeries du Palais Royal, molto belle. Paris è piena di Passages couverts, e può esere un modo carino per rivivere un’atmosfera passata ottocentesca.

Poi andiamo a la Galerie Vivienne, dove Gaultier aprì la sua prima boutique a Parigi e la Galerie Colbert.


Arriviamo fino alla Borsa e prendiamo la metro per la Tour Eiffel per fare qualche foto da sotto.

Anche qui c’è veramente freddo, ed una fila per salire disumana. Per fare il classico giro a Pargi non vi conviene assolutamente andare in periodi di festività, altrimenti non riuscite a viverla per nulla, essendo bloccati più di 2 ore per qualsiasi cosa vogliate vedere solo per riuscire ad entrare. In più ci sono dei lavori di manutenzione per un ascensore che è chiuso. Ora metro per gli Champs-Élysées, dove mangiamo, ultimo giro per negozi e verso le 4 e mezza ce ne ritorniamo a prendere i bagagli in hotel.

Anche se il volo era alle 21.30 noi arriviamo a Port Mallot per riprendere il bus intorno alle 18. Calcolate anche voi di arrivare lì almeno 3 ore e un quarto prima, perché serve questo tempo purtroppo, tra caricare i bagagli sul bus, aspettare che si riempia e poi ci sono gli 80 minuti effettivi di tragitto.
Arriviamo in un aeroporto troppo piccolo per tutta la gente che c’era. Ryanair ha potenziato lo scalo con nuove rotte, ma in questi periodi l’aeroporto è congestionata dalla troppa gente e non ce la fa a rispondere evidentemente. Fila non tanto per i vari check-in quanto per il controllo sicurezza, che andava trasversalmente ricoprendo tutta la lunghezza dell’aeroporto: una cosa oscena!!!! All’inizio si pensava che ci fossero controlli più attenti per il rischio attentato di questi ultimi giorni invece erano standard. A mio avviso erano proprio le poche postazioni che non ce la facevano a ricevere tutta la gente che c’era.
Come da programma, dei 5 voli schedulati tutti tra le 8 e le 10, 4 , compreso il nostro hanno ritardato.
Comunque alla fine siamo riusciti a partire.
Che dire di Paris? Ho voluto vederla proprio in questo periodo, perché c’è un’atmosfera magica, ed è stato proprio un bel viaggio.
Unica nota dolente è che mi è venuta una tendinite al ginocchio da quanto abbiamo camminato..
alla prossima…
per farvi capire quanta gente c’era in aeroporto nella zona gate ad esempio:

questa non era gente in fila, ma semplicemente gente che nn sapeva dove sedersi o dove sostare..
fine

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Ci sono 10 commenti su “Bonne Année à Paris

  1. Leggere di Parigi e vederne le foto mi dà sempre quel brivido in più…è sempre un’emozione, sarà perchè ho un legame a filo doppio e triplo con questa città:)!
    Quindi non posso che farti i complimenti per il diario e per le foto…molto particolare quella della tour che perde la sua punta nella nebbia…e quoto in pieno le parole he hai scritto riguardo all’Ile St. Louis…:ok:

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