Provenza on the road

Per il ponte del 2 giugno 2009 io e i miei genitori abbiamo deciso di fare un viaggio “on the road” attraverso la Provenza. In realtà la Provenza come regione non esiste più: i dipartimenti che sono originati dalla antica Provenza, che si estendeva dalla riva est del Rodano fino a Cannes, furono inclusi nella regione amministrativa Provenza-Alpi-Costa Azzurra. Il dipartimento che abbiamo visitato è stato quello delle bocche del Rodano, vicino a Marsiglia.

Il primo giorno siamo arrivati ad Aix-en-Provence, importante centro culturale del sud della Francia. In realtà la città ci ha un po’ deluso perché su tutte le guide è descritta come una piccola Parigi ma della capitale francese ricorda molto poco: è caotica, sporca e i monumenti non sono tenuti per niente bene. Nonostante questo è una città molto viva: vi sono musei, università, negozi, locali, e c’è sempre molto movimento. Tra i monumenti spiccano molte fontane (come la fontana d’acqua calda ricoperta da muschio e la fontana grande, entrambi in Corso Mirabeu) e alcuni luoghi religiosi (chiesa di Saint-Jean-de-Malto e cattedrale di Saint-Sauveur). Per apprezzare davvero la vitalità di questa cittadina vi consiglio di passeggiarvi durante i mercatini: trovate tutti gli orari ed indirizzi sul sito dell’ufficio turistico [http://www.aixenprovencetourism.com] o nei depliant distribuiti negli alberghi.

Il secondo giorno ci siamo diretti verso le Gole del Verdon, a circa 2 ore di macchina da Aix-en-Provence. Questo canyon è il più grande d’Europa ed è possibile visitarlo in macchina, a piedi o in canoa. Noi abbiamo deciso di attraversarlo in macchina, e il tempo di percorrenza è di poco più di un paio d’ore (considerando le molte soste panoramiche). Molte guide consigliano di partire da Castellane seguendo la strada che porta a Moustiers-Ste-Maries, per poi tornare indietro dall’altro lato del canyon. Se come noi non volete fare il canyon da entrambi i lati ma attraversarlo da est ad ovest (o viceversa) vi consiglio di prendere la Corniche sublime, sul lato sud. Il panorama toglie il fiato e vi sembrerà di trovarvi in un luogo fuori dal tempo. Dopo la “gita” siamo tornati ad Aix-en-Provence per l’ultima notte in città.

Il terzo giorno abbiamo lasciato l’albergo di Aix-en-Provence per dirigerci verso la Camargue. Con un’area di oltre 930 km² è il più grande delta fluviale dell’Europa occidentale (tecnicamente è però un’isola, essendo completamente circondata dalle acque). Essa è una vasta pianura comprendente molte lagune (étangs) di acqua salata divise dal mare da banchi di sabbia. La prima città che abbiamo visitato in questa zona è stata Arles; questo comune è il più grande della Francia e vanta una storia antichissima che risale al settimo secolo avanti Cristo con l’insediamento dei Celti. Venne poi colonizzata dai Greci, ma è dal 46 a.C. che iniziò un nuovo capitolo per la cittadina provenzale che divenne colonia romana importantissima. I siti romani che vi si trovano sono unici in quanto perfettamente integrati nel tessuto urbano della città e non isolati come altrove in Provenza. Nel quarto secolo visse una seconda età dell’oro con le opere romaniche dell’imperatore Costantino, quali le terme e la necropoli di Alyscamps. Altre due cose vengono spesso associate alla città di Arles: il soggiorno del celebre pittore Van Gogh e il fatto di essere punto di partenza della Via Tolosana, uno dei tre principali percorsi di pellegrinaggio per Santiago di Compostela. I monumenti inseriti nella lista Unesco dal 1981 sono le mura, il Foro con i criptoportici, il Teatro romano, l’Anfiteatro, il Circo romano, la chiesa di Saint-Trophime, la chiesa di San Giovanni di Moustiers e l’abbazia romanica di Montmajour. Vi consiglio di entrare all’interno dell’Arena perchè è molto bella ed è possibile salire su una delle torri che vi permettono di vedere tutto il centro cittadino fino alla zone fluviale.

Dopo la visita di Arles siamo andati a Saintes-Marie-de-la-Mer, dove avevamo prenotato un altro albergo. Saintes-Marie-de-la-Mer è un villaggio al centro del parco naturale della Camargue. Da qui è possibile visitare il parco in bicicletta, a cavallo, in nave, a piedi o in macchina. Se vi fermate per qualche giorno vi consiglio di noleggiare una bici o fare un giro sui cavalli camarguesi (completamente bianchi); se invece non avete molto tempo fate un giro in barca attraverso il Rodano. Anche in macchina è possibile girare attorno alla zona protetta dell’Etang du Vaccares: dal paese prendete la D38 fino a quando si unisce alla D570 in direzione Alberon; a questo punto svoltate nella D37 che costeggia la laguna e poi prendete la D36. Lungo il percorso troverete diversi punti panoramici segnalati: salendo sulle piattaforme potrete vedere tutta la laguna e migliaia di fenicotteri rosa! Se avete voglia potete fare un giro fino a Salin-de-Giraud; il paesino è minuscolo ma in compenso le saline sono enormi e coloratissime. Per fare questo giro vi consiglio di utilizzare la cartina che potete trovare anche all’ufficio turistico di Saintes-Marie-de-la-Mer. La cittadina è famosa anche per le sue corride non cruente e per la festa degli zingari (24-25 maggio) che si ritrovano qui in pellegrinaggio. La zona paludosa è meravigliosa soprattutto per la varietà di animali che vi abitano.. comprese le odiose zanzare (portatevi un buon repellente).

Durante il ritorno a casa abbiamo cercato di passare per le strade panoramiche, in particolare la Corniches des Cretes (D141) che va da Cassis a la Ciotat, e la Moyenne Corniche (D6007) da Nizza a Mentone.

Alberghi in cui abbiamo alloggiato
Hotel St. Christophe [http://www.hotel-saintchristophe.com] ad Aix-en-Provence
Aubergè Cavaliere [http://www.aubergecavaliere.com] a Saintes-Marie-de-la-Mer

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