Meravigliosa Parigi in 4 giorni

Questa estate ho passato 4 giorni nella stupenda città di Parigi, è vero sono pochi per vedere tutto, ma con questo itinerario vedrete le cose principali, alla fine sarete stanchissimi ma davvero felici, ne vale proprio la pena.
Giorno d’arrivo (pomeriggio):
Torre Eiffel – Tour in battello sulla Senna
Se arrivate a Parigi nel pomeriggio e dopo aver lasciato i bagagli in albergo non avete moltissimo tempo a disposizione, vi consiglio di andare a visitare La Torre Eiffel, il simbolo più conosciuto della capitale francese. Un vero totem di “lamiera e bulloni”, fieramente osteggiato dagli intellettuali parigini al momento della sua costruzione. Alta 320 m, si può salire in ascensore ad ognuna delle tre piattaforme che la compongono: la prima a 57 m da terra, la seconda a 125, la terza a 274, ma potete salire anche usando le scale per gustarvi lentamente la vista che va via via facendosi sempre più ampia. Inutile dire che il panorama che si ammira dalla piattaforma più alta è davvero magnifico ed amplissimo! La vista spazia per un raggio di 90 km e la vista di Parigi di notte, illuminata, sarà uno dei più bei ricordi che il turista porterà con sé al suo ritorno a casa! Se avete ancora del tempo a vostra disposizione, non potete perdervi il giro in battello sulla Senna, riuscire a vedere il tramonto o ammirare la città illuminata (dipende dall’orario che scegliete e, ovviamente, dal periodo dell’anno) sarà una delle cose più suggestive di questo splendido viaggio. Il punto di partenza di questi battelli (ce ne sono diversi) si trova proprio ai piedi della Torre Eiffel.
Secondo giorno:
Notre Dame – Sainte Chapelle – Hotel de Ville – San Gervasio – Quartiere latino – Pantheon
Partiamo da una vista sulla Senna e dalla Chiesa di Notre Dame. A Notre Dame bisogna assolutamente andarci perchè Notre Dame è Parigi.
La cattedrale, situata al centro dell’Ile-de-la-Cité, è uno dei capolavori dell’arte gotica ed è stata iniziata nel 1163, anno a cui risale il coro, la parte più antica. Victor Hugo dedicò alla cattedrale il famoso romanzo Notre Dame de Paris ed altrettanto famosi sono diventati i gargoyles, i mostri mitologici ornamentali in pietra che si affacciano dai cornicioni. Li potrete vedere da vicino salendo sulle torri della cattedrale (se riuscite a fare i 422 gradini senza skiattare!) avrete così l’opportunità di cogliere magnifiche vedute sulla Senna e sui ponti che l’attraversano. Raggiungere la Sainte Chapelle, più uno scrigno e un gioiello che uno dei maggiori monumenti gotici di Parigi e della Francia, costituisce senz’altro, per chi la visita, una vera emozione, accresciuta dal fatto che non ci si aspetta tanta meraviglia: dapprima si entra nell’austero Palazzo di Giustizia, poi si visita la cappella inferiore dalle basse volte dipinte con un cielo stellato, poi si imbocca un’angusta scaletta che porta alla cappella superiore e…Si resta senza parole! Le pareti, sfondate dalle altissime vetrate, sembrano perdere ogni residua materialità e la volta sembra galleggiare su questa apoteosi di luce e colore.
Passeggiando con calma per assaporate le bellezze di questa città, arrivate all’Hotel de Ville, costruzione davvero maestosa, sul retro del quale c’è una chiesa poco conosciuta, la chiesa di San Gervasio, il cui interno è il più spettacolare di tutte quelle che ho visitato a Parigi e, cosa da non sottovalutare, ci sono pochissimi turisti così si può ammirare il tutto molto meglio. Alla fine del lungo Bvd. St. Germain si entra nel Quartiere latino, storica zona di Parigi che deve il suo nome al fatto che vi si insegnava, per l’appunto, il latino, qui lingua ufficiale fino alla Rivoluzione francese. E’ questa infatti la zona in cui sorge la Sorbona, l’università parigina che già in epoca medioevale attirava dotti e filosofi da tutta Europa. Cosa da non sottovalutare: vista la grandissima presenza di studenti, la zona offre un’ampia scelta di ristorantini dove poter mangiare a prezzi umani. Si può terminare questa giornata parigina al Pantheon, sacrario dei grandi di Francia, dove sono sepolti Voltaire, Rousseau, Zola, Dumas ma anche i premi Nobel Pierre e Marie Curie e l’inventore dell’alfabeto per ciechi Braille.
Terzo giorno:
Museo del Louvre – Montmartre
Se decidete di visitare il Louvre è meglio che vi mettiate ai piedi un paio di scarpe comode: camminerete tra kilometri di pitture, sculture ed opere d’arte di inestimabile valore e alla fine non desidererete altro che sprofondare in una poltrona per un po’ di meritato riposo. E’ impossibile pensare di visitare “tutto” il Louvre in una volta sola. La cosa migliore è decidere anticipatamente quali sono i nostri interessi principali (pittura italiana del 1400 oppure del 1500, pittura fiamminga o spagnola, arte greca o dell’antico Egitto ecc.) e scegliere di conseguenza un numero limitato di sale da gustare fino in fondo, senza avere la pretesa di vedere “tutto” (anche perchè, alla fine, vi accorgerete comunque di aver visto solo una minima parte dei milioni di pezzi conservati nel museo). Se volete guardare la Gioconda con un po’ di calma, il mio consiglio è quello di andare al Louvre all’apertura del museo e recarsi subito nella sala del famoso quadro, ci saranno poche persone e potrete guardare e fotografare il dipinto come volete. Più tardi la ressa sarà enorme e non godrete lo spettacolo come merita. Usciti dalla stanza potrete visitare il resto del museo organizzandovi a piacere. Se non siete più che appassionati mezza giornata al Louvre è sufficiente, poi potrete rifocillarvi e riposarvi al self service del Carusel du Louvre, che appunto sta sotto al Louvre. Qui ci sono esattamente 14 self-service di diverse etnie Araba, Francese, Italiana, Spagnola, Cinese, Giapponese, Messicana ecc… puoi sbizzarrirti come vuoi e ti assicuro sono prezzi molto, molto contenuti.. Inoltre è aperto dalle 8,30 del mattino fino a mezzanotte circa, puoi mangiare a qualsiasi ora, e anche al pomeriggio trovi tutto quanto trovi alle 13.
Dopo aver mangiato potete prendere la metro e passare il resto della giornata a Montmartre.
Unica regola per visitare Montmartre: prendetevela calma. Montmartre è uno dei quartieri più famosi di Parigi e frotte di turisti sono attratti. Fortunatamente anche una folla corposa non darà troppo fastidio. Il quartiere non è grandissimo ma ogni vicolo è in qualche modo speciale. Questo fa sì che la folla si diluisca per tutto il quartiere.
Oltre alla famosa Basilique du Sacre-Cœur, tra le cose più interessanti da vedere a Montmartre c’è il Cimetière de Montmartre, Place du Tertre ed un piccolo vigneto che cresce in pendenza nel bel mezzo di Montmartre.
Al Cimetière de Montmartre si trovano tombe di molti artisti famosi. Tra questi ricordo ad esempio gli scrittori Stendhal, Dumas e Zola, il regista François Truffaut, gli artisti Fragonard e Degas. Il posto è certamente particolare e attrae molti turisti.
Tra i posti più speciali, c’è sicuramente Place du Tertre. Qui si concentrano tutti gli artisti da strada e le bancarelle tipiche di Montmartre. Muovendovi nella piazza e nei sui dintorni vi sentirete parte integrante della vita che fluisce tra i vicoli di Montmartre. Attenzione ai tanti ritrattisti che, se doveste dimostrarvi indecisi, potrebbero mettervi tra le mani una vostra caricatura o un vostro profilo fatto con forbici prima che voi troviate le parole per spiegargli che non lo volete. In questi casi un NO deciso è sempre la cosa migliore.
Una cosa che vi suggerisco di fare è un giro su uno degli autobus di linea che passano per Montmartre. Nessuno li prende perché, a Montmartre, tipicamente si cammina. Ma se dopo una camminata vi va di vedere dell’altro, salite su uno di questi piccoli autobus. Andate in una qualsiasi delle direzioni fino al capolinea. Non scendete e tornate indietro fin dove avete preso l’autobus all’andata. Le strade all’andata e al ritorno sono differenti e vedrete molte cose carine proprio come se foste in un tour organizzato.
Subito sotto la collina di Montmartre c’è il quartiere a luci rosse di Pigalle. Qui si trova anche il Moulin Rouge. Il passaggio dal Sacre-Cœur a Pigalle è piuttosto marcato, per usare un eufemismo. Ciò nonostante, anche Pigalle fa parte della “cultura” parigina. Ricordate due cose: primo, non è possibile fare foto a negozi e, specialmente, a cinema e locali, secondo, state attenti passando vicino ai locali. Spesso un sorridente ometto ed una poco vestita ragazza cercheranno di portarvi dentro. Declinate le offerte e tirate dritto senza titubare.
Se amate il cabaret e il vostro portafogli ve lo permette, considerate il Moulin Rouge come una possibile scelta.
Quarto giorno:
Jardin des Tuileries – Place de la Concorde – Champs Elysee – Arco di Trionfo – Defense
Partiamo dal Louvre e attraversiamo gli incantevoli Jardin des Tuileries, una volta parco del Palazzo Reale delle Tuileries e perfetto esempio di giardini alla francese. Se la giornata è mite, è senz’altro magnifico passeggiarvi con calma e arrivare a Place de la Concorde con il suo obelisco che molti secoli fa faceva da sentinella al tempio egizio del dio Ammone a Tebe. Durante la Rivoluzione, nell’angolo nord-est della piazza era collocata la ghigliottina e qui molti aristocratici ebbero tagliata la testa. Una passeggiata lungo gli Champs-Elysee, (se sietre troppo stanchi le fermate della metro sono numerose ed è molto comodo e facile utilizzarla) una delle strade più famose al mondo, è obbligatoria sia per chi visita Parigi per la prima volta sia per chi ci è già stato e vuole dare un’occhiata alle ultime tendenze modaiole e alle mille vetrine che vi si affacciano. Percorriamo dunque i quasi 2 km degli Champs-Elysee, traduzione francese degli omerici campi elisi a ricordo dello stato in cui si trovava questa area prima della sua trasformazione.
Chiude questa spettacolare prospettiva l’ ottocentesco Arco di Trionfo voluto da Napoleone a celebrazione delle vittorie della Grande Armata. Qui è sepolto il Milite Ignoto, qui furono issati i cavalli di San Marco rubati da Napoleone a Venezia e portati nella capitale francese. Potete salire lungo una bella scala a chiocciola fino alla terrazza panoramica per avere un colpo d’occhio d’eccezione su Parigi e sui dodici viali che si diramano dalla piazza sottostante. Dopo l’Arco di Trionfo prendete la metropolitana e scendete alla Defense Gran d’Arc, per visitare il modernissimo quartiere della Defense che deve il suo nome ad una scultura che ricorda la difesa di Parigi assediata da prussiani. Se prima ci trovavamo in piena epopea ottocentesca ora ci troviamo di colpo immersi nella città del futuro: 30 edifici a forma di torre si elevano su una piattaforma di 1200 metri per 250. I mezzi di trasporto si muovono su un livello (quello inferiore) e gli uomini camminano su un altro livello (quello superiore). L’architettura più impressionante è il Grande Arche, un’enorme cubo cavo di 110 m per lato, davanti e sotto il quale ognuno di noi si sentirà davvero piccolo piccolo…
Bene, il tempo per il nostro viaggio è terminato, piano piano ci avviamo verso il nostro Hotel (situato appunto nella zona periferica della Defense), prendiamo i nostri bagagli (abbiamo chiesto il permesso di lasciarli lì fino al pomeriggio), e per l’ultima volta prendiamo la Metro che ci condurrà all’aeroporto. Siamo davvero distrutti ma veramente felici di aver potuto apprezzare le meraviglie di questa splendida città. :serenata:

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