Isola di Pasqua – Un piccolo gioiello – I parte

Ecco quello che si preannuncia un weekend fuori dalle solite rotte turistiche: l’Isola di Pasqua!

L’idea di visitare quest’isola ci è venuta in quanto avevamo già in programma un viaggio in Polinesia, altrimenti penso che per noi sarebbe stato difficile abbinarla a qualche altro viaggio.. Quindi visto che eravamo in “zona” ci siamo detti: perché no? :yeah:

Il viaggio è durato poco: solo 3 giorni. Pochi ma intensi!!

6 settembre
Siamo atterrati all’aeroporto di Hanga Roa alle 9 del mattino sotto una pioggia torrenziale..
Fuori dall’aeroporto ci aspetta Marcelo, il proprietario del Kaimana Inn, la guest house in cui abbiamo scelto di soggiornare, viste le ottime recensioni in rete.
La scelta si è rivelata azzeccata: camere molto grandi, pulite, colazioni abbondanti e il proprietario davvero disponibile. Ci ha indicato dove noleggiare l’auto, dove andare a mangiare e i punti imperdibili dell’isola. Ci ha offerto anche qualche escursione organizzata, ma gentilmente abbiamo rifiutato. Preferiamo arrangiarci e visitare l’isola con i nostri tempi.
Quando Marcelo ha finito le sue spiegazioni, è già ora di pranzo e fortunatamente è uscito il sole, che ci accompagnerà per tutti i giorni in cui rimarremo a Rapa Nui.
Decidiamo per il pomeriggio di visitare Hanga Roa e i dintorni a piedi. Noleggeremo l’auto dal mattino successivo.
Dopo aver pranzato, quindi, partiamo subito a scoprire questa misteriosa terra, in direzione nord.
L’eccitazione di vedere i Moai non ci fa perdere tempo!!
I Moai sono statue enormi raffiguranti, secondo l’opinione prevalente, gli antenati defunti. Sono quasi tutti rivolti verso l’interno, danno le spalle al mare, in segno di protezione nei confronti degli abitanti dell’isola.

Il primo complesso che incontriamo è quello di Ahu Tahai.
L’Ahu è l’altare cerimoniale su cui poggia il Moai, che in questo sito prende il nome di Ko te Riku. Leggiamo sulla guida che è ritenuto una statua moderna, in quanto a differenza di tutte le altre, ha gli occhi.

Proseguiamo a piedi, seguendo la strada costiera e arriviamo a Hanga Kio’E


E qui decidiamo di fermarci

per aspettare il tramonto


Il sole scende in fretta, per cui velocemente ci alziamo e ci avviamo verso la guest house, con ancora questi colori negli occhi..

7 settembre
La visita dell’isola inizia oggi con una sosta ad un paio di grotte che incontriamo sulla strada, in direzione sud.
La prima che incontriamo è Ana Kai Tangata

Queste grotte ci incuriosiscono parecchio.
Scopriamo che rappresentavano per la popolazione locale dei luoghi di culto, in cui, in occasione dei festeggiamenti che seguivano alla proclamazione di un nuovo capo nell’isola, venivano compiuti sacrifici umani :shock:
Ana Kai Tangata significa letteralmente grotta in cui si mangiano uomini!!!

Si possono ancora vedere i dipinti rupestri incisi sulle rocce.

Questa incisione dovrebbe rappresentare il dio creatore Make Make, la divinità principale per gli abitanti dell’isola, simbolo di fertilità.

E sulla scia del mistero rappresentato da Make Make, arriviamo ad Orongo!!
Qui è presente un villaggio cerimoniale, in una posizione scenografica che lascia a bocca aperta. Si trova sulla punta sud dell’isola: su tre lati è circondato dal mare, sul quarto, è appoggiato ad un vulcano.
Questo villaggio è famoso per la celebrazione di un’altra divinità, Tangata Manu, un essere per metà uomo e per metà uccello.
La popolazione viveva in queste piccole grotte, scavate nel terreno

La tradizione racconta che ogni primavera le singole tribù dell’isola sceglievano un guerriero che doveva partecipare ad una gara. Questa gara consisteva nel raggiungere, dal santuario di Orongo, l’Isola di Motu Nui

e riportare il primo uovo deposto dalla Sterna. L’uovo era considerato l’incarnazione del dio Make Make ed il suo possesso rappresentava il favore del dio ed il potere politico. Chi riusciva per primo a riportare un uovo indenne diveniva, infatti, il nuovo uomo uccello fino alla primavera successiva, quando il rituale veniva ripetuto.
Dopo aver visitato per bene tutto il sito, siamo ripartiti,

destinazione Ahu Vinapu, uno dei più grandi Ahu dell’isola.

La particolarità di questo sito è la presenza di una pietra che rappresenta un esemplare femminile di moai

Anche qui vediamo molti Moai rovesciati.
Ancora oggi non si sa di preciso come mai i Moai siano stati abbattuti. Non si sa se ciò sia avvenuto a causa di un terremoto, o se siano stati gli stessi abitanti a rovesciarli, negli scontri tra tribù o perché semplicemente avevano cambiato il loro oggetto di culto.
La tesi più accreditata è quella degli scontri, visto che tutti giacciono a faccia in giù con il collo spezzato.
Ma anche questo contribuisce a creare un alone di mistero attorno a Rapa Nui..

Continua..

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