Isola di Pasqua – Un piccolo gioiello – II parte

Continua..

Il tempo stringe ed è già ora di ripartire verso il vulcano Rano Raraku.
Appena arrivati siamo rimasti senza parole: già da distante si potevano vedere i Moai appoggiati lungo il fianco del vulcano!

Questo luogo è molto importante in quanto proprio qui venivano scolpite queste statue. Venivano scolpite direttamente nel fianco della montagna, estratte e successivamente trasportate alla destinazione finale mediante complicati sistemi di corde e rulli di legno. Ancora oggi ci si chiede come sia stato possibile..

E finalmente arriviamo a quello che è il simbolo di Rapa Nui

I Moai qui sono immensi, posizionati in tutti i modi

E visto che siamo su un vulcano, non poteva mancare il giro del cratere.

Dopo più di 3 ore, esausti, siamo ripartiti.
I giorni sono pochi, quindi non possiamo perdere tempo. Ci riposeremo al ritorno a Bora Bora..
E via, verso il sito più affascinante dell’isola: Ahu Tongariki.
15 Moai di varie dimensioni, tutti appoggiati su un immenso Ahu, di fronte ad un Moai rovesciato!
Che dire: guardate un po’

Ripartiamo, pronti a scovare il Moai più grande dell’isola: Ahu Te Pito Kura. Ci aspettavamo qualcosa di imponente. I moai sono statue alte in genere tra i 2 e i 10 metri, quindi l’aspettativa era tanta. Purtroppo, non ci ha colpito particolarmente. Sarà per come è stata abbattuta o per le condizioni in cui si trova il sito, non so..

Abbastanza in fretta, quindi, decidiamo di ripartire. Ultima meta di oggi: le due spiagge dell’isola.
Iniziamo con Ovahe Beach, dove la balneazione è vietata, a causa delle correnti

E alla fine ci fermiamo ad Anakena Beach per un po’ di riposo.. Una spiaggia tropicale in un’isola arida e selvaggia: un bel contrasto!!


Luca ha deciso di fare il bagno, vedendo molte persone in acqua, ma dopo 10 minuti è scappato subito: l’acqua è davvero fredda!!
Anche qui non potevano mancare dei Moai..

E’ finita anche questa giornata. Meglio tornare alla guest house..

8 settembre
Ultimo giorno a Rapa Nui. Giornata intera a disposizione, visto che abbiamo il volo alle 21.
Dopo un’abbondante colazione, partiamo in direzione Ahu Tepeu.
Quest’isola così selvaggia ci lascia sempre senza parole.
Lungo la strada incontriamo cavalli dappertutto. Marcelo ci aveva spiegato il primo giorno di andare piano in auto (a parte che con queste strade come si fa ad andare veloce?!?), perché i cavalli sono completamente liberi e possono muoversi dove vogliono

Anche qui breve sosta ad una grotta, Ana Kakenga, per arrivare ad Ahu Tepeu, dove riusciamo a vedere un viso di Moai da molto molto vicino

La posizione di questo ahu colpisce. È sovrastato dal vulcano spento Maunga Terevaka, che costituisce il punto più elevato dell’isola..

E ovviamente noi non potevamo farci mancare la salita a questo vulcano..
2 ore di cammino all’andata e altrettante al ritorno: una faticaccia che non vi dico!!!
Ma la pace che ci siamo gustati lassù ha meritato tutto lo sforzo

Come ultima tappa ci siamo diretti a Puna Pau, la cava di estrazione della lava rossa da cui venivano ottenuti i pukao, le caratteristiche acconciature dei moai.

E con questo si è conclusa la nostra avventura a Rapa Nui.
Stanchi ma felici siamo andati in aeroporto, pronti a partire verso Bora Bora!!!

Che dire dell’Isola di Pasqua: è andata davvero oltre ogni nostra aspettativa!!
Un vero gioiello del Pacifico!!

Ecco i costi del viaggio:
Volo Papeete – Rapa Nui (Lan Chile) = 550 euro a testa
Kaimana Inn Guest House = 75 euro a testa (per 2 notti, con colazione e transfer da/per l’aeroporto)
Auto (Pascual rent a car) = 45 euro a testa (per 2 giorni)
Extra = circa 80 euro

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