Seychelles a vela

Seychelles (Aprile 2003) – Prologo: Nei mesi precedenti alla partenza, Sara e Francesco hanno avuto l’illuminazione del viaggio a vela. Michele, che li ha conosciuti in Messico nell’estate 2002 e che si teneva in contatto via mail, appena saputa l’idea si entusiasma sull’onda della comune passione per l’Americas Cup. Nella ricerca di altri partecipanti si aggrega un altro appassionato, Mauro, compaesano di Michele. Nei brevi ritagli di tempo tra un impegno e l’altro, Sara è riuscita a coordinare l’organizzazione del viaggio ed il contatto tra i partecipanti in modo quasi virtuale. La pressione full-time del lavoro ha spinto tutti a compiere il viaggio nonostante non fosse stata raggiunta la quota ideale di sei partecipanti.

Venerdì 18 Aprile: Il meeting è avvenuto all’aeroporto CDG di Parigi: prima Mauro e Michele in arrivo da Milano, poi Francesco da Londra. Sara, in arrivo da Roma, è purtroppo atterrata in ritardo, a pochi minuti dalla partenza dell’aereo per Mahe. Mentre attraversava i terminal di corsa, tenendosi in contatto via telefono, Francesco è riuscito a ritardare l’aereo di 15 minuti, per permetterle di arrivare. Finalmente tutti e 4 sul volo per Mahe.

Sabato 19 Aprile (1° giorno)Dopo 9 ore di volo siamo atterrati a Mahe, accolti da una sauna equatoriale ed una piacevole pioggerellina, che abbiamo scoperto normale in questo periodo e veloce ad esaurirsi.
Il volo di 10 minuti per Praslin è avvenuto su un piccolo aereo ad elica. Caratteristico l’imbarco mediante una grande fiches di plastica. Con un taxi abbiamo attraversato l’isola, ed in particolare il parco del Coco de Mer, verso il porto Desatin, dove la nostra barca, Canelle, e lo skipper, Charlie, ci stavano aspettando. Sbrigate le pratiche burocratiche e riempita la cambusa, abbiamo issato le vele verso La Digue Island. Sara ha subito messo in evidenza le sue nozioni di velista, consigliando Michele e Mauro, che invece non conoscevano nemmeno il nome delle vele. La prima esperienza tra mare e vento è stata fantastica. Abbiamo avuto anche la prima occasione di vedere il paradiso marino a Coco Island, facendo snorkeling. Dopo aver circumnavigato La Digue Island, ci siamo ancorati a La Paz Port, dove abbiamo trascorso la prima notte, dopo un’ottima pasta al pomodoro e tonno (in scatola) preparata da Sara

Domenica 20 Aprile (2° giorno): Appena alzati, a La Digue pioveva e quindi siamo sbarcati per una breve visita. Camminando verso la chiesa, la popolazione creola (serena ed in festa per la Domenica di Pasqua) ci è sfilata davanti, sfoggiando pizzi e merletti in un gemellaggio ideale con la popolazione nera del sud degli Stati Uniti. Peccato non aver assistito alla funzione religiosa, che deve essere stata un vero spettacolo. Tanto per non smentirsi, il cielo si è rasserenato velocemente e ci ha procurato le prime arrossature a tradimento. Nuovamente imbarcati, Sara ha provato per pranzo alcune buste liofilizzate di Pasta Carbonara: un vero fallimento, che ha fatto crollare in Charlie la nostra reputazione culinaria. In compenso abbiamo avuto il primo contatto coi BatFish, da noi rinominati “DogFish”, perché si comportavano come cagnolini in attesa di quello che lanciavamo in acqua.
Rotta verso la baia di Codou in Praslin, e ancoraggio sottovento a St.Pierre Island: nonostante il tramonto fosse imminente abbiamo comunque potuto fare snorkeling e vedere ancora un incredibile mondo subacqueo. Nuovamente i “DogFish” si sono presentati attorno la chiglia, mentre il cielo presentava un tramonto spettacolare. La sera Mauro ha dato forfait per l’insolazione a La Digue e la bruciante sconfitta con Sara a Briscola, che l’ha innalzata a Campionessa Mondiale della Canelle. Sara, Francesco, Michele e Charlie, dopo uno sbarco notturno stile NavySeals, hanno goduto di un’ottima cena al Lourier restaurant. La serata si è conclusa sotto la pressione della stanchezza e con Charlie che è “fuggito” sull’isola per motivi “ignoti”, anche se la presenza della sua ragazza ha sicuramente avuto un significato.

Lunedì 21 Aprile (3° giorno): Il mattino ci ha nuovamente salutato con cielo nuvoloso e acquazzoni a tratti. Non ci sono le condizioni per prendere il largo, quindi sbarchiamo nuovamente a Codou, passeggiamo per il paese, apprezzando momenti di vita quotidiana come le persone anziane che attendono la pensione in abiti da festa. Cadendo , un cocco ha mancato Mauro di poco: ottimo souvenir e indicazione di girare al largo dalle palme quando c’è vento. Aspettando un miglioramento in una pizzeria della baia, Charlie ha procurato cocco fresco per tutti. Tornati a bordo, ha ulteriormente umiliato il nostro lato culinario, preparando per pranzo due White Snapper freschi procurati da un pescatore, e confessandoci che in passato ha fatto anche il cuoco. Il tempo inclemente ed un forte vento ci hanno costretti al rientro a motore al porto Desatin, con Francesco ko in coperta.
In porto erano rientrate molte barche, tra le quali un catamarano danneggiato da un urto col Reef a causa del vento. Sembra che il maltempo fosse causato dalla coda di un ciclone che aveva colpito il Madagascar. Per passare il tempo, Sara ha perso il primato a briscola giocandosi la cena in coppia con Francesco contro Mauro e Michele, che si sono goduti senza muovere un dito una buona pasta alla napoletana (preparata da Sara) e delle ottime patate fritte (specialità di Francesco).

Martedì 22 Aprile (4° giorno): Accolti da un splendida mattinata, abbiamo fatto rotta verso Couriouse Island, dopo aver imbarcato tre Snappers per il pranzo. Sull’isola, un parco naturale stupendo, vivono le Tartarughe giganti di terra. Durante la passeggiata attraverso una diga abbiamo visto il primo squalo in caccia nella baia. La passeggiata nella foresta pluviale ci ha permesso di vedere una vegetazione magnifica e vari tipi di animali anfibi. Ultima meta la Doctor House (monumento nazionale). Di nuovo imbarcati, Charlie ci ha nuovamente stupito con un magnifico pesce al forno. Nel pomeriggio abbiamo fatto rotta nuovamente per St.Pierre Island per fare snorkeling in uno dei paradisi marini delle Seychelles, ma solo Francesco e Mauro sono scesi in acqua: Sara e Michele erano ko. Qui hanno visto, oltre ad un’abbondanza incredibile di vita marina, un pesce pappagallo di un metro e una Razza, che ha fatto un frontale con la maschera di Francesco. Al tramonto abbiamo attraccato nella baia di Couriouse Island, tra altre imbarcazioni. Dopo la cena offerta da Sara e Francesco, nuovamente perdenti a Briscola, abbiamo potuto godere dello spettacolo offerto dal cielo stellato, da stelle cadenti, dalla luna “a tazza” sorta a mezzanotte, da una pace indicibile e dal Plancton fluorescente che risplendeva nel mare (e anche nel water!). Curiosa la “fuga” di Charlie, nella totale oscurità attraverso un braccio di mare di cinque km, verso Praslin col tender, dalla sua ragazza: incredibilmente ha ritrovato la strada senza problemi. Unica intrusione tecnologica i messaggi sms che informavano Francesco e Mauro (i calciofili dell’equipaggio) della qualificazione di Juve e Inter.

Mercoledì 23 Aprile (5° giorno): All’alba, bagno ristoratore, colazione e poi rotta verso Dennis Island, l’unico atollo corallino dell’arcipelago. La sera precedente Charlie si era procurato un’attrezzatura da pesca, subito messa in acqua durante la navigazione. L’assenza totale di vento ed il mare piatto ci a hanno costretti ad accendere il motore. Per la prima volta ci troviamo a navigare in mare aperto, lontano dall’arcipelago principale, essendo Dennis Island a 30 miglia da Praslin. Con incredibile puntualità, alle 12:15, un tonno Bonito di 3kg ha abboccato e nelle mani di Charlie è diventato un incredibile pranzo, che ha cambiato la nostra definizione di “tonno” e ci ha fatto meditare sull’utilità delle scatolette in cambusa. Sull’isola era impossibile sbarcare in quanto privata, ma abbiamo comunque fatto un breve tour col tender sul reef.
Al rientro in barca ci siamo buttati in acqua, ma lo snorkeling non è stato all’altezza delle aspettative e siamo rientrati a bordo presto, anche perché dopo le 18:00 solitamente gli squali escono a caccia. Molto più impressionante era l’ambiente circostante, cielo e mare a perdita d’occhio, un tramonto spettacolare e un preoccupante fronte temporalesco all’orizzonte: Charlie ha sfoderato l’ennesimo “no problem” ed in effetti, tranne dondolii e cigolii per un po’ di vento, nulla è accaduto, se non un incredibile spettacolo notturno sul mare. Mauro e Michele nuovamente campioni di Briscola.

Giovedì 24 Aprile (6° giorno): In mattinata, dopo il solito tuffo ristoratore e colazione in paradiso, rotta verso Praslin, a motore per il perdurare della bonaccia. La navigazione è stata caratterizzata da un’incredibile battuta di pesca: un Vela e tre KingFish persi (hanno distrutto le esche nei loro comunque spettacolari attacchi), catturato un tonno YellowFin da 7kg e slamato tra le mani di Mauro un Bonito da 2 kg. Hanno fatto la loro comparsa i pesci volanti (che fuggivano spaventati dalla barca), due branchi di delfini (che purtroppo sono rimasti a distanza), numerosi predatori (che guizzavano fuori dall’acqua preceduti dalle prede), una tartaruga (che galleggiava pigramente al largo) e innumerevoli uccelli, tra i quali spiccavano maestose le Fregate. Il primo contatto con l’arcipelago è avvenuto a Iride Island, base stanziale per un’incredibile varietà di uccelli e ideale per il bird-watching. Ormeggiati ad Anse Lazio, la più bella spiaggia di Praslin (anche se la nostra attenzione era rivolta altrove), ci siamo immediatamente buttati in acqua per vedere la vita marina della scogliera. Sara e Francesco hanno fatto anche una passeggiata sulla spiaggia. Al ritorno, salutati i DogFish ritrovati sotto la chiglia in compagnia di una Razza, Charlie aveva preparato il pranzo migliore in assoluto: YellowFin al forno e crudo con salsa da lui preparata. Nel pomeriggio rotta verso Codou, dove abbiamo ormeggiato per la notte. Per cena siamo scesi in un ristorante della baia, serviti da una amica di Charlie, Madonna. Al ritorno Sara e Francesco conquistano il titolo di Campioni di Briscola, battendo per sfinimento Mauro e Michele. Spente le luci, il cielo stellato è divenuto protagonista, nel tentativo di costruire costellazioni e alla ricerca di stelle cadenti. La calma della mezzanotte si è trasformata in un vento violento nella notte: nulla di pericoloso, grazie all’esperienza di Charlie nell’ormeggiare la barca. Peccato che uno skipper fai-da-te francese non fosse all’altezza, ed infatti un catamarano due volte più grande della nostra Canelle ci ha speronati dopo aver disancorato, cogliendoci nel sonno. Fortunatamente nessun danno per noi, e nemmeno tanto spavento: Charlie era tranquillo, quindi noi eravamo tranquilli. Immancabile un suo “no problem”. Peculiare vedere 8 francesi nudi o seminudi che, in preda al panico, correvano su e giù per il catamarano alla luce di torce e faretti traballanti nella notte ventosa.

Venerdì 25 Aprile (7° giorno): Compleanno di Sara, esentata quindi da qualsiasi lavoro. Dopo il “solito” tuffo ristoratore e una rilassante colazione, abbiamo issato le vele verso le Sister’s Island, ma la bonaccia ha vanificato i tentativi. Durante la navigazione a motore, alle 11:30 precise, abbiamo catturato un grosso Bonito da 8kg. Ancorati sottocosta a Big Sister, siamo scesi in acqua per lo snorkeling, ed è stata l’apoteosi. Tutto quanto le Seychelles potevano offrire era davanti ai nostri occhi, ma l’emozione di nuotare con le tartarughe marine e con uno squalo è veramente indescrivibile. Charlie ha continuato a viziarci, facendoci trovare al rientro un profumino delizioso, del Bonito già cucinato. Nel pomeriggio il vento ci ha permesso di veleggiare tra le isole, con vera soddisfazione, puntando verso Marianne Island dove, con Sara al timone, siamo stati impegnati a doppiare l’isola a in una forte corrente, che ha reso necessarie una serie continua di strambate, per le quali abbiamo battezzato l’estremità dell’isola Cape Torment.
La navigazione è proseguita verso Felicite Island e quindi Coco Island, fino a rientrare nella baia di Codou in Praslin, per prendere la torta commissionata da Charlie a suoi conoscenti, con la quale abbiamo festeggiato il compleanno di Sara: un compleanno veramente indimenticabile per lei, ma anche per noi. Dopo l’ennesimo sbarco nel buio per un cocktail in uno dei locali affacciati sulla baia, tutti a letto per l’ultima notte sulla Canelle.

Sabato 26 Aprile (8° giorno): In mattinata, con un forte vento contrario, siamo rientrati al porto Desatin, dove abbiamo lasciato la barca. Sentendoci come pesci fuor d’acqua, abbiamo chiamato un taxi e siamo andati ad Anse Lazio, per passare qualche ora in attesa del volo del pomeriggio. L’aereo era tutto un programma, coi suoi quindici posti ed il pilota seduto praticamente tra i passeggeri. Atterrati a Mahe, ci siamo separati: Sara e Francesco, che avevano ancora qualche giorno, sono andati a crogiolarsi nel villaggio Banyan Tree, ad Anse Intendance; Mauro e Michele sono andati alla ricerca di una sistemazione per la notte, in attesa del volo verso casa, il giorno dopo. In questa ricerca sono capitati per caso nel ristorante creolo più antico di Mahe, la Marie Antoniette house dove, a parte una buona cena, sono caratteristiche le pareti coperte di biglietti da visita e banconote dei paesi più diversi.

Domenica 27 Aprile: Per Mauro e Michele è stato il giorno del rientro alla realtà, col volo intercontinentale e una serie di disservizi delle compagnie aeree che li hanno bloccati a Parigi fino a Lunedì.

Un mese dopo: La vita di mare e una compagnia perfetta sono stati gli ingredienti di un viaggio poco usuale, ma che si è dimostrato ideale. Lo spirito di quella gente e dei luoghi incantati, ammirati da un punto di vista diverso dal solito, persiste ancora e speriamo rimanga per molto ancora. Sicuramente, per quanto possibile, sarà un’esperienza da ripetere, magari in altri luoghi, ma con la stessa filosofia.

Un anno dopo: si torna! ad Aprile esploreremo le Seychelles del sud, sicuramente l’arcipelago Les Admirantes, di nuovo con Charlie!… quindi a presto un nuovo diario…

bye
mic
{http://www.homofaber.net}

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